
Il bruxismo è una condizione molto diffusa, spesso sottovalutata, che porta a serrare, stringere o digrignare i denti in modo involontario. Si tratta di un’attività ripetitiva dei muscoli della masticazione che può manifestarsi sia di giorno che durante il sonno, ma la forma notturna è la più comune e spesso la più dannosa per la salute orale.
Per bruxismo si intende una condizione in cui si digrignano i denti, sfregando l'arcata superiore contro l'inferiore o stringendo con una certa forza le mascelle. Chi soffre di bruxismo digrigna in maniera involontaria i denti. Il bruxismo è una condizione abbastanza frequente che dipende dall'involontaria contrazione dei muscoli della masticazione. Questa distinzione è importante perché le cause, i segnali e le strategie di gestione possono essere diverse.
Il bruxismo notturno è la forma più comune e si verifica inconsapevolmente durante il sonno. Nei bambini, il digrignamento può essere una fase temporanea legata alla crescita, ma è importante monitorarlo per prevenire eventuali conseguenze negative.
I sintomi del bruxismo ai denti possono manifestarsi in modi diversi. I segni più comuni comprendono:
In alcuni soggetti gli episodi di bruxismo possono causare dolore agli occhi dovuto a tensione muscolare e affaticamento visivo; nei casi più gravi il digrignamento può portare a fratture dentali o recessione gengivale. Può comparire anche una sintomatologia extra-orale, come vertigini e dolore all’orecchio.
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Le cause precise del bruxismo sono tuttora ignote e possono essere multifattoriali. Non c'è una causa specifica per questo movimento dei muscoli e della mascella, che infatti viene definita parafunzione. È difficile indicare la causa del bruxismo: studi scientifici hanno indicato numerosi fattori, che spesso possono concorrere a provocare il disturbo.
Lo stress e l'ansia sono tra le cause principali. Le persone che vivono situazioni di tensione emotiva prolungata possono sviluppare l'abitudine di serrare i denti, sia di giorno che di notte. Anche condizioni come la depressione e i disturbi dell'umore possono essere fattori scatenanti.
Alcuni disturbi neurologici possono influenzare il funzionamento della mandibola e provocare questo disturbo. Tra questi rientrano il morbo di Parkinson, l'epilessia e altre disfunzioni del sistema nervoso centrale. Inoltre, l'uso di alcuni farmaci che agiscono sul sistema nervoso può favorire l'insorgenza di questo disturbo.
Problemi legati alla struttura della mandibola e alla malocclusione dentale possono favorire il digrignamento. Il bruxismo notturno è invece provocato da attività masticatoria connessa con i risvegli notturni. Disturbi del sonno come l'apnea notturna sono spesso associati a episodi di sfregamento dei denti.
Abitudini come il consumo eccessivo di caffeina o alcol possono contribuire alla comparsa del problema. Nei bambini il digrignare i denti potrebbe essere dovuto al tentativo di alleviare il dolore di un'otite o del mal di denti. Il collegamento tra bruxismo e parassiti intestinali è ancora oggetto di studio, ma in alcuni casi pediatrici è stato riscontrato un legame significativo.
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Per la diagnosi di bruxismo è sufficiente una visita medica del dentista, che ispezionerà la salute dei denti verificando l'usura, le lesioni, la sensibilità dei muscoli della mascella. Una volta ipotizzato il bruxismo, il paziente verrà sottoposto ad accertamenti utili a identificare le cause della condizione morbosa, come radiografia, tomografia computerizzata o risonanza magnetica, in modo da mettere in atto le terapie più opportune.
Molte persone non si accorgono di soffrire di bruxismo fino a quando non emergono segni evidenti o il dentista rileva danni alla dentatura.
Ai problemi del bruxismo si risponde in maniera multidisciplinare, con tecniche che comprendono sia approcci odontoiatrici che strategie comportamentali. La scelta del trattamento dipende dalla causa e dalla gravità dei sintomi.
I farmaci sono raramente efficaci contro il bruxismo. In alcuni casi il medico può prescrivere miorilassanti per rilassare i muscoli della mascella. I trattamenti per la gestione corretta dell’ansia e dello stress sono particolarmente utili nei casi di bruxismo in stato di veglia.
Il bite è uno strumento molto utile, ma non sempre è sufficiente da solo. Molte volte è necessario associare interventi comportamentali, terapia dello stress e, se indicato, correzione occlusale.
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Se non trattato, il digrignamento può avere diverse conseguenze negative sulla salute orale e generale.
| Conseguenza | Descrizione |
|---|---|
| Usura dentale | Lo sfregamento continuo può consumare lo smalto e modificare la forma dei denti, rendendoli più sensibili e fragili. |
| Dolore cronico | Il serramento continuo può provocare dolore persistente alla mandibola, alle orecchie e ai muscoli del viso. |
| Problemi ATM | Il bruxismo può contribuire a sovraccaricare l’articolazione temporo-mandibolare, causando difficoltà di apertura/chiusura della bocca. |
| Disturbi del sonno | Il bruxismo notturno può interferire con la qualità del sonno, provocando risvegli frequenti e affaticamento diurno. |
| Complicanze odontoiatriche | Rottura ricorrente di otturazioni, corone o protesi; possibile necessità di interventi restaurativi o protesici. |
Il bruxismo può comparire anche nei bambini e, in molti casi, tende a ridursi spontaneamente con la crescita. Per questo non sempre rappresenta un problema grave o richiede un intervento immediato. Nei bambini la diagnosi deve essere sempre prudente e personalizzata. Una visita odontoiatrica è consigliata se il bambino riferisce dolore alla mandibola, fastidio durante la masticazione o mal di testa al mattino.
Non sempre è necessario ricorrere a un bite: la scelta dipende dall’età, dal tipo di dentizione, dall’intensità dei sintomi e dalla presenza di eventuali condizioni associate.
È consigliabile prenotare una visita dal dentista quando si notano segnali che possono far pensare al bruxismo, soprattutto se persistono nel tempo. Durante il controllo, il dentista può verificare la presenza di segni compatibili con il bruxismo, analizzare l’occlusione, controllare lo stato dei denti e dei restauri già presenti e proporre il trattamento più indicato.
Agire precocemente significa proteggere i denti prima che il danno diventi importante. Il rischio principale è che il problema venga ignorato fino a quando il danno diventa evidente.
Dipende. In alcuni casi può essere temporaneo, soprattutto se legato a periodi di stress o cambiamenti del sonno. Le forme lievi e transitorie di bruxismo non richiedono in genere trattamenti particolari e non comportano conseguenze a lungo termine.
Il bite non elimina sempre la causa del bruxismo, ma protegge i denti dagli effetti del serramento e del digrignamento. È una soluzione protettiva, ma non risolve necessariamente la causa sottostante.
Alcuni segnali sono dolore alla mandibola al risveglio, mal di testa mattutino, denti sensibili o consumati. Anche i rumori notturni riferiti dal partner sono indicativi.
Se riconosci anche solo alcuni dei sintomi del bruxismo, è importante non sottovalutarli e consultare un professionista per una valutazione accurata.
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