
Il fluoro è un elemento presente in piccole quantità in quasi tutti i tessuti dell'organismo. Il fluoro, il cui simbolo chimico è F, è presente in piccole quantità in quasi tutti i tessuti dell’organismo. Il fluoro favorisce l’apporto di calcio nelle ossa, fortificandole. Contribuisce inoltre al buono sviluppo dei denti.
Le principali fonti alimentari di fluoro sono il pesce, i frutti di mare, il latte, la carne e il formaggio. Le fonti alimentari principali di fluoro sono: pesce, frutti di mare, latte, carne e formaggi.
La dose giornaliera di fluoro dipende dall’età. Il fabbisogno di fluoro varia a seconda dell'età. Nei bambini fino a 6 mesi di vita è di 0,1-0,5 mg al giorno; da 6 mesi a 1 anno di 0,2-1 mg al giorno; tra 1 e 3 anni da 0,5 a 1,5 mg al giorno; tra 4 e 6 anni da 1,0 a 2,5 mg al giorno; a partire dai 7 anni da 1,5 a 2,5 mg al giorno. Nei bambini fino a 6 mesi di età è di 0,1-0,5 mg al giorno; da 6 mesi a 1 anno è di 0,2-1 mg al giorno; da 1 a 3 anni è da 0,5 a 1,5 mg al giorno; da 4 a 6 anni è da 1,0 a 2,5 mg al giorno; da 7 anni è da 1,5 a 2,5 mg al giorno.
Il fluoro è un minerale importante per un buono sviluppo dei denti e deve essere assunto fin dalla nascita. Il fluoruro è essenziale per lo sviluppo dei denti, ma per beneficiare della sua azione deve essere preso dalla nascita. Per questo motivo il Ministero della Salute raccomanda la sua somministrazione ai bambini fino a 6 anni che vivono in zone dove l’acqua contiene quantità di fluoro inferiori a 0,6 ppm. In luoghi nei quali la presenza del fluoro nell’acqua è inferiore a 0,06 ppm è suggerito dal Ministero della Salute una somministrazione ai bambini fino al sesto anno d’età.
Una quantità eccessiva di fluoro può compromettere la normale attività di alcuni enzimi, il metabolismo delle vitamine ed il funzionamento del sistema nervoso centrale, del cuore, del fegato, dei reni e dei surreni e degli organi riproduttivi. Un eccesso di fluoro può interferire sull’attività di vari enzimi, può modificare il metabolismo delle vitamine e danneggiare il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale, ai reni, al fegato, al cuore e agli organi riproduttivi.
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Altre conseguenze sono l’osteosclerosi, la calcificazione delle articolazioni e dei tendini, il rallentamento della crescita. Inoltre può causare un ritardo nella crescita e portare a osteosclerosi o a calcificazione delle articolazioni e dei tendini. Il fluoro può inoltre causare la marmorizzazione dei denti, con scolorimento dello smalto, pirosi e dolori ai piedi e alle caviglie. Altissime quantità di fluoro possono provocare marmorizzazione dei denti, con decolorazione dello smalto, bruciore di stomaco e dolori ai piedi e alle caviglie. Un ulteriore problema legato ad un eccesso di fluoro è la fluorosi dentale, che macchia ed opacizza i denti.
Il rene è infatti un organo complesso, che oltre alle sue innumerevoli altre funzioni svolge un compito fondamentale nella purificazione del sangue: in un individuo sano di 70 chili ogni minuto oltre un litro di sangue attraversa i glomeruli renali subendo un processo emuntorio di rimarchevole precisione; ciò significa che l’intero torrente ematico viene filtrato all’incirca ogni cinque minuti, e che ovviamente la grandissima parte di esso viene riassorbita. I reni sono due organi a forma di fagiolo, ciascuno delle dimensioni di un pugno. Si trovano appena sotto la gabbia toracica, su ciascun lato della colonna vertebrale.
Ogni giorno filtrano circa 120-150 litri di sangue producendo circa 1-2 litri di urina, il mezzo che ha l’organismo per eliminare sostanze di rifiuto e i liquidi in eccesso. Il rene non è un unico grande filtro, anzi, ciascuno dei due si compone di circa un milione di unità filtranti chiamati nefroni. Ogni nefrone filtra una piccola quantità di sangue. Il nefrone include un filtro, chiamato glomerulo, e un tubulo. Il prodotto finale diventa l’urina che poi viene espulsa.
Quando un rene si ammala non è più in grado di filtrare il sangue come dovrebbe e questo danno può causare l’accumulo delle sostanze di rifiuto nell’organismo e, di conseguenza, creare grossi pericoli per la salute. Tale esempio riguarda però un individuo sano: purtroppo il rene, come tutti gli organi, è soggetto ad usura e a stati patologici che possono alterarne il funzionamento riducendone la capacità filtrante.
Per valutare la funzione renale e l’eliminazione delle sostanze di scarto, compreso l’eventuale accumulo di composti come il fluoro, è fondamentale monitorare la funzionalità renale con esami ematochimici. Il test più importante da questo punto di vista è l’eGFR, un esame del sangue che controlla la velocità di filtrazione glomerulare e permette una valutazione di quanto bene i reni filtrano le sostanze di rifiuto. eGFR è l’abbreviazione inglese di velocità di filtrazione glomerulare stimata (Estimated Glomerular Filtration Rate) e indica la quantità di sangue filtrata al minuto; viene calcolato con una formula basata sulla creatinina sierica.
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La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare filtrato dai reni, che va a finire nelle urine con una velocità relativamente costante. Se la funzionalità renale peggiora, i reni smaltiscono la creatinina con maggiori difficoltà, con la conseguenza di un progressivo accumulo ed aumento della sua concentrazione nel sangue. L’esame della creatinina serve per ottenere una stima ragionevole del tasso di filtrazione glomerulare. L’esame dell’eGFR può essere prescritto a cadenza periodica se il paziente è affetto da malattia renale cronica, oppure soffre di diabete o ipertensione, due malattie in grado di causare danni ai reni.
Valori Normali: Sono considerati nella norma valori compresi tra i 90 e i 120 ml/min. L’eGFR (tasso di filtrazione glomerulare stimato) serve per la diagnosi precoce delle malattie renali ed è più efficace del solo esame della creatinina; un valore inferiore a 60 ml/min indica che i reni non funzionano sufficientemente bene. Alcune importanti società mediche suggeriscono poi valori medi calibrati in base all’età, alla luce del fatto che un calo della stima sia non solo normale, ma anche inevitabile con il passare degli anni.
La diagnosi precoce delle disfunzioni renali è fondamentale per ridurre al minimo le lesioni. I ricercatori stanno inoltre valutando l’efficacia di altre equazioni per la stima dell’eGFR, basate su una combinazione di esami, come la creatinina, l’azotemia e/o la cistatina C.
Dosi molto elevate di fluoro possono causare la marmorizzazione dei denti, con scolorimento dello smalto, pirosi e dolori ai piedi e alle caviglie. L’eccesso può provocare vomito e diarrea e, nei casi più gravi, disturbi cardiaci e neurologici. Un’intossicazione tanto più seria quanto più il numero di globuli è basso può rendere necessario il consulto medico e il trattamento specifico. I sintomi manifestati richiedono la vista del medico.
Per la maggior parte delle persone i danni renali progrediscono molto lentamente nel corso di diversi anni (insufficienza renale cronica), spesso a causa di malattie croniche quali diabete o pressione alta. Nel caso di improvvisa variazione della qualità della funzione renale (infortunio, farmaci, …) si parla invece di danno renale acuto.
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Attraverso esami ematochimici vengono accertati il numero e la condizione di tutte le cellule che formano il sangue e la presenza di sostanze di scarto. Attraverso questa analisi viene evidenziato il numero totale dei globuli bianchi in un millimetro cubo di sangue: nel conteggio sono calcolati tutti i tipi di globuli bianchi (neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti, monociti). Attraverso questa analisi viene evidenziato il contenuto di emoglobina di ciascun globulo rosso. Un valore inferiore è il segnale di una forma di anemia.
L’urea è prodotta dal fegato: è una sostanza di scarto del metabolismo che viene eliminata quasi completamente con le urine. Il glucosio è la quantità di zucchero presente nel sangue. Viene valutata sia la quantità totale sia quella di ogni singola proteina e la funzionalità del fegato è spesso valutata mediante enzimi denominati GOT (AST) e GPT (ALT). Altri esami utili per capire lo stato generale e la presenza di malattie infiammatorie o tumorali possono includere la proteina C reattiva e la transferrina, la proteina che trasporta il ferro.
| Esame | Scopo | Rilevanza per il fluoro/rene |
|---|---|---|
| eGFR | Stima della filtrazione glomerulare | Valuta la capacità di eliminare scarti come il fluoro |
| Creatinina sierica | Prodotto di scarto muscolare | Usata per calcolare l’eGFR |
| Urea | Sostanza di scarto del metabolismo | Indica funzione renale/epatica |
| Emocromo | Valuta globuli rossi e bianchi | Valori alterati possono segnalare complicanze sistemiche |
| Enzimi epatici (AST, ALT) | Valutazione funzionalità epatica | Controllano effetti sistemici da intossicazione |
Per concludere, il fluoro ha un ruolo importante nella mineralizzazione ossea e nello sviluppo dentale, ma il suo eccesso può avere impatti sistemici. Il monitoraggio della funzione renale mediante eGFR e altri esami di laboratorio è essenziale per valutare la capacità dell’organismo di eliminare sostanze potenzialmente dannose e prevenire danni cronici.
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