
Quando le persone non cambiano partner come se fossero mutande ma … spazzolini!Si dice che si smetta di essere single quando lui o lei decida di lasciare lo spazzolino a casa vostra. Di solito questo avviene consapevolmente, come se fosse un nuovo metodo, decisamente più pulito e profumato, per marcare il territorio, ma non è escluso che possa capitare anche in modo del tutto involontario, nascondendo behind di esso, con molta probabilità, della psicologia.
Freud insegna che tra i lapsus e le dimenticanze si celano riflessi di pensieri inconsci; dimenticare l’ombrello a casa di qualcuno vuol dire volervi fare ritorno. Ma lo spazzolino non si dimentica quasi mai per caso, soprattutto dalle donne. Quante di noi hanno provato a lasciarlo come trabocchetto per vedere la reazione del partner all’inizio di una relazione?
Quando si lascia lo spazzolino a casa del partner, la conclusione è una: la vostra relazione sta per passare al livello successivo. Un upgrade non implica convivenza immediata, ma si costruisce a partire da quello strumento dalle setole rotanti. Attenzione: uno spazzolino oggi potrebbe costarvi un matrimonio domani!
Non mancano però le casistiche: ci sono chi lascia lo spazzolino per provocazione, ma anche chi lo fa per caso o per comodità. Esiste anche chi, come me, interpreta lo spazzolino come l’interruzione stessa della relazione. Un sortilegio, una maledizione, un Déjà vu.
Considerando gli ultimi accadimenti, ogni volta che uno dei miei partner ha lasciato il proprio spazzolino a casa mia, nel giro di pochi giorni si è trasformato in un ex. Da ragazzina, i miei genitori mi hanno insegnato a essere previdente; non attendo mai che un prodotto sia finito per comprarne una nuova confezione. Questo vale anche per lo spazzolino: ne ho sempre di nuovi a casa, con setole medie per proteggere le gengive.
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Così il partner chiede di fornire uno spazzolino, che lascerà nel bagno e non farà più ritorno. Lo stesso accade anche se è lui a lasciare lo spazzolino. Attivista per i diritti delle donne, amante della musica barocca e lettrice accanita, porta la sua ironia come chiave per affrontare gli imprevisti della vita.
In Italia e altrove si seguono diverse superstizioni: non si può appoggiare il cappello sul letto, né versare olio sul tavolo né passare sotto una scala a pioli. Si crede anche che aprire un ombrello in casa porti sfortuna. Le origini di tali credenze sono varie: dall’antica Roma alla tradizione contadina dei nostri nonni. Molte superstizioni si tramandano da generazione in generazione e continueranno a esistere anche in futuro.
Una delle tante superstizioni riguarda l’ombrello: evitarne l’apertura in casa è associato a problemi finanziari. Le origini includono l’ombra di protezione contro il sole nell’antica Roma e, in altra versione, la scala a pioli come simbolo della Trinità, con credenze legate al vergeliare Lucifero. Altre spiegazioni collegano la superstizione alla difesa medievale dei castelli e all’uso di olio bollente contro i nemici. L’Italia non teme il numero 13, ma teme venerdì 17: a volte si parla di una malattia legata al numero XVII, derivate dalla Bibbia e da eventi storici.
La serata prosegue senza sosta tra superstizioni e riflessioni esistenziali: spesso si contrastano concetti come sentire ed ascoltare, guardare e vedere. Per chi è detenuto, essere ascoltato è fondamentale: rappresenta una maniglia di speranza. In istituto, si esplorano attività come lavoro, socialità e corsi, per dimostrare cambiamento e aprire la possibilità di misure alternative o sconti di pena.
La discussione si amplia con riferimenti giuridici: la sentenza Cass. Sez. I, 2025, ha trattato temi di scioglimento del cumulo delle pene e delle misure alternative alla detenzione, inclusa la sospensione dell’ordine di esecuzione ex art. 656 c.p.p. Si analizzano principi di scindibilità del cumulo, l’importanza della separazione tra reati ostativi e non ostativi e l’impatto della custodia cautelare sulla determinazione della pena da eseguire.
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In sintesi, il simbolismo dello spazzolino rotto si interseca con dinamiche psicologiche personali e con la cornice normativo-giuridica che regola l’esecuzione delle pene: un oggetto quotidiano diventa specchio di territori affettivi, superstizioni radicate e principi giuridici che definiscono come una relazione possa evolvere o concludersi.
Il corpus citato comprende riferimenti a Freud, al romanzo della vita quotidiana, all’uso simbolico degli oggetti e alle riflessioni sull’interpretazione delle azioni umane.
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