
Parliamo di trauma dentale quando un evento come una caduta o un colpo provoca un danno a carico di uno o più denti, che possono spostarsi, spezzarsi o cadere. Un trauma dentario è una lesione che colpisce i denti e/o i tessuti che li sostengono (gengiva, osso, legamento parodontale) a seguito di un evento violento. In pratica: una botta, una caduta, un incidente, uno sport fatto male.
Il trauma dentale è un evento molto frequente che può riguardare sia bambini in età pre-scolare (dentizione decidua, i cosiddetti denti da latte), che ragazzi in età scolare (in dentizione mista o definitiva). La frequenza dei traumi dentali è alta e colpisce circa il 20% dei bambini (denti da latte) ed oltre il 15% della popolazione con dentizione permanente, con un’incidenza doppia nel sesso maschile rispetto al sesso femminile. I soggetti più colpiti sono di sesso maschile (rapporto 2 a 1) ed il tipo di lesione varia col variare dell’età del soggetto.
I denti possono subire diversi tipi di danni a causa di un colpo particolarmente forte al volto che in base alla gravità vengono classificati per tipologia. Nella maggior parte delle volte a essere coinvolti in questo tipo di danno sono i denti anteriori. Prima di tutto verifica se tuo figlio o tua figlia ha difficoltà a respirare col naso e tende a tenere la bocca aperta: spesso in questi casi gli incisivi superiori sono sporgenti e perciò ancora più a rischio. Tra gli altri fattori di rischio di traumi dentali nei bambini, è da ricordare la presenza di denti anteriori sporgenti, una condizione che può essere correlata alla suzione del dito o del succhiotto, specialmente se si protrae oltre i 3-5 anni di età.
Gli eventi traumatici responsabili di queste lesioni possono verificarsi:
Nel 21% dei casi, i traumi dentali sono causati da attività sportive. Chi pratica alcuni tipi di sport che prevedono maggiori contatti fisici, come la boxe o il rugby è più esposto a subire un trauma dentale.
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Quando parliamo di trauma dentale, ci riferiamo a qualsiasi danno improvviso che coinvolge denti, gengive o strutture circostanti, spesso a causa di cadute, sport, incidenti o anche solo un morso un po’ troppo energico su qualcosa di duro. Alcuni traumi sono evidenti subito, altri si rivelano col tempo.
Devi agire in fretta! Subito dopo il trauma dentale ricevuto, è consigliabile sciacquare la ferita con l’acqua fredda e fare un impacco con ghiaccio per ridurre il gonfiore di labbra e guance. La prima cosa è mantenere la calma. Sciacqua la bocca con acqua pulita e applica ghiaccio esternamente se c’è gonfiore.
Completa dislocazione del dente fuori dall’alveolo. Se il dente (o i denti) avulso è conservato in soluzione fisiologica o nella saliva o nel latte fra i 20 e i 60 minuti dal trauma si può eseguire reimpianto immediato. Ricerche sperimentali ed istologiche hanno stabilito che il limite massimo di tempo per impiantare un dente avulso, mantenuto in ambiente liquido, è di circa 1 ora.
Se il dente invece è rimasto in campo asciutto la polpa va in necrosi dopo 15 minuti e si completa in 25-60 minuti. Ancora più sensibile è il legamento periodontale. Se il dente è rimasto oltre un’ora in ambiente secco va totalmente in necrosi.
| Scenario | Tempo critico | Indicazione |
|---|---|---|
| Dente conservato umido (latte/saliva/fisiologica) | Fino a ~60 minuti | Reimpianto immediato dal dentista |
| Dente lasciato secco | 15-60 minuti (polpa), ~60 minuti (legamento) | Prognosi peggiore, alte complicanze |
Occorre sempre la copertura precoce antibiotica entro le 24 ore, (penicillina) che diminuisce il riassorbimento osseo e nei casi indicati la tetano-profilassi. Il dentista può reimpiantare il dente permanente e fissarlo con un filo ortodontico che verrà mantenuto per circa 2-4 settimane. Inoltre, è indicata una dieta morbida e semi-liquida e uno stretto monitoraggio con visite dal dentista e radiografie del dente ogni 3 mesi, per i primi 12 mesi.
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Il dente si sposta dalla sua naturale collocazione verso l’esterno in estrusione, o verso l’interno, in intrusione. È certamente una delle lesioni traumatiche dentali più gravi. Contrariamente alle lussazioni intrusive nei decidui ove si attende la rieruzione spontanea, nei permanenti questo avviene raramente e solo per i denti con radici parzialmente formate. Purtroppo nelle lussazioni intrusive si ha una alta percentuale di necrosi pulpare (quasi il 90% dei casi con apice maturo, cioè totalmente formato). Inoltre si ha nel 17% dei casi riassorbimento parziale della radice ed oltre il 12% di anchilosi dentale.
Vi è spiccata reazione alla percussione. Necessità solo di controlli dell’occlusione e dei test di vitalità pulpare periodici per 3-6 mesi e di una rx iniziale. Fondamentale il tempo intercorso dal trauma.
Frattura limitata allo smalto e dentina senza esposizione pulpare. Anche se ritrovato dopo 24-48 ore e quindi discolorato il frammento può essere recuperato; reidratato con soluzione fisiologica riacquista il colore primitivo. A distanza di alcuni giorni si può procedere al reincollaggio del frammento. Se il frammento non si trova, si ricostruirà con materiali estetici.
Frattura interessante smalto-dentina-radice o solamente la radice. Nei casi di fratture radicolari occorre eseguire quasi sempre un bloccaggio dei monconi fratturati: ideale è quello ortodontico, cioè con la metodica di fissazione con attacchi e filo ortodontico, soprattutto nelle fratture radicolari, e lasciato in situ 2 o 3 mesi. Se eseguito entro 24-48 ore dal trauma si riesce molte volte a riavere un buon riattacco dei due monconi e la conservazione della vitalità pulpare, con formazione di tessuto calcificato (osteodentina), o con altri tipi di guarigione.
Bambini e bambine tra i 6 e i 12 anni hanno una dentizione mista, con alcuni denti definitivi già spuntati e alcuni denti da latte non ancora caduti. Un trauma dentale a carico dei denti da latte che non viene valutato da un dentista può compromettere la dentizione definitiva. In particolare può provocare l’arresto dello sviluppo del dente, un’eruzione precoce o tardiva, ma anche l’eruzione in una posizione scorretta.
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Analogamente, in caso di avulsione (perdita completa) del dente deciduo non si effettua il reimpianto per il rischio di danneggiare il dente permanente sottostante. Come dicevamo, se cade un dente da latte questo non viene reimpiantato, ma si aspetta che cresca il dente definitivo corrispondente.
È sempre indicata una visita tempestiva dal dentista, che potrà valutare attentamente la situazione e riscontrare eventuali problematiche non visibili dall’esterno, come una perdita di vitalità del dente, una frattura della radice o dell’osso circostante o ripercussioni all’articolazione della mandibola. Durante la diagnosi eseguiamo un test di vitalità per verificare se ci sono denti compromessi e facciamo un ortopanoramica per un’analisi approfondita anche delle parti non visibili.
Ogni trauma dentale richiede una valutazione immediata da parte del dentista di fiducia, il soggetto traumatizzato deve essere tenuto sotto stretto controllo per almeno 1 anno, al fine di prevenire complicanze a medio e lungo termine. In caso di traumi dentali nei bambini in Studio Cemisa ripetiamo un controllo a distanza di una settimana e poi dopo un mese dal nostro primo intervento. E suggeriamo sempre di ripetere controlli periodici anche nei mesi successivi, per verificare che la guarigione proceda correttamente e prevenire complicazioni.
Le conseguenze tardive di un trauma dentale possono essere: Morte del nervo e conseguente infezione. Discolorazione del dente. Erosione progressiva (riassorbimento) della parte non visibile del dente (radice) in seguito alla gravità del danno: la radice appare bucherellata come il formaggio gruviera e può facilmente rompersi richiedendo quindi l’estrazione del dente. Un dente che ha subito un trauma, anche senza frattura, potrebbe comportarsi in modo imprevedibile. Una perdita di vitalità, anche a distanza di molti anni, che si associa ad un cambiamento di colore del dente, tendente al grigio.
Tra le possibili complicazioni di un trauma dentale profondo e non curato, abbiamo la necrosi pulpare. La terapia è la devitalizzazione del dente così da evitare le sgradevoli e dolorose conseguenze. Il cambiamento di colore può indicare un danno alla polpa o un’emorragia interna.
Nel caso di un dente definitivo, possiamo riattaccare il frammento spezzato oppure procedere con la ricostruzione estetica, adoperando materiali biocompatibili. Se la parte di dente perso fosse molto amplia, la soluzione migliore da scegliere è solitamente quella della corona, con caratteristiche identiche a prima. Faccette dentali: una soluzione estetica ai traumi sono le faccette dentali (veneers in inglese).
Se l’interno del dente non ha gravi danni, il trattamento terapeutico sarà mirato a mantenere la polpa vitale. Se la frattura coinvolge la polpa dentale, potrebbe essere necessario un trattamento endodontico: il dentista rimuove la polpa infetta, pulisce e sigilla il canale radicolare, poi ricostruisce il dente con una corona o un’otturazione. Per favorire la guarigione, e anche in caso di mobilità dell’elemento dentale, possiamo ricorrere allo splintaggio.
L’uso del paradenti può ridurre l’incidenza e la gravità dei traumi dentali. Esistono due tipi di paradenti: il dispositivo standard acquistabile in farmacia e il dispositivo realizzato su misura dal proprio dentista di fiducia. È importante una prevenzione primaria, con l’utilizzo di paradenti, in ambiente sportivo;,con riduzione dei fattori di rischio predisponenti, come ad esempio l’aumento della protrusione dentale associata ad incompetenza labiale.
Le Linee Guida Nazionali del Ministero della Salute per la prevenzione dei traumi in età evolutiva raccomandano di: sospendere la suzione non nutritiva (ciuccio, dito, labbra, lingua) entro i 3 anni; consultare un esperto in ortodonzia se i denti superiori sono molto sporgenti (tanto da impedire al bambino di chiudere correttamente le labbra) per valutare se è necessario correggere il problema con un apparecchio ortodontico e riportare i denti nella posizione corretta; incentivare l’uso di dispositivi di sicurezza, come il paradenti, negli sport che comportano contatto fisico o pericolo di cadute.
Un trauma dentale può presentarsi in tanti modi diversi: un dente che si muove, una parte scheggiata, dolore improvviso alla masticazione, oppure gengive sanguinanti dopo una caduta o un colpo in faccia. A volte è evidente, altre meno. Anche se il dente non sembra aver subito danni è importante recarsi nel più breve tempo possibile dal dentista che con appositi strumenti diagnostici sarà in grado di verificare la presenza di eventuali fratture. Dedicare tempo ai controlli, anche quando il dolore sembra passato, è una delle pratiche più utili per evitare problemi futuri.
In seguito all’intervento suggerisco di spazzolare i denti lesionati dopo ogni pasto con uno spazzolino morbido. Applicate con una garza del gel alla clorexidina (0,1 %) 2-3 volte al giorno per una settimana così da evitare l’accumulo di placca e di residui alimentari. È indicata una dieta morbida e semi-liquida e uno stretto monitoraggio con visite dal dentista e radiografie del dente ogni 3 mesi, per i primi 12 mesi.
Il trauma dentario avviene sempre inaspettatamente e pertanto richiede una terapia d’urgenza, un piano di trattamento congruo e controlli a distanza.
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