
Quando si parla di igiene dentale a Torino, molte persone pensano ancora alla classica pulizia dei denti, spesso associata a fastidio, sensibilità o sanguinamento. In realtà, negli ultimi anni l’approccio all’igiene orale è cambiato profondamente. Presso Centro Brunelleschi a Torino, l’igiene professionale viene eseguita seguendo protocolli moderni che mettono al centro la salute dei tessuti e la prevenzione, come la Guided Biofilm Therapy.
Quando si parla di salute orale, capita spesso di sentire i termini “pulizia dentale” e “igiene dentale professionale” usati come sinonimi. I dentisti la chiamano più frequentemente ablazione del tartaro o detartrasi, mentre i pazienti preferiscono chiamarla pulizia dei denti. Pulizia dentale, detartrasi, ablazione del tartaro, seduta di igiene, etc. Intendiamo tutti la stessa cosa e di seguito descriviamo di cosa si tratta, cercando di rispondere alle domande più comuni che i pazienti si pongono.
La pulizia tradizionale dei denti, spesso chiamata anche detartrasi, è il metodo che per anni ha rappresentato lo standard dell’igiene professionale. L’obiettivo principale è la rimozione del tartaro visibile sopra e sotto il margine gengivale, utilizzando strumenti manuali o a ultrasuoni. Quando si parla di ablazione del tartaro, detta anche detartrasi, si intende una procedura professionale di igiene orale finalizzata alla rimozione del tartaro e della placca, ovvero depositi duri di placca batterica calcificata che aderiscono alla superficie dei denti e lungo il margine gengivale.
Questo approccio nasce in un’epoca in cui l’attenzione era concentrata soprattutto sul deposito duro, considerato la principale causa dei problemi gengivali. Il trattamento veniva eseguito intervenendo direttamente sul tartaro, spesso senza una reale distinzione tra zone più o meno contaminate da batteri. La pulizia tradizionale può essere efficace in alcuni casi, ma presenta dei limiti evidenti. Agendo in modo uniforme su tutta la bocca, può risultare più invasiva del necessario, soprattutto nei pazienti con gengive sensibili, recessioni o impianti dentali.
Il tartaro è un conglomerato di batteri, saliva, sali minerali, detriti di cibo che costituisce la più grande minaccia alla salute della nostra bocca. Si fa strada infatti a scapito delle gengive e dell’osso, che tendono così ad arretrare scoprendo i colletti gengivali dei denti. Quando la placca non viene rimossa adeguatamente con le normali manovre di igiene domiciliare, può mineralizzarsi in tartaro, che non può più essere eliminato con lo spazzolino e richiede quindi l’intervento di un esperto.
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La Guided Biofilm Therapy rappresenta un cambio di paradigma nell’igiene dentale. Non si concentra sul tartaro come punto di partenza, ma sul biofilm batterico, una pellicola invisibile composta da batteri attivi che aderisce a denti e gengive ed è responsabile di carie, gengiviti e parodontite. La GBT si basa su un protocollo scientifico strutturato che prevede prima l’individuazione del biofilm, poi la sua rimozione selettiva e solo successivamente l’eliminazione del tartaro residuo. Questo significa intervenire solo dove serve, nel modo meno traumatico possibile.
Il trattamento segue una sequenza precisa e ripetibile, che rende la seduta più controllata e personalizzabile. L’igiene non è più un gesto meccanico, ma un atto clinico mirato, orientato alla prevenzione a lungo termine e alla tutela dei tessuti.
La principale differenza tra pulizia tradizionale e GBT riguarda il modo in cui si interviene sulla bocca. Nella pulizia tradizionale si parte dal tartaro, rimuovendolo in modo diretto, spesso senza una distinzione visiva tra aree contaminate e aree sane. La GBT, invece, inizia rendendo visibile il biofilm attraverso sostanze rivelatrici che colorano temporaneamente i batteri. Questo passaggio permette al professionista di lavorare in modo mirato e al paziente di prendere consapevolezza delle proprie zone critiche.
Solo dopo la rimozione del biofilm si passa al tartaro, riducendo l’uso di strumenti più invasivi. Il risultato è un trattamento più preciso, meno aggressivo e più rispettoso dell’anatomia dentale e gengivale.
Uno degli aspetti che più colpisce i pazienti è la differenza di percezione durante la seduta. La pulizia tradizionale, soprattutto in presenza di gengive infiammate, può risultare fastidiosa o dolorosa, con sanguinamento e sensibilità post-trattamento. La GBT nasce proprio per migliorare il comfort. L’utilizzo di getti di aria, acqua e polveri molto fini consente di rimuovere il biofilm in modo delicato, riducendo la pressione sui tessuti. Questo rende la seduta generalmente più tollerabile e meglio accettata anche da chi ha avuto esperienze negative in passato.
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La minore aggressività si traduce spesso anche in un recupero più rapido e in una sensazione di benessere immediato dopo il trattamento.
Dal punto di vista clinico, la differenza tra pulizia tradizionale e GBT è particolarmente evidente nella gestione delle gengive. Il biofilm è il principale responsabile dell’infiammazione gengivale e, se non viene rimosso in modo efficace, continua ad agire anche dopo una seduta di igiene. La GBT, agendo direttamente sui batteri attivi, favorisce una riduzione più rapida dell’infiammazione e crea le condizioni per una guarigione dei tessuti. Questo è particolarmente importante nei pazienti con gengivite, parodontite o impianti dentali, dove il controllo batterico è essenziale.
La pulizia tradizionale, pur rimuovendo il tartaro, può non essere sufficiente da sola a gestire correttamente il biofilm, soprattutto nelle zone più difficili da raggiungere.
Esistono situazioni in cui la pulizia tradizionale mostra tutti i suoi limiti. Nei pazienti con tasche gengivali, impianti, apparecchi ortodontici o elevata predisposizione all’infiammazione, un approccio non mirato rischia di essere inefficace o addirittura controproducente. In questi casi, è fondamentale adottare un metodo che consenta un controllo preciso dei batteri e una personalizzazione del trattamento. La GBT risponde a questa esigenza perché non si limita a “pulire”, ma lavora sulla causa del problema, integrando prevenzione, educazione e mantenimento.
Il dentista o l’igienista dentale utilizzano degli strumenti specifici per rimuovere il tartaro dalle superfici, poichè uno spazzolino da denti o il filo interdentale sarebbero inefficaci. Il tartaro infatti è simile ad una incrostazione di calcare, molto resistente e tenacemente attaccato alla superficie dei denti. Esso può facilmente essere rimosso mediante l’uso di uno strumento ad ultrasuoni chiamato ablatore. L’ablatore del tartaro non ruota e non gira, quindi non taglia e non è pericoloso. Semplicemente emette degli ultrasuoni insieme a goccioline di acqua.
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In alternativa o in associazione all’ablatore vengono spesso utilizzati anche strumenti manuali detti curette, strumenti delicati e taglienti che devono essere utilizzati solo da mani esperte per rimuovere il tartaro negli angoli più difficili. Negli studi più attenti all’Igiene Orale la pulizia dei denti coinvolge anche attività di educazione del paziente alle tematiche della prevenzione, della corretta alimentazione, nonché istruzione e motivazione periodica, compreso l’insegnamento delle tecniche di spazzolamento.
La pulizia dei denti richiede un tempo sufficiente a passare l’ablatore e gli eventuali strumenti manuali su tutte le superfici dei denti di entrambe le arcate. In un paziente con numero di denti normale il tempo necessario a compiere tutte le operazioni oscilla tra i 45 e i 60 minuti. Solo raramente basta un tempo minore e altrettanto raramente è necessario superare una seduta di un’ora. Per sicurezza nel nostro studio ogni seduta di igiene orale occupa uno spazio di 60 minuti in agenda. Quando il caso è particolarmente complicato preferiamo eseguire due sedute in giorni diversi piuttosto che impegnare il paziente per troppo tempo nella stessa seduta.
Non esiste una regola uguale per tutti, quindi ogni dentista o igienista dentale individua un protocollo specifico per ogni paziente. La maggior parte dei pazienti, con igiene orale corretta a domicilio, con alimentazione corretta e senza particolari abitudini voluttuarie (fumo, caffè, the, ecc.) esegue una seduta di pulizia dei denti ogni 6 mesi. Quando il caso lo richiede l’intervallo viene ridotto anche a tre mesi o addirittura ad un mese, se serve.
Il costo medio per una pulizia dei denti, stabilito a seconda dei singoli odontoiatri e dei medici specialisti, si aggira intorno ai 50-100€. Nelle cliniche low cost, per esempio, la pulizia dei denti viene effettuata anche gratuitamente. Negli studi dentisti votati alla qualità delle prestazioni come il nostro, al contrario, una seduta di igiene orale costa 100 €.
La pulizia dei denti non è un trattamento doloroso, ma può generare un leggero fastidio, soprattutto in presenza di gengive infiammate o ipersensibilità dentale. Nei casi di malattia parodontale in fase acuta e quindi nei pazienti molto trascurati, tuttavia, l’igienista dentale trova gengive infiammate, gonfie e sanguinanti. In questi pazienti le abituali procedure di ablazione del tartaro possono rivelarsi fastidiose o anche dolorose. Per questo motivo, solo quando necessario, si ricorre anche alla anestesia locale somministrata dall’odontoiatra.
Il suono emesso dall’ablatore può essere fastidioso così come la temperatura eccessivamente fredda dell’acqua vaporizzata. Per questo motivo nel nostro studio disponiamo di un regolatore termico della temperatura dell’acqua dentro l’ablatore che evita al paziente questo problema.
Molto spesso capita che i pazienti richiedano una pulizia dei denti solo per motivi estetici, senza rendersi conto che invece è importante per la loro salute. Molti di questi pazienti si rendono conto spontaneamente che una semplice seduta di igiene orale è in grado di restituire ai denti una colorazione più bianca e più naturale senza rendere necessario lo sbiancamento vero e proprio. In casi molto più rari, invece, lo sbiancamento può essere indicato per motivi puramente estetici.
Nel nostro studio tendiamo a scoraggiare la richiesta dei pazienti di sbiancamento dentale per due motivi sostanzialmente: lo sbiancamento dentale può comportare un rischio per lo smalto se condotto con modalità efficaci ed aggressive; prediligiamo un aspetto naturale dei denti bianchi e non artificialmente realizzato, almeno quando il colore naturale è oggettivamente nella media della popolazione.
Rivolgersi con regolarità a un professionista per un’igiene dentale completa significa prevenire problemi futuri e garantire al proprio sorriso una salute duratura. Se la popolazione generale avesse la giusta attenzione per il proprio livello di igiene orale molti dentisti non avrebbero ragione di esistere ed i pazienti risparmierebbero grandi quantità di denaro che potrebbero spendere in modo più divertente. Fortunatamente questo concetto sta prendendo piede nel sentire comune, anche per merito di un dentista bravo che, contro il proprio interesse economico, investe continuamente nella diffusione di una vera e propria cultura della pulizia dei denti.
In carenza di un servizio pubblico adeguato, il successo o meno di queste iniziative è confinato al rapporto privato tra dentista e paziente, con l’intermediazione preziosa dell’Igienista Dentale, una figura professionale che ha cambiato il mondo dell’odontoiatria negli ultimi decenni. Se hai necessità di maggiori informazioni su questo argomento ti consigliamo di metterti in contatto con il tuo dentista o il tuo igienista dentale di fiducia.
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