Filippo Graziani e la Parodontologia: stato dell’arte, sfide e opportunità per lo Studio Dentistico moderno

La Parodontologia in Italia rispecchia quella che la situazione la Parodontologia a livello europeo. Ossia, spieghiamola bene. È una grande risorsa per i Pazienti e per lo Studio Dentistico completamente ignorata dalla classe Odontoiatrica europea: questa è la verità. Tu hai fatto la domanda scomoda e io ho dato la risposta molto più scomoda.

Quadro epidemiologico ed economico

Si stima che in Italia, uno Studio abbia come fatturato medio il 4.6% di Parodontologia, se lo aggiungo all’Igiene Dentale probabilmente arriviamo al 15%. In realtà, in media - questi sono dati di tre Paesi del sud, centro e nord d’Europa - siamo intorno al 4-5% dell’attività dello Studio. E qual è il problema? Che questo, che è un dato economico, non rispecchia quella che è la prevalenza epidemiologica.

Noi sappiamo che questa è una malattia che verosimilmente colpisce nelle forme gravi il 10% della popolazione a 30 anni. Non a 70 ma a 30 anni. E quando io metto insieme tutte le sfumature di questa patologia raggiungo dati che superano ampiamente anche il 50%.

Faccio un esempio: il dato più forte che abbiamo probabilmente in Europa, viene dal Piemonte e illustra chiaramente che nella fascia 30-39 più del 50% della popolazione è affetta da parodontite. Quindi da un lato c’è un’altissima rilevanza epidemiologica ma dall’altro c’è una bassissima produzione economica, che chiaramente rispecchia quella che è l’attività. Questo quindi per dirti si fa pochissima parodontologia.

mappa prevalenza parodontite per fasce d'età

Il gap diagnostico: pochi pazienti consapevoli

Solo un Paziente su 100, entra nello Studio e dice <>. Quindi Tu cos’hai? Hai un 50% di malati ma solo un 1% che ne è cosciente. In realtà sappiamo che probabilmente, mi sembra il 9-10% delle Persone, ha una diagnosi parodontite. Quindi probabilmente viene effettuata una diagnosi ma in una percentuale ristretta. E questa diagnosi però, magari, non si traduce in determinati trattamenti.

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Guarda, credo che adesso, mettendo insieme quello che dicevi, in aggiunta a quei dati economici che stavi dando prima se solo un Paziente su 100 entra consapevole, consideriamo che statisticamente ce ne sono altri 49 certamente malati ad un livello diverso, ma quell’altro dato che hai dato che solo il 9-10% riceve una diagnosi, si arriva ad una considerazione. C’è qualcuno che è attrezzato e orientato alla ricerca della parodontite ma c’è ancora una grossa fetta di casi che non vengono intercettati e diagnosticati e che sicuramente non vengono curati.

Cause principali della sottodiagnosi e sottovalutazione

In realtà i problemi sono molti per cui non si fa la parodontologia. Sicuramente uno l’hai intercettato bene è il fatto di non avere il modello organizzativo dello Studio. Ripeto: non è una questione di talento clinico, i Clinici italiani sono fantastici. Io ho lavorato per tanti anni in tre Paesi europei e posso certificartelo noi siamo bravi, molto bravi! Quindi non è una questione di talento clinico: il problema è organizzativo.

La parodontite vuol dire avere una malattia che il Paziente non percepisce come tale, spesso neanche lo Studio, allo stesso tempo creare un modello di cura e di gestione per la vita del Paziente. È un modello completamente diverso che necessita di organizzazione, di comunicazione e soprattutto di un’efficienza interna, di gestione di personale, di segreteria, che a volte esula dal talento del Clinico, anzi spesso e volentieri non ha nulla a che vedere.

Uno dei motivi per cui poi, alla fine, la Parodontologia non viene espansa è che di solito bisogna dotarsi di un bagaglio che viene percepito da tanti Colleghi come un qualcosa di diverso rispetto a quello si fa routinariamente. Quindi c’è tutta una serie di problemi. Primo tra tutti, quello del Bias di conferma e cioè: “Se io ho sempre trattato le cose in un certo modo, che fatica mi fa ora trovare un altro modo che non conosco e che è incerto?”

Punto n°2: siamo bravissimi sui denti ma quando si inizia a dire “Che cosa c’è qui sulla mucosa? Che cosa c’è qui sul palato?” inizia qualche difficoltà in più. Perché sono patologie molto più rare, sono patologie che non sono nella prassi odontoiatrica quotidiana e quindi come si esula dal dente, spesso si hanno determinate complicazioni.

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In più c’è anche un altro problema Andrea che secondo me è rilevante. Il fatto cioè che la Parodontologia (questo è un tema più grande di cui non so se volevi parlare) userò un termine che può sembrare spiacevole, diciamo è sottovenduta. Ossia, non riusciamo ancora a dare valore al mantenimento e alla preservazione dell’integrità di una Persona e del suo benessere. Che invece è la direzione dove sta andando tutta la società.

Screening e prevenzione: dove intervenire

Secondo me uno dei motivi per cui poi, alla fine, la Parodontologia non viene espansa è che di solito bisogna dotarsi di un bagaglio che viene percepito da tanti Colleghi come un qualcosa di diverso rispetto a quello si fa routinariamente. Quindi c’è tutta una serie di problemi. Il problema fondamentale è che le malattie non si vedono. La parodontite ha pochissimo screening e diagnosi iniziale, per cui si guarda, si tende a vedere solo i casi molto avanzati.

Per questo motivo, la diagnosi precoce e lo screening sistematico in studio sono punti critici: è fondamentale aumentare la capacità di intercettazione con protocolli standardizzati, formazione del team e percorsi dedicati di igiene e terapia di supporto.

schema percorso diagnostico parodontale in studio dentistico

Parodontologia come opportunità per lo Studio: redditività e modello organizzativo

Io ogni mese vedo un gruppo di Dentisti che parte con il percorso o sta facendo una tappa del percorso di implementazione del Sistema Operativo Profit Monday e mi rendo conto che c’è qualcuno che è un elemento che considera, non è solo una questione organizzativa. C’è qualcuno che invece, mi dà la percezione che non la vada nemmeno a cercare. Magari la cura se è molto evidente ma non la cerca di default.

La domanda che ti faccio è, visto che dici che non siamo capaci a valorizzarla correttamente, quindi probabilmente viene sottoprezzata nei listini e nei piani di cura dei Pazienti, te la brutalizzo: La Parodontologia, è veramente redditizia o è una prestazione che toglie spazio in poltrona per le prestazioni realmente redditizie?

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Beh, io mi occupo solo di parodontologia. Quindi negli anni, negli ultimi 15 anni di attività professionale, visto che Tu parli di prezzi, ho dovuto per forza ritoccare questi prezzi. Prezzi che sono, sicuramente nella mia area di riferimento ma poi in tutta Italia, molto molto alti da un punto di vista parodontale. Ma non immensi.

In realtà non è così, perché anche se i costi fossero contenuti (in realtà sono troppo contenuti e di questo ne parleremo perché uno dei motivi dell’insuccesso della parodontologia è anche il fatto che il modello Odontoiatrico non riesce a viverla pienamente) noi sappiamo che il grande problema è quello della diagnosi.

Ruolo della comunicazione, advocacy e progetti istituzionali

La EFP e la IDF (ndr, organizzazione che raccoglie tutte le società di diabetologia mondiali) hanno tenuto un workshop comune che ha prodotto 4 documenti importanti pubblicati su riviste parodontali e diabetologiche. In primis il documento di consenso del workshop con Linee guida per clinici, medici, odontoiatri, pazienti, media ed istituzioni sui rapporti fra diabete e parodontite.

Nella parte epidemiologica abbiamo potuto dimostrare che un soggetto sistemicamente sano ma affetto da parodontite ha in media un peggiore controllo glicemico (0,29% di emoglobina glicata in più) e una maggiore probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 negli anni (circa il 30% in più) rispetto a chi non ce l’ha. Inoltre, se un soggetto ha il diabete e la parodontite presenterà un numero maggiore di complicanze diabetiche (oculari, renali ecc.) rispetto a chi ha solo il diabete ma una buona condizione orale. Infine abbiamo evidenziato il ruolo importante del trattamento parodontale per migliorare il controllo glicemico del paziente diabetico. È importante che tutto ciò sia stato avvallato e fatto proprio anche da IDF.

Io, nella fattispecie, dovrò coordinare per i prossimi 5 anni l’area della “Communication & Awareness”: quindi tutto ciò che a che vedere con la capacità di comunicare gli scopi della Federazione sia verso il mondo che al suo interno. È un’area eccitante e complessa allo stesso tempo. Siamo, infatti, capaci di parlare ai colleghi il più delle volte, qualche volta ai nostri pazienti ma al pubblico ed alla massa stiamo giusto iniziando ora.

locandina campagna Periodontal Day e attività di screening

Profili e contributi scientifici di Filippo Graziani

Filippo Graziani ha ricoperto negli anni 2019-2020 il ruolo di presidente della Federazione Europea di Parodontologia (EFP), l’organizzazione che unisce quasi 40 società scientifiche di Parodontologia, sia a livello europeo che mondiale. Oltre al notevole ruolo universitario ricoperto, è fondatore di Parocentro, l’unico centro italiano dedicato esclusivamente alla cura delle malattie gengivali.

La sua formazione: Laureato con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università di Pisa e Dottore di ricerca in Chirurgia Oro-maxillo-facciale. Specialista con lode in Chirurgia Odontostomatologica. Master in Sperimentazione Clinica dei Farmaci. È ricercatore universitario confermato e Professore Aggregato nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa.

È autore e co-autore di oltre 40 pubblicazioni internazionali in Parodontologia e Chirurgia Orale. È referee di numerose riviste scientifiche. Grazie alle sue ultime scoperte e ricerche gli sono stati conferiti vari premi, come il Robinson Award 2013 dell’Accademia Americana di Parodontologia per gli studi in Chirurgia Rigenerativa, il Jaccard Prize 2015 della Federazione Europea di Parodontologia per i rapporti fra trattamento parodontale ed infiammazione sistemica, il Goldman Prize 2017 della società Italiana di Parodontologia per gli studi di nutraceutica in Parodontologia e nel 2019 il Premio alla Ricerca in Odontoiatria dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Ha conseguito il Master in Parodontologia presso l'Eastman Dental Institute di Londra. Le sue attività di ricerca si concentrano sul trattamento chirurgico parodontale e sulla medicina parodontale. Ha pubblicato più di 170 articoli scientifici su riviste impattate. È stato insignito nel 2013 dell'Earl Robinson Award for Periodontal Regeneration dell'American Academy of Periodontology, nel 2015 del Clinical research -Jaccard Prize della European Federation of Periodontology, nel 2017 del premio Goldman della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, nel 2024 del Premio Internazionale della Società Francese di Parodontologia e Implantologia.

intervista a Filippo Graziani sulla gestione della parodontite nello studio moderno

Progetti educativi e formativi

È il fondatore di Periocampus, un nuovo modo di insegnare la Parodontologia e redattore del Periocampus Herald. Ha inoltre fondato Parocentro, l’unico centro italiano dedicato esclusivamente alla cura delle malattie gengivali. Lavorare nella comunicazione a livello italiano ed europeo per cercare di rendere la salute orale come un pilastro importante è parte del suo impegno.

Linee di azione pratiche per gli Studi Dentisti

  • Implementare screening routinari per la parodontite e protocolli diagnostici standardizzati.
  • Formare e organizzare il team di segreteria e igienisti per la gestione delle malattie croniche e del follow-up a lungo termine.
  • Comunicare ai pazienti il valore del mantenimento e della prevenzione come elementi di benessere globale.
  • Integrare percorsi terapeutici multidisciplinari per pazienti sistemici (es. diabetici) in collaborazione con medici e specialisti.
  • Rivedere i modelli tariffari e i piani di cura per valorizzare il trattamento parodontale e il mantenimento nello studio.

Tabella riepilogativa: dati chiave

Voce Valore
Fatturato medio parodontologia per studio (Italia) ~4.6%
Fatturato parodontologia + igiene ~15%
Prevalenza forme gravi a 30 anni ~10%
Prevalenza complessiva (tutte le sfumature) >50% (in alcune fasce)
Pazienti consapevoli al primo accesso ~1 su 100

La Parodontologia italiana, come qualità clinica e scientifica, è riconosciuta come una parodontologia di grande peso e di grande eleganza clinica. Questo però non si traduce, se non in determinate realtà, in un’attività molto frequente. Il gap tra necessità sanitaria e produzione clinica rappresenta una sfida e nello stesso tempo una grande opportunità per chi vuole strutturare lo Studio verso il modello del benessere orale a lungo termine.

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