
I denti da latte sono presenti nella struttura del cavo orale ancor prima della nascita e fanno la loro comparsa sia sull’arcata dentaria superiore che su quella inferiore. Il nome "denti da latte" deriva proprio dalla loro presenza nei bambini. In genere, il processo della dentizione decidua inizia attorno ai 3-6 mesi di vita del neonato e si completa attorno ai 30 mesi circa, anche se i tempi variano da bambino a bambino. Proprio a causa delle differenze tra bambino e bambino, non c'è bisogno di preoccuparsi del tempo che la dentatura decidua potrebbe impiegare ad apparire.
Quando i bambini iniziano a perdere i loro denti da latte, spesso i genitori li mettono sotto il cuscino per la fatina dei denti. Ma, dopo aver consegnato il dente e aver ricompensato il bambino con la monetina, ci sono altre opzioni che aiutano a preservare questo piccolo tesoro. Vediamo come.
I motivi che possono spingere a conservare i denti da latte dei loro figli sono sostanzialmente due: conservare i denti da latte per mantenere vivo il ricordo del primo dentino caduto al bambino; possibilità di avere a portata di mano le cellule staminali, presenti all’interno del dentino da latte. Uno dei principali, è che i denti da latte contengono cellule staminali che possono essere utilizzate per scopi medici, in futuro.
Conservare le cellule staminali contenute nei dentini da latte è una scelta che sta diventando sempre più frequente tra le persone. Una grande particolarità delle cellule che si trovano all’interno del dente deciduo è la somiglianza alle caratteristiche delle cellule presenti nel midollo osseo. Inoltre, il vantaggio di tenere da parte denti da latte è che il loro prelievo è sicuramente un processo meno invasivo rispetto al prelievo da midollo osseo.
Conservare i denti da latte è un vantaggio, anche perché le cellule staminali presenti sono giovani e uniche nel loro genere, e possono essere utilizzate per rigenerare tessuti e organi danneggiati. Oltre alle cellule staminali, i denti da latte possono essere conservati anche per fornire informazioni sulla salute del proprietario del dente, fin da bambino. Attraverso l’analisi del DNA presente nella polpa del dente, si possono rilevare la presenza o fattori di rischio di malattie genetiche o future.
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In generale, tutti i denti contengono delle cellule staminali: si chiamano DPSC (Dental Pulp Stem Cells, “cellule staminali della polpa dentale”) e si trovano dentro il tessuto molle del dente. Le SHED (Stem cells from Human Exfoliated Deciduous teeth, “cellule staminali dei denti decidui umani”) sono qualcosa di molto simile, ma si trovano dentro i denti da latte. Sia le DPSC sia le SHED sono cellule staminali mesenchimali, in grado quindi di differenziarsi in osso, cartilagine e grasso.
Rispetto alle DPSC, le cellule staminali dei denti da latte sono più giovani e per questo più versatili. La loro capacità proliferativa è maggiore rispetto a quella delle staminali adulte. Soprattutto, hanno accumulato meno errori genetici e tendono quindi ad essere più sicure ed efficaci.
Tuttavia, ad oggi, i trattamenti a base di cellule staminali dei denti da latte sono estremamente limitati: i protocolli clinici consolidati e gli standard condivisi per raccolta e conservazione non sono ancora pienamente diffusi.
Se si desidera semplicemente disfarsi del dente da latte dopo la consueta “fatina” o dopo averlo conservato a fini affettivi, è bene sapere che i denti da latte non sono rifiuti pericolosi in senso biologico quando si tratta di denti estratti o caduti naturalmente e privi di materiale infetto attivo. La modalità più diffusa è la conservazione domestica, scelta per motivi affettivi. Mettere via il primo dentino da latte caduto è una cosa comune, tra i genitori.
Se si decide di non conservare il dente per ricordo o per le staminali, il modo più pratico è disfarsene tra i rifiuti domestici: le capsule delle macchinette del caffè e altri piccoli rifiuti non separabili vanno nell'indifferenziato; analogamente, il dente può essere gettato nell’indifferenziato locale. Tuttavia, prima di smaltirlo è consigliabile assicurarsi che non sia presente materiale biologico infetto e, per rispetto igienico, avvolgerlo in carta assorbente o in un piccolo involucro prima di conferirlo nel sacco dell'indifferenziato.
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Se vogliamo tenere un dente solo come ricordo per voi e per il bambino che lo ha perso, è sufficiente conservarlo in un contenitore sterile, come un vaso di vetro con coperchio a vite. È importante lavare il dente deciduo accuratamente, per rimuovere eventuali resti di cibo o tessuto residuo, in questo modo può conservare le sue buone condizioni. Utilizza sapone neutro e uno spazzolino a setole morbide per una pulizia delicata. Tampona con un panno pulito e lascia asciugare completamente all’aria. Riponi il dente in una scatolina asciutta, preferibilmente non ermetica (per evitare umidità residua).
Se si è interessati a conservare i denti da latte per le cellule staminali, è fondamentale prestare attenzione alle modalità e ai tempi. I denti da latte vanno conservati fin da subito e riposti nel modo corretto, preferibilmente entro un’ora dalla caduta. La conservazione deve avvenire entro 48 ore dalla caduta, prima che le staminali al loro interno muoiano.
Esistono dei kit di conservazione dei denti da latte da poter usare anche a casa per conservare i denti da latte. Nel kit di conservazione dei denti c’è un contenitore sigillato ermeticamente e un liquido di conservazione, che preserva le cellule staminali all’interno del dente. I kit possono essere acquistati online, da aziende affidabili o tramite i consigli del proprio dentista di famiglia. Le aziende specializzate in conservazione dei denti da latte inviano a casa un kit per ciascun dente da conservare. Quando il dentino cade, va messo dentro la scatola a temperatura controllata e inviato tramite corriere alla biobanca.
Anche tramite aziende specializzate, è possibile la conservazione delle cellule staminali dei denti da latte, le quali offrono il servizio di conservazione a pagamento. Queste aziende raccolgono il dente da latte e lo conservano a temperature molto basse in modo che le cellule staminali siano preservate per il futuro. La modalità corretta prevede l’immersione degli stessi in una soluzione adatta a preservarli per un periodo lungo nel tempo, tenuti poi in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta del sole.
Un’altra modalità per conservare i denti da latte, è quella di farlo tramite una donazione alla banca del cordone ombelicale. Qualora volessi comunque conservare alcuni dentini da latte, la cosa migliore è contattare il tuo dentista di fiducia: ti consiglierà le aziende migliori nel settore e ti accompagnerà lungo tutto il percorso.
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Quando un dente da latte cade, a poco a poco perde la sua naturale vitalità, fino a morire completamente e a scurirsi leggermente. Se vuoi conservarlo per le staminali, è necessario seguire attentamente le istruzioni del kit e prendersene cura il prima possibile dopo la loro caduta naturale. In generale, i denti da latte vanno conservati fin da subito e riposti nel modo corretto, preferibilmente entro un’ora dalla caduta.
Se il dente è stato estratto in ambito clinico o è presente sanguinamento dalla ferita, è importante seguire semplici manovre di primo intervento: mettere subito sulla ferita dei tamponi (o garze) di cotone o dischetti struccanti leggermente bagnati nella parte che poggia sulla ferita, dire al bambino di chiudere i denti con il tampone interposto tra loro così da tenerlo premuto nella zona post-eruttiva, oppure tenere premuto il tampone con un dito pulito per almeno 3 minuti. Appena si rimuove il tampone, se la ferita ha smesso di sanguinare, mettere subito qualcosa di freddo.
Non curiosare con la lingua nella zona della ferita, o toccare la ferita con le mani sporche. Non fare sciacqui con l’acqua o il collutorio per il primo giorno: lo sciacquo rimuove il coagulo appena formato e la ferita inizierà a sanguinare nuovamente. Potrebbe verificarsi una perdita di sangue occasionale (saliva rosa, o tinta di sangue): tenere il tampone premuto sulla ferita finché la fuoriuscita non si è fermata. Se l’emorragia continua per più di due ore, contattare il dentista.
Ci sono condizioni che richiedono attenzione specialistica e in cui il dente da latte non va semplicemente buttato o ignorato. Traumi pregressi dei denti decidui che danneggiano la polpa e il legamento parodontale possono alterare il normale processo di riassorbimento radicolare e di esfoliazione. La conseguenza può essere un danno allo sviluppo del nuovo dente, un ostacolo alla sua crescita o una sua eruzione ectopica. Per questo motivo un dente da latte che ha subito un trauma deve sempre essere controllato e monitorato nel tempo.
Altre situazioni: carie distruttive e profonde di un dente da latte non curato, agenesie (mancanza di abbozzi dei denti definitivi) e presenza di abbozzi di denti sovrannumerari. In questi casi i denti da latte corrispondenti possono rimanere al loro posto anche per molti anni e bisognerà controllarli e mantenerli sani, programmando con l’ortodontista i tempi e i modi di una eventuale terapia.
Dal punto di vista dei rifiuti domestici, i denti da latte possono essere conferiti nell’indifferenziato se non si intende conservarli. Per rispetto igienico avvolgerli in carta assorbente o in un involucro prima di conferirli nel sacco. Se si decide per la conservazione domestica a scopo affettivo utilizzare contenitori secchi e non ermetici per evitare umidità residua.
| Scelta | Come fare | Quando è indicata |
|---|---|---|
| Conservazione affettiva domestica | Pulire, asciugare, conservare in scatolina asciutta | Ricordo personale |
| Conservazione per staminali | Usare kit o inviare a biobanca entro 48 ore | Investimento sanitario futuro |
| Smaltimento nell’indifferenziato | Avvolgere e gettare nell’indifferenziato | Se non si vuole conservare |
| Monitoraggio clinico | Visita dal pediatra/odontoiatra | Traumi, carie gravi, agenesie, denti sovrannumerari |
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