
Il formicolio alle dita, la sensazione di debolezza nella mano o un dolore persistente al polso che rende difficili anche i gesti più semplici - come svitare un tappo, digitare al computer o afferrare una penna - possono essere i sintomi iniziali di una sindrome del tunnel carpale. Una condizione molto più diffusa di quanto si pensi e che, se trascurata, può compromettere in modo significativo la qualità della vita quotidiana e lavorativa. Questa patologia è dovuta alla compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, una struttura osteo-fibrosa situata nel polso, attraverso cui passano tendini flessori e il nervo stesso. Il nervo mediano è fondamentale per la sensibilità e la motricità del pollice, dell’indice, del medio e di una parte dell’anulare. Quando viene compresso, si scatena una serie di sintomi che, se ignorati, possono aggravarsi progressivamente.
La sindrome del tunnel carpale non è causata da un’unica patologia, ma piuttosto da un insieme di fattori meccanici e infiammatori che determinano la riduzione dello spazio disponibile nel tunnel carpale. Tra i principali fattori di rischio troviamo:
I sintomi della sindrome del tunnel carpale possono manifestarsi gradualmente o in modo acuto, e variano a seconda della gravità della compressione del nervo. I più comuni sono:
Nel tempo, se non trattata, la sindrome può evolvere verso una neuropatia cronica, con danno permanente al nervo mediano e atrofia dei muscoli della mano.
Di fronte a sintomi persistenti, è fondamentale consultare un medico specialista (ortopedico, fisiatra o neurologo), che potrà eseguire un’anamnesi accurata ed eventualmente prescrivere esami strumentali come:
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La buona notizia è che molti casi di sindrome del tunnel carpale possono essere trattati senza ricorrere alla chirurgia, soprattutto se individuati precocemente.
Se il trattamento conservativo non è efficace o se la compressione è grave, si può optare per un intervento di decompressione del tunnel carpale, generalmente eseguito in day hospital e con tempi di recupero relativamente brevi. L’intervento prevede la sezione del legamento trasverso del carpo per ridurre la pressione sul nervo mediano.
Fisioglobe, studio di fisioterapia a Roma zona Aurelia, è in grado di seguirti e consigliarti in caso di sindrome da tunnel carpale. A chi non è capitato di sentire un persistente e fastidioso formicolio alle dita? Le cause del formicolio sono decisamente varie, alcune legate a sindromi di intrappolamento di un nervo, come la sindrome del tunnel carpale, ma il formicolio può essere provocato anche da fattori esterni quali la spondilosi cervicale, i traumi del collo o l’ernia del disco. Inoltre dita diverse possono essere colpite da patologie differenti.
Il nervo ulnare è un chiaro esempio di questa situazione: è quello preposto al trasporto dei segnali nella parte interna dell’avambraccio fino a raggiungere i polpastrelli delle dita anulare e mignolo. Non si deve credere che il formicolio alle dita, nella sua forma patologica, compaia d’improvviso: normalmente i sintomi sono graduali. Poiché una diagnosi corretta del formicolio alle dita (ed in particolare dell’intrappolamento del nervo ulnare) non è di facile esecuzione, dovrà essere affidata ad uno specialista con una certa esperienza. Normalmente la diagnosi si basa su degli esami diagnostici e su attività eseguite dal paziente finalizzate a comprendere l’entità del danno. Si testeranno poi i riflessi tendinei e verrà utilizzata anche una risonanza magnetica per individuare eventuali interferenze sul nervo ulnare da parte di alcune strutture anatomiche. Anche una elettromiografia potrà aiutare. Nel caso in cui il formicolio dipenda dall’intrappolamento del nervo ulnare non sarà sempre indispensabile un intervento chirurgico. Nei casi meno gravi infatti sarà possibile affidarsi alla fisioterapia, che tramite esercizi mirati potrà rinforzare i legamenti ed i tendini del paziente. Nel caso in cui la patologia sia particolarmente dolorosa, l’intervento chirurgico sarà senza dubbio il modo più efficace per risolvere la problematica. Anche nel caso di un intervento chirurgico la fisioterapia risulterà resissima per ottenere un recupero più rapido e completo.
1. 2. 3. Il formicolio può manifestarsi in alcuni momenti della giornata come ad esempio la mattina appena svegli oppure dopo aver effettuato dell’attività sportiva. 4. Il formicolio alle dita va curato tenendo conto dell’infezione o della patologia sottostante, perciò è opportuno che venga effettuata una corretta diagnosi da parte di medico esperto. 5. Per i casi di formicolio alle dita della mano derivanti da artrosi o ernia discale, l’utilizzo delle solette Noene®, che hanno la proprietà di assorbire e disperdere le vibrazioni derivanti dall’impatto piede/scarpa/terreno, permette di bloccare i microtraumi che si formano a causa di queste vibrazioni e che provocano ulteriore infiammazione.
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Nel caso che il formicolio appaia durante l’attività sportiva, che provoca vibrazioni alle mani e braccia, per proteggere le dita della mano il prodotto Noene® più indicato è l’under-grip shock absorbing. Testato in moltissime circostanze, l’under-grip shock absorbing è indicato per tutte le situazioni in cui mani e braccia sono soggette a sollecitazioni, sia nello sport che nelle attività quotidiane. Negli sport con racchetta elimina gli shock che causano le infiammazioni ai tendini. Protezione di mani e braccia dai micro-traumi derivanti dalle vibrazioni a cui sono soggette in determinate attività (es. il formicolio alle dita delle mani è una sensazione comune che può essere descritta come un intorpidimento o una sensazione di “spilli e aghi”).
Il formicolio alle dita può dipendere da diverse condizioni, tra cui spondilosi cervicale, traumi del collo, artrosi, neuropatie periferiche, disturbi vascolari e patologie sistemiche come diabete o tiroide.
Il nervo ulnare è responsabile della sensibilità di IV e V dito e può essere compresso al gomito o al canale di Guyon. Nei casi più gravi possono verificarsi perdita di sensibilità e atrofia muscolare. La diagnosi include segni di Tinel e Phalen e l’elettromiografia; la RM può essere utile in casi dubbi. La gestione può prevedere fisioterapia o chirurgia decompressiva, a seconda della gravità.
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