
La dilatazione dei lobi è una delle body modification che negli ultimi anni sta prendendo molto piede, sia nel pubblico femminile che in quello maschile. A differenza di un comune piercing, la dilatazione del lobo è un processo lungo che richiede tempo e dedizione. Tempo che va di pari passo con la grandezza del dilatatore che vogliamo indossare come misura finale.
Il primo passaggio è ovviamente il buco all’orecchio, che deve essere effettuato da un piercer professionista con un ago canula o con aghi americani, non effettuare mai e per nessuna ragione il buco all’orecchio con una pistola. Dopo il primo foro dovremo far passare il classico periodo di cura in cui andremo a far guarire il foro in questione fino a lesione guarita. Andare ad inserire immediatamente un dilatatore sarebbe rischioso e controproducente.
Come detto il processo di dilatazione del lobo richiede tempo e costanza. Per dilatare correttamente il lobo è estremamente importante non saltare i passaggi di dilatazione per velocizzare il processo. La dilatazione deve essere eseguita in maniera uniforme e costante, dilatando mediamente 1 mm al mese. Per iniziare la dilatazione il primo passaggio è quello di inserire un barbell di 1,2 mm, in pratica leggermente più grande di un normale piercing. E’ estremamente importante non inserire dilatatori di provenienza sconosciuta ma affidarsi sempre ad aziende che certificano e garantiscono la qualità del prodotto. Consigliabili sono i dilatatori in acciaio chirurgico o titanio per evitare problemi come infezioni o pruriti.
Nel proseguimento della dilatazione è importante continuare a ingrandire il lobo 1 mm al mese, in base anche a come risponde il lobo. Il passaggio successivo infatti dovrebbe essere il dilatatore da 2 mm il mese successivo. È importante idratare bene il lobo prima di passare al dilatatore successivo, in modo tale che la pelle rimanga perfettamente elastica. Un ottimo prodotto è l’olio di Jojoba, da massaggiare sul lobo un paio di giorni prima del cambio del dilatatore.
La dilatazione del lobo, a differenza di quel che si crede non è un processo doloroso. Se nel dilatare il nostro lobo riscontriamo pus, infezioni o Blow out (piccoli lembi che fuoriescono dalla circonferenza del foro) stiamo sbagliando qualcosa o stiamo sforzando troppo il processo di dilatazione. È consigliabile togliere il dilatatore che abbiamo in quel momento e passare ad uno con 1 o 2 misure più piccole.
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Ma attenzione: il dilatatore per orecchio non è paragonabile ad un comune piercing, perché il processo di dilatazione richiede tempo e soprattutto molta pazienza, sebbene sia una pratica quasi del tutto indolore! Inoltre, è un piercing da considerarsi tra i più invasivi, in quanto comporta la reale modificazione di una parte del corpo (il lobo, per l’appunto), difficile da nascondere. Tra l’altro, una volta dilatato il foro, non è facile tornare indietro!
Percio, raccomandiamo a tutti coloro che desiderano intraprendere questa strada di valutare attentamente se sia il caso o meno di dilatare il proprio buco alle orecchie e in che misura. Prima di tutto, se non lo hai già fatto, dovrai praticare il classico foro alle orecchie presso un centro specializzato o oreficeria. Dopo circa 6 mesi sarà possibile procedere con la dilatazione, che dovrà essere graduale: la tecnica più utilizzata è quella dello stretching, che consiste nell’inserimento di un dilatatore (chiamato anche plug) di diametro sempre maggiore, che permette alla pelle di allargarsi e di adattarsi al nuovo gioiello. Generalmente si inizia applicando dei barbell da 1,2 mm, che sono dei piercing poco più grandi di un normale orecchino. L’expander è un espansore per orecchio che dovrà essere sostituito circa una volta al mese con uno di una misura più grande. Il più piccolo misura 1,6 mm, dopodiché si dovrà procedere aumentando di 1 mm al mese.
Per quanto riguarda i dilatatori, ne esistono tantissimi modelli e in diversi materiali: dilatatori per orecchio a spirale, dilatatori tunnel, dilatatori a forma di C. Tutti i nostri dilatatori hanno un peso contenuto (così da non creare allargamenti indesiderati) e potrai scegliere tra gioielli realizzati in diversi materiali, come il titanio, l’acciaio chirurgico, l’acrilico o il silicone. Il più piccolo misura 1,6 mm, poi si dovrà procedere aumentando di 1 mm al mese. I dilatatori vanno scelti con attenzione: evitare materiali che possono irritare la pelle o causare allergie e preferire prodotti certificati e sterilizzati.
I rischi principali includono infezioni, irritazioni, sanguinamento e Blow out se si forza troppo velocemente la dilatazione. Per prevenirli è essenziale mantenere una buona igiene, utilizzare dilatatori di materiali biocompatibili, idratare regolarmente la pelle con oli adeguati e non saltare i passaggi tra una misura e l’altra. Se compaiono sintomi persistenti, è consigliabile consultare un professionista e valutare un ritorno a una misura inferiore per permettere al tessuto di adattarsi.
Se il dilatatore non è più desiderato, esistono opzioni non chirurgiche come l’uso di filler dermici (solitamente a base di acido ialuronico) per riempire il foro e ridurne l’aspetto. Gli effetti dei filler non sono permanenti e richiedono ritocchi. Per una soluzione definitiva, la chirurgia ambulatoriale (loboplastica) può ripristinare la forma originale del lobo in anestesia locale entro 30-60 minuti, con cicatrici che tendono a sbiadirsi nel tempo.
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La dilatazione dei lobi è un processo reversibile se eseguita con dovizia e seguendo le giuste accortezze. È fondamentale affidarsi a professionisti qualificati, utilizzare dilatatori certificati e monitorare la risposta del proprio lobo durante tutto il percorso. Se temi di non essere pronto, è meglio riflettere attentamente sull’opportunità di intraprendere questa strada.
In caso di dubbi o necessità di consulenze, rivolgiti a centri specializzati che offrano percorsi personalizzati, come quelli dedicati alla loboplastica o al rientro da dilatazioni e piercing.
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