Denti del giudizio: informazioni generali su cosa sono, quando spuntano e quando è necessario rimuoverli

Togliere i denti del giudizio rappresenta per molte persone una sorta di spauracchio, accompagnato da paure infondate e da racconti che spesso sconfinano in leggende metropolitane. I denti del giudizio sono dei molari, e più precisamente si tratta degli ultimi molari nell’arcata dentaria (il dente del giudizio è infatti chiamato anche terzo molare), dal momento che occupano la posizione più interna di ogni emiarcata dentale.

I denti del giudizio, chiamati anche ottavi, sono dei molari che, nella maggior parte dei casi, crescono in età adulta o adolescenziale. Questi elementi dentali vengono chiamati “del giudizio” poiché compaiono approssimativamente tra i 17 e i 25 anni, età in cui si è portati a essere più maturi e responsabili. I denti del giudizio sono dei molari e sono gli ultimi a comparire, nell'arco di tempo compreso tra i 18 e i 25 anni. I quattro primi molari spuntano all’età di circa sei anni, i quattro secondi molari attorno ai 12 anni, e i quattro terzi molari (o ottavi) compaiono verso i 17 anni (in una forchetta media compresa tra l’età di 15 e 25 anni), quando si diventa adulti, e per questo sono chiamati “denti del giudizio”.

denti del giudizio posizione arcata

Perché nascono e quale funzione hanno

Oggi i denti del giudizio non hanno nessuna funzione ma la loro presenza è ricollegabile all’evoluzione umana. Si tratta infatti di un fattore genetico ereditato dall'Homo Sapiens, l’uomo primitivo, che nutrendosi di alimenti duri e spesso crudi necessitava di una dentatura più resistente per riuscire a masticare in modo efficace. In passato, l’essere umano utilizzava molto di più i molari per masticare alimenti ostici da ingerire, come per esempio cibi crudi o carni. Con il tempo i cibi si sono iniziati a cuocere e sono diventati più morbidi l’evoluzione della specie umana, pertanto, ha portato ad aumentare le ossa del cranio, per fare posto a più materia grigia, e a diminuire il volume delle ossa mascellari. Di conseguenza il numero di denti molari è diminuito.

Secondo alcuni antropologi, la comparsa degli ottavi in età tardiva avrebbe il compito di controbilanciare l'eccessiva usura degli altri denti. L'alimentazione preistorica e l'inesistenza di cure dentarie infatti provocavano la perdita precoce dei denti. È stato infatti dimostrato che, nell’era contemporanea, i denti del giudizio non abbiano più alcuna funzione necessaria né ai fini della masticazione né a livello estetico.

Come si riconoscono e quali varianti esistono

Per riconoscere il dente del giudizio è opportuno individuare i terzi molari, ossia quelli collocati nella parte più interna delle quattro semi-arcate dentali. Con il termine “denti del giudizio” si intendono i quattro denti molari che completano le arcate dentali e si identificano in terzo molare destro e sinistro inferiori e terzo molare destro e sinistro superiori. In genere sono quattro, ma alcune persone ne hanno solo tre, altri due, altri solo uno, altri ancora non ne hanno. Ma non è raro che i denti del giudizio non compaiano per nulla. Nei casi in cui non hanno esordio si usa il termine ipodonzia, che indica un numero complessivo di denti del giudizio inferiore ai quattro. Non sono rari, tuttavia, casi di iperdentia o opodontia, ovvero quei casi in cui i denti del giudizio sono più o meno di quattro.

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Eruzione, inclusione e semi-inclusione: cosa significano

L’eruzione dei denti del giudizio, vale a dire la fase in cui questi molari iniziano a spuntare dalle gengive e diventano visibili, solitamente non è dolorosa, ma può generare un semplice fastidio gengivale. L’eruzione di un dente del giudizio avviene quando il dente spunta dalla gengiva e inizia a essere visibile, oltre che percepibile con la punta della lingua. Spesso accade che un dente del giudizio manchi di spuntare, rimanendo dunque incluso (quando il germe dentale si trova completamente coperto dalla gengiva) oppure semincluso (quando è in parte visibile). Se lo spazio a disposizione è poco, si parla di inclusione dentale. In alcuni casi il dente non riesce a erompere e si blocca a metà strada, può trovarsi in una posizione irregolare oppure, per mancanza di spazio, scontrarsi con il settimo dente (secondo molare).

Problemi associati: pericoronarite, carie, ascessi, parodontopatie

Durante il processo di eruzione degli ottavi non sono rari i casi di pericoronite, un’infiammazione accompagnata da un forte dolore che coinvolge la gengiva, che appare gonfia e arrossata. Il dolore può essere sintomo di una gengiva che, a causa di una infezione causata da sporco residuo, si sta aprendo. Possono verificarsi delle infiammazioni gengivali. Ascesso, carie, pericoronite e altre infiammazioni gengivali sono sicuramente i disturbi più comuni che insorgono per problematiche relative ai denti del giudizio.

Il gonfiore può aumentare fino a modificare il profilo del volto. Se l’infiammazione è piuttosto acuta, il dolore può espandersi per tutta la mandibola, irradiandosi fino alle orecchie e al collo, provocando dei grossi problemi masticatori o difficoltà nell’apertura e chiusura della bocca. A causa della posizione anomala dei denti del giudizio questi sono difficilmente raggiungibili da qualsiasi tipo di spazzolino per cui facilmente si formano degli ascessi che devono essere temporaneamente curati con terapia farmacologica. Un ascesso di un dente del giudizio non curato può comportare alcune conseguenze importanti come: ascesso cerebrale, ascesso sottomandibolare, anestesia del nervo alveolare inferiore, fistola cutanea, trisma (le mandibole si serrano e non si aprono) e febbre.

pericoronite e ascesso dentale illustrazione

Quando è necessario estrarre i denti del giudizio

Non sempre. Se sono correttamente allineati e non generano problemi alla masticazione e all’igiene orale, infatti, i denti del giudizio si possono tenere al loro posto per tutta la vita. Tuttavia ci sono dei casi in cui necessitano di estrazione. Vediamo quando:

  • Quando sono parzialmente erotti: in tale circostanza si crea un'infiammazione della gengiva detta disodontiasi o pericoronarite a causa dell’inevitabile accumulo di residui alimentari.
  • Quando sono parzialmente erotti e inclinati: oltre a dare infiammazioni e ascessi potrebbero cariare il penultimo molare.
  • Quando creano problemi parodontali: talvolta a causa dell’accumulo di cibo si possono creare dei problemi parodontali al molare vicino (secondo molare) difficilmente trattabili.
  • Quando sono cariati: è davvero difficile e sicuramente inutile curare un dente che non ha alcuna utilità.
  • Quando provocano ascessi ricorrenti: in presenza di ascessi soprattutto quando si ripetono con una certa frequenza i denti del giudizio vanno estratti.
  • Quando ostacolano il trattamento ortodontico: i denti del giudizio possono creare delle forze sugli altri denti così importanti che in alcuni casi possono contrastare le forze ortodontiche esercitate da un apparecchio ortodontico.

Valutazione diagnostica e indicazioni cliniche

Consultarsi con il proprio dentista di fiducia è la prima operazione da compiere in tutti i casi in cui una sintomatologia specifica lasci presupporre che la formazione dei denti del giudizio abbia avuto inizio. Gli strumenti che permettono allo specialista la decisione per la rimozione, o meno, del dente del giudizio sono una radiografia ortopanoramica e, se necessario, una TAC. L’ortopanoramica è un esame di diagnostica per immagini indolore e non invasivo che permette allo specialista di ottenere delle immagini dettagliate delle principali strutture presenti all’interno della cavità orale. Questo tipo di scansione produce un’immagine bidimensionale della sezione cranica racchiusa tra le due mascelle ed impiega i raggi X allo scopo di identificare in maniera immediata i segnali riconducibili ad una condizione patologica da approfondire.

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Per sottoporsi allo screening non è necessaria alcuna preparazione specifica: è necessario soltanto privarsi di eventuali oggetti metallici come orecchini, piercing, protesi e dentiere. Di conseguenza varia anche il costo, compreso indicativamente tra i 200 euro e i 500 euro. Secondo l’American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons, tutti dovrebbero sottoporsi a una valutazione dei denti del giudizio entro i 25 anni di età. I dati statistici sembrano infatti indicare che almeno un terzo della popolazione dovrà sottoporsi a estrazione di questi denti entro l’età indicata.

Come viene praticata l’estrazione

L’estrazione dei denti del giudizio, quando ritenuta necessaria dal dentista, avviene attraverso un intervento del tutto simile a una normale estrazione dentale, con la differenza che l’elemento da rimuovere si trova in questo caso in una posizione più arretrata e quindi di più difficile accesso. L’estrazione avviene in ambulatorio in anestesia locale o, se il paziente lo richiede (e le condizioni lo consentono) in sedazione cosciente e senza day hospital. L’intervento diventa più complesso se il dente del giudizio è parzialmente o totalmente incluso in quanto sarà necessario fresare l’osso e tagliare il dente in più parti per estrarlo.

In generale si può parlare di tre condizioni principali per un intervento di estrazione che riguarda il dente del giudizio:

  1. Estrazione semplice: il dente è estruso, cioè è visibile in arcata. Può essere estratto con le pinze o con l'utilizzo delle leve tramite tecnica EWF (Extraction Without Forceps).
  2. Semi-inclusione: il dente del giudizio è parzialmente ricoperto da gengiva e/o da osso; la chirurgia orale serve a liberare l’elemento dentario per poi poterlo agevolmente estrarre dal sito alveolare.
  3. Inclusione ossea totale (complessa): il dente è completamente nascosto dentro la mascella o la mandibola; serve rimuovere parte dell'osso per esporre e poi estrarre l'elemento dentario, spesso dopo averlo diviso in parti più piccole.

La complessità dell’intervento risulta essere determinata dal rapporto che c’è tra nervo alveolare e radici del dente, dalla posizione del dente e, infine, da quanto il dente è incluso all’interno dell’osso. Il nervo alveolare inferiore passa all’interno della mandibola, interessando entrambe le arcate dentarie inferiori. Non svolge alcuna funzione motoria, la sua funzione in realtà è sensitiva e interessa una parte del labbro e la porzione delle gengive che si ritrovano comprese tra i denti incisivi e molari.

radiografia ortopanoramica esempio

Anestesia, punti e terapia post-operatoria

Al termine dell’estrazione le ferite sono chiuse con due punti riassorbibili. Dopo circa una settimana, nell’ambito della prima visita di controllo, i punti sono rimossi. È possibile, a seconda dei casi e in base alla valutazione del dentista, che il paziente abbia necessità di una copertura antibiotica, prima e dopo l’intervento di estrazione. L’estrazione di un dente può rendersi necessaria a causa di un trauma, di un’infezione estesa, della frattura delle radici, della devitalizzazione o della paradontite: si tratta di un intervento semplice e tutt’altro che pericoloso, ma non del tutto indolore.

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Nei giorni successivi all’intervento è consigliato riposo, in ambito lavorativo e sportivo, per 48 ore, insieme alla cura della pulizia della ferita e una conseguente attenzione per l’igiene orale. È importante mantenere una buona igiene orale, ma senza spazzolare direttamente sulla zona dell’estrazione. Uno degli aspetti più delicati è capire cosa mangiare dopo l’estrazione del dente del giudizio. Evita cibi caldi, croccanti, duri o speziati. Il ghiaccio sarà un grande amico nei giorni seguenti; l’alimentazione tenderà in genere a essere liquida.

Complicanze possibili e come riconoscerle

L’intervento di estrazione di un dente si svolge in anestesia locale e può lasciare come strascico dolore e gonfiore. Tra le conseguenze di un’estrazione dentale può esserci anche la febbre. Sono molto comuni perdite di sangue e gonfiore, ma l’importante è favorire la corretta cicatrizzazione della ferita nei giorni successivi all’operazione. Normalmente il sanguinamento non dura più di ventiquattro ore, mentre il dolore dovrebbe scomparire a una settimana dall’intervento.

L’osteite alveolare è una complicazione che talvolta (3-5% di tutte le estrazioni) ha luogo dopo un’estrazione e può essere molto dolorosa. L’osteite alveolare, che compare qualche giorno dopo l’estrazione, è caratterizzata da un odore molto sgradevole e da un cattivo sapore in bocca che sembra provenire dal sito di estrazione. Il dolore può essere moderato o molto intenso e spesso sembra irradiarsi dal sito di estrazione fino all’orecchio. Il rischio di fratture all’angolo mandibolare dopo l’intervento è dovuto all’eccessivo carico sull’area interessata.

Strategie terapeutiche e linee guida

Una revisione della letteratura corrente pubblicata nel Cochrane Database of Systematic Reviews sconsiglia l’estrazione sistematica e indiscriminata dei denti del giudizio. L’osservazione regolare (watchful monitoring) sembra invece essere la strategia più indicata, associata a decisioni prudenti che aderiscono a indicatori precisi della rimozione. I benefici della chirurgia sono molto meno evidenti quando si parla di estrarre denti del giudizio inclusi, ma sani. Il dr. Mattes e i suoi colleghi non sono stati in grado di trovare studi affidabili sulla rimozione routinaria dei denti del giudizio negli adulti, e solo due studi riguardano la pratica negli adolescenti, purtroppo condotti su un numero di partecipanti troppo esiguo.

In linea generale, prima si interviene, minori sono le complicanze. I vantaggi dell’estrazione precoce dei denti del giudizio, intorno ai 16-17 anni, consistono soprattutto nell’evitare future complicazioni. Nel quadro del trattamento ortodontico, quando non hanno spazio nell’arcata i denti del giudizio vengono estratti prima di essere completamente formati (germectomia), all’età di circa 12-14 anni.

spiegazione estrazione dente del giudizio procedura e recupero

Domande frequenti sintetiche

  • È doloroso estrarre i denti del giudizio? L’estrazione dei denti del giudizio è ormai diventato un intervento di routine e viene eseguita in anestesia; il decorso post-operatorio può prevedere dolore e gonfiore ma è gestibile.
  • Posso evitare l’estrazione? In alcuni casi sì: quando i denti del giudizio sono erotti correttamente e non danno problemi possono essere conservati. L’osservazione regolare è una strategia comune.
  • Quando rimuovere un dente del giudizio asintomatico? Non c’è una risposta unica: la rimozione profilattica dei denti del giudizio inclusi non è basata su prove solide e va valutata caso per caso.
  • Quanto dura la guarigione? In assenza di complicazioni, la gengiva si chiude completamente in circa 10-15 giorni; il dolore tende a ridursi in una settimana.

Tabella riassuntiva: sintomi, cause e possibili azioni

Sintomo/condizione Possibile causa Azione consigliata
Gonfiore e dolore locale Pericoronite, infiammazione gengivale Visita dal dentista, terapia antibiotica, valutazione estrazione
Dolore irradiato a orecchio/collo Ascesso o infiammazione estesa Trattamento dell'ascesso e possibile estrazione
Dente incluso asintomatico Mancanza di spazio, inclusione ossea Monitoraggio radiografico periodico
Caries del terzo molare Difficoltà di igiene Estrarre il dente o valutare conservativa se possibile

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. In presenza di un dente del giudizio incluso, è fondamentale rivolgersi a un dentista o a un chirurgo maxillo-facciale per una valutazione.

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