
L'espansione tissutale è una metodica che sfrutta l'elasticità della pelle per ottenere tessuto in quantità necessaria a ricostruire l'area interessata. Si attua mediante l'inserimento sotto la pelle di un palloncino provvisto di una valvola, che viene gonfiato con acqua (soluzione salina) gradualmente nel tempo e che distende i tessuti ad esso sovrastanti.
L’ESPANSORE CUTANEO è una protesi di silicone gonfiabile, connessa a una valvola di rifornimento tramite un tubicino di silicone. Già all'atto operatorio si inserisce una prima quantità di liquido nel dispositivo attraverso la valvola che può essere incorporata ad esso o collegata con un piccolo tubicino.
Numerosi sono i vantaggi di questa metodica. Primo tra tutti la possibilità di avere tessuto con caratteristiche identiche a quello da riparare (spessore, colore, presenza o meno di peli, etc). L'espansione tissutale è spesso usata per la ricostruzione mammaria, ma può essere impiegata per la riparazione di qualsiasi tipo di difetto.
La crescita della cute, dalla vita fetale fino alla completa maturità, segue lo sviluppo dello scheletro osseo in modo fedele e, apparentemente, senza modificazioni. L'espansione sfrutta l'elasticità della pelle per ottenere tessuto con caratteristiche identiche alla zona da riparare.
La metodica trova impiego nella ricostruzione del cuoio capelluto in caso di ampie perdite di sostanza dovute a traumi, ustioni, esiti di asportazioni neoplastiche o altre lesioni. Lesioni di maggiori dimensioni possono richiedere l’impiego di lembi locali attraverso i quali si può ripristinare la normale continuità della distribuzione dei bulbi piliferi. L'espansore permette di ricreare tessuto con unità follicolari e vascolarizzazione simili al cuoio capelluto nativo.
Leggi anche: le evoluzioni dell'Espansore Dento-Alveolare di Swart
Per sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica, bisogna eseguire esami chimici di laboratorio e strumentali, come consigliato dal chirurgo. E' buona norma, a cominciare dalla settimana precedente all'intervento, non assumere Ac. Acetilsalicico (aspirina) per evitare problemi di coagulazione, e per i fumatori astenersi per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l'operazione). Se si è reduci da un'infezione o una malattia sarebbe prudente posporre l'intervento chirurgico.
La procedura varia a seconda della localizzazione dell'espansore e può essere eseguita sia in regime di ricovero che ambulatoriale. Può durare da 1 a 2 ore in dipendenza della grandezza dell'espansore e dell'area da trattare. Si esegue un'incisione nelle vicinanze dell'area che poi dovrà essere riparata e si allestisce una tasca che può essere sottocutanea o sottomuscolare.
Già all'atto operatorio si inserisce una prima quantità di liquido nel dispositivo attraverso la valvola. Trascorse circa tre settimane dall’inserimento, si inizia a riempire l’espansore con soluzione fisiologica; il riempimento viene eseguito all’inizio una volta alla settimana, con il proseguire si può riempire l’espansore anche una volta ogni 4 giorni, per velocizzare la fase di riempimento. Nelle settimane seguenti, in ambulatorio, si procederà al riempimento graduale dell'espansore sino al raggiungimento dell'espansione desiderata.
Si può procedere sia con una sedazione combinata ad un'anestesia locale che con l'anestesia generale. Dopo l’intervento si consiglia riposo a letto per 24 ore. La procedura può essere eseguita in regime ambulatoriale o con breve ricovero a seconda dei casi.
Il secondo tempo chirurgico prevede la rimozione dell'espansore, sempre attraverso la stessa incisione del primo intervento ed il rimodellamento del lembo per l'area da ricostruire. Nella ricostruzione mammaria invece la rimozione dell'espansore è seguita dall'impianto della protesi definitiva.
Leggi anche: come cambia la cefalometria con l'espansore palatale
L'espansione tissutale, come tutte le procedure chirurgiche porta con sé dei rischi di complicanza. La più comune è che il dispositivo possa rompersi o che la valvola possa perdere il liquido iniettato. Un'altra complicanza possibile è l'infezione che può costringere anche alla rimozione temporanea dell'espansore. Gli svantaggi sono dati dalla necessità di un doppio intervento e dalla difficoltà di mimetizzazione del dispositivo durante la fase di riempimento.
Il dolore nel post-operatorio è evidentemente legato all'entità dell'intervento subito, ma in ogni caso i fastidi sono ben controllati dalla terapia farmacologica. Un discomfort solo temporaneo e di lievissima entità è la regola per quanto riguarda i riempimenti. Anche in questo caso la ripresa è legata all'entità dell'intervento subito. In linea generale si può dire che comunque pochi giorni sono sufficienti per ricominciare la normale attività.
Per ricostruzioni del cuoio capelluto, esistono alternative come gli innesti cutanei per ricostruire ampie perdite di sostanza. Esteticamente gli innesti cutanei non consentono di ripristinare i bulbi piliferi per cui possono residuare aree alopeciche antiestetiche che possono essere successivamente asportate mediante altre metodiche di chirurgia plastica ricostruttiva. Lesioni di maggiori dimensioni possono richiedere l’impiego di lembi locali attraverso i quali si può ripristinare la normale continuità della distribuzione dei bulbi piliferi.
In molti casi di perdita di cuoio capelluto o di grandi cicatrici (ustioni di 3° grado, traumi estesi) la ricostruzione con espansore può essere combinata con tecniche di trapianto per ottimizzare il risultato estetico. La ricostruzione del cuoio capelluto con espansione cutanea (un solo espansore) e successivo impianto di microinnesti può restituire una superficie capillare più naturale. In alcuni casi clinici documentati si associano anche microinnesti (ad esempio 650 microinnesti) per migliorare la densità sulla basetta ricostruita.
Non tutti i pazienti sono candidati ideali per questa metodica. È prudente evitare l'intervento in presenza di infezioni attive o malattie non controllate. Per i fumatori è consigliata la sospensione per ridurre il rischio di complicanze. Inoltre, la gestione della fase di espansione può essere disagiante per alcuni pazienti a causa della visibilità temporanea del rigonfiamento.
Leggi anche: Benefici dell'espansione palatale in età pediatrica
L'obiettivo dell'espansione tissutale è ottenere tessuto con caratteristiche identiche a quello da riparare, consentendo una ricostruzione che rispetti spessore, colore e presenza di peli del cuoio capelluto. La durata complessiva del trattamento varia: dopo l'inserimento e il periodo di attesa di circa tre settimane per iniziare i riempimenti, segue la fase di espansione (settimane/mesi, a seconda della quantità di tessuto desiderata), e infine il secondo intervento per la rimozione e il rimodellamento.
Per lesioni o difetti ampii del cuoio capelluto che compromettono la distribuzione dei bulbi piliferi, l'espansione può essere una componente fondamentale della ricostruzione. In particolare, per cicatrici di notevole estensione o per aree sostituite da innesti cutanei non follicolati, l'espansione consente di ottenere tessuto follicolato che permette successivi interventi di trapianto (FUE o Micro FUE sezionale) con maggiore probabilità di successo e migliore integrazione estetica.
La scelta dell’espansore cutaneo e la pianificazione dell’intervento devono essere personalizzate in base al tipo di difetto, alle esigenze estetiche del paziente e alla presenza di una zona donatrice adeguata. Il chirurgo valuterà con esami e visita specialistica ogni singolo caso per garantire risultati stabili e compatibili con le aspettative del paziente.
tags: #espansore #cutaneo #cuoio #capelluto #procedura #e
