
I denti si consumano perché subiscono dei traumi, per le condizioni stesse della bocca che può presentare un ambiente più o meno acido, per il consumo di alimenti o bevande che causano l’erosione di tutta la superficie del dente, oppure per vizi legati alla masticazione (es. Protesi dentali: utilizzate quando i denti sono molto rovinati o addirittura mancano. Faccette dentali: vengono utilizzate in caso di danni meno gravi, quando il sorriso risulta poco equilibrato a causa degli spazzi interdentali. Additionals: sono pezzettini di smalto da aggiungere al dente per cambiarne la forma o per riempire piccoli spazie.
Lo sbiancamento si può benissimo fare su denti rovinati, vanno protette le erosioni e poi ricostruiti.
Dal 1990 lavoro come dentista specializzata in odontoiatria estetica. Il nostro benessere psicofisico passa sicuramente dalla salute del sorriso. Per questo, la caduta dei denti in età adulta ci crea una sensazione di profondo disagio. Le cause che portano alla perdita dei denti in età adulta possono riguardare malattie gengivali trascurate, carie non trattate, fattori ereditari oppure possono riguardare fattori esterni come traumi o cadute accidentali. La perdita dei denti avviene quando uno o più denti si staccano dal loro supporto naturale, osso e gengiva, fornito alla radice.
C’è una sostanziale differenza tra perdita dei denti durante l’infanzia e la perdita dei denti per cause patologiche. Nei bambini infatti, la perdita dei denti è un processo naturale e fisiologico. I bambini hanno due serie di denti: quelli da latte, o decidui, e quelli definitivi. I denti da latte cadono quando i denti permanenti spingono da sotto la gengiva e causano il riassorbimento delle radici dei denti decidui. Questo processo consente la perdita dei denti da latte che vengono gradualmente sostituiti da quelli definitivi. La perdita dei denti per cause patologiche, invece, è causata da malattie, infezioni o condizioni anomale che danneggiano i denti e i tessuti di supporto. La perdita dei denti in età adulta può avere significative implicazioni sulla salute orale, ma anche su quella generale della persona. Può compromettere la masticazione, la fonetica e può intaccare la propria autostima.
Cercheremo di capire quali sono i fattori principali che possono causare la perdita dei denti e di individuare alcuni segnali di allarme per riconoscerli. Problemi gengivali come la parodontite (o piorrea), malattia che attacca progressivamente il tessuto a sostegno dei denti e nei casi più gravi ne provoca la perdita. Fattori legati allo stile di vita, come un’alimentazione ricca di zuccheri, fumo e una scarsa igiene orale. Bruxismo, digrignare i denti può portare all’indebolimento dei tessuti a sostegno del dente o a fratture dentali. La perdita dei denti può essere causata anche da fattori esterni. Traumi subiti al volto e incidenti che interessino la zona della bocca possono causare la rottura o la perdita di uno o più denti.
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Perdere i denti in età adulta può comportare forte insicurezza perché rovina l’estetica del sorriso, soprattutto se sono interessati i denti davanti. La perdita dei denti può causare problematiche all’interno della bocca anche ai denti sani presenti: i denti rimasti possono subire degli spostamenti per riempire il vuoto lasciato dai denti persi. Nella parte in cui la gengiva rimane “vuota” perché non svolge più la sua funzione di supporto al dente perso, si può verificare una perdita di volume osseo, ovvero una riduzione della quantità ossea. In realtà la perdita dei denti compromette e indebolisce lo stato di salute generale della persona. Ciò avviene perché, a causa della mancanza di alcuni denti, si potrebbe modificare la propria dieta rendendola meno equilibrata. Come abbiamo avuto modo di vedere, l’assenza di uno o più denti dall’arcata dentale non è solo un disagio fisico. È una problematica che può impattare negativamente il nostro stato di salute. Ecco perché è di fondamentale importanza riabilitare tempestivamente l’assenza dei denti mancanti.
Innanzitutto effettuare una corretta e quotidiana igiene orale è indispensabile. Spazzolare i denti almeno tre volte al giorno, o comunque dopo ogni pasto, aiuta a ridurre la placca e il tartaro e ad eliminare i batteri che portano alla formazione di carie e che sono la causa della maggior parte delle patologie gengivali che, come abbiamo visto, se trascurate possono portare alla perdita dei denti. Lo spazzolamento va abbinato a un frequente utilizzo del filo interdentale per rimuovere i residui di cibo e la placca che si accumula tra i denti. È altrettanto importante recarsi periodicamente dal proprio dentista di fiducia per una visita e per eseguire le consuete sedute di igiene almeno due volte l’anno.
Abbiamo visto come sia fondamentale sostituire un dente mancante per garantire lo stato di salute della bocca ma anche dell’intero organismo. L’impianto dentale è una piccola vite in titanio che viene inserita chirurgicamente nell’osso in corrispondenza del dente perso. Funge da radice artificiale. Quando l’impianto è saldamente integrato all’osso è possibile procedere con l’inserimento della corona che riproduce fedelmente l’aspetto del dente naturale. L’impianto è la soluzione più veloce, sicura e stabile che ti permetterà di riavere i tuoi denti fissi. Se non si volesse decidere per l’inserimento di un impersonato, la protesi dentale fissa è una valida alternativa per riabilitare i denti persi. La protesi dentale fissa è composta da un dente artificiale che viene “ancorato” ai denti naturali, con delle corone per denti singoli oppure con i ponti nel caso mancassero più denti. Esistono diverse tipologie di protesi dentali fisse.
Intervenire tempestivamente con trattamenti specifici che mirano a fermare la progressione della malattia e a preservare i tessuti di supporto dei denti. I trattamenti includono pulizie dentali profonde, conosciute come levigature radicolari, e terapie laser per eliminare le infezioni batteriche. Presso il nostro studio dentistico di Padova con oltre 40 anni di esperienza nel settore, potrai trovare un team di medici specialisti. L’implantologia dentale è sicuramente la tecnica più moderna per far fronte al problema. E’ la più efficace e risolutiva in molti casi, soprattutto in termini di stabilità. Si tratta, come dice la parola stessa, di due pilastri e del ponte stesso. I pilastri (denti confinanti) sono gli elementi che tengono su il ponte e quindi i denti vicini devono essere trattati adeguatamente. Vengono rimpiccioliti e devitalizzati. Potrebbe non essere una scelta di buon senso intervenire su elementi dentari sani. Diversa è la situazione in cui anche i denti vicini presentino già problemi come carie importanti. Può succedere però, soprattutto verso l’età senile, che i denti manchino tutti o quasi. Queste protesi possono essere parziali, quando abbiamo ancora denti su cui poter ancorare la protesi mobile con ganci oppure totali, quando le arcate sono totalmente edentule. Il vantaggio è quello della bassa invasività. Per metterle è sufficiente eseguire un’impronta e non occorre alcun intervento chirurgico. Come contraltare occorre tenere sempre ben pulita la protesi (ci sono per esempio specifiche pastiglie detergenti) poiché possono essere facilmente terreno fertile per batteri e microrganismi che talvolta provocano problematiche (anche serie) come la stomatite da protesi. Le protesi fisse su impianti prevedono come sostegno impianti osteointegrati, i quali vengono ancorati alle ossa mascellari o mandibolari. Talvolta può accadere che il paziente non abbia una struttura ossea adeguata per sostenere una protesi fissa. In questo caso è possibile ricorrere a protesi rimovibili su impianti. Anche in questo caso la protesi rimovibile su impianti è una soluzione per far fronte a denti mancanti o ad un’intera arcata dentale.
Bibliografia-Ministero della Salute: “LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA PREVENZIONE E LA GESTIONE CLINICA DEI TRAUMI DENTALI NEGLI INDIVIDUI IN ETA’ EVOLUTIVA” 2012-Shellis RP, Addy M. The interactions between attrition, abrasion and erosion in tooth wear. Monogr Oral Sci. 2014-Levin L, Day PF, Hicks L, O’Connell A, Fouad AF, Bourguignon C, Abbott PV. International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: General introduction. Dent Traumatol. 2020Ultimo aggiornamento: 01/08/2024
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Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. I nostri denti sono tenuti saldi al loro posto grazie ad una complessa struttura costituita principalmente dalle gengive, dall’osso alveolare con tutta una serie di legamenti e dal cemento radicolare. Tutti questi elementi insieme costituiscono il cosiddetto parodonto, la struttura principale di sostegno dei denti nel loro alveolo. Ovviamente ogni dente ha una sua mobilità molto limitata all’interno del suo alveolo, ma quando questa aumenta in modo anomalo e ci si ritrova con i denti che si muovono, significa che abbiamo un problema proprio al parodonto: se si infiammano i tessuti paradontali infatti, può verificarsi questo fastidioso e preoccupante disturbo che fa subito temere per la salute e la stabilità dei propri denti.
Qui l’infiammazione dei tessuti paradontali viene definita parodontite: questa si manifesta solitamente con un progressivo distacco delle gengive dai denti stessi, uno scollamento - spesso favorito anche da gengiviti croniche - che crea le cosiddette tasche parodontali. Qui possono andare ad insediarsi i batteri che, se non si interviene tempestivamente, possono con il tempo portare alla distruzione dell’apparato di supporto dei denti. Questi appariranno più lunghi del normale, perché è la gengiva a ritirarsi, e oltre a diventare più sensibili agli stimoli termici, diventano anche più deboli e iniziano pericolosamente a muoversi. La conseguenza più temibile di una parodontite non curata è dunque la caduta stessa dei denti.
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