
Il gonfiore sotto la mascella destra può avere molteplici cause, da infezioni acute a condizioni infiammatorie, disfunzioni articolari, tumori delle ghiandole salivari o linfoadenopatie. La comprensione dei possibili meccanismi, dei sintomi associati e delle opzioni diagnostiche e terapeutiche è fondamentale per una gestione tempestiva e appropriata.
Un’infezione dello spazio sottomandibolare è un’infezione batterica dei tessuti sotto la bocca. I batteri possono diffondersi da un dente inferiore infetto al tessuto sotto e intorno alla lingua. I soggetti con una scarsa igiene dentale o che hanno subito l’estrazione di un dente o una frattura mascellare corrono un rischio maggiore. L’infezione causa gonfiore che può ostruire le vie aeree causando difficoltà a respirare e a volte la morte.
I soggetti con un’infezione dello spazio sottomandibolare presentano dolore e sensibilità al tatto sotto la lingua e/o la mandibola. Il dolore peggiora aprendo la bocca o deglutendo. Febbre e brividi sono comuni. Successivamente, il gonfiore peggiora, causando salivazione, e il soggetto può emettere un suono (per esempio, stridulo o ansimante) quando inspira (chiamato stridore). Quando la parte si gonfia, in poche ore si possono ostruire le vie aeree causando la morte.
Il trattamento dell’infezione dello spazio sottomandibolare deve essere rapido per evitare l’ostruzione delle vie aeree. I medici inseriscono un tubo di respirazione per mantenere le vie aeree aperte e somministrano antibiotici. Il soggetto viene portato in sala operatoria e, con un sottile tubo flessibile a fibre ottiche, il medico guida il tubo di respirazione di plastica dal naso fino alla trachea per tenere aperte le vie aeree. Successivamente è necessario l’intervento chirurgico per drenare la zona infetta.
Le ghiandole sottomandibolari sono le seconde ghiandole salivari maggiori per dimensione, situate sotto l’angolo della mandibola, nel pavimento della bocca. La presentazione clinica di un tumore della ghiandola sottomandibolare è spesso subdola: il sintomo più comune è la comparsa di una massa o di un nodulo palpabile nella regione sottomandibolare, sotto il bordo della mandibola.
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I tumori che colpiscono le ghiandole salivari, pur essendo relativamente rari, rappresentano una sfida diagnostica e terapeutica complessa. Sebbene i tumori salivari siano più frequenti nella ghiandola parotide, le neoplasie che si sviluppano nella ghiandola sottomandibolare hanno una maggiore probabilità di essere maligne. Il tipo di tumore benigno più comune è l’adenoma pleomorfo, ma anche in questa sede, il rischio di trasformazione maligna nel tempo è una preoccupazione che impone l’asportazione chirurgica.
La diagnosi inizia con un esame obiettivo e una palpazione accurata da parte di uno specialista. Il trattamento di elezione per la maggior parte dei tumori della ghiandola sottomandibolare, compreso l’adenoma pleomorfo, è l’asportazione chirurgica completa della ghiandola (sottomandibulectomia). L’intervento viene eseguito in anestesia generale, attraverso un’incisione sotto la mandibola, solitamente seguendo una piega cutanea per minimizzare l’impatto estetico della cicatrice. In caso di tumore ghiandola sottomandibolare maligno, l’intervento può essere esteso all’asportazione dei linfonodi cervicali (svuotamento laterocervicale), in quanto esiste un rischio maggiore di diffusione metastatica.
La corretta esecuzione di questa chirurgia, in un’area anatomica ricca di vasi sanguigni e nervi, è cruciale per prevenire complicanze come la paralisi transitoria o permanente del labbro inferiore. Dopo l’intervento, il paziente è generalmente ricoverato per una notte o due. Il recupero richiede riposo e la cura della ferita chirurgica. La ripresa delle attività normali avviene solitamente entro 2-3 settimane. Per le forme maligne, la prognosi è legata al tipo istologico, allo stadio del tumore e all’eventuale diffusione linfonodale.
Quando si parla di linfonodo sottomandibolare si fa riferimento alla conseguenza di un problema che ha a che fare con la circolazione della linfa. La comparsa di un linfonodo sotto la mandibola non è che un rigonfiamento dello stesso, che in realtà è sempre presente, e che si è infiammato. Nel momento in cui sotto la mandibola si ravvisa il gonfiore di una ghiandola si ha a che fare con un aumento del volume del linfonodo: esso può essere stato innescato da un aumento della produzione di linfociti, dovuto alla difesa necessaria per contrastare un'infezione; in altri casi le cause sono da identificarsi in una proliferazione di cellule infiammatorie e di macrofagi, sempre in risposta a una situazione di infiammazione.
In caso di una linfoadenopatia reattiva sottomandibolare è essenziale che sia stata individuata correttamente la causa della reazione. Serve pertanto una corretta diagnosi, per poter intervenire nel modo adeguato. Il consiglio, in ogni caso, è sempre quello di rivolgersi al proprio medico per un controllo accurato e per individuare la terapia più appropriata.
Il condilo mandibolare è una grande estremità arrotondata della mascella inferiore. Unisce l’articolazione della mandibola (o articolazione temporo-mandibolare, o ATM) al resto del cranio. Se si infiamma, può causare una serie di sintomi fastidiosi come dolore, gonfiore e limitazione del movimento dell’articolazione della mandibola. Questa condizione è comune tra gli adulti e colpisce i muscoli e le articolazioni della parte inferiore del viso.
L’infiammazione del condilo mandibolare può presentarsi in modi diversi, a seconda della sua causa. Lesioni o infezioni possono causare un dolore che aumenta quando si apre la bocca e persino quando si mastica. Può essere doloroso o difficile muovere la mascella in determinate angolazioni. Per formulare una diagnosi, il medico dovrà esaminare la mascella e valutarne la gamma di movimenti. Potrebbero essere necessarie radiografie o TAC per escludere fratture o altre lesioni, nonché esami di laboratorio per verificare la presenza di eventuali infezioni sottostanti.
Quando si soffre di un’infiammazione del condilo mandibolare, è possibile eseguire una serie di esercizi e stiramenti per trovare sollievo. Questi esercizi non solo aiutano ad alleviare l’infiammazione, ma possono anche migliorare la mobilità della mascella e ridurre il dolore nella zona. Gestire e ridurre la frequenza delle riacutizzazioni del condilo mandibolare infiammato può essere difficile. Lo stress è uno dei maggiori fattori scatenanti di un’infiammazione del condilo mandibolare, quindi cercate di evitare il più possibile le situazioni di stress. Mangiare cibi sani aiuta a mantenere il corpo in equilibrio e può ridurre l’infiammazione. Riposare a sufficienza aiuta il corpo a funzionare in modo ottimale, riducendo la gravità di un’infiammazione del condilo mandibolare. L’esercizio fisico regolare aiuta a ridurre l’infiammazione che può causare una riacutizzazione del condilo mandibolare infiammato, rilasciando endorfine che migliorano l’umore e riducono il dolore.
Le parotidi sono le due ghiandole salivari maggiori collocate tra il condotto uditivo esterno e la mandibola. Possono andare incontro a diverse condizioni che ne provocano il gonfiore con conseguente ingrossamento. L’ingrossamento bilaterale si verifica in caso di parotite (patologia comunemente nota come “orecchioni”) che consiste in un’infiammazione acuta delle ghiandole parotidi che solitamente risulta accompagnata da febbre, mal di testa, dolore durante la deglutizione e la masticazione.
L’ingrossamento di una delle due parotidi può dipendere anche dalla presenza di malattie autoimmuni come la sindrome di Sjogren o di disturbi metabolici come il diabete mellito. Poiché le patologie che risultano associate all’ingrossamento delle parotidi sono molte, e diverse tra loro, per poter approntare un trattamento mirato alla risoluzione della condizione è importante capire quale sia la causa che è all’origine del disturbo e agire su questa.
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Il consiglio, in ogni caso, è sempre quello di rivolgersi al proprio medico per un controllo accurato e per individuare la terapia più appropriata. È importante parlare con il proprio medico dei sintomi e delle opzioni di trattamento per assicurarsi di ricevere le cure migliori per la propria condizione. Per formulare una diagnosi accurata possono essere necessari esami strumentali (radiografie, TAC), esami di laboratorio e, in caso di nodulo sospetto, l’intervento chirurgico con successiva valutazione istologica.
| Possibile causa | Segni/sintomi tipici | Esami utili | Trattamento comune |
|---|---|---|---|
| Infezione spazio sottomandibolare | Dolore sotto lingua/mandibola, febbre, salivazione, stridore | Esame orale, TC | Antibiotici, ventilazione/ intubazione e drenaggio chirurgico |
| Tumore ghiandola sottomandibolare | Nodulo palpabile, possibile dolore | Esame obiettivo, TC, esame istologico | Sottomandibulectomia, eventualmente svuotamento linfonodale |
| Linfoadenopatia reattiva | Linfonodo ingrossato, spesso doloroso | Esame clinico, esami ematici | Trattare la causa (infezione/infiammazione) |
| Infiammazione condilo mandibolare / ATM | Dolore articolare, limitazione movimenti, gonfiore | Visita, radiografie, TAC | FANS, fisioterapia, in casi gravi chirurgia |
Rivolgersi tempestivamente a un professionista consente una diagnosi accurata e l’avvio del trattamento più appropriato, riducendo il rischio di complicanze. Il consiglio è sempre quello di non sottovalutare un gonfiore sotto la mascella che persiste o peggiora, soprattutto se accompagnato da difficoltà respiratorie o sintomi sistemici.
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