Igienista dentale in Parlamento italiano: riconoscimento, ruolo e prospettive nella sanità pubblica

L’Unione degli Igienisti Dentali si avvia a celebrare il Congresso Nazionale a Roma dal 18 al 19 ottobre. Il Presidente dell’UNID, Unione Igienisti Dentali Italiani, Maurizio Luperini, in una lunga intervista a Sanità Informazione traccia un bilancio dei sei anni di presidenza dell’associazione in vista del prossimo Congresso Nazionale che si svolgerà a Roma il 18 e 19 ottobre. Tanta emozione perché di strada U.N.I.D. ne ha fatta tanta e così anche la professione di Igienista Dentale.

La nostra professione è nata agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, dove il dottor Afred C. L’International federation of dental hygienist è nata nel 1986 ad Oslo e nel 1989 l’AIDI venne accettata a farne parte come membro ufficiale per l’Italia. Nel 1999 la rappresentanza italiana della professione (AIDI), è stata co-promotrice della costituzione della European dental hygienist federation di cui oggi fanno parte 23 Paesi, con gli obiettivi di rafforzare e promuovere la professione lavorando per il riconoscimento in tutti i Paesi europei e nelle direttive UE, istituire un quadro comune per l’istruzione (CEF) riconosciuto nelle direttive dell’UE, supportarsi nello sviluppo professionale, scientifico, nel mercato del lavoro, nelle università e tra gli operatori sanitari, promuovere una piattaforma per lo scambio di informazioni.

Congressi, rappresentanza e obiettivi istituzionali

Il 18 e19 ottobre a Roma presso l’hotel Holiday Inn Parco De’ Medici si svolgerà il XVIII Congresso nazionale U.N.I.D. dal titolo “Focus on Dental Hygienist and applied Therapies”. Con la legge Lorenzin n 3/2018 ha preso il via un nuovo percorso partito tanti anni fa e che U.N.I.D. come associazione maggiormente rappresentativa ha contribuito attraverso i RAMR a far sì che si siano iscritti non solo gli Igienisti Dentali conosciuti perché iscritti alle due associazioni rappresentative U.N.I.D. e AIDI, ma anche tutti i freelance mai censiti sino ad oggi. Voglio ricordare che l’attività dei RAMR cesserà a ottobre 2019 per lasciare alle Commissioni d’Albo elette tale ruolo.

Ci avevamo provato con gli stati generali degli Igienisti Dentali per poi concretizzare con il primo congresso politico AIDI-U.N.I.D. svoltosi nella sala Capitolare del Senato della Repubblica, a Roma, il 24 marzo 2017 con invitati Ministri e Senatori ai quali avevamo chiesto di concretizzare il disegno di legge per combattere l’abusivismo e avere un ordine. La giornata ha sancito soprattutto l’unione di intenti tra le due associazioni a favore della nostra professione che sino ad allora non era mai stata fatta.

Foto del Congresso U.N.I.D. a Roma, sala plenaria

Verso l’ingresso nel Sistema Sanitario Nazionale (SSN)

La grande richiesta della professione è quella di entrare nel Sistema sanitario nazionale: «La nostra è una professione che non si limita al benessere della salute del cavo orale ma anche generale, in quanto oggi si è visto che talune patologie sistemiche tipo diabete, cardiopatie, parto prematuro, possono essere influenzate dallo stadio di igiene orale del paziente» sottolinea Luperini. L’inserimento della nostra figura professionale all’interno del SSN darebbe la garanzia al cittadino di poter eseguire adeguate terapie senza dover ricorrere per forza a strutture private.

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Questo porterebbe un risparmio economico a tutte quelle persone che non possono affrontare la spesa e per questo rimandano le terapie sino al momento in cui sarà necessario sostituire gli elementi persi con delle protesi aumentando contestualmente anche i costi al SSN. Gli Igienisti dentali in Italia sono ancora pochi per soddisfare il fabbisogno professionale: in relazione alla popolazione sono 13 su 100.000 abitanti e l’obiettivo è di arrivare gradualmente a 24 Igienisti dentali su 100.000 abitanti.

Prevenzione, impatto sistemico e progetti territoriali

Le linee guida della Società europea di cardiologia hanno evidenziato che la malattia parodontale può costituire un fattore di rischio per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari, in grado di aumentarne l’incidenza, indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti. La relazione bidirezionale tra diabete e malattia parodontale è avvalorata da diversi studi. L’iperglicemia ha un impatto negativo sulla salute orale, aggravando il decorso della malattia parodontale e, a sua volta, la severità della malattia parodontale influisce negativamente sul controllo glicemico.

La definizione di un valido protocollo di igiene orale per la gestione del paziente oncologico prima, durante e dopo le terapie è necessaria affinché questi ammalati possano salvaguardare la propria salute orale e prevenire possibili complicanze. In gravidanza, l’aumento degli ormoni circolanti, il cambiamento della flora sottogengivale e la diminuzione del ph salivare possono influire in maniera negativa sulla salute orale con infiammazione dei tessuti gengivali. Negli ultimi anni è stata evidenziata l’associazione fra parodontite ed artrite reumatoide con numerose similitudini nella patogenesi e nella risposta immunitaria.

Infografica: relazioni tra salute orale e malattie sistemiche (diabete, cardiopatie, complicanze in gravidanza)

Il progetto per le Scuole “La salute inizia dalla bocca” è presente sul territorio altoatesino dal 2009 e ufficialmente dal 2017 a seguito dell’accordo tra il Dipartimento di Prevenzione Salute dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e il corso di laurea in Igiene Dentale del Polo Universitario delle Professioni Sanitarie “Claudiana”. Esso, condotto dagli Igienisti dentali - affiancati dagli studenti di corso di laurea e con la collaborazione degli Assistenti sanitari e i Dietisti - vede la presenza dei Professionisti nelle Scuole materne, elementari e medie, coprendo le fasce d’età 3 - 12 anni. Attraverso questo progetto, ci si propone di sensibilizzare i bambini e le loro famiglie sull’importanza della cura del cavo orale e dei denti fin dalla più tenera età.

Il progetto si basa su un approccio multidisciplinare, coinvolgendo un team sanitario composto da professionisti con diverse specializzazioni, come Dietisti, Infermieri e altri Operatori sanitari, includendo un’ulteriore figura che è l’Igienista dentale, fornendo così un servizio completo a 360° alle persone presenti nelle RSA. Ciò si esplica attraverso i progetti che verranno di seguito elencati, che ben descrivono le attività attualmente in essere nella Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con il Polo Universitario delle Professioni Sanitarie “Claudiana”.

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Collaborazioni ospedaliere e ruoli specialistici

Ciò testimonia l’importanza di inquadrare l’igienista dentale come figura basilare non solo per la prevenzione orale in condizioni di normalità, come può avvenire negli studi odontoiatrici, ma anche in alcuni reparti ospedalieri. Per questo motivo l’unità operativa di odontostomatologia della Unimib e IRCCS San Gerardo, diretta dal Professor Baldoni, nella figura della Dottoressa Panzeri ha attivato collaborazioni con diversi reparti dell’ospedale San Gerardo, tra cui quelli di terapia intensiva, già citata, ematoncologia, geriatria, ostetricia e ginecologia, senza dimenticare i pazienti con bisogni speciali e i bambini della ematoncologia pediatrica, poiché nulla può essere attuato a livello pediatrico, si pensi al trapianto di midollo, se la bocca del piccolo paziente non è esente da foci infiammatori.

Immagine di collaborazione tra il reparto di Igiene Dentale e i reparti di Ginecologia e Pediatria

Ciò ha portato all’attivazione di collaborazioni con diversi reparti ospedalieri per ridurre la carica batterica nel cavo orale del paziente intubato diminuendo così il rischio a livello polmonare di polmonite ab ingestis (Ventilator-Associated Pneumonia).

Quadro normativo, giurisprudenza e Codice Deontologico

La figura dell’Igienista dentale è stata prevista e disciplinata con decreti ministeriali (DM n. 30 del 26 gennaio 1988, DM n. 669 del 14 settembre 1994 e DM n° 137 del 15 marzo 1999). La professione dell’Igienista dentale rappresenta infatti un elemento imprescindibile nel panorama della salute orale e della prevenzione odontoiatrica. Le prime interpretazioni del D.M. hanno sollevato questioni relative alla possibilità di aprire uno studio autonomo.

Chiarimento di Cristina Rinaldi per il Direttore generale del Dipartimento della Programmazione e dell’Ordinamento del Servizio Sanitario Nazionale - Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale (Ministero della Salute DGPROF 0051531-P-18/11/2013), rivolto all’Associazione Igienisti Dentali Italiani in ordine alla possibilità giuridica per l’Igienista dentale di aprire un proprio Studio professionale, affermava che la norma non ha posto alcun limite circa l’obbligo di svolgere la propria attività in predeterminati spazi o comunque ‘alla presenza’ dell’odontoiatra. Ne consegue che l’attività dell’igienista dentale può essere svolta anche senza la presenza fisica dell’odontoiatra e al di fuori di uno studio odontoiatrico e pertanto anche all’interno di un proprio autonomo studio.

Tuttavia, la sentenza del Tar Marche n° 752 del 1° giugno (richiamata in dibattiti giuridici) ha ribadito che le prestazioni dell’Igienista dentale devono essere rese su indicazione e con la compresenza dell’Odontoiatra. Il giudizio - commenta il Presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale, Andrea Senna - si è concluso con il pieno accoglimento della linea consolidata della FNOMCeO e della CAO nazionale e ha stabilito principi importanti. In primo luogo, il Collegio non ha ravvisato ragioni per discostarsi dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1703 del 9 marzo 2020, che ha ben chiarito che è la stessa disciplina nazionale a prevedere la necessaria compresenza tra la figura dell’Igienista dentale e quella del Medico Odontoiatra.

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In seconda istanza i giudici hanno precisato che non si concretizza il paventato assorbimento delle competenze professionali dell’Igienista dentale da parte degli Odontoiatri o dei Medici chirurghi abilitati all’esercizio dell’Odontoiatria con la prevista possibilità che anche questi ultimi possano effettuare le prestazioni d’igiene dentale. Si segnala altresì che il Tribunale di Messina, in un caso specifico, assolveva un Igienista dentale imputato del reato di esercizio abusivo della professione odontoiatrica perché il fatto non sussisteva, ritenendo che l’impianto accusatorio cozza contro il quadro normativo delle professioni sanitarie non mediche.

Un ulteriore passo in avanti è costituito sicuramente dal nuovo Codice Deontologico degli Igienisti Dentali. Le Federazioni Nazionali degli Ordini TSRM e PSTRP emanano il proprio Codice Deontologico - poi approvato dal Consiglio Nazionale - in virtù di un potere normativo che lo Stato affida all’Istituzione ordinistica attraverso la disposizione contenuta nell’art. 4 - Capo III - art. 7 n° 3 della L. n. 3/2018. Le norme del nuovo Codice Deontologico degli Igienisti dentali costituiscono e comunque debbono costituire il punto di riferimento per la corretta e definitiva interpretazione del D.M. Si allude, in particolare, al concetto fondamentale per il quale l’Igienista dentale “esercita la propria attività in autonomia, con competenza e responsabilità, sia in regime di dipendenza che di libera professione; può operare in strutture pubbliche e private oppure in uno studio autonomo di igiene dentale; deve rifiutare direttive o disposizioni che limitino la propria autonomia e integrità professionale”.

Ordini professionali, legge 3/2018 e decreti attuativi

La legge 3 del 2018 ha portato all’istituzione del maxi Ordine delle professioni sanitarie ed è stato un evento accolto con soddisfazione da tutte le AMR che negli anni si sono battute per questo obiettivo in tutela della categoria rappresentata e a garanzia della qualità della salute pubblica. Ad agosto sono stati finalmente varati gli ultimi decreti attuativi della legge 3 del 2018 che vanno a completare l’assetto del maxi Ordine delle professioni sanitarie e delle Commissioni d’Albo.

Gli ultimi decreti pubblicati ci hanno permesso di comprendere meglio la struttura organizzativa della Commissione d’Albo e del direttivo degli Ordini territoriali, e ci permetteranno, una volta espletate le formalità burocratiche, di andare ad elezioni per votare i rappresentanti degli enti appena citati. Fra le varie competenze che le Commissioni D’Albo dovranno portare avanti ci sarà quella di proporre al Consiglio direttivo dell’Ordine l’iscrizione all’Albo del professionista, la rappresentanza istituzionale, la promozione professionale e di progresso culturale, la gestione delle competenze e l’utilizzo dei provvedimenti disciplinari. Spetterà a loro portare avanti il lavoro seguito fino ad oggi dalle AMR, vicariando questa funzione.

Politica, Parlamento e appelli delle associazioni

A tal proposito particolare rilevanza la scelta di presentarsi per elaborare una proposta unitaria e la scelta della location dove tenere il Congresso "Professione Igienista Dentale: quale futuro" svoltosi lo scorso 24 marzo presso la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma, una delle sedi del Senato, nel cuore delle istituzioni, scelta per rimarcare l'importanza delle argomentazioni trattate. Tre interventi a distanza e ben dodici relatori, che si sono succeduti sul palco, sono stati abilmente moderati da Antonia Abbinante, presidente AIDI e Maurizio Luperini, Presidente UNID con l'obiettivo di trovare convergenze, sinergie, e intese univoche e redigere un documento politico e programmatico unitario a tutela e in favore di una categoria ancora sprovvista di un albo e vessata da forme di abusivismo professionale.

Il Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, membro della Commissione di Igiene e Sanità del Senato, ha aperto i lavori facendo un quadro politico puntuale, in attesa che anche alla Camera venga approvato il Disegno di Legge 3868, che prevede anche il riordino delle professioni sanitarie. "Quella dell'Igienista Dentale - ha detto Lettieri - è un'importante professione che da tempo ha fatto rilevare il valore della sua presenza nel tessuto sociale ed è palpabile per l'attività di prevenzione svolta."

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato un messaggio ai Presidenti di AIDI e UNID, ricordando che "sono 650.000 gli operatori sanitari coinvolti dalla riforma ordinistica contenuta nel DDL 3868. Il nuovo assetto consentirà anche di tutelare meglio i cittadini, perché gli Ordini, nella loro funzione pubblicistica, permettono di verificare che il professionista di cui ci si avvale soddisfi i requisiti minimi stabiliti dalla legge". Anche la Senatrice Emilia De Biasi ha auspicato la veloce approvazione del DDL Lorenzin e, finalmente, il riconoscimento della vostra professione come professione sanitaria, un diritto che vi siete conquistati con la qualità del lavoro e con la progressiva autonomia della formazione.

Intelligenza artificiale, formazione e futuro professionale

Si è svolto ad Ancona l'11 giugno il Congresso nazionale del Collegio dei Docenti universitari di discipline odontostomatologiche, dal titolo "Odonto-IA-tria, Intelligenza Artificiale e Odontoiatria". In occasione della cerimonia inaugurale è intervenuta Caterina Di Marco, Presidente della Commissione di albo nazionale degli Igienisti dentali, portando il saluto della Commissione e dell’intera comunità professionale. Nel suo intervento è stato sottolineato come il tema dell’intelligenza artificiale sia oggi centrale sul piano scientifico, formativo, etico, deontologico e professionale.

L’AI sta infatti modificando il modo di accedere alle informazioni, utilizzare i dati clinici, prendere decisioni e gestire la relazione con la persona assistita, con impatti diretti su tutte le professioni sanitarie, inclusa quella dell’Igienista dentale. In questo contesto, è stato evidenziato come la sicurezza del paziente non venga ridotta dall’AI, ma richieda competenze, responsabilità, qualità della formazione e appropriatezza delle decisioni. È stato inoltre auspicato un intervento del legislatore per l’evoluzione dei profili professionali sanitari e degli ordinamenti didattici, al fine di allinearli ai bisogni di salute attuali e alle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale.

Intervento su AI e professioni sanitarie al Congresso di Ancona

Formazione, accreditamenti ECM e crescita professionale

Lungo il cammino di questi sei anni, due mandati, tra le soddisfazioni devo annoverare la trasformazione in Associazione tecnico scientifica che assieme alle società scientifiche delle professioni sanitarie potrà collaborare alla stesura delle linee guida per la professione ma non solo: tra le tante funzioni ci sarà anche quella di promuovere progetti di prevenzione e di alta formazione scientifica organizzando corsi di formazione ECM e congressi scientifici per arricchire la nostra formazione sul territorio. Per questo motivo l’evento è in fase di accreditamento ECM per igienisti dentali, infermieri, ostetrici e odontoiatri.

Dopo la pausa estiva, continuiamo con il nostro viaggio tra le 19 professioni sanitarie che compongono la FNO TSRM e PSTRP. Relativamente alla mia posizione nell’attuale Comitato centrale della FNO nel ruolo di Segretario, ritengo che esso sia di grande valore per almeno due fattori: sia per la professione che rappresento, onorata di poter esprimere un proprio rappresentante in tale posizione, sia per la consapevolezza di essere a disposizione con spirito di servizio, in un ruolo così delicato, di tutte le altre 18 professioni afferenti ai nostri Ordini.

Abusivismo professionale, tutela e ruolo degli Ordini

Il problema dell’abusivismo professionale è stato più volte segnala to come una delle priorità da affrontare. Il Senatore Lionello Cosentino ha dichiarato che "è fondamentale dimostrare che la funzione degli Igienisti è di tutela per i cittadini e a tal proposito andrebbe favorita una campagna a difesa della qualità delle cure sanitarie. La liberalizzazione delle capacità professionali porta solo problemi e non sviluppo ed espone ai rischi di professionalità non adeguate".

Il Ten. Col. Erasmo Fontana, Comandante del Gruppo dei carabinieri per la Tutela della Salute dell'area centro Italia, ha descritto il ruolo dei NAS che negli anni si è evoluto dall'antisofisticazione alimentare alla difesa del diritto alla salute. I NAS sono alla dipendenza funzionale del Ministro della Sanità in funzione di situazioni emergenziali o che meritano particolari attenzioni e hanno compiti sia investigativi che ispettivi. Ma, secondo Fontana, "individuare condotte lecite e illecite è di competenza degli Ordini che devono intervenire in maniera preventiva e repressiva a tutela della salute dei cittadini".

Prospettive politiche e legislativa

Si auspica che il Disegno di Legge 3868 e le modifiche legislative possano portare a un quadro normativo più chiaro e favorevole per l’inserimento dell’Igienista dentale all’interno dell’ordine quadro delle professioni sanitarie. Il Senatore Lettieri ha sottolineato che è fondamentale che venga istituito per tale professione un Albo specialistico che, attraverso tutte le certificazioni che ne conseguono, possa garantire la tutela dei professionisti e dei cittadini.

La medicina è cambiata: il medico ha al suo fianco un team di lavoro, il rapporto fra ospedale e territorio implica il potenziamento dei servizi territoriali, la stessa odontoiatria ha bisogno di misurarsi con pratiche sempre più preventive e sempre meno riparative, e ovviamente non solo per questione di costi, ma per il sacrosanto diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione. Anche per questo è urgente riconoscere la vostra professione.

Tabella: Punti chiave per l’inserimento dell’igienista dentale nel SSN

Ambito Elemento chiave
Prevenzione Riduzione malattie parodontali, impatto su diabete e cardiopatie
Formazione Corsi di laurea, ECM, alta formazione e accreditamento
Normativa Decreti attuativi legge 3/2018, Codice Deontologico, D.M. 137/1999
Ruolo ospedaliero Collaborazioni con terapie intensive, ematoncologia, pediatria
Tutela Ordini professionali, lotta all’abusivismo, NAS e controlli

Al nuovo presidente posso solo consegnare una U.N.I.D. nuova con tantissimi volontari regionali capitanati dai nostri bravissimi presidenti regionali, pieni di risorse e volontà che potranno solo far crescere la nostra associazione ma soprattutto la nostra professione sempre di più con altissima formazione. Inoltre gli auguro un buon lavoro come un padre di famiglia deve fare perché U.N.I.D. è diventata una grande famiglia dove ho messo tanta passione e tanto amore; affinché abbia il successo che merita anche il futuro presidente dovrà metterne altrettanto e, perché no, superare tutti questi bei successi che ci hanno accompagnato in questi anni facendoci guadagnare tanto rispetto dalle istituzioni.

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