
Le macchie nere sui denti, spesso chiamate "black stain", compaiono frequentemente nei piccoli pazienti e qualche volta anche negli adulti. Sono caratterizzate da linee o spot scuri sulle superfici dentali. Queste macchie non danneggiano la struttura del dente, ma col tempo possono creare inestetismi. Quando i denti diventano più scuri o virano verso tonalità grigie o nere, la causa può essere interna o esterna al dente.
Le Black Stains, o macchie nere sui denti, sono un inestetismo che può colpire chiunque, ma sono particolarmente comuni in età infantile. Si presentano sotto forma di sottili bande continue che coprono l’intera larghezza del dente, caratterizzate da una pigmentazione scura sulla superficie. I batteri cromogeni sono tipi di batteri che si trovano comunemente nella bocca, e hanno la particolarità di produrre pigmenti quando elaborano certi tipi di alimenti o sostanze.
L’eccesso di ferro nella saliva, dovuto a sanguinamento gengivale o a una alterazione metabolica della sintesi del ferro, può contribuire alla formazione di queste macchie. Anche il consumo regolare di alimenti ricchi di ferro o di integratori contenenti ioni ferrici, soprattutto durante la gravidanza o la prima infanzia, può favorire la riproduzione di questi batteri cromogeni.
I denti possono cambiare colore per diverse ragioni, alcune legate a problemi dentali, altre a fattori esterni come alimentazione e abitudini quotidiane. Tra i fattori esterni più comuni ricordiamo il consumo di caffè, tè o vino rosso, il tabacco e una scarsa igiene orale quotidiana. Le bevande scure e i prodotti del tabacco lasciano pigmenti sulle superfici dentali: caffè, tè e vino rosso contengono cromogeni che si attaccano alle restaurazioni dentali e allo smalto.
Dopo i pasti, i residui alimentari che rimangono nel cavo orale vengono attaccati dai batteri, formando la placca: una sostanza incolore che ricopre lo smalto dentale. Se la placca batterica non viene rimossa, nel giro di qualche ora si calcifica favorendo la formazione di tartaro: un deposito di sostanze minerali, di colore scuro, che si forma intorno al dente. Il tartaro è impossibile da pulire con lo spazzolamento dei denti o con l’utilizzo del filo interdentale. Per rimuovere l’incrostazione è necessario un intervento di igiene orale professionale: la detartrasi.
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Quando la colorazione parte dall’interno, le cause vanno ricercate nella formazione di carie, infezioni della polpa o necrosi. Una delle cause più frequenti dei denti scuri o neri è la carie dentale. I batteri accumulati sulla superficie del dente producono sostanze acide che ne danneggiano lo smalto e la polpa. I denti possono diventare neri a causa della carie in stadio avanzato dovuta a batteri che attaccano, corrodono e si annidano sullo smalto dei denti. In questi casi l’alterazione del colore non sarà omogenea, ma saranno evidenti parti di colore più scure.
Trascurare a lungo un’infezione del dente permette ai batteri di raggiungere la polpa dentale, la parte più interna del dente stesso. L’infiammazione che ne consegue è definita pulpite; quando la pulpite diventa irreversibile porta alla morte del dente, cioè alla necrosi. Un dente che perde la sua vitalità può diventare nero.
Un trauma dentale può interrompere l’irrigazione sanguigna del dente, causando la morte della polpa. Se il trauma è lieve, solitamente il dente non subisce conseguenze a lungo termine e tenderà a riprendere la sua colorazione naturale in poche settimane; se il trauma è più forte, invece, può provocare la necrosi con scurimento progressivo.
Le faccette dentali sono gusci sottili che i dentisti incollano sulle superfici anteriori dei denti. Questi gusci coprono le imperfezioni e creano un aspetto uniforme. Le faccette riparano lo smalto macchiato, lievi disallineamenti, bordi scheggiati e piccoli spazi. Proteggono anche le superfici dentali usurate. Le faccette servono sia a scopi estetici che funzionali e richiedono un attento abbinamento delle tonalità, una preparazione precisa e un incollaggio esperto.
I dentisti offrono tre principali tipi di faccette dentali: faccette in porcellana, faccette in resina composita e faccette senza preparazione o ultra-sottili. Le faccette in porcellana resistono alle macchie, imitano lo smalto naturale e durano molti anni. Le faccette in resina composita costano meno e richiedono meno preparazione, ma si macchiano più facilmente e hanno una vita utile più breve. Le faccette ultra-sottili richiedono una minima o nessuna rimozione dello smalto ma potrebbero non mascherare la discromia severa altrettanto efficacemente.
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Il colore delle faccette rimane stabile perché il materiale non contiene tessuto vivente. I denti naturali cambiano colore con l’età; le faccette non subiscono questo processo. I pazienti godono di una consistenza di tonalità duratura, ma non possono alterare il colore in seguito con agenti sbiancanti. Le faccette composite possono perdere alcune macchie superficiali attraverso la lucidatura o una pulizia professionale, ma il colore sottostante non cambia. La resina composita ha una struttura porosa che assorbe pigmenti nel tempo.
Le bevande scure e i prodotti del tabacco lasciano pigmenti anche sulle faccette. Le faccette in porcellana resistono a questo accumulo perché hanno una superficie smaltata non porosa, ma se lo smalto si consuma a causa di abrasione o cibi acidi, irregolarità microscopiche intrappolano i pigmenti. Le faccette composite si macchiano più rapidamente perché la loro matrice di resina assorbe questi pigmenti direttamente.
La placca e il tartaro possono scurire le faccette? Sì. L'accumulo di placca e tartaro lungo il margine gengivale e i margini delle faccette crea un aspetto opaco e giallo. Il materiale di adesione che attacca la faccetta al dente è più suscettibile alle macchie rispetto alla faccetta stessa. La ricerca indica che gran parte della decolorazione percepita delle faccette proviene dal materiale di adesione ai bordi, creando linee scure dove la faccetta incontra il dente.
Una delle prime e fondamentali misure da adottare per affrontare il problema delle macchie dentali sarà una visita di controllo professionale presso il dentista. Non esiste una regola fissa su chi possa essere affetto da macchie nere sui denti; questo problema può colpire chiunque. È richiesto un approccio diagnostico che può includere visita clinica, esami radiografici (Rx endorale) e una valutazione accurata della struttura dello smalto oltre che della discromia e delle sue cause.
Se il colore cambia improvvisamente, o se compare dolore o fastidio, è fondamentale rivolgersi al dentista. Davanti alla comparsa di denti grigi o neri è di fondamentale importanza rivolgersi al proprio dentista, che saprà determinare se ciò dipende da macchie, accumulo di tartaro o carie e potrà così attuare la cura più adeguata.
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Il trattamento dipende dalla causa. Se il dente scuro è causato da carie, il dentista rimuoverà la parte danneggiata e la sostituirà con materiale specifico, ridando resistenza e aspetto naturale al dente. Quando la carie ha raggiunto la polpa, può essere necessaria la devitalizzazione: il dentista rimuove la polpa e chiude i canali prima di ricostruire o incapsulare il dente.
Per i denti scuriti da macchie superficiali, lo sbiancamento dentale è efficace dopo un’accurata pulizia professionale. Per rimuovere tartaro e black stain è richiesta una detartrasi professionale. In alcuni casi la semplice igiene domiciliare non è sufficiente ed è consigliata una rimozione professionale delle macchie seguita da trattamenti specifici come gel al fluoro e, in casi selezionati, l’uso di laser.
Se il dente è gravemente compromesso, può essere necessaria l’estrazione e la sostituzione con un impianto. Per le alterazioni estetiche localizzate sulla superficie anteriore è possibile intervenire con faccette dentali: lamine di porcellana o composito che coprono l’imperfezione. Quando il colore del dente è troppo scuro, la faccetta potrebbe non riuscire a mascherarlo: in questi casi si valuta lo sbiancamento preliminare, una capsula completa (es. zirconia) o la sostituzione del restauro.
Le faccette non rispondono agli agenti sbiancanti tradizionali. I prodotti sbiancanti cambiano il colore dello smalto dentale naturale ma non possono alterare il colore della porcellana o della resina composita. Se provi a sbiancare le faccette con perossido di idrogeno o perossido di carbammide, il restauro rimane della stessa tonalità. Solo i denti naturali intorno alla faccetta si schiariranno, creando talvolta una discrepanza cromatica.
I dentifrici sbiancanti basati su abrasivi possono rimuovere macchie superficiali ma presentano il rischio di graffiare le superfici delle faccette. I graffi microscopici creano aree ruvidi che intrappolano ulteriori pigmenti. È preferibile usare dentifrici non abrasivi e seguire le raccomandazioni del dentista.
Sostituire le faccette quando mostrano scolorimento persistente, crepe, scheggiature o perdita di lucentezza. La sostituzione ha senso anche quando i pazienti desiderano una tonalità significativamente più chiara. Le faccette in porcellana durano in media da 10 a 15 anni; le faccette in composito durano da 5 a 7 anni. Quando le faccette raggiungono la fine della loro vita utile, la sostituzione ripristina sia la funzione che la bellezza.
Solo con una visita clinica e radiologica con Rx endorale ed una valutazione obiettiva accuratissima della struttura dello smalto oltre che della discromia e delle sue cause, possono portare ad una risposta diagnostica sicura alle domande sul singolo caso. Il suo Dentista avrà indubbiamente valutato tutto questo e se ha deciso di correggere tutto con una faccetta, vuol dire che è fattibile. In alcuni casi, se il dente è troppo scuro, la faccetta potrebbe non farcela a mascherarlo: in questi casi meglio una capsula completa, magari zirconia.
Ricorda: la salute del tuo sorriso è importante. Davanti alla comparsa di denti neri è fondamentale rivolgersi al proprio dentista, che saprà determinare la causa e attuare la cura più adeguata.
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