
Dietro l’aspetto familiare delle galline si nasconde una macchina biologica sorprendente: uno scheletro pieno d’aria, un doppio stomaco, un apparato respiratorio unico nel regno animale e un sistema riproduttivo capace di costruire un uovo completo in poco più di 24 ore. Il corpo della gallina è ricoperto di penne e piume e presenta, sul capo, le tipiche appendici carnose.
Cresta: l’appendice carnosa sulla sommità del capo. Cresta e bargigli possono avere forme differenti a seconda della razza e della genetica e solitamente sono più sviluppati nei maschi. Hanno un’importante funzione nel corteggiamento, nella termoregolazione e possono darci informazioni anche sullo stato di salute del nostro pollo da compagnia (un animale debilitato può avere la cresca pallida e afflosciata).
Lo scheletro della gallina è leggero e resistente, adattato in origine al volo. Uno scheletro pieno d’aria. È la parte più straordinaria dell’anatomia della gallina. Sangue caldo davvero. Il cuore della gallina ha quattro camere, come quello dei mammiferi, ma lavora a ritmi molto più elevati. Circa 41 °C, più alta di quella umana, con una frequenza cardiaca molto elevata (spesso oltre 250 battiti al minuto).
Quello degli uccelli è il sistema respiratorio più efficiente tra i vertebrati terrestri. Niente diaframma: la gallina non ha il diaframma; respira muovendo la gabbia toracica e i sacchi aerei. Con un sistema unico: oltre ai polmoni, ha nove sacchi aerei che spingono l’aria in modo quasi unidirezionale e continuo, coinvolgendo anche le ossa cave.
La gallina è onnivora e possiede un apparato digerente molto particolare, con due stomaci e senza denti. Due stomaci, zero denti. Due: il proventricolo (stomaco ghiandolare), che secerne i succhi digestivi, e il ventriglio (stomaco muscolare), che tritura il cibo con l’aiuto dei sassolini ingeriti (grit). Il gozzo è una dilatazione dell’esofago che funziona da deposito: immagazzina e ammorbidisce il cibo, regolandone il passaggio verso gli stomaci.
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No. Al posto dei denti hanno il becco corneo per raccogliere il cibo e il ventriglio per triturarlo. Le galline non masticano, pertanto ingeriscono il cibo intero, il quale viene stoccato nel gozzo, una dilatazione che si trova alla base del collo. Da qui l’alimento grossolano passa nel proventriglio (stomaco ghiandolare) e poi nel ventriglio (stomaco muscolare), dove viene triturato grazie all’aiuto di piccoli sassolini che vengono ingeriti dall’animale e che fungono da vera e propria macina.
Una miscela di piccola ghiaia, gusci di ostriche e conchiglie di vitale importanza. Ti capiterà spesso di vedere confezioni di grit per galline nei negozi. Il grit è necessario per la corretta digestione degli alimenti. Dato che le galline sono sprovviste di denti, i chicchi arrivano allo stomaco ancora interi. Con l’aggiunta di grit, i vari chicchi vengono sbriciolati all’interno dello stomaco della gallina.
Grit is a source of calcium. Calcium is necessary for the formation and maintenance of the bones. Le tue galline producono uova con gusci molto fragili, o addirittura depongono uova a guscio molle? Allora hanno bisogno di una buona fonte di calcio per produrre gusci più forti. Una buona miscela con grit è estremamente importante per le tue galline.
I nutrienti vengono assimilanti nell’intestino e la fibra viene digerita dai batteri presenti nei ciechi, molto sviluppati nei galliformi. Grazie a questo processo i pezzi grossolani di cibo vengono sminuzzati, permettendo una corretta digestione. Questi sassolini vengono raccolti dalla gallina mentre razzola, ma è possibile anche fornirli appositamente come integrazione all’alimentazione (a tale scopo in commercio è disponibile un composto di gusci d’ostrica tritati denominato “grit”).
La gallina possiede due reni che filtrano il sangue, ma non ha la vescica. I rifiuti azotati vengono eliminati sotto forma di acido urico (la parte bianca e pastosa delle deiezioni), attraverso gli ureteri che sboccano nella cloaca. È l’apertura posteriore unica in cui confluiscono apparato digerente, urinario e riproduttivo. Esternamente uno solo: la cloaca (detta anche sfiatatoio o “vent”). A differenza dei mammiferi, che hanno aperture separate per feci, urina e apparato riproduttivo, nella gallina questi tre sistemi sboccano tutti nella cloaca e condividono un’unica apertura esterna.
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Ovaio: un grappolo simile a un piccolo casco d’uva, contenente migliaia di ovuli (i futuri tuorli), ciascuno nel proprio follicolo. L’intero ciclo di formazione dell’uovo richiede poco più di 24 ore (in genere 24-26): per questo le migliori galline ovaiole depongono quasi un uovo al giorno. L’uovo si forma lungo l’ovidotto: il tuorlo viene “avvolto” da albume, membrane e guscio.
Durante lo sviluppo embrionale, l’ovaio e l’ovidotto destri regrediscono: resta funzionante solo il lato sinistro. La gallina ha un solo ovaio e un solo ovidotto funzionanti, quelli di sinistra (il lato destro regredisce durante lo sviluppo). Solitamente la deposizione di uova inizia a 5 - 6 mesi di età, ma con notevole variabilità a seconda della razza e dell’attitudine.
Curiosità utile: nel gallo non esiste un organo copulatore esterno vero e proprio (come il pene). No, il gallo non ha un vero pene esterno. Possiede solo una piccola papilla (un lieve rilievo) all’interno della cloaca. La trasmissione dello sperma avviene per contatto diretto delle cloache, il cosiddetto “bacio cloacale”. È la modalità con cui gli uccelli si accoppiano.
La deposizione avviene comunque, grazie al suo apparato riproduttore. In un certo senso sì, ma con una precisazione. L’uovo esce dalla cloaca, la stessa apertura da cui vengono espulse le feci; tuttavia proviene dall’apparato riproduttivo (l’ovidotto), non dall’intestino. In condizioni normali no: la deposizione è un processo fisiologico quotidiano e il corpo della gallina è perfettamente attrezzato per compierlo.
Gli avicoli ornamentali (polli, anatre, oche, tacchini e pavoni) coesistono con l’uomo da secoli. Il pollo (Gallus gallus) rappresenta un ottimo animale da compagnia, in quanto estremamente intelligente e docile. Per garantire la sua salute, tuttavia, è necessario conoscere la specie, le sue particolarità e le sue necessità per quanto riguarda la gestione e l’alimentazione.
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Una gestione adeguata della gallina è fondamentale per garantirne il benessere. Le galline hanno bisogno di un ampio spazio all’esterno per poter razzolare ed esplorare. Si dovrà, quindi, adeguare un’area di prato alle loro esigenze, recintandola adeguatamente per evitare le fughe, ma soprattutto per difendere i polli dai predatori. Nel spazio esterno non dovrà mancare una zona dedicata al bagno di sabbia.
Le galline sono animali sociali, curiosi e attivi, per tale motivo dovrebbero essere sempre tenute in gruppo. La solitudine, infatti, può causare stress e, quindi, un abbassamento delle difese immunitarie, favorendo l’insorgenza di malattie. All’interno del gruppo si forma una gerarchia (ordine di beccata) e ciò deve essere preso in considerazione quando separiamo un soggetto dal gruppo (ad esempio in caso di malattia) o vogliamo introdurre un nuovo esemplare, in quanto ciò potrebbe causare aggressioni.
L’alimentazione delle nostre galline rappresenta uno tra i principali fattori alla base della loro salute. Solitamente un pollo mangia 120 - 125 grammi di mangime al giorno, ma le esigenze nutrizionali differiscono a seconda dell’età, del sesso, della razza, della conformazione, del tipo di allevamento, del periodo dell’anno e dello stato produttivo. Ad esempio, gli animali giovani, in accrescimento, necessitano di maggiori quantità di proteine (23%) e di calcio, per assicurare il corretto sviluppo muscolo-scheletrico.
È necessario, pertanto, aiutare la gallina ad ottenere questo minerale integrando il suo cibo (integratori specifici, osso di seppia, gusci di ostriche), al fine di evitare potenziali problematiche, quali: deposizione di uova con guscio molle o assente, ovofagia, debolezza, fragilità ossea, fino alla vera e propria crisi ipocalcemica. In commercio esistono numerosi mangimi formulati, i cui livelli di proteine, minerali e calorie variano in funzione dell’età dell’animale a cui sono destinati e dell’eventuale produzione di uova.
Come gli esseri umani, anche gli animali utilizzano i denti per sminuzzare il cibo. Si considerano «denti veri» tutte le strutture che si compongono di smalto, dentina e cemento (le tre sostanze dure) e di polpa (la sostanza morbida). Denti di questo genere si trovano spesso nei vertebrati, per esempio nei pesci, nei mammiferi e nei rettili.
Pur essendo parecchio diversi tra loro, in alcuni aspetti i denti degli animali e quelli degli esseri umani si somigliano. In molti vertebrati, per esempio, si assiste alla permuta dentale, durante la quale i denti da latte vengono sostituiti da quelli permanenti, esattamente come accade negli umani. Negli animali la carie è molto rara perché la loro dieta è povera di zuccheri.
Gli squali e i lamantini non devono temere di restare sdentati. I loro denti, infatti, ricrescono in continuazione. Nel corso della loro vita, gli squali perdono fino a 30’000 denti. I castori hanno incisivi molto duri con i quali abbattono gli alberi. Tuttavia, stando alla scala di durezza di Mohs, i denti più duri sono quelli dei topi, che raggiungono il valore di 9,6.
No. Le galline non hanno i denti! Al loro posto un becco corneo e un efficiente sistema digestivo che comprende il gozzo, il proventricolo e il ventriglio, supportati dall’uso di grit per triturare il cibo. La combinazione di becco, ventriglio e grit sostituisce completamente la funzione masticatoria dei denti e permette alle galline di digerire alimenti molto vari.
| Caratteristica | Funzione |
|---|---|
| Becco | Raccogliere il cibo |
| Gozzo | Deposito e ammorbidimento del cibo |
| Proventricolo | Secrezione di succhi digestivi |
| Ventriglio | Triturazione meccanica con grit |
| Cloaca | Sbocco di apparato digerente, urinario e riproduttivo |
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