Incisura pterigo-mascellare e importanza degli impianti pterigoidei in protesi dentaria

Gli impianti pterigoidei rappresentano un’avanzata soluzione nel campo dell’odontoiatria che sta guadagnando crescente attenzione. Immagina di trovarti di fronte a un ostacolo dentale più grande del previsto. Magari hai già sentito parlare degli impianti dentali tradizionali, ma c’è un’opzione che potrebbe sorprenderti per la sua innovazione e versatilità: l’impianto pterigoideo.

Cos’è un impianto pterigoideo e come funziona

Un impianto pterigoideo è una procedura chirurgica utilizzata per la riabilitazione orale in pazienti che presentano una grave atrofia dell’osso mascellare superiore. Questo tipo di impianto viene inserito nella regione del processo pterigoideo dell’osso mascellare, consentendo di ancorare una protesi dentale fissa. L’impianto pterigoideo è una rivoluzione per coloro che hanno bisogno di un intervento più stabile e sicuro, specialmente quando la struttura ossea del mascellare superiore è compromessa.

Invece di ancorarsi all’osso mascellare, come avviene per un normale intervento di implantologia, l’impianto viene inserito in una zona più profonda e stabile: il processo pterigoideo dello sfenoide, un osso situato alla base del cranio, dietro il mascellare superiore. È una struttura solida e densa che offre un buon ancoraggio per gli impianti dentali in caso di insufficienza dell'osso mascellare.

Poiché vi è l'esigenza di raggiungere un'area più profonda, gli impianti pterigoidei sono più lunghi rispetto ai normali impianti dentali (dai 16 ai 20 millimetri circa, e in alcuni casi fino a 25 mm). La loro lunghezza consente di attraversare il mascellare posteriore, fissarsi nel processo pterigoideo e distribuire meglio le forze della masticazione, riducendo il rischio di fallimento dell’impianto.

Durante l’intervento, il chirurgo posiziona gli impianti pterigoidei attraverso un accesso intraorale, evitando così l’apertura della mascella. Questa tecnica minimamente invasiva riduce il rischio di complicazioni e il tempo di guarigione post-operatorio. L’impianto viene inserito con un’inclinazione specifica verso la parte posteriore della bocca per raggiungere il processo pterigoideo ed ottenere un ancoraggio ottimale.

Leggi anche: struttura della sutura fronto-naso-mascellare

Schema anatomico del processo pterigoideo e posizione dell’impianto

Indicazioni: chi è il paziente ideale

Il paziente ideale per gli impianti pterigoidei è colui che ha subito la perdita di denti posteriori nella mascella superiore e presenta una quantità insufficiente di osso per l’inserimento di impianti tradizionali. Queste situazioni possono derivare da malattie parodontali, traumi o semplicemente dal naturale riassorbimento osseo dovuto alla perdita dei denti.

Questa procedura è particolarmente indicata per i pazienti che non possono o non desiderano sottoporsi a un innesto osseo, in quanto gli impianti pterigoidei sfruttano l’osso già presente nella regione pterigoidea dell’osso mascellare. Gli impianti pterigoidei rappresentano una soluzione ideale per i pazienti che hanno perso tutti i denti posteriori, perché in queste zone l'assenza di una sufficiente quantità di osso non consente di inserire impianti tradizionali.

In ogni caso, prima di procedere con l'esecuzione di questo intervento, è fondamentale uno studio radiologico abbinato ad una valutazione specialistica che comprende l'utilizzo di raggi X e tecniche di imaging, strumenti fondamentali che aiutano a pianificare con precisione il posizionamento dell'impianto. È fondamentale sottolineare che, nonostante gli indubbi benefici, ogni caso deve essere valutato individualmente dal chirurgo implantologo per determinare se gli impianti pterigoidei sono la soluzione più adatta.

Procedura, sicurezza ed efficacia

La procedura di inserimento degli impianti pterigoidei è un processo meticoloso che richiede competenza e esperienza. Prima dell’intervento, il paziente è sottoposto a una valutazione approfondita per determinare la fattibilità della procedura. Durante l’intervento, il chirurgo odontoiatrico esegue un’incisione minima per accedere alla zona pterigoidea.

La sicurezza della procedura è assicurata dalla profonda conoscenza anatomica della zona da parte del chirurgo e dall’impiego di tecniche avanzate quali la guida computerizzata. Per preparare il sito implantare, oltre ai tradizionali trapani usati in implantologia, spesso si impiegano osteotomi, strumenti che consentono di compattare l’osso invece di rimuoverlo. Questa tecnica aiuta a ottimizzare la stabilità dell'impianto, sfruttando al massimo il poco osso disponibile.

Leggi anche: uso degli elastici ortodontici per la distalizzazione

Subito dopo l'inserimento dell'impianto comincia il processo di guarigione. Si tratta di una fase fondamentale affinché si verifichi l'osteointegrazione cioè l'integrazione dell'impianto con l'osso circostante. L’efficacia degli impianti pterigoidei si manifesta nella loro capacità di ripristinare efficacemente la masticazione e la fonetica nei pazienti con gravi perdite dentali o atrofie ossee del mascellare.

La procedura è spesso utilizzata nei trattamenti di grave atrofia in combinazione con altre tecniche chirurgiche, come gli impianti zigomatici o gli impianti tradizionali, per ottenere una riabilitazione stabile e completa. Quando si tratta di riabilitazioni dentali parziali, gli impianti possono essere posizionati anche con la sola anestesia locale; nelle riabilitazioni totali, l’intervento può essere eseguito in sedazione endovenosa profonda.

Diagramma del posizionamento implantare e uso di osteotomi

Vantaggi principali degli impianti pterigoidei

  • Rappresentano un'alternativa valida agli innesti ossei e al rialzo del seno mascellare per pazienti affetti da grave riassorbimento osseo.
  • Permettono di sostituire in modo definitivo i denti mancanti senza ricorrere a innesti ossei.
  • Preservano l'integrità del seno mascellare e permettono di evitare il coinvolgimento dei seni mascellari.
  • Offrono una maggiore distribuzione delle forze masticatorie, migliorando la stabilità e la funzionalità della protesi dentale.
  • Consentono riabilitazioni complete con arcate dentali “lunghe” (14 denti fissi) e riabilitazioni parziali della mascella posteriore.
  • Denti fissi in 1 solo giorno (a carico immediato) in molti protocolli, rapidità e guarigione più veloce rispetto al rialzo del seno mascellare.
  • Comfort e assenza di dolore durante l’intervento, che è eseguito in anestesia; estetica, funzionalità e durata nel tempo.
  • Predicibilità: alta percentuale di successo clinico (oltre il 95% secondo alcuni report).

Rischi e controindicazioni

Gli impianti pterigoidei, come ogni procedura chirurgica, comportano dei rischi. Uno dei principali rischi è rappresentato dalla possibile lesione dei nervi trigemino e mandibolare durante l’inserimento degli impianti. Questo può causare dolore, formicolio o addirittura paralisi temporanea o permanente della zona interessata.

Altri rischi includono l’infezione del sito chirurgico, la rottura dell’impianto durante la fase di inserimento o in seguito a traumi, e la mancata integrazione dell’impianto con l’osso circostante. Tra le controindicazioni assolute c’è il posizionamento non predicibile in pazienti dopo interventi tipo Le Fort I; non è inoltre indicato in caso di collasso protesico verticale in sede posteriore e in presenza di ottavi superiori inclusi.

È fondamentale che la procedura venga eseguita da un chirurgo esperto e che il paziente venga attentamente valutato per identificare eventuali controindicazioni o fattori di rischio che potrebbero aumentare le complicanze. La corretta informazione e la scelta consapevole sono quindi fondamentali per minimizzare i rischi associati agli impianti pterigoidei.

Leggi anche: Come gestire l'osteonecrosi della mascella durante la terapia con Trimbow

Confronto: impianti pterigoidei vs impianti zigomatici

Gli impianti pterigoidei e zigomatici sono due tipologie di impianti dentali utilizzati per la riabilitazione orale in pazienti con gravi perdite ossee mascellari. La principale differenza tra i due riguarda la posizione in cui vengono inseriti nell’osso.

Gli impianti zigomatici vengono inseriti nella regione dello zigomo, ossia l’osso che compone lo zigomo e il massiccio facciale, attraverso un approccio intraorale o extraorale. Questo tipo di impianto viene utilizzato quando la quantità di osso disponibile nell’arcata dentale superiore è insufficiente per l’inserimento degli impianti tradizionali.

Gli impianti pterigoidei, invece, vengono inseriti nella regione dell’apofisi pterigoide dell’osso mascellare, situata nella parte posteriore della mascella. Questa tecnica permette di evitare interventi chirurgici più invasivi come il prelievo di osso da altre parti del corpo. Le differenze non si limitano solo alla posizione e al tipo di osso usato per l’ancoraggio, ma si estendono anche al comfort del paziente e alle possibilità di riabilitazione.

Confronto posizione impianto pterigoideo e zigomatico

Costi e durata della riabilitazione

Il costo di un impianto pterigoideo è generalmente più elevato rispetto a un impianto tradizionale e può superare i 3.000 € per dente. Ciò è dovuto alla complessità della procedura, alla maggiore esperienza richiesta da parte dell'implantologo e all'utilizzo di impianti più lunghi e di materiali altamente resistenti.

I tempi di riabilitazione pterigoideo sono sorprendentemente brevi rispetto ad altre alternative più complesse. Dopo l’intervento, molti pazienti notano un minimo disagio che si risolve rapidamente, con una recovery che permette, nella maggior parte dei casi, di tornare alle normali attività quotidiane in brevissimo tempo. Il grande vantaggio sta nella capacità di combinare una rapida convalescenza con un risultato duraturo.

Chi esegue l’intervento e dove effettuarlo

Non tutti gli odontoiatri hanno la competenza per inserire gli impianti pterigoidei. Soltanto uno specialista competente ed esperto (Specialista in Odontostomatologia o in Chirurgia Maxillo-Facciale) può posizionare un impianto pterigoideo. Se si riscontra una grave perdita ossea e non si inseriscono gli impianti pterigoidei, il paziente può rischiare di avere una riabilitazione dentale inefficace destinata al fallimento.

Per scegliere un centro specializzato dove effettuare un impianto pterigoideo, è fondamentale orientarsi verso strutture che offrano questa procedura e che vantino esperienza nell’implantologia avanzata e siano equipaggiate con tecnologie moderne. È essenziale considerare la reputazione del centro, leggendo le recensioni di altri pazienti per valutare la qualità dei servizi offerti.

Presso alcuni studi odontoiatrici in Italia, come gli studi Iris in Toscana e Liguria, sono presenti professionisti esperti in implantologia per casi di grave atrofia, tra cui il dottor Cesare Paoleschi che utilizza tecniche avanzate come gli impianti all-on-four, zigomatici, pterigoidei, nasali e paranasali. L’équipe del Prof. Livio Gallottini è anch'essa altamente specializzata nella riabilitazione con impianti pterigoidei e protesi fissa a carico immediato.

Esperienza clinica ed evidenze

Con oltre 36 anni di esperienza e numerosi casi clinici di successo, il Dott. Cesare Paoleschi ha dimostrato la sua abilità nel trattamento di pazienti con gravi problemi di atrofia mascellare. Grazie alla sua competenza e alle tecniche sofisticate utilizzate, è in grado di offrire soluzioni efficaci per ripristinare la funzionalità masticatoria e migliorare l’estetica del volto.

Il follow-up riportato da alcuni operatori ha raggiunto importanti numeri clinici: circa 1.000 casi trattati da due operatori (il Dott. Paoleschi e il Dott. Paolo Ferdeghini), a dimostrazione dell’esperienza maturata e della predicibilità del metodo nelle mani di specialisti adeguatamente formati.

Testimonianza clinica: caso prima e dopo impianto pterigoideo

Casi clinici e testimonianze

Molti pazienti riportano non solo un miglioramento estetico e funzionale, ma anche un impatto positivo sulla loro qualità di vita. Queste testimonianze evidenziano non solo la soddisfazione per i risultati raggiunti, ma anche l’apprezzamento per il processo, spesso caratterizzato da un’atmosfera rassicurante e un’assistenza personalizzata durante tutto il percorso.

Tabella riassuntiva: punti chiave

Voce Caratteristiche
Indicazione Grave atrofia mascellare posteriore; edentulia posteriore o totale
Posizione Processo pterigoideo dello sfenoide (ancoraggio profondo)
Lunghezza impianto 16-25 mm (più lunghi degli impianti tradizionali)
Vantaggi No innesti ossei, preservazione seno mascellare, carico immediato possibile
Rischi Lesione nervi, infezione, mancata osteointegrazione
Specialista Chirurgo maxillo-facciale o Specialista in Odontostomatologia esperto
Costo indicativo Può superare i 3.000 € per impianto (variabile)

Se pensavi che un intervento di questo tipo richiedesse tempi biblici, ti sorprenderà sapere che grazie a questi impianti innovativi, la riabilitazione avviene in tempi assai più contenuti rispetto a molte altre procedure dentali. Con l’evoluzione continua delle tecniche e delle tecnologie, il futuro del tuo sorriso può essere più luminoso che mai.

tags: #incisura #pterigo #mascellare #importanza #in #protesi

Post popolari: