
La malocclusione di Classe II rappresenta una delle problematiche dentali più comuni, influenzando non solo l’estetica del sorriso ma anche la funzionalità masticatoria e la salute generale dell’articolazione temporo-mandibolare. Questo tipo di malocclusione si verifica quando c’è un disallineamento tra l’arcata superiore e quella inferiore, con la mandibola che si posiziona più indietro rispetto alla mascella, portando a un sovrapporsi eccessivo dei denti anteriori superiori su quelli inferiori.
Se l'età, la situazione dentale e muscolo-scheletrica lo consentono, si può intervenire. Potenzialmente si, ma la certezza si può avere solo dopo aver esaminato una tele‑rx e una visita accurata. Dipende dall’età e dalla situazione scheletrica. Si può risolvere una malocclusione di II classe con un trattamento ortodontico se il problema è solo dentario o si è in fase di crescita. Se, invece, si è adulti ed il problema è scheletrico a volte è necessario ricorrere alla chirurgia maxillo‑facciale.
La domanda è troppo generica. La soluzione del suo caso può essere completa o parziale, solo ortodontica o associata ad intervento chirurgico. Dipende dalla gravità della sua malocclusione, dell'età o da altra patologia concomitante, ecc. Ogni paziente è un caso a sé e come tale va valutato nel suo insieme.
La malocclusione di Classe II scheletrica rappresenta una delle disarmonie cranio‑facciali più frequenti in età evolutiva. È caratterizzata da una discrepanza antero‑posteriore tra mascella e mandibola: la mascella superiore può essere in posizione avanzata rispetto alla mandibola, oppure la mandibola può essere arretrata. I fattori responsabili includono cause ereditarie e fattori funzionali (abitudini viziate come succhiamento prolungato, respirazione orale, deglutizione infantile).
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, di cui il più importante è l'età precoce del paziente. In base alla classificazione della malocclusione, i disturbi possono essere di tipo lieve o grave. La scelta terapeutica più idonea verrà indicata dall’ortodontista e concordata con il paziente dopo un'attenta valutazione dei vantaggi e dei limiti di ciascuna delle opzioni proposte.
Leggi anche: Correggere il Morso Profondo: Soluzioni
L’adolescenza rappresenta un periodo molto favorevole per la correzione delle malocclusioni: il picco di crescita tipico di questi anni favorisce una risposta più rapida ai dispositivi ortodontici applicati. In questi anni si passa dalla dentatura mista alla dentatura definitiva, e il trattamento ortodontico in età adolescenziale è di grande importanza per ottenere un’occlusione esteticamente e funzionalmente soddisfacente.
Il Forsus FRD EZ2 è un correttore fisso intermascellare con meccanismo telescopico e una molla che produce una forza di circa 230 grammi per lato, generando due vettori di forza: uno mesiale propulsore mandibolare e l'altro distale per la mascella superiore. In un caso clinico di paziente femminile di 14 anni è stato posizionato un sistema di brackets in ceramica MBT 0.022” e dopo la meccanica descritta sono stati raggiunti gli obiettivi in 20 mesi.
Nella fase di livellamento si sceglie la dimensione appropriata del connettore, si inserisce il componente nel tubo molare superiore e il spingitore rimane fra canino e premolare inferiore. L'attivazione del meccanismo è avvenuta ogni 30 giorni, 2 mm con un fermo che si sposta verso distale nell'arco rettangolare inferiore 0.017X0.025” Nitinol, con 4 attivazioni e una contenzione di 90 giorni con un arco calibro 0.020” Australiano.
Una volta ottenuta una Classe I molare e canina, si chiudono gli spazi anteriori con archi rettangolari 0.019X0.025” e retrolegature tipo 3. Infine, si contengono i risultati con arco 0.019X0.025” Braided in acciaio, si esegue eventuale gengivectomia e si posizionano mantenitori (fissI e rimovibili) per stabilizzare l'occlusione.
Nei casi adulti in cui il problema è scheletrico e la discrepanza tra mascella e mandibola è significativa, la chirurgia ortognatica può essere necessaria. Il tipo di intervento varia in base alla malformazione: si può spostare in avanti solo la mandibola, si può spostare anche il mascellare superiore, o eseguire una contestuale mentoplastica. La chirurgia è indicata in presenza di malformazioni scheletriche significative, fallimento dell’ortodonzia o impatti funzionali ed estetici evidenti.
Leggi anche: Bruxismo: Come Aiuta il Bite
La cosa migliore è fare una visita con raccolta di dati diagnostici. Prima di iniziare un trattamento ortodontico è fondamentale una corretta diagnosi clinica e radiografica e, quando indicato, il consenso informato firmato dai genitori nei minori. L’ortodontista fornirà la scelta terapeutica più idonea e illustrerà i vantaggi e i limiti di ciascuna opzione, concordando il piano con il paziente e la sua famiglia.
Quasi sempre è possibile correggere queste classi di malocclusione dentale, molto più difficile è stabilizzarle e mantenerle nel tempo, soprattutto se si interviene in età adulta. La contenzione finale è essenziale per evitare recidive. L’approccio terapeutico deve tenere conto delle motivazioni del paziente e delle esigenze estetiche e funzionali.
Bambini: è meglio intervenire precocemente (6-8 anni) per sfruttare le potenzialità legate alla crescita; la terapia prevede dispositivi mobili funzionali utilizzati h24 che mantengono la mandibola in posizione avanzata e stimolano la crescita.
Adolescenza: il picco puberale (intorno ai 12/13 anni per i maschi, 10-12 per le femmine) rappresenta spesso il periodo giusto per finalizzare cure iniziate in età infantile o per iniziare il trattamento ortodontico correttivo definitivo.
Per un paziente di 17 anni la possibilità di correggere una malocclusione di Classe II dipende dalla componente scheletrica residua e dalla severità del caso. Se la discrepanza è prevalentemente dentale o se è ancora presente crescita residua, è possibile ottenere ottimi risultati con ortodonzia fissa o con dispositivi intermascellari; se il problema è scheletrico e la crescita è terminata, può essere necessario associare la chirurgia. In ogni caso la valutazione specialistica con esami radiografici e tracciato cefalometrico è imprescindibile per definire il corretto piano terapeutico.
Leggi anche: sintomi e soluzioni per la malocclusione dento-scheletrica
| Fattore | Impatto sulla scelta terapeutica |
|---|---|
| Età del paziente | Determinante: crescita residua favorisce opzioni ortopediche/ortodontiche |
| Componente scheletrica | Se prevalente può richiedere chirurgia ortognatica |
| Affollamento | Trattabile con espansione o estrazioni a seconda della discrepanza |
| Cooperazione del paziente | Influenza scelta tra rimovibili e fissi; i correttori fissi riducono l’azione del paziente |
| Obiettivi estetici/funzionali | Condizionano la scelta multimodale e la possibilità di approccio chirurgico |
Se hai dubbi sulla tua situazione, la cosa migliore è farsi visitare ed esaminare le radiografie per fare diagnosi e quindi la terapia giusta. Ogni caso è unico e l'ortodontista saprà proporti la soluzione più adeguata.
tags: #correzione #malocclusione #classe #2 #a #17
