
Il fluoro è un elemento chimico presente in natura sotto diverse forme e gioca un ruolo importante in vari processi biologici e industriali. Sebbene sia noto per le sue proprietà benefiche in piccole quantità, specialmente per la salute dentale, un’esposizione eccessiva al fluoro può comportare rischi per la salute umana.
Il fluoro, nella sua forma elementare, è un gas altamente reattivo e corrosivo che non si trova mai libero in natura, ma sempre legato ad altri elementi per formare composti chiamati fluoruri. I fluoruri sono sali che contengono fluoro combinato con altri elementi, come il sodio o il calcio. Un’altra forma del fluoro naturale è rappresentata dalla fluorite, un minerale composto prevalentemente da fluoruro di calcio. L’acido fluoridrico (HF) è una forma particolarmente pericolosa; si trova a temperatura ambiente in forma liquida o di vapore ed è usato principalmente nell’industria. La fluoro-edenite è un minerale anfibolo simile all’amianto, le cui fibre possono avere dimensioni microscopiche.
Il fluoro riduce la solubilità dei tessuti dentali duri, accelera la rimineralizzazione e limita l’attività dei batteri cariogeni. I dentifrici contenenti almeno 1.000 ppm di fluoro riducono significativamente l’incidenza della carie. L’EFSA ha stimato che l’apporto soddisfacente di fluoruro che consente un effetto protettivo contro la carie dentale è di 0,05 mg per chilogrammo di peso corporeo.
Quando il fluoro viene assunto in dosi superiori a quelle raccomandate, può causare diverse condizioni patologiche:
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che la concentrazione di fluoro nell’acqua potabile non superi 1,5 mg/L. Nel parere dell’EFSA del luglio 2025 sono stati fissati i seguenti livelli massimi tollerabili di assunzione giornaliera per prevenire la fluorosi e altri effetti:
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| Fascia d’età | Apporto massimo tollerabile (mg/giorno) |
|---|---|
| 0-12 mesi | 1,0 |
| 1-3 anni | 1,6 |
| 4-8 anni | 2,0 |
| ≥ 9 anni e donne in gravidanza | 3,3 |
L’EFSA ha concluso che, con le concentrazioni attuali osservate nell’acqua potabile in Europa (generalmente inferiori a 0,3 mg/L), l’esposizione totale non supera questi livelli per quasi tutte le fasce d’età. L’unica eccezione riguarda i bambini tra 4 e 8 anni: ipotizzando l’ingestione totale del dentifricio usato, potrebbe verificarsi una fluorosi lieve, soprattutto sui molari in via di sviluppo.
La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di aggiornare la valutazione del rischio dopo studi che suggerivano un possibile legame con effetti sullo sviluppo del sistema nervoso dei bambini. Gli esperti dell’EFSA hanno passato in rassegna oltre 20 000 pubblicazioni scientifiche e hanno esaminato gli studi più rilevanti su esseri umani e animali. L’EFSA raccomanda di proseguire le ricerche sugli effetti neuroevolutivi a livelli di concentrazione nell’acqua inferiori a 1,5 mg/L, di condurre studi sulla cinetica del fluoro nell’organismo e di rivedere i limiti di fluoruro nell’acqua potabile ove necessario.
L’ANSES (Agenzia francese) ha proposto di classificare il fluoruro di sodio come interferente endocrino e sostanza tossica per la riproduzione, mentre l’ECHA sta valutando tale proposta. Sulla base della valutazione dell’EFSA, la Commissione europea potrà rivedere l’attuale limite di legge per il fluoruro nell’acqua potabile per garantire un’adeguata protezione. Questi sviluppi normativi invitano a esaminare i contributi delle diverse fonti di fluoro e i rischi associati.
La diagnosi si basa sui segni clinici (ad es. fluorosi dentale, sintomi scheletrici) e possono essere disponibili test per misurare i livelli sierici e urinari di fluoruro. Il trattamento implica la riduzione dell’assunzione di fluoro: in aree con acque ad alti livelli di fluoro, evitare di bere quella acqua o assumere integratori. In caso di esposizione all’acido fluoridrico, è necessaria una decontaminazione immediata e il trattamento medico, spesso con applicazione o iniezione di calcio nella zona esposta.
Il fluoro è importante per la prevenzione della carie e per il rafforzamento dello smalto dentale, ma la sua utilità è legata a quantità specifiche. L’esposizione eccessiva può causare fluorosi dentale, fluorosi scheletrica e altri effetti potenzialmente seri. Le raccomandazioni attuali e le evidenze scientifiche suggeriscono che, con l’uso corretto dei prodotti fluorati e con le concentrazioni attuali nelle acque europee, il rischio per la maggior parte della popolazione rimane basso. È però essenziale monitorare l’esposizione nei bambini piccoli, applicare precauzioni pratiche e proseguire la ricerca per colmare le lacune conoscitive sui possibili effetti neuroevolutivi.
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