
Il bruxismo, noto anche come digrignamento dei denti, è un disturbo che si manifesta con il serramento involontario della mascella. Si tratta di una condizione caratterizzata dal digrignamento o serramento involontario dei denti, spesso durante il sonno. Questa problematica può colpire persone di tutte le età, inclusi i bambini.
Per “bruxismo” si intende la condizione di chi digrigna involontariamente i denti, ovvero tende a serrare i muscoli masticatori e, in questo modo, sfrega tra loro l’arcata dentaria superiore e quella inferiore. È un fenomeno spesso legato a stress, ansia o problemi di malocclusione dentale. Questa condizione dovuta a un movimento involontario può verificarsi sia durante il sonno che durante il giorno.
Il bruxismo può verificarsi durante il sonno (bruxismo notturno) o durante la giornata (bruxismo diurno). Il bruxismo notturno è la forma più comune e si verifica inconsapevolmente durante il sonno. Digrignamento notturno: è la forma più comune e si manifesta durante il sonno. Digrignamento diurno (o serramento): avviene durante la veglia, soprattutto in periodi di forte concentrazione, stress o ansia.
Il digrignamento consiste in un’attività involontaria e ripetitiva dei muscoli masticatori che porta a serrare con forza o a sfregare i denti tra loro. Questi movimenti ritmici possono susseguirsi per qualche secondo durante la notte. Nei casi più gravi tali movimenti anomali possono verificarsi anche durante le ore diurne tant’è che chi ne è afflitto ha sempre i denti in posizione serrata.
Il digrignamento ha origini multifattoriali e spesso le cause sono tra loro interconnesse. Le cause del bruxismo possono essere suddivise in categorie specifiche.
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Stress e ansia: sono tra i fattori più frequenti. Le persone che vivono situazioni di tensione emotiva prolungata possono sviluppare l’abitudine di serrare i denti, sia di giorno che di notte. Anche condizioni come la depressione e i disturbi dell’umore possono essere fattori scatenanti. Il motivo per cui durante la pandemia i casi si sono moltiplicati è l'aumento dei livelli di stress e ansia sperimentati in quel periodo.
Problemi legati alla struttura della mandibola e alla malocclusione dentale possono favorire il digrignamento. È stato registrato che la maggior parte delle persone soggette a bruxismo presenta un allineamento scorretto delle arcate dentarie, possibile fattore scatenante. I problemi di occlusione, ovvero quando i denti dell’arcata superiore non sono perfettamente allineati con quelli dell’arcata inferiore, possono favorire il digrignamento come tentativo del corpo di “correggere” le interferenze.
Disturbi del sonno come l’apnea notturna sono spesso associati a episodi di sfregamento dei denti. Anche alcuni disturbi neurologici possono influenzare il funzionamento della mandibola e provocare questo disturbo: tra questi rientrano il morbo di Parkinson, l'epilessia e altre disfunzioni del sistema nervoso centrale. Anche l'uso di alcuni farmaci che agiscono sul sistema nervoso può favorire l'insorgenza del bruxismo.
Abitudini come il consumo eccessivo di caffeina o alcol possono contribuire alla comparsa del problema. La dipendenza da stupefacenti, l'uso di antipsicotici ed un uso smoderato di caffeina e bevande alcoliche hanno un’incidenza sullo sviluppo del bruxismo. È dunque evidente che per impostare una cura completa è necessario cambiare anche queste abitudini “scorrette”.
La diagnosi accurata parte da un colloquio iniziale e da una visita odontoiatrica. Il dentista osserva attentamente i denti per segni di usura, valuta la muscolatura e l’occlusione. Il vostro dentista vi aiuterà a comprendere le cause del bruxismo dopo un esame oggettivo che terrà in considerazione non solo la salute della bocca, ma anche i fattori psicologici. È fondamentale intercettare tutte le cause in gioco già dalla prima valutazione del paziente.
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Se si pensa che il bruxismo sia associato a disturbi del sonno, è consigliabile sottoporsi a una polisonnografia. Si tratta di un test durante il quale vengono posizionati dei sensori sul corpo per monitorare la respirazione, il battito cardiaco, i movimenti degli occhi, l’attività cerebrale e il movimento muscolare.
Non esiste un rimedio universale per il bruxismo: ogni caso è a sé stante, e dunque bisogna cercare di trattarlo in modo diverso. Affrontare il bruxismo richiede un approccio personalizzato. È fondamentale quindi ricercare la causa che provoca lo stress, in modo da evitare i movimenti riflessi durante la notte (stringere con forza i denti). Il consiglio del dentista risulta fondamentale: considerando che spesse volte il bruxismo è conseguenza di stress emotivo, è opportuno cercare il rilassamento.
Per non digrignare i denti la notte è altrettanto importante avere cura del proprio sonno. Ad oggi, ci sono evidenze scientifiche che dimostrano sempre di più quanto importante sia l’igiene del sonno. La National Sleep Foundation consiglia, per dormire in totale relax, un ambiente quieto e calmo, senza tv, computer e luci. Inoltre, è necessario preparare il proprio corpo al momento del riposo: prima di andare a dormire non si devono svolgere attività che attivano troppo la mente e vanno predilette attività come la lettura di un libro, l’ascolto di una playlist dai suoni lievi, un bagno caldo.
Per contrastare le tensioni muscolari provocate dal bruxismo consigliamo di prendere del tempo per se stesso. A tal proposito suggeriamo il training autogeno, il pilates, lo yoga, l’esercizio fisico e le camminate in modo da stimolare un uso corretto ed equilibrato della muscolatura di tutto il corpo. Mindfulness, yoga e attività fisica dolce possono aiutare a scaricare la tensione complessiva.
Il principale rimedio consigliato è l’utilizzo di un bite, ovvero una piccola protezione da indossare durante la notte. Il bite anti bruxismo è uno dei trattamenti più comuni. Si tratta di un dispositivo in resina che si posiziona tra le arcate dentali. La funzione del bite notturno è quella di proteggere i denti dalle continue abrasioni che si vengono a creare. Il suo scopo è quello di attutire la pressione che la mandibola applica sull’arcata dentaria, ponendo una forma di barriera tra le due file di denti e i loro movimenti.
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I bite si interpongono tra le arcate dentali e ne impediscono il contatto; contemporaneamente questa mascherina protegge lo smalto dei denti dall’usura e favorisce il riallineamento mandibolare. I bite possono essere morbidi o duri, in base alle esigenze del paziente; sono misure standard vendute nelle farmacie, ma possono essere anche preparati "su misura": in quest'ultimo caso, il dentista procede con la rilevazione delle impronte dentarie del paziente. Attenzione però: non tutti i bite sono uguali. Ne esistono di vari modelli che vanno confezionati su misura.
Le conseguenze determinate dall’uso del bite sono state definite, da alcuni pazienti, “miracolose”. Il mancato contatto dei denti a causa della mascherina diminuisce l’intensità dello sforzo muscolare notturno, favorendo il rilassamento dei muscoli. Il bite si porta prevalentemente di notte anche se nei casi con sintomatologia dolorosa è consigliabile indossare la mascherina anche di giorno.
Quando i denti sono molto usurati a causa del digrignamento anomalo che persiste per molto tempo è possibile ricostruire la parte consumata con del materiale composito uguale a quello impiegato per le otturazioni dentali. In questo modo si evita di “incapsulare” i denti riducendo notevolmente i costi. In alcuni casi per rimediare ad anni di bruxismo si può ricorrere alla protesi fissa su denti naturali (consumati) e impianti dentali.
Se il bruxismo è causato da malocclusioni, il trattamento ortodontico può essere una soluzione definitiva. Alcune delle cause del bruxismo possono risiedere nell'allineamento o nella posizione dei denti e possono essere risolte applicando una pressione costante nel tempo per spostare i denti nella direzione desiderata attraverso un apparecchio ortodontico per bruxismo.
Per rilassare la muscolatura mandibolare, i miorilassanti possono essere una soluzione efficace. In alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci per rilassare i muscoli della mascella. Quando i trattamenti convenzionali non risultano efficaci, può essere presa in considerazione la terapia farmacologica sotto supervisione medica.
Tra le opzioni terapeutiche, le iniezioni di tossina botulinica (botox) rappresentano un intervento mirato a ridurre l’attività eccessiva dei muscoli masticatori, alleviando così i sintomi del bruxismo grave. Quando il problema del bruxismo è piuttosto grave, è possibile ricorrere a trattamenti medici. Questi offrono soluzioni efficaci e aiutano a prevenire i danni a lungo termine sia ai denti che alle articolazioni della mascella.
Per prima cosa, il paziente affetto da bruxismo deve sottoporsi a test per diagnosticare un'eventuale patologia a carico della cavità orale: il problema potrebbe infatti derivare da alcune patologie (in genere condizioni psicologiche e disturbi della masticazione). Uno degli aspetti più frequentemente sottovalutati è che il bruxismo può essere una conseguenza di un’altra patologia. Anche se oggi ancora troppo sottovalutate da molti “addetti ai lavori”, le apnee notturne possono portare una persona a digrignare i denti.
Il vostro dentista vi aiuterà a comprendere le cause del bruxismo dopo un esame oggettivo che terrà in considerazione non solo la salute della bocca, ma anche i fattori psicologici. Solo così sarà possibile valutare una terapia che aiuti i soggetti affetti da questa patologia a risolvere i disturbi che ne conseguono. È fondamentale quindi intercettare tutte le cause in gioco già dalla prima valutazione del paziente.
Nei bambini è piuttosto comune e di solito si attenua spontaneamente con la crescita. Molti genitori si allarmano sentendo dei rumori importanti durante il sonno dei propri piccoli. In genere con il cambio con la dentatura permanente questi problemi tendono ad autorisolversi. Se invece compaiono anche in dentatura permanente bisogna analizzare la problematica con il proprio dentista di fiducia.
Se si avverte dolore alla bocca, alla mascella o al collo dovuto al digrignamento dei denti, è fondamentale consultare un medico. Se pensi che il bruxismo sia associato a disturbi del sonno, è consigliabile sottoporsi a una polisonnografia. Se ti riconosci in questi sintomi o sospetti di digrignare i denti, non attendere che le conseguenze diventino importanti. Il digrignamento tende a persistere, alternando fasi acute e periodi più tranquilli, spesso in base ai livelli di stress.
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Il costo per la cura del bruxismo con un apparecchio bite individuale ha un costo molto variabile in quanto cambia da paziente a paziente. Se vuole ci contatti per ulteriori informazioni o per un appuntamento ai recapiti forniti.
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