
Oggi sappiamo che l’alito cattivo può avere molte cause. Può essere il sintomo di una patologia cronica come il diabete oppure l’effetto di un malfunzionamento generalizzato del fegato, dei reni o dell’apparato digerente. Nella maggior parte del casi, però, l’alito cattivo dipende semplicemente da una igiene orale trascurata. Da una pulizia effettuata in modo frettoloso o magari con spazzolini troppo consumati e quindi inefficaci. Quando la pulizia dei denti e di tutto il cavo orale è approssimativa si creano le condizioni ideali per il ristagno di liquidi e di residui alimentari. Questi ultimi vengono poi degradati dai batteri che formano la placca che a sua volta degenera in tartaro, carie o in patologie più serie come la parodontite. I denti cariati si trasformano in serbatoi di detriti alimentari che, essendo sostanze organiche in via di decomposizione, producono cattivi odori.
No. La saliva è una difesa molto potente perché contiene sostanze ad azione antimicrobica e compensa l’acidità della bocca, ma non è in grado da sola di prevenire l’alitosi e di proteggere i denti dai batteri cariogeni. Pulire correttamente denti e bocca vuol dire usare strumenti che permettono di raggiungere ogni zona del cavo orale. scegliere uno spazzolino della giusta dimensione e con le setole giuste. Queste ultime devono tenere conto delle condizioni dei denti e delle gengive e della eventuale presenza di apparecchi correttivi o impianti. spazzolare i denti nel verso giusto: evitando ad esempio spazzolamenti orizzontali che non puliscono le cavità tra dente e dente. usare il filo interdentale: è il vero jolly della pulizia! Il filo interdentale arriva in tutte le zone tralasciate dallo spazzolino. Permette di evitare il ristagno di sostanze e la formazione della placca. scacciare la pigrizia. La pulizia dei denti dovrebbe “rubare” almeno 3 minuti del tuo tempo.
Quali criteri devono essere rispettati nella scelta dello spazzolino da denti? Quali caratteristiche devono essere preferite? È meglio lo spazzolino manuale o quello elettrico?
«Per prima cosa bisogna tenere lo spazzolino a un angolo di 45 gradi ed effettuare brevi passate lungo la superficie esterna di ogni dente, partendo dalla linea gengivale e non tralasciando di pulire anche i denti posteriori. Poi bisogna passare a pulire le superfici di masticazione mantenendo lo spazzolino piatto e muovendolo avanti e indietro lungo queste superfici. Non bisogna inoltre dimenticare la superficie interna dei denti anteriori, da pulire inclinando lo spazzolino in verticale e sfregandoli delicatamente in su e in giù con la punta e spazzolandoli delicatamente lungo la linea gengivale. »
«Questo strumento deve essere scelto in base alla grandezza della bocca. «È sempre meglio scegliere setole di durezza media, così da evitare di graffiare gengive e superficie dei denti. Lo spazzolino deve essere cambiato almeno ogni due mesi, perché le setole tendono a piegarsi a causa dell’uso e a perdere così la loro efficacia. «Oggi quasi tutti gli spazzolini elettrici assicurano una buona pulizia dei denti. Se usati in modo corretto possono essere anche più efficaci di quelli manuali. I migliori sono quelli che hanno la testina rotante circolare. Il movimento delle setole, in questo caso, rimuove la placca in tutti i punti del dente preservando anche la delicatezza delle gengive. Ci sono spazzolini elettrici con diverse oscillazioni. «I più efficaci sono gli spazzolini elettrici che hanno maggiori oscillazioni delle setole al minuto. «Sì. Lo spazzolino elettrico deve avere le testine intercambiabili, sostituibili quando le setole sono usurate.
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Gli spazzolini elettrici, se usati correttamente, possono offrire una pulizia superiore rispetto a quella manuale, rimuovendo la placca in modo più omogeneo e raggiungendo zone difficili da pulire. La testina rotante o oscillante, insieme a un tempo di spazzolatura adeguato, aiuta a limitare i residui alimentari e i batteri responsabili dell’alitosi. Tuttavia, l’alitosi persistente può richiedere anche un’attenzione a dieta, idratazione e visita odontoiatrica per escludere patologie o condizioni sistemiche.
Nella pratica quotidiana, una routine di almeno 3 minuti, due volte al giorno, con uno spazzolino elettrico dotato di testine intercambiabili, è un metodo efficace per ridurre i residui di cibo e limitare la formazione di placca. L’uso del filo interdentale resta fondamentale per raggiungere spazi tra dente e dente che lo spazzolino non raggiunge. Inoltre, è utile integrare sciacqui dentali senza alcool o specifici per ridurre la carica batterica in bocca, su indicazione del dentista.
| Criterio | Descrizione |
|---|---|
| Tipo | Manuale vs Elettrico |
| Durezza setole | Media per evitare graffi |
| Testina | Rotante o oscillante a seconda del modello |
| Manico | Ergonomico, accessibile per la propria bocca |
| Manutenzione | Sostituzione ogni 2 mesi o quando consumata |
Il miglior spazzolino è quello che si adatta alla tua bocca, permette una pulizia completa e si integra facilmente nella routine quotidiana. Molti professionisti concordano che, se usato correttamente, lo spazzolino elettrico offre una pulizia migliore rispetto a quello manuale e può contribuire a ridurre l’alitosi associata a una placca ben controllata.
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