
Tra i pazienti odontoiatrici può capitare che ci sia chi riporta disturbi legati al digrignamento dei denti in modo involontario e a volte anche inconsapevole: in questi casi si parla di bruxismo, una patologia che può essere affrontata, trattata e risolta con successo.
Il bruxismo notturno, la tipologia più frequente, che consiste nel digrignare i denti durante il sonno. In tutti i casi, il bruxismo si manifesta con sintomi piuttosto chiari: le mascelle serrate, i denti che sfregano tra arcata superiore e arcata inferiore e il conseguente rumore che viene generato dal digrignamento.
Il digrignare i denti è lo sfregamento involontario degli elementi dentari, in particolare durante la notte. Questo movimento può essere rumoroso e causare usura dei denti, tensioni muscolari e dolore alla mandibola.
La diagnosi può essere effettuata dal dentista o da un medico specializzato nei disturbi del sonno, sulla base di una valutazione clinica accurata. Nei casi in cui si sospetti un bruxismo notturno associato ad altri disturbi del sonno, può essere indicato ricorrere a esami strumentali. In particolare, la polisonnografia consente di analizzare in modo completo il sonno e di individuare eventuali alterazioni correlate.
Le cause del digrignamento dei denti sono molteplici e possono avere origine sia fisica che psicologica. Tra le principali troviamo:
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I sintomi possono includere:
Secondo definizioni scientifiche, il Bruxismo può manifestarsi durante il sonno (bruxismo notturno) e durante la veglia (bruxismo diurno). Durante il sonno si distinguono il bruxismo ritmico e il bruxismo non ritmico; durante la veglia prevale il serramento. Il bruxismo notturno è comunque più frequente rispetto a quello diurno e colpisce una parte significativa della popolazione, comprese categorie pediatriche e adolescenziali.
Il bruxismo può causare:
La terapia varia in base alle cause e alla gravità: spesso si parte da misure protettive e riabilitative, mirate a proteggere i denti e ridurre le sollecitazioni sull’ATM.
Nei casi in cui l’origine sia legata allo stress o a disturbi del sonno, l’aspetto psicologico può giocare un ruolo importante: consulto psicologico o psicoterapia può contribuire a gestire lo stress e ridurre le parafunzioni masticatorie.
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Abitudini virtuose utili fin da subito includono:
Il bite è uno degli strumenti più efficaci per proteggere i denti dai traumi del bruxismo e può ridurre il sovraccarico sulle articolazioni; però non agisce sulle cause. Il percorso terapeutico può includere anche la gestione delle malocclusioni, terapie fisiche e interventi psicologici per affrontare stress e tensione emotiva. La prevenzione passa per una combinazione di buone abitudini serali, gestione dello stress e controlli regolari.
Nell’ambito pediatrico, anche i bambini bruxano durante la dentizione; in genere il disturbo è transitorio e si risolve con la crescita, con l’ortodontista che può offrire consigli durante le visite di controllo. Il bruxismo può talvolta avere connessi benefici nelle apnee notturne, migliorando la respirazione durante il sonno, ma è essenziale valutare ogni caso singolarmente per evitare danni a denti e articolazioni.
| Intervento | Obiettivo | Nota |
|---|---|---|
| Bite personalizzato | Protezione dentale notturna | Indispensabile su misura; non usare bite non personalizzati |
| Terapie Fisioterapiche/Osteopatiche | Riequilibrio muscolo-articolare | In caso di dolore tensivo |
| Rilassamento e mindfulness | Ridurre stress e iperattivazione | Supporto utile anche da solo |
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