
Gengis Khan (1162-1227) fu il fondatore dell’Impero Mongolo, il più vasto impero terrestre della storia. Prima di essere riconosciuto semplicemente come Gengis Khan, il suo nome era Temujin, e nacque tra il 1155 e il 1167 (la data esatta di nascita è ancora incerta) nelle vette delle montagne della provincia di Hėntij.
Temugin era figlio del capo della tribù della Stirpe Dorata, Mongoli praticanti il cristianesimo nestoriano. A tredici anni, Temugin faticò ad impossessarsi del trono lasciato dal padre, morto per avvelenamento. Per consolidare e accrescere il suo potere divenne fratello di sangue di un ragazzo di nome Jamuka, figlio di un capoclan, e all'età di sedici anni sposò Börte, una ragazza che aveva conosciuto da bambino, figlia di Toghril, il Khan più potente dei Mongoli, con il quale si alleò divenendone ufficialmente figlio.
Temugin era pronto per sottomettere e unire le tribù mongole: sconfisse molti clan e unì la sua famiglia a quella di Jamuka. Narra la leggenda che i capi dei Mongoli, riuniti presso un bosco per acclamare loro sovrano Temugin, mentre discutevano sul nome da dargli sentirono un'allodola cantare «Gengis-gengis». Un sacerdote disse: «Sentite? Sono gli dei a volere che si chiami Gengis, il potentissimo». Fu allora che Temugin divenne Gengis Khan, che in lingua mongola significa il più potente dei condottieri.
Gengis Khan dichiarò l'inizio dell'impero nel 1206. Sappiamo che portò l'impero mongolo ad essere il più grande impero terrestre di sempre che, al suo apice, copriva ben nove milioni di miglia quadrate. I Mongoli erano principalmente un popolo nomade e, mentre l'impero cresceva, svilupparono delle capitali a Karakhorum, ad Avarga e a Khanbaliq, la città che oggi è Pechino.
Su richiesta di Gengis, gli eserciti furono inviati contemporaneamente in tutte le direzioni, per combattere su tutte le frontiere dell'impero e le loro vittorie quasi costanti diedero loro la reputazione di sanguinari. Nel 1220 i mongoli avevano conquistato l'Asia centrale dalla Siberia all'Iran e all'Afghanistan. Parti degli eserciti mongoli continuarono in Medio Oriente, catturando la Turchia, la Siria e l'Iraq, con il famoso assedio di Baghdad, l'allora capitale dell'Islam, nel 1258. Continuarono attraverso l'Europa in Polonia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca e Austria - con Polonia, Ungheria e Bulgaria devastate!
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Una delle principali imprese dei mongoli fu la conquista di gran parte della Cina settentrionale - in un arco di tempo di circa sessant'anni. Inizialmente le operazioni contro i Chin ebbero lo stesso andamento di quelle contro gli Xia. I Mongoli ottennero numerose vittorie in campo aperto ma fallirono nella conquista delle principali città. Nel 1214 Gengis Khan riunì l'esercito a Pechino dove l'assediato imperatore Xuan Zong aprì i negoziati con i Mongoli ottenendo il loro ritiro in cambio di un riscatto. Lo stesso imperatore decise di spostare la capitale cinese da Pechino a Kaifeng, luogo più protetto dalle invasioni. Gengis si sentì offeso da questo comportamento e decise di tornare in Cina dove conquistò diverse città prima di assediare e saccheggiare Pechino nel marzo del 1215.
Proprio nel 1218 l'imperatore mongolo inviò alcuni emissari nel Khwārezm per avviare contatti diplomatici con questa regione e iniziare un commercio fra i due popoli. La campagna che Gengis Khan intraprese in seguito a questo affronto fu una delle più sanguinose e portò nel 1223 all'annessione del Khwārezm ai domini mongoli.
Gengis Khan morì nel 1227. La causa della morte non è nota: secondo la Storia Segreta, fu causata da una caduta da cavallo ma, più probabilmente, la fine del Gran Khan si legò agli scontri con i Tanguti. Si racconta che il corpo senza vita di Gengis Khan fu riportato in Mongolia e sepolto in una località segreta.
Alla sua morte il figlio Ögödei eredita un impero solido e pacifico con il quale si garantì la cosiddetta pace dei Mongoli, un impero che si estendeva dall'Europa Orientale al Giappone. Dopo cinquant'anni di incredibili successi, il sistema politico cominciò a frammentarsi. Per tutta la fine del XIII secolo, l'impero si spezzò lentamente in quattro parti: l'Orda d'Oro, la dinastia Yuan, il Chagatai Khanate e l'Ilkhanate.
Se pensate che questo sia uno scherzo, sappiate che non è così. Quella riguardante i possibili milioni di discendenti di Gengis Khan è una ricerca scientifica che ha visto impegnati diversi team di studiosi provenienti da numerose zone del Pianeta. Tutto ha avuto origine con la pubblicazione, nel 2003, di uno studio diretto dallo scienziato Chris Tyler-Smith nel quale si è dimostrato che circa l’8% dei maschi, provenienti da 16 popolazioni distribuite in una vasta area geografica che va dall’Asia Centrale all’Oceano Pacifico, condivide lo stesso aplotipo sul cromosoma Y.
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Lo studio, coordinato dal genetista Chris Tyler-Smith, si è concentrato sull’identificazione di un particolare aplotipo, che possiamo immaginare come una piccola sequenza di DNA che viene trasmessa di generazione in generazione come se fosse un “pacchetto definito”, in questo caso presente sul cromosoma Y. Il cromosoma Y, a sua volta, è uno dei due cromosomi sessuali umani e viene ereditato di padre in figlio.
Tornando allo studio, oltre al primo aplotipo gli scienziati notarono anche un’altra sequenza comune, molto somigliante alla prima. Chiamarono questo fenomeno star cluster, per intendere un insieme di lignaggi evolutivi collegati tra loro. Considerando differenti parametri, in modo da essere più precisi nelle stime, i ricercatori trovarono che l’antenato comune più recente, per circa 16 milioni di persone attualmente viventi, abitò in Mongolia circa 1000 anni fa.
Le evidenze storiche relative alla potenza sociale del conquistatore mongolo e a quella dei suoi discendenti (i figli e nipoti di Gengis Khan furono a loro volta personaggi molto potenti) farebbero, infine, supporre una correlazione tra il cromosoma Y in questione e l’origine a partire proprio dalla importante figura di Gengis Khan. Riassumendo, in una vasta zona del pianeta vivrebbero oggi milioni di discendenti del più grande condottiero mongolo.
Il ricercatore che ha guidato la ricerca, il professor Mark Jobling del Dipartimento di Genetica dell'Università di Leicester, la spiega così: "Le linee patrilineari più recenti risalgono a 1.700 anni fa; e si ritrovano oggi nei popoli nomadi delle steppe, caratterizzati da costumi pastorali. In passato erano cavalieri di notevolissima mobilità, che si accoppiavano con molte diverse donne e avevano da loro numerosissimi figli, femmine e - appunto - maschi."
Approfondisce il tema Patricia Balaresque (ora all'Université Paul Sabatier di Tolosa): "Identificare i singoli progenitori di questi lunghissimi lignaggi sarà difficile o impossibile. Mancano infatti i resti umani dai quali estrarre il DNA. Ma questo riguarda anche Gengis Khan, per il quale prove circostanziate della sua immane discendenza mancano ancora".
Lo studio sul cromosoma Y individua una forte presenza di un aplotipo in molte popolazioni dell'Eurasia orientale e centrale, ma individuare con certezza l'antenato storico resta complesso per l'assenza di reperti sicuri per l'analisi del DNA e per la possibile presenza di più individui potenti con simili modelli riproduttivi nelle steppe.
Gengis Khan viene ricordato per essere stato uno dei più celebri condottieri e conquistatori del passato, protagonista della enorme espansione dei territori mongoli. Visse tra il 1162 e il 1227 e alla sua morte, sopraggiunta per cause mai del tutto accertate, l’impero mongolo da lui guidato si estendeva dal Mar Caspio alla Corea, dalla Siberia all’Asia Centrale, rappresentando il più vasto impero terrestre (considerando la continuità territoriale) dell’intera storia umana.
Gengis Khan è stato un uomo dall’enorme potere economico e sociale, la cui numerosa discendenza, altrettanto potente, avrebbe tramandato una piccola porzione di materiale genetico ancora presente in milioni di persone attualmente viventi in Eurasia orientale. Lo studio suggerisce che il meccanismo sociale di élite maschili potenti, che si accoppiano con molte donne, possa aver generato una diffusione ampia di particolari lignaggi Y.
La teoria della discendenza massiva ha suscitato dibattiti: «L'azione nata dalla rabbia è destinata a fallire». Gengis Khan è stato un grande condottiero e queste sue parole sembrano testimoniarlo. Ma quali sono le radici di questo affascinante conquistatore e condottiero?
Callaway, Derenko, Zerjal e altri ricercatori hanno contribuito con studi successivi che hanno ampliato e messo in discussione alcuni aspetti iniziali, mostrando distribuzioni diverse dei lignaggi maschili e la possibilità di concorrenza tra più antenati di alto rango. La letteratura scientifica include studi come Zerjal et al., "The genetic legacy of the Mongols" (Am J Hum Genet) e altre analisi di distribuzione dei lignaggi.
Perché lo studio incrocia genetica, storia e antropologia, offrendo una finestra sul modo in cui potere, mobilità e strutture sociali possono lasciare tracce profonde nel patrimonio genetico umano. La ricerca rappresenta un esempio di come dati moderni (DNA) possano essere messi in relazione con fonti storiche per ricostruire dinamiche umane su larga scala, pur mantenendo i necessari livelli di cautela metodologica.
| Elemento | Osservazione | Limite |
|---|---|---|
| Distribuzione aplotipo Y | Circa 8% dei maschi in 16 popolazioni condivide aplotipo legato alla Mongolia | Non prova identità del singolo antenato storico |
| Datazione | Antenato comune stimato ~1000 anni fa | Intervalli di confidenza ampi e assunzioni demografiche |
| Interpretazione storica | Possibile legame con élite maschili nomadi (es. discendenti di Gengis) | Assenza di resti certi per testare direttamente Gengis Khan |
| Conseguenze sociali | Amplificazione della discendenza maschile per effetto di potere e mobilità | Fenomeni simili potrebbero essere attribuiti ad altri leader |
La figura di Gengis Khan e le sue imprese resteranno centrali non solo per la geografia politica che ha disegnato, ma anche per i riflessi culturali e biologici che la sua epoca ha lasciato. L'impero mongolo deve la sua fama proprio a Gengis Khan, un uomo la cui leggenda si basa sul fatto che una volta uccise più di un milione di persone in un'ora e generò così tanti figli che oggi ci sono sedici milioni di suoi discendenti maschi vivi. Ma, oltre al fatto che la prima cifra è fisicamente impossibile, c'è molto di più nell'impero mongolo che la figura di questo uomo violento e donnaiolo.
Il successo dei Mongoli fu tale che conquistarono e governarono il più grande impero terrestre di territori contigui della storia, che si estendeva da città come Pechino sul Pacifico a est fino al Danubio e al Golfo Persico a ovest. I Mongoli sono ora noti per una cosa, oltre che per essere guerrieri: la libertà religiosa che promisero a tutti i popoli che conquistarono, dai buddisti ai musulmani agli ebrei. In tutta l'estensione dell'impero mongolo, le leggi erano definite dalla Grande Yassa - un testo che è andato perso nella storia; questo testo definiva il comportamento e molti crimini erano punibili con la morte.
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