
I denti da latte possono dare dolore per molte ragioni: dentizione, carie, traumi o infezioni che possono evolvere in ascesso. I denti da latte, detti anche decidui, sono 20 in totale e svolgono funzioni importanti per la masticazione, la fonazione e per guidare l’eruzione dei denti permanenti; per questo motivo anche un problema temporaneo non va trascurato.
L’ascesso dentale è un accumulo di pus derivante da infezioni batteriche a carico della polpa dentale o dei tessuti di supporto del dente. Questo è un accumulo (anche noto come pus) di batteri ormai morti, detriti cellulari e globuli bianchi intorno al dente, quindi tra gengiva, osso e polpa, che provoca sofferenza al paziente.
La causa dell’ascesso dentale, detto in parole semplici, è un’infezione. In parole povere è il tentativo da parte dell’organismo di eliminare un problema come un dente fratturato o morto che il nostro organismo non riconosce come suo.
Nei denti da latte la progressione della carie verso la polpa può essere più rapida rispetto ai denti permanenti: se negli adulti una carie può impiegare anni ad arrivare al nervo, nei denti da latte possono bastare pochi mesi. Il sistema immunitario reagisce convogliando il pus nell’osso attorno al dente per poi dirigersi verso la gengiva dando origine ad un ascesso.
Gli ascessi dentali dei più piccoli colpiscono principalmente i denti da latte. I sintomi variano da bambino a bambino ma in genere sono:
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È importante sapere che un ascesso può essere talvolta indolore: quando la polpa è già andata in necrosi il dente può non dare più dolore, pur essendovi infezione e gonfiore gengivale.
La diagnosi dell’ascesso si ottiene con una visita clinica e radiografica. Il dentista pediatrico valuta la mobilità del dente, la presenza di fistole, il grado di gonfiore e, se necessario, esegue radiografie per verificare il coinvolgimento dell’apice radicolare o dell’osso circostante.
La terapia per la cura di un ascesso dentale comincia con la somministrazione di antibiotici sotto prescrizione medica e con il drenaggio per far fuoriuscire il pus attraverso incisione o alcune volte l’estrazione del dente. In primo luogo si deve combattere l’infezione con gli antibiotici che possono essere il Metronidazolo, l’Amoxicillina o una penicillina di semi-sintesi. Questo trattamento dovrebbe far diminuire il gonfiore. Per il dolore ci sono dei farmaci specifici come Ibuprofene e Naproxene.
Per i denti da latte le opzioni terapeutiche principali sono:
Una volta risolta l’infezione si passa alla correzione della causa dell’ascesso (otturazione, terapia canalare o estrazione). Tutto deve essere preceduto dalla diagnosi mediante visita e radiografia; in ogni caso non si improvvisa.
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Prima di rivolgersi al dentista alcuni rimedi fai da te possono solo lenire i sintomi ma non risolvere l’infezione. Sono utili sciacqui con acqua e sale per disinfettare la bocca e impacchi tiepidi con malva o gel a base di aloe per effetto calmante. Se il dentista non è immediatamente disponibile, puoi alleviare il dolore con sciacqui di acqua e sale, impacchi di malva e posizionare il bambino con la testa sollevata durante il sonno per ridurre la pressione. È sempre importante che il bambino riposi e riceva attenzioni e coccole.
Non bisogna mai tentare di incidere o bucare un ascesso a casa: in nessun caso bisogna tentare di curare un ascesso dentale in casa con incisione, bucare con un ago o altro strumento la parte gonfia che si presenta come una bolla. L’unica soluzione è il dentista.
Quanto dura il gonfiore di un ascesso ai denti? Dipende dalla cura antibiotica. Se viene curato in tempo, bastano pochi giorni per sfiammare l’infezione con gli antibiotici; poi la terapia specifica (devitalizzazione o estrazione) risolve la causa. Se si ignora la presenza della sacca di pus l’evoluzione impiega settimane o mesi e può portare a complicanze. In casi molto rari un ascesso non curato può portare a setticemia e condizioni gravi.
Per diminuire il rischio di carie e ascessi nei bambini è fondamentale:
Molti genitori pensano: “Tanto il dente da latte cadrà”. È un’idea comprensibile, ma sbagliata. Il dente da latte è un dente vivo e guida l’eruzione del permanente; un dente da latte cariato può portare a perdita precoce dello spazio, alterare l’eruzione del definitivo e favorire ascessi. La carie è una malattia infettiva che colpisce i tessuti duri del dente e la dentina nei dentini dei bambini è più sottile, perciò la carie raggiunge prima la polpa provocando pulpite e dolore. La devitalizzazione del dente da latte è possibile e spesso necessaria per salvare il dente fino alla sua caduta naturale.
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Fortunatamente l’ascesso dei denti non è infettivo come malattia trasmissibile tra persone, ma l’infezione può avere conseguenze gravi sul singolo individuo se trascurata e può portare, in casi estremi, a setticemia.
Le linee guida raccomandano l’uso di antibiotici quando indicati per controllare l’infezione acuta; alcuni rimedi naturali possono solo lenire temporaneamente il dolore, ma non sostituiscono la terapia antibiotica prescritta dal dentista né l’intervento odontoiatrico.
L’estrazione è indicata quando il dente è gravemente compromesso, quando la carie è estesa o quando la permuta è prossima e il dente non è recuperabile. Dopo estrazione possono essere necessari controlli per il dente permanente sottostante e, se necessario, un mantenitore di spazio.
Un ascesso dentale nel bambino non va mai trascurato, così come un dente da latte cariato. Ai primi sintomi non esitare a contattare il tuo dentista di fiducia: prendersi cura dei denti dei bambini è l’unico modo per garantire loro un sorriso bello e soprattutto sano anche da adulti.
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