
Le spese odontoiatriche danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro, purché le prestazioni siano di natura sanitaria e rese da medici o personale abilitato. Per le prestazioni odontoiatriche, l’indicazione “ciclo di cure mediche odontoiatrice” è stata ritenuta sufficiente per il riconoscimento della detrazione, mentre le spese puramente estetiche non rientrano in detrazione. È fondamentale che la fattura riporti la dicitura adeguata e che il pagamento sia tracciabile se la prestazione non è erogata dal SSN o da strutture accreditate.
Rientrano nella detrazione tutte le prestazioni erogate da medici abilitati: odontoiatri, medici chirurghi con specializzazione in odontoiatria e igienisti dentali quando operano sotto supervisione medica. Le spese per trattamenti odontoiatrici che migliorano la salute del paziente sono detraibili, mentre quelle finalizzate solo all’estetica non lo sono. Le spese detraibili includono visite, igiene professionale, estrazioni, devitalizzazioni, apparecchi ortodontici, impianti, protesi rimovibili e altri trattamenti utili al recupero della salute orale.
La franchigia minimo da superare è di 129,11 euro. Il tetto massimo detraibile è di 6.197,48 euro: su questa somma si applica la detrazione del 19%. Esempio: se si hanno 1.000 euro di spese mediche, la base detraibile è 1.000 - 129,11 = 870,89 euro; la detrazione è il 19% di 870,89 euro = 165,46 euro. Per ospitare cure odontoiatriche, è utile conservare tutte le fatture e i documenti giustificativi.
Dal 2020 i pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. È obbligatorio pagare con strumenti tracciabili: carta di credito o debito, bonifico bancario o postale, bollettino, MAV, PagoPA o strumenti di pagamento digitale. Nella fattura è necessario che sia indicato un metodo di pagamento tracciabile; in caso di prestazioni non erogate dal SSN, il paziente non dovrà esibire la ricevuta se il pagamento risulta tracciabile. Se la detrazione è richiesta per familiari a carico, occorre indicare anche le spese relative a questi familiari nel modello di dichiarazione.
La documentazione rilevante per la verifica della spesa comprende le fatture, le ricevute fiscali e gli scontrini parlanti. Le fatture per la manutenzione della protesi o di apparecchi ortodontici emesse da soggetti autorizzati all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica consentono detrazione diretta, mentre se la fattura non è rilasciata direttamente dall’esercente, serve un’attestazione del professionista sul documento che certifichi l’esecuzione della prestazione. Le spese devono riferirsi all’anno solare in cui sono state sostenute o pagate e vanno conservate per almeno 5 anni per eventuali controlli fiscali.
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Si possono detrarre le spese per visite, igiene professionale, ortodonzia, protesi, impianti e tutte le prestazioni erogate da odontoiatri o medici con specializzazione nella branca odontoiatrica. È importante distinguere tra detrazione e deduzione: la detrazione riduce l’imposta dovuta; la deduzione agisce sul reddito imponibile. Le spese detraibili includono anche quelle sostenute per i familiari a carico, purché i pagamenti siano tracciabili e documentati correttamente. La detrazione può essere utilizzata anche se si paga a rate, purché si conservi la documentazione proveniente dal fornitore e dai pagamenti tracciabili.
Il contesto italiano vede una diffusa percezione di costi elevati per le cure dentali, ma la detrazione del 19% rappresenta uno strumento importante per ridurre l’imposta dovuta. In caso di turismo odontoiatrico all’estero, la documentazione deve essere accurata: le spese sostenute all’estero seguono lo stesso trattamento e, se documentate in lingua straniera, richiedono traduzione giustificativa; la verifica del sostenimento della spesa si basa sui documenti originali o tradotti. Le spese pagate con strumenti tracciabili all’estero sono detraibili se rientrano tra quelle ammesse.
La normativa di riferimento è l’articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR, che regola la detrazione del 19% sulle spese mediche, inclusi i trattamenti odontoiatrici. La guida dell’Agenzia delle Entrate sottolinea che le prestazioni di natura sanitaria devono essere dimostrate da procedure sanitarie qualificate e che solo tali prestazioni sono detraibili.
La guida citata dall’Agenzia delle Entrate aiuta gli studi odontoiatrici a facilitare la detrazione per i pazienti e a ridurre contestazioni che potrebbero costringere a modifiche o chiarimenti successivi. Si segnala la possibilità di utilizzare strumenti di pagamento digitali e soluzioni come pagamenti a rate per diluire l’onere, mantenendo la tracciabilità necessaria per la detrazione.
La normativa sulle detrazioni delle spese mediche, inclusa l’odontoiatria, è soggetta a aggiornamenti annuali; è utile verificare sempre le circolari e le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate per confermare codici, franchigie e tetti massimi applicabili all’anno di riferimento.
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