
Le cure dentistiche possono rappresentare una spesa significativa, ma in Italia è possibile ottenere un risparmio fiscale del 19% sulle spese mediche, comprese quelle odontoiatriche. La detrazione fiscale per le spese dentistiche consente ai contribuenti italiani di ridurre l’imposta IRPEF del 19% sulle spese sostenute per trattamenti odontoiatrici. Questo beneficio fiscale, noto come detrazione per le spese dentistiche, può aiutarti a risparmiare significativamente sulle cure.
Il costo del dentista rientra tra le spese mediche che danno diritto a beneficiare della detrazione Irpef del 19%. In questa categoria rientrano la radiografia ortopanoramica e tutte le indagini e terapie volte a verificare e curare la salute dentale dei pazienti, purché sia dimostrabile la natura sanitaria delle prestazioni (potranno essere detratte anche carie, parodontiti e gengiviti); prestazioni chirurgiche volte al recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona, ovvero per operazioni che mirano a correggere inestetismi sia congeniti che procurati da eventi che producono disagi psico-fisici; spese per acquisto, affitto o manutenzione di dispositivi medici. Si tratta quindi di cure odontoiatriche volte a migliorare il proprio stato di salute.
Le spese detraibili riguardano tutti i trattamenti necessari per la salute orale. Non rientrano invece le spese per trattamenti puramente estetici, come lo sbiancamento dei denti.
La detrazione fiscale per le spese dentistiche segue alcune regole precise. La franchigia minima da superare è di 129,11 euro. Questo significa che, per ottenere la detrazione, l’importo totale delle spese mediche sostenute deve superare tale soglia. Inoltre, il tetto massimo di spesa detraibile è fissato a 6.197,48 euro. Su questa somma, il 19% sarà detraibile dall’imposta.
Se la detrazione è richiesta per se stessi, bisognerà indicare l’importo totale delle spese mediche sostenute nel corso dell’anno precedente all’interno del rigo E1. Tutti i contribuenti italiani che presentano la dichiarazione dei redditi possono accedere alla detrazione per le spese dentistiche. Quindi, se paghi le cure dentistiche di un figlio o di un coniuge a carico, puoi inserire tali spese nella tua dichiarazione dei redditi e ottenere la detrazione del 19%.
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Sì! Anche chi sceglie di pagare le cure dentistiche a rate può usufruire della detrazione per le spese dentistiche. Per ottenere la detrazione delle spese dentistiche, è essenziale conservare tutti i documenti che attestano le spese sostenute. Per richiedere la detrazione delle spese dentistiche, devi inserire tutte le spese mediche sostenute nell’anno precedente nella tua dichiarazione dei redditi.
Ultimamente si è sviluppato il tema sull’aliquota IVA applicabile nella fornitura di allineatori invisibili. La problematica è diventata d’attualità a seguito della Risposta n. 223 del 3 luglio 2019 resa dall’Agenzia delle Entrate ad un interpello presentato da una società estera su un dispositivo medico ortodontico, munito di batteria ricaricabile. Nella fattispecie l’Agenzia delle Dogane ha inserito il dispositivo fornito nella voce doganale 9019 tra “gli apparecchi di meccanoterapia, apparecchi per massaggio”. Per questa tipologia di beni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’aliquota IVA applicabile deve essere quella ordinaria del 22%.
L’Agenzia delle Entrate è intervenuta sul tema facendo distinguo soprattutto sui dispositivi proveniente da paesi extra UE. La risposta Agenzia delle Entrate n. 575/2021 di ieri ha chiarito che, a prescindere dalla classificazione doganale, si applica l’aliquota IVA del 4% per la cessione dei dispositivi per il corretto allineamento dei denti denominati “invisalign”.
L'agenzia specifica che alle cessioni di tali dispositivi si applica l'aliquota al 4% per i seguenti motivi. La Tabella A, Parte II (beni e servizi soggetti ad aliquota del 4%), n. 30), allegata al decreto Decreto IVA prevede che siano soggette ad aliquota del 4%, tra le altre, le cessioni di «oggetti ed apparecchi di protesi dentaria, oculistica ed altre; apparecchi per facilitare l'audizione ai sordi ed altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da inserire nell'organismo, per compensare una deficienza o una infermità (v.d. 90.19)».
Secondo la valutazione tecnica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il prodotto di cui trattasi è da classificare nella voce 9021 della Nomenclatura combinata, tra gli “oggetti e apparecchi di ortopedia, comprese le cinture e le fasce medico-chirurgiche e le stampelle; stecche, docce e altri oggetti e apparecchi per fratture; oggetti e apparecchi di protesi; apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi ed altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da impiantare nell’organismo, per compensare una deficienza o una infermità”.
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A sostegno di questa classificazione si riporta quanto indicato nelle Note premesse al Capitolo 90 che indicano, al punto 6), che ai sensi della voce 9021 sono considerati oggetti ed apparecchi ortopedici gli oggetti e gli apparecchi che servono a prevenire e correggere certe deformazioni del corpo, a sostenere o a mantenere a posto degli organi dopo una malattia, un'operazione o una lesione. Pertanto, si ritiene che le cessioni dei dispositivi in questione siano da assoggettare ad aliquota del 4% ai sensi del citato n. 30 della Tabella A, parte II, allegata al d.P.R.
Per comprendere meglio l’importanza di tale conclusione a cui è giunta l’Agenzia delle Entrate è necessario fare un passo indietro, ritornando alla Risposta 223 del 3 luglio 2019 con la quale la stessa Agenzia, esprimendo un proprio parere in riferimento a dispositivi medici muniti di batterie, funzionali al corretto allineamento dei denti, anch’essi rientranti nella voce doganale 90.19, che oggi corrisponde alla voce doganale 90.21 della Tariffa vigente, dichiarava che la cessione di tali beni doveva scontare l’aliquota iva ordinaria del 22%, non potendo far rientrare tali dispositivi tra quelli inseriti al citato numero 30 della Tabella A, parte II, allegata al d.P.R. n.
Le prestazioni rese da un laboratorio odontotecnico sono esenti IVA anche se cedute a cittadini o società. Invece con IVA lo stesso dispositivo medico rivenduto al dentista da una azienda. Diverso, invece, il trattamento Iva se il dispositivo è realizzato dal laboratorio odontotecnico su diretta prescrizione del clinico. In questo caso il dispositivo ortodontico sarà esente Iva secondo l’art. 10 n. 18 del D.P.R.
La problematica è diventata d’attualità a seguito della Risposta n. 223 del 3 luglio 2019 resa dall’Agenzia delle Entrate ad un interpello presentato da una società estera su un dispositivo medico ortodontico, munito di batteria ricaricabile. Per gli allineatori trasparenti che vengono importati da paesi non UE, quale è l’aliquota iva da applicare? “Questo tipo di allineatori trasparenti - dice ad Odontoiatria33 il dott. Maurizio Tonini (nella foto) consulente fiscale SUSO- rientrano, invece, nella voce doganale 9021 per i quali è applicabile l’IVA agevolata del 4%”.
“Posso affermare - continua - che sia condivisibile la comunicazione resa da Align Technology agli odontoiatri sull’applicazione dell’IVA del 4% agli allineatori trasparenti forniti”. “Sul tema, occorre anche tenere in considerazione - continua - la risposta del 4/11/2003 resa dall’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Lombardia ad un interpello proposto da INVISALIGN nella quale viene stabilito che le cessioni di apparecchi in polimero trasparente con la funzione di allineatori dei denti siano da assoggettare all’aliquota IVA ridotta del 4%”.
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L’apparecchio ortodontico equivale sicuramente ad una grande spesa. Quando si deve affrontare spese mediche di questa portata è sempre importante sapere se esistono delle detrazioni e agevolazioni, dato che può essere un investimento per il futuro per molte famiglie. Ma quali sono le detrazioni di cui si può usufruire?
La detrazione fiscale sulle spese dentistiche è una grande opportunità per ridurre i costi delle cure orali fino al 19%. La detrazione è particolarmente utile per chi affronta cure costose, come gli impianti dentali o trattamenti ortodontici a lungo termine.
Per ottenere la detrazione delle spese dentistiche, è essenziale conservare tutti i documenti che attestano le spese sostenute. Per richiedere la detrazione delle spese dentistiche, devi inserire tutte le spese mediche sostenute nell’anno precedente nella tua dichiarazione dei redditi.
Le cessioni dei dispositivi in argomento sono da assoggettare ad aliquota IVA del 4% ai sensi del richiamato n. 30 della Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72, riservata alle cessioni di “oggetti ed apparecchi di protesi dentaria, oculistica ed altre; apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi ed altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da inserire nell’organismo, per compensare una deficienza o una infermità (v.d. 90.19)“.
| Aspetto | Detrazione/Trattamento |
|---|---|
| Detrazione Irpef | 19% sulle spese mediche dentali (oltre franchigia 129,11 €; max 6.197,48 €) |
| Aliquota IVA su allineatori (Invisalign) - import/export | In linea generale applicata al 4% secondo Risposta Agenzia Entrate n. 575/2021 per dispositivi di allineamento |
| Dispositivi realizzati da laboratorio su prescrizione | Esenti IVA art. 10 n. 18 D.P.R. (prestazioni rese da laboratorio odontotecnico) |
L'agenzia specifica che alle cessioni di tali dispositivi si applica l'aliquota al 4% per i seguenti motivi. Ciò premesso, con riferimento ai dispositivi "invisalign", nel documento redatto dall'Agenzia delle accise, delle dogane e dei monopoli allegato all'istanza con protocollo 135689 del 3 maggio 2021, si legge che "i dispositivi per il corretto allineamento dei denti denominati invisalign, in base alle caratteristiche tecniche, debbano essere classificati, nel rispetto delle Regole Generali per l'interpretazione della Nomenclatura Combinata, (in particolare Regole 1 e 6) nell'ambito del Capitolo 90 della Tariffa Doganale, come strumenti ed apparecchi di ottica, di fotografia o di cinematografia, di misura, di controllo o di precisione; strumenti o apparecchi medicochirurgici; parti ed accessori di questi strumenti o apparecchi; ed in particolare alla voce 9021".
La risposta Agenzia delle Entrate n. 575/2021 ha chiarito che, a prescindere dalla classificazione doganale, si applica l’aliquota IVA del 4% per la cessione dei dispositivi per il corretto allineamento dei denti denominati “invisalign”.
La problematica è diventata d’attualità a seguito della Risposta n. 223 del 3 luglio 2019 resa dall’Agenzia delle Entrate ad un interpello presentato da una società estera su un dispositivo medico ortodontico, munito di batteria ricaricabile. Per questa tipologia di beni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’aliquota IVA applicabile deve essere quella ordinaria del 22%.
Secondo la valutazione dell’Agenzia delle Entrate, le cessioni dei dispositivi in argomento sono da assoggettare ad aliquota IVA del 4% ai sensi del richiamato n. 30 della Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72. Pertanto, si ritiene che le cessioni dei dispositivi in questione siano da assoggettare ad aliquota del 4% ai sensi del citato n. 30 della Tabella A, parte II, allegata al d.P.R. n.
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