
La curvatura laterale del piano occlusale si forma dall’inclinazione linguale dei denti posteriori. Dal momento che le cuspidi linguali sono più basse delle cuspidi vestibolari, formano una curva (curva di Wilson) con le loro omologhe opposte. Per sapere che cos’è la curva di Wilson e qual è la sua funzione suggeriamo di proseguire la lettura dell’articolo.
Per curva di Wilson intendiamo la curvatura laterale del piano occlusale formata dall’inclinazione linguale dei denti posteriori. Dal momento che le cuspidi linguali sono però più basse delle cuspidi vestibolari, realizzano una curva con le omologhe opposte. La curva di Wilson va dalle cuspidi vestibolari di un'emiarcata posteriore alle cuspidi vestibolari dell'altra. Inoltre nei posteriori inferiori la posizione più alta delle cuspidi vestibolari rispetto a quelle palatali permette il passaggio delle cuspidi inferiori che si spostano vestibolarmente.
Dopo aver visto che cos'è la curva di Wilson, soffermiamoci ora su un altro aspetto importante quando si parla di gnatologia: la curva di Spee. Prende il nome dal medico tedesco che la descrisse per primo e consiste in una linea dentale che collega le cuspidi, ovvero le sommità, dei denti naturali a partire dai canini e passando per i premolari così da arrivare ai molari della stessa metà della bocca. Per convenzione si dovrebbero considerare le cuspidi vestibolari, ovvero quelle esterne.
Seguendo l'idea di Monson di considerare la formazione di entrambe le curve, quella di Spee e quella di Wilson, come un unico fenomeno, McHorris chiamò questa caratteristica anatomica delle occlusioni adulte una “spirale dinamica” indicando i condili mandibolari come i controllori dei movimenti mandibolari, e chiarendo che i denti più vicini a questi centri di controllo saranno maggiormente influenzati nella loro forma e posizione rispetto a quelli che si trovano nel settore anteriore.
La curva di Wilson è assolutamente fondamentale per la disclusione in lateralità. Non solo, la curva di Wilson aumenta sempre più andando in direzione posteriore (che sarà invertita negli anteriori che devono garantire la disclusione). In assenza della curva di Wilson si potrebbero determinare delle interferenze nei movimenti di lateralità.
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Se ci fermiamo a valutare i movimenti mandibolari durante la funzione e la parafunzione, è evidente che per la masticazione è il movimento laterale della mandibola che è più utilizzato. Sebbene i grafici che spiegano più chiaramente i cosiddetti fattori di occlusione siano solitamente mostrati in vista sagittale per spiegare l'influenza della traiettoria condilare, della traiettoria incisiva, del piano di orientamento e della curva di compensazione sull'altezza della cuspide, sarà necessario trasferire questa immagine su quello che sarebbe un taglio diagonale della testa in grado di mostrare un piano obliquo che passa per l'ATM e il canino controlaterale.
Il sistema masticatorio infatti è un insieme di strutture anatomiche e di meccanismi fisiologici complessi che dovranno essere tenuti in considerazione nell’esecuzione di qualsiasi protesi così da non arrecare ulteriori danni al paziente. Molte patologie derivanti dal malfunzionamento della dentatura potrebbero anche danneggiare altre parti del corpo umano portando a un deficit nel portamento e della postura.
La gnatologia si occupa dello studio e anche della cura di tutte le patologie a carico delle articolazioni della bocca e degli organi a esso connessi. Tra queste patologie abbiamo diverse problematiche di tipo medico come ad esempio difficoltà di apertura e chiusura della bocca, dolori al viso e al collo, mal di testa da occlusione, bruxismo, vertigini e senso di instabilità, mal di schiena a gambe o spalle, morso profondo, dolori facciali, acufeni, problemi posturali, blocco della mandibola e anche dolori a carico della mascella.
In questo lavoro è stato analizzato il controllo del torque nei settori latero-posteriori, determinante l’andamento della curva di Wilson. Scopo di questo studio è stato quello di analizzare il ruolo del controllo del torque nei settori latero-posteriori, il quale determina l’andamento della curva di Wilson, e di cercare di definire parametri più dettagliati per il trattamento ortognatodontico.
È stato esaminato un campione di cinque pazienti affetti da III Classe scheletrica sottoposti a trattamento combinato ortodontico e chirurgico; su tali pazienti sono state eseguite cefalometrie tracciate su teleradiografie del cranio in proiezione postero-anteriore, sulle quali è stato possibile effettuare talune misurazioni per definire “l’Angolo Intermolare”, determinato dall’intersezione degli assi lunghi dei primi molari, in entrambe le arcate sul piano frontale.
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Su un campione di pazienti sottoposti a trattamento ortodontico-chirurgico sono state eseguite cefalometrie tracciate su telecranio in proiezione postero-anteriore, dove è stato definito l’”Angolo Intermolare”, dato dall’intersezione degli assi lunghi dei primi molari mascellari e mandibolari. Il valore degli Angoli Intermolari e degli angoli formati dall’intersezione tra gli assi lunghi dei primi molari e le loro rispettive basi ossee, misurati a fine trattamento, si sono dimostrati costanti nei soggetti esaminati.
Si è cercato quindi di determinare nuovi parametri cefalometrici, necessari poiché la correzione dell’asse dei molari durante la fase di ortodonzia pre-chirurgica è indispensabile per garantire un buon riposizionamento chirurgico sagittale e trasversale delle basi scheletriche. We tried to determinate new cephalometrical parameters which are necessary because molar axis correction during the orthodontic pre-surgical phase is essential to guarantee a correct sagittal and transverse surgical set of the jaws.
Si è cercato di determinare nuovi parametri cefalometrici, necessari in ortodonzia pre-chirurgica al fine di garantire un buon riposizionamento chirurgico delle basi ossee. La correzione dell’asse dei molari durante la fase di ortodonzia pre-chirurgica è indispensabile per garantire un buon riposizionamento chirurgico sagittale e trasversale delle basi scheletriche.
At the end of the treatment the Intermolar Angles and angle values given by intersection between first molar long axis and their own jaw-bone were constant. Il valore degli Angoli Intermolari e degli angoli formati dall’intersezione tra gli assi lunghi dei primi molari e le loro rispettive basi ossee, misurati a fine trattamento, si sono dimostrati costanti nei soggetti esaminati.
La correzione del torque nei settori latero-posteriori è dunque una fase chiave per ottenere non solo un’occlusione funzionalmente efficiente ma anche per assicurare che il riposizionamento chirurgico delle basi ossee possa essere eseguito con risultati prevedibili in senso sagittale e trasversale. È stato analizzato il controllo del torque nei settori latero-posteriori, determinante l’andamento della curva di Wilson.
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Obiettivo del presente lavoro è quello di confrontare uno studio diagnostico-cefalometrico effettuato su teleradiografia tradizionale con quello realizzato su radiogrammi ottenuti con... Su tali basi, l'analisi della curva di Wilson e dei parametri come l'Angolo Intermolare dovrebbe far parte della pianificazione ortodontico-chirurgica per definire strategie di correzione del torque e per ottenere una buona disclusione in lateralità.
Indipendentemente dalla scuola, dalla filosofia o dal criterio di occlusione ideale che si ha, la formazione delle curve di occlusione come prodotto evento naturale della funzione e della crescita del massiccio craniofacciale, è un fatto inconfutabile. Sebbene possano esserci alcune divergenze tra le scuole e le teorie che pretendono di spiegare la forma e la funzione del sistema stomatognatico, tutte sembrano accettare la necessità di curve di occlusione come parte naturale dell'anatomia del sistema.
La curva di Wilson, correlata al controllo del torque dei posteriori e misurabile anche con parametri come l’Angolo Intermolare, rappresenta quindi un elemento diagnostico e terapeutico fondamentale per l'ortodonzia, la chirurgia maxillo-facciale e la gnatologia.
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