
Questo evento si verifica quando un frammento dello strumento utilizzato per la detersione o sagomatura del canale radicolare si rompe e rimane incastrato nel canale stesso, ostacolando il completamento del trattamento e generando disagio e ansia nel paziente. L’adozione di linee guida condivise e aggiornate è dunque essenziale per una gestione ottimale. Un recente consenso di esperti pubblicato su International Journal of Oral Science propone un approccio integrato alla problematica, fornendo indicazioni sulle cause, valutazione del rischio e strategie terapeutiche.
Fondamentale è l’utilizzo di imaging tridimensionale mediante CBCT, che consente una localizzazione accurata del frammento e una valutazione dettagliata dell’anatomia canalare, soprattutto in presenza di curvature o calcificazioni. Per il recupero, si raccomandano tecniche ultrasoniche per frammenti mobili e l’impiego di strumenti dedicati per la rimozione di frammenti profondamente incastrati, con l’obiettivo di preservare al massimo la dentina e la struttura del dente. Nei denti decidui pediatrici, quando i rischi di recupero superano i benefici attesi, è consigliata l’estrazione. Il consenso affronta anche le possibili complicanze, quali perforazioni e perdita eccessiva di dentina, suggerendo un approccio minimamente invasivo supportato da un diagramma decisionale.
Come evidenza, l’autore senior Xuedong Zhou sottolinea che il documento “offre ai clinici strategie basate su evidenze scientifiche per affrontare con sicurezza la frattura degli strumenti. Combinando imaging avanzato, strumenti di recupero di precisione e protocolli preventivi, è possibile ridurre i rischi procedurali massimizzando al contempo la preservazione del dente.”
Secondo le evidenze presentate, la rimozione di frammenti rotti oggi si avvale di ultrasuoni e microscopio operativo. Per migliorare la sicurezza, sono state sviluppate punte ultrasoniche sottili che vibrano per allentare l’ostruzione con minime perdite di struttura, supportate da ingrandimento e illuminazione adeguata. Rimane difficile rimuovere frammenti apicali in canali molto curvi, ma la combinazione di tecniche moderne aumenta le probabilità di successo.
Quali sono le tecniche più comuni? Le operazioni iniziano con la creazione di un accesso coronale ampio e un’analisi radiografica pre-operatoria per valutare la dimensione e l’orientamento dell’anatomia. Se l’accesso è limitato, si usano strumenti manuali per creare spazio coronale, poi frese di Gates per formare un imbuto pulito. Con l’ausilio di ingranditori e strumenti ultrasonici specifici si rimuovono la dentina e i detriti che bloccano lo strumento, rendendolo più mobile e pronto per l’estrazione.
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In alcuni casi è possibile bypassare lo strumento rottto e continuare la disinfezione e l’otturazione della porzione apicale. L’approccio ortogrado non è l’unico: in situazioni particolari, si opta per un intervento chirurgico apicale, soprattutto se lo strumento è di grosso calibro o sporge nei tessuti periapicali. L’importanza di informare il paziente che il danno derivante non è solo dalla presenza del frammento, ma dall’impossibilità di disinfettare e otturare correttamente la porzione apicale è fondamentale per una gestione trasparente.
Nella pratica, la confluenza di due canali in una radice può spiegare la frattura: se la confluenza è presente e il canale comune è già stato preparato, non è necessario rimuovere il frammento ma continuare la pulizia dall’altro canale. La CBCT in proiezione assiale è estremamente utile per diagnosticare confluenze non immediatamente visibili. In assenza di confluenza o in presenza di strumenti incastrati in una porzione apicale lunga, può essere necessario un intervento chirurgico endodontico.
La prognosi dipende dalla posizione del frammento, dallo stato del dente (vitale o infetto) e dal tempo di riparazione. La rimozione di frammenti è associata a un maggiore successo diagnostico, ma resta una procedura complessa con vari livelli di rischio. Nel caso di frammenti presenti apicalmente, una sigillatura accurata del frammento può offrire una via di salvaguardia senza compromettere l’otturazione del resto del canale.
L’approfondimento delle tematiche di frattura degli strumenti è correlato a formazione continua e a l’applicazione di protocolli basati su evidenze. Il dialogo tra endodontisti, odontoiatri e specialisti è cruciale per aggiornare pratiche cliniche e garantire la sicurezza del paziente. Alcuni corsi e riferimenti accurati guidano i professionisti nell’uso di imaging avanzato, microscopi e tecniche di rimozione, offrendo protocolli chiari per gestire fratture e ridurre rischi post-endodontici.
La prevenzione parte dall’uso corretto di strumenti NiTi, dall’attenta pianificazione dell’accesso e dall’impiego di lubrificanti ed irriganti adeguati per ridurre l’attrito. L’uso di strumenti monouso per piccoli calibri e l’ispezione regolare degli strumenti aiutano a ridurre il rischio di frattura. L’impiego di ingrandimenti e di CBCT permette un controllo superiore della procedura, minimizzando la necessità di rimozioni complicate e riducendo la probabilità di danni iatrogeni.
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