
Hai un dente scheggiato e non sai cosa fare? Questa guida ti viene in aiuto spiegandoti la differenza tra dente rotto, scheggiato o fratturato, come prendersene cura e come evitarlo in futuro. Anche se questo articolo mira ad essere un vademecum utile per risolvere il problema, da un molare scheggiato a un incisivo spezzato, è sempre meglio consultare il dentista per qualsiasi questione legata al cavo orale.
È bene porre una distinzione chiara tra queste tre situazioni in cui può incorrere un dente. Dente scheggiato: normalmente, un dente inizia a scheggiarsi partendo dalle estremità, facendosi strada verso l’interno. Dente rotto: il termine ‘dente rotto’ può voler dire che il dente è scheggiato o che c’è un’erosione totale dello smalto. Dente fratturato: a differenza di un dente scheggiato, un dente fratturato inizia la sua rottura vicino le gengive e non alle estremità. Infine, un dente viene definito fratturato quando la rottura è in prossimità delle gengive.
Quando senti un debole mal di denti, provi dolore quando mastichi il cibo e soffri di un’alta sensibilità dentale al caldo e al freddo, potresti avere un dente scheggiato e magari neanche saperlo. Le fratture possono essere infatti poco visibili. La scheggiatura può infatti esporre la polpa dentale, provocando come sintomi dolore o sensibilità al caldo, al freddo o alla pressione, quindi durante la masticazione. Si manifesta spesso con dolore acuto spontaneo o al contatto. L’assenza di dolore non significa assenza di danno. Anche una scheggiatura apparentemente innocua può nascondere una lesione più profonda, visibile solo alla radiografia.
La risposta è sì, sempre. Quando un dente si scheggia, i possibili scenari dipendono da quanto in profondità arriva la frattura. Frattura di smalto (grado I): interessa solo lo strato più superficiale. Frattura di smalto e dentina (grado II): la dentina è esposta. Frattura con esposizione pulpare (grado III): la polpa è raggiunta. Prima si interviene, più conservativo - e meno costoso - sarà il trattamento.
Bisogna quindi immediatamente fissare un appuntamento con il proprio dentista, il prima possibile. Solo un professionista può valutare l’estensione del danno e raccomandare il trattamento adeguato. Se compare dolore spontaneo, gonfiore alla gengiva, o il dente cambia colore, si tratta di segnali che richiedono una visita urgente. Anche senza frammento, è bene non superare la settimana.
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La ricostruzione del dente scheggiato dipende dall’entità del danno apportato. Vediamo quindi quali sono i principali rimedi che il medico può adoperare per la riparazione di un dente scheggiato.
Quando il frammento è disponibile e integro, il riattacco diretto è spesso il rimedio più adatto. Il frammento viene incollato al moncone residuo tramite resine adesive ad alta resistenza. Il risultato estetico è eccellente perché si lavora con il materiale originale del dente, che mantiene traslucenza e colorazione naturali.
Se la scheggiatura è leggera e la forma dei denti è soddisfacente, può essere sufficiente applicare una resina composita per ricostruire solo la parte del dente che si è lesionata. Il bonding, chiamato anche sigillatura del dente o legame dentale, prevede l'applicazione, sulla zona scheggiata, di una resina. Grazie alla luce ultravioletta la resina riesce ad aderire al dente, e la scheggiatura diventa così invisibile. Questa è la soluzione meno invasiva per ricostruire i denti.
Tra i rimedi più efficaci per un dente scheggiato c’è l’intarsio dentale. L’intarsio è una sorta di “tassello” in ceramica o composito, modellato con precisione per combaciare perfettamente con la forma del dente. Viene applicato soprattutto nei molari e premolari, quando la scheggiatura è troppo estesa per una semplice otturazione ma non abbastanza grave da richiedere una corona completa.
Nel caso in cui si verifichi una frattura estesa, come un’ampia scheggiatura dell’incisivo o canino, si valutano restauri protesici mini-invasivi: le faccette dentali. Quando la frattura è piuttosto visibile ed antiestetica è possibile porre rimedio attraverso le faccette dentali. Dopo la radiografia e il rilievo delle impronte dentali si esegue la fase di mock-up. La faccetta in ceramica offre la soluzione più duratura e con le migliori proprietà ottiche.
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Le corone dentali invece avvolgono completamente il dente rotto che quindi necessita di una limatura tale da consentirne l’incapsulamento. Nelle fratture molto estese, soprattutto quando è coinvolta la polpa e il dente è stato devitalizzato, la corona protesica è la scelta strutturalmente più solida.
La riparazione di un dente scheggiato può avvenire anche attraverso una cura canalare, detta più comunemente devitalizzazione. L’intervento avviene in anestesia locale e si caratterizza per un primo step contraddistinto dalla pulpectomia, ovvero l’operazione necessaria per rimuovere la polpa del dente. Dopodiché si passa all’otturazione: le radici vengono aperte e riempite con la guttaperca. Per ripristinare l’estetica del dente si opta solitamente per una corona dentale.
Se il lavoro del dentista è eseguito a regola d’arte il dente scheggiato è invisibile. La cura non viene percepita a occhio nudo. Il colore delle resine composite viene gestito per essere indistinguibile da quello dei denti su cui vengono applicate. Le faccette in ceramica hanno proprietà ottiche ancora più vicine al dente naturale. Il limite dei materiali compositi può essere la stabilità nel tempo; per questo il clinico può preferire soluzioni più durature quando necessario.
I cibi da evitare sono gli stessi che, in teoria, potrebbero avere determinato la scheggiatura o rottura del dente: cibi dalla consistenza dura come frutta secca, torrone, ghiaccio e caramelle dure. Evita di masticare dalla parte del dente scheggiato e limita il consumo di bevande troppo calde o fredde se avverti sensibilità.
No, un dente scheggiato non ricresce. Lo smalto dentale non si rigenera spontaneamente.
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Un dente può scheggiarsi senza motivo apparente se è indebolito da una carie non diagnosticata che agisce in profondità e che può indebolire il dente, fino a portarlo alla sua rottura.
Prima possibile, idealmente entro 24-48 ore se hai recuperato il frammento. Anche senza frammento, è bene non superare la settimana.
Non è possibile identificare un costo preciso a priori, perchè ogni quadro clinico necessità di una visita con l’odontoiatra al fine di valutare le necessità di ogni paziente.
I denti che si spezzano sono certamente un problema diffuso, ma proprio per tale motivo non va assolutamente sottovalutato. Un dente scheggiato può essere trattato con diverse tecniche: dal riattacco del frammento originale al restauro diretto in composito, fino alle faccette in ceramica per lesioni più estese. In ogni caso, è fondamentale rivolgersi al giusto specialista. Solo un professionista può valutare l’estensione del danno e raccomandare il trattamento adeguato.
Ci auguriamo che questa guida abbia risolto alcuni tuoi dubbi riguardanti i denti scheggiati e cosa fare in caso di dente rotto. Avvertenza: I consigli contenuti nel presente articolo non costituiscono parere medico, e si rendono disponibili esclusivamente a scopo informativo. Se riscontri problemi al cavo orale, ti raccomandiamo di consultare il tuo dentista.
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