Cause della mancanza di sensibilità della lingua dopo terapia canalare: panoramica clinica e gestione

Esistono condizioni anatomiche che rendono il nervo alveolare inferiore particolarmente vulnerabile. È una sensazione spontanea anomala non dolorosa, con i caratteri del formicolio o dell’intorpidimento, di leggere punture, di bruciore, di prurito, oppure di caldo o freddo. Ne abbiamo parlato con Luigi Genzano, un giovane odontoiatra che ha già maturato esperienze significative di tipo clinico e accademico presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e che ha concentrato recentemente la propria attenzione su questa spiacevole evenienza.

In odontoiatria si presentano di solito come conseguenza di interventi chirurgici: avulsione degli ottavi inferiori, impianti, rimozioni di cisti odontogene e non, interventi di chirurgia maxillo-facciale. Possono inoltre dare parestesia le lesioni al tessuto nervoso dovute a trattamenti endodontici e avvelenamento da mercurio; comunque, va sempre fatta una diagnosi differenziale, perché la parestesia può essere anche sintomo di diabete mellito, ipotiroidismo o sclerosi multipla.

Il segno principale della parestesia del nervo alveolare inferiore è l’anestesia o l’ipoestesia dell’emilabbro inferiore o del mento. A livello intraorale sono colpiti la superficie vestibolare del processo alveolare e la mucosa del labbro inferiore. Le cause possibili sono molteplici. Può avvenire in seguito alla somministrazione di un’anestesia tronculare per lesione o compressione di alcune fibre nervose. In questo caso, solitamente la restitutio ad integrum avviene nel giro di giorni o al massimo di qualche settimana.

Ma l’estrazione del terzo molare inferiore rappresenta la causa più frequente dei traumatismi del nervo alveolare inferiore, a causa dell’estrema vicinanza di quest’ultimo con le radici del dente del giudizio inferiore. Un’altra causa possibile è la presenza di materiale di origine endodontica nel canale. La presenza di materiale da otturazione nel canale mandibolare, in seguito a un trattamento endodontico, rappresenta una rara ma seria complicanza. I meccanismi responsabili del danno nervoso sono la neurotossicità chimica dei componenti del materiale di otturazione canalare e la pressione meccanica esercitata dal materiale spinto all’interno del canale mandibolare; i sintomi comprendono ipoestesia e disestesia; alcuni riferiscono insorgenza di dolore.

A tal proposito va ricordato che l’utilizzo di prodotti come l’N2, contenenti paraformaldeide, sono stati banditi dall’American Dental Association. Anche la trasposizione chirurgica laterale, parziale o totale del nervo alveolare inferiore può determinare una parestesia. La parestesia del territorio del mentoniero è una complicanza che si osserva, a volte, negli impianti di profondità dal settimo al quarto inferiore. La parestesia può essere data anche dall’impianto che comprime il nervo, da particelle di osso che irritano il nervo comprimendolo, o dall’emorragia dell’arteria o della vena che è stata incisa durante l’intervento.

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La parestesia del nervo alveolare inferiore deve essere trattata senza trascurare le conseguenze fisiche e psicologiche che può provocare al paziente. La scelta della terapia può essere semplice se ne sono note le cause. In questo caso, spesso, la rimozione della causa può essere risolutiva e accompagnarsi alla risoluzione dei sintomi. In gran parte le lesioni iatrogene hanno una buona prognosi, soprattutto in casi di danno neuroaprassico, ma serve ricordare che i criteri del grading classico delle lesioni nervose in neuroaprassia, axotomnesi e neurotmesi richiedono flessibilità e prudenza perché frequentemente ci sono lesioni che si associano a tali condizioni e ci sono difficoltà nella valutazione del tipo di danno.

Molti quadri lesionali (sensitivi) durano pochi giorni; la gravità è spesso legata al tronco interessato. In caso di neurotmesi, il riparo immediato evita la chirurgia dilazionata addizionale. È necessario dissecare i monconi nervosi danneggiati, retratti nel tessuto cicatriziale; si accorcia il tempo in cui i muscoli interessati rimangono denervati e si aumenta così il potenziale di guarigione. Pertanto, prima di fare un impianto inferiore nei settori posteriori e non, è importante mettere a conoscenza il paziente delle possibili complicanze. Bisogna spiegargli che nell’80% dei casi il formicolio è transitorio.

Infografica: percorsi nervosi mandibolari e aree di rischio durante procedure endodontiche

Nell’intervento di estrazione dei denti del giudizio si concentra la maggior parte dei traumi al nervo alveolare inferiore, ma possono essere responsabili anche trattamenti endodontici non corretti, disepatie chirurgiche o strumenti utilizzati durante la procedura. È utile ricordare che il nervo linguale, che decorre lungo la superficie interna della mandibola, può essere stimolato o lesionato durante l’anestesia o mediante manovre chirurgiche vicine all’area di iniezione.

La lingua può risultare interessata da una parestesia transitoria oppure persistente, e i sintomi possono includere bruciore, alterazioni di gusto o sensazioni tattili alterate. Dal 1997 esercita presso il reparto di neurologia dell’Azienda Ospedaliera di Lodi. Alcuni pazienti possono descrivere una sensazione di facoltà alterata della lingua, che a volte richiede valutazioni neurologiche e radiologiche per scartare altre patologie.

Dal punto di vista terapeutico, per migliorare le possibilità di recupero si utilizzano vitamine del gruppo B e acido alfa-lipoico. La terapia farmacologica può essere mirata al controllo dei sintomi e al supporto della funzione nervosa, mentre in casi selezionati può essere necessario un intervento chirurgico per decompressare o dissecare monconi nervosi retratti nel tessuto cicatriziale. La scelta della terapia dipende dalle cause identificate: rimozione della fonte di danno, controllo dell’eventuale infezione o granuloma e gestione del dolore.

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In contesti educativi e di pratica clinica, è utile discutere con il paziente le possibilità di recupero, i tempi attesi e le complicanze potenziali. La comunicazione al paziente aiuta a gestire le aspettative e a ridurre l’ansia legata a eventuali variazioni sensoriali post-operatorie.

Un’attenzione particolare va data alla diagnosi differenziale: parestesia dentale può manifestarsi anche in condizioni non strettamente odontoiatriche, come diabete mellito, ipotiroidismo o sclerosi multipla. Per questa ragione, è consigliabile una valutazione multidisciplinare quando i sintomi persistono oltre i tempi normali di guarigione o quando la sintomatologia è atipica.

Aspetti pratici per il clinico

  • Informare preventivamente il paziente sulle possibili complicanze nervose associate a impianti, estrazioni e trattamenti endodontici.
  • Monitorare la sensibilità e la funzione motoria della regione labiale e linguale durante i follow-up post-operatori.
  • Considerare una valutazione neurofisiologica e/o radiologica se la parestesia persiste oltre alcune settimane o mesi.
  • Applicare approcci terapeutici mirati al recupero della sensibilità, includendo vitamine del gruppo B e antiossidanti come l’acido alfa-lipoico, secondo indicazioni cliniche.
Video esplicativo sui nervi alveolari inferiori e sulle complicanze post-operatorie

Riflessioni cliniche

La patologia descritta richiede una gestione personalizzata: ciascun caso ha una probabilità variabile di recupero completo, e la prognosi può dipendere dal tipo di danno (neuroaprassico, axotomnesi, neurotmesi) e dall’intervento terapeutico tempestivo. La letteratura e le esperienze di specialisti confermano che, con una diagnosi accurata e un piano terapeutico adeguato, la maggior parte delle lesioni iatrogene presenta una buona prognosi.

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