
La parodontologia è una branca dell’odontoiatria che studia il tessuto parodontale, ovvero il tessuto che si trova intorno al dente e che lo sostiene. L’obiettivo è mantenere in salute tutti i tessuti che circondano i denti per assicurare che l’arcata alveolare sia sana e stabile. Il parodonto è composto da gengive, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare, che insieme permettono la masticazione e la stabilità dentale.
Il legamento alveolodentale si estende dal cemento all’osso alveolare, fissando i denti agli alveoli e interfacciandosi con la lamina propria della gengiva. È formato da fasci di collagene che includono fibre di Sharpey e contiene vasi sanguigni e nervi, con terminazioni propriocettive sensibili alla pressione. Le fibre si classificano secondo la loro disposizione: cresta alveolare, orizzontali, oblique, apicali e interradicolari.
Il cemento radicolare può essere acellulare o cellulare, e si distingue in estrinseco, intrinseco e afibrillare. Il cemento permette la connessione del dente con le fibre del legamento parodontale e facilita la distribuzione delle forze. L’osso alveolare, parte del processo mascellare, è costituito da tessuto spugnoso e compatto, con canali di Volkmann per nervi e vasi; le fibre di Sharpey si inseriscono sull’osso fascicolato contribuendo all’ancoraggio dentale.
Le cellule del parodonto includono fibroblasti, osteoblasti, cementoblasti, residui di Malassez, cellule endoteliali, macrofagi, eosinofili e mastocellule. La sostanza fondamentale riempie lo spazio tra cellule e fibre ed è spesso arricchita da cementociti nel cemento cellulare. Il parodonto è dinamico: le fibre sono costantemente rinnovate dall’attività cellulare per distribuire e assorbire le forze durante masticazione e occlusione.
La medicina rigenerativa ortopedica e odontoiatrica esplora l’uso di cellule staminali e di tessuti ingegnerizzati per rigenerare osso, tessuti molli e polpa dentale. Le cellule stromali del midollo osseo (BMSC o MSC) hanno alta capacità di autorinnovamento e possono differenziarsi in osso, cartilagine, adipociti midollari, miociti e tessuto fibroso. Le cellule staminali possono derivare da diverse unità formanti colonie, come UFC-OB (CFU-OB).
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In parodontologia le cellule derivate dal legamento parodontale hanno mostrato potenziali rigenerativi in difetti ossei e tessuti parodontali. Allo stesso tempo, le cellule staminali estratte da midollo osseo (MSC) hanno dimostrato capacità di formare osso e strutture di sostegno, con possibili applicazioni in rigenerazione parodontale e chirurgia maxillo-facciale. Alcune fonti suggeriscono che i tessuti adiposi (ASCs) possano promuovere rigenerazione parodontale in vivo, offrendo un’ulteriore via di applicazione clinica futura.
Il ciclo di produzione delle Tissue Repair Cells (TRCs) comprende il prelievo di midollo osseo, separazione della componente rossa, espansione in una cassette cellulare automatizzata e successivo carico su uno scaffold per l’innesto rigenerativo. Le TRCs hanno mostrato capacità di differenziarsi in cellule endoteliali, produrre fattori angiogenici e sostenere la vascolarizzazione necessaria alla rigenerazione ossea. Studi hanno indicato elevati coefficienti di espansione e una lunga storia di utilizzo clinico sicuro.
Oltre al midollo osseo, fonti di cellule staminali includono tessuti adiposi (ASCs) e tessuti dentali post-natali (DPSCs, PDLSCs). Le MSCs possono differenziarsi in osteoblasti, adipociti e altri tipi cellulari, offrendo potenziale rigenerativo in molte sedi, inclusi parodonto e articolazioni. La criopreservazione di terzi molari facilita l’archiviazione di MSC per future terapie, aprendo possibilità di biobanche e rigenerazione personalizzata.
La malattia parodontale è una patologia batterio-specifica causata da placca che, se non rimossa, provoca gengivite, tasche parodontali e riassorbimento osseo. Si distinguono forme aggressive e croniche di parodontite, con gravità lieve, moderata o grave. Una tasca parodontale è il segno iniziale clinico, con profondità superiore a 3 mm e possibile sanguinamento. La diagnosi è effettuata dall’odontoiatra durante visita specialistica e sondaggio parodontale.
La guarigione di tasche gengivali e la rigenerazione tissutale mirano a ridurre la contrazione post-trattamento e a massimizzare l’attacco clinico, con approcci mini-invasivi e terapie guidate dal biofilm. Le opzioni chirurgiche includono rimozione placca/tartaro, levigatura radicolare, terapie con laser, antibiotici e trattamenti rigenerativi o resettivi secondo le necessità del caso.
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L’igienista è responsabile della prevenzione e del trattamento non chirurgico delle malattie parodontali, eseguendo visite di controllo annuali e sedute di igiene professionale ogni 6 mesi. Il sondaggio parodontale è fondamentale per identificare tasche e sanguinamento, guidando la necessità di una visita specialistica dal parodontologo. La collaborazione tra igienista, parodontologo e altri professionisti è cruciale per una terapia adeguata e personalizzata.
Il parodonto comprende gengiva, legamento alveolodentale, cemento radicolare e osso alveolare. La gengiva protegge i tessuti sottostanti, mentre l’osso alveolare fornisce supporto strutturale. Il legamento parodontale fissa i denti agli alveoli, distribuendo le forze e permettendo movimenti dentali fisiologici. L’attacco epiteliale e i tessuti di connettivo mantengono la barriera contro microbi e sostengono l’integrità del parodonto.
Lo studio della parodontologia evidenzia il potenziale delle cellule staminali e delle terapie cellulari per la rigenerazione ossea e dei tessuti parodontali. L’impiego di MSCs, tessuti ingegnerizzati e biobanche offre prospettive promettenti per migliorare la salute parodontale e prevenire la perdita dei denti, pur richiedendo ulteriori studi, regolamentazione e sperimentazione etica e clinica.
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