Conseguenze e soluzioni per perdita denti da trauma

Una corsa al parco, una caduta in bicicletta o un urto a scuola: basta un attimo perché un trauma dentale rovini la giornata. Tra le più comuni patologie orali che i bambini ma ancor di più gli adolescenti subiscono ci sono i traumi dentali. Statisticamente i traumi dentali colpiscono più i ragazzi che le ragazze, e l’età dove si concentra il maggior numero di casi è verso gli 11-13 anni. I traumi dentali non sono mai da sottovalutare, perché possono portare a problemi sul lungo periodo nella vita del ragazzo che li ha subiti, sia di carattere fisico che psicologico.

Che cos’è un trauma dentale e come si classificano

Un trauma dentario è una lesione che colpisce i denti e/o i tessuti che li sostengono (gengiva, osso, legamento parodontale) a seguito di un evento violento. In pratica: una botta, una caduta, un incidente, uno sport fatto male. I traumi dentali possono essere di diverso tipo, ma si dividono in due grandi categorie: i traumi dentali complicati e i traumi dentali non complicati. I primi sono tutti quei momenti in cui si ha una rottura o scheggiatura del dente, una perdita effettiva di materiale dentario. I secondi invece sono meno aggressivi, interessano solo la parte più esterna del dente lasciandolo nel complesso intatto, e coinvolgono dunque lo smalto, la dentina e il colore del dente, si ha quindi un trauma senza rottura.

Nella maggior parte delle volte a essere coinvolti in questo tipo di danno sono i denti anteriori. A seconda della tipologia di trauma e della forza d’impatto, vengono coinvolti diversi organi o tessuti. In causa di trauma concentrato sul dente, si possono configurare i seguenti scenari: nessuna rottura del dente; aumento della mobilità del dente; frattura più o meno grande della parte visibile (corona) del dente; frattura della parte invisibile del dente (radice); dislocazione del dente rispetto alla sua posizione naturale (lussazione); espulsione del dente dal suo alloggiamento naturale (avulsione).

Frequenza, fattori di rischio e contesti comuni

La frequenza dei traumi dentali è alta e colpisce circa il 20% dei bambini (denti da latte) ed oltre il 15% della popolazione con dentizione permanente, con un’incidenza doppia nel sesso maschile rispetto al sesso femminile. I soggetti più a rischio di subire un trauma ai denti sono i bambini che durante le loro normali attività di gioco, complice anche la loro differente consapevolezza del pericolo, si espongono a eventi traumatici. Chi pratica alcuni tipi di sport che prevedono maggiori contatti fisici, come la boxe o il rugby è più esposto a subire un trauma dentale. Nel 21% dei casi, i traumi dentali sono causati da attività sportive.

L’età tra i due e quattro anni è una di quelle in cui il trauma dentale ha maggiore incidenza, particolarmente agli incisivi superiori. Va comunque considerato che attorno ai 10 anni la maggior parte dei denti permanenti è ormai formata, quindi i traumi dentali sono più importanti rispetto a prima. Un altro problema che spesso non è considerato riguarda sempre l’età e la crescita: nella fase della vita che consideriamo, i bambini possono avere in bocca sia denti permanenti che denti decidui. In questo periodo i denti permanenti si sono da poco formati, mentre quelli decidui si riducono.

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Gli incisivi superiori sporgenti hanno una maggiore probabilità statistica di rompersi durante una caduta. Questa condizione avviene quando gli incisivi superiori della dentatura sono troppo avanti rispetto agli incisivi inferiori (overjet dentale), che può portare al trauma dei denti incisivi superiori.

Conseguenze immediate e tardive della perdita dentale da trauma

In caso di trauma, il sintomo predominante è il dolore acuto e improvviso, spesso accompagnato da gonfiore delle gengive e dei tessuti molli circostanti (labbra, guance). Dopo un colpo violento alla bocca o alla mandibola può capitare che ci sia una certa mobilità dentale anche se non ci sono segni apparenti di un trauma. A volte il trauma non provoca dolore o caduta immediata, ma può lasciare conseguenze nel tempo: cambi di colore del dente, mobilità anomala, fistole gengivali o ritardi nell’eruzione dei denti vicini.

Le conseguenze tardive di un trauma dentale possono essere: morte del nervo e conseguente infezione; discolorazione del dente; erosione progressiva (riassorbimento) della parte non visibile del dente (radice) in seguito alla gravità del danno; aumento del rischio di infezioni, ascessi, gonfiori e dolore. Tra le possibili complicazioni di un trauma dentale profondo e non curato, abbiamo la necrosi pulpare. In questo caso il dente è stato così tanto offeso da un agente esterno che la polpa irreversibilmente non riceve più sangue, facendo morire il dente. Questa patologia non sempre è facile da riscontrare, soprattutto da parte del paziente: la cosa più ovvia è il cambio del colore del dente, se da bianco comincia ad opacizzarsi e a diventare grigio è probabile che è in atto una necrosi pulpare.

Il dente è un organo vitale, dotato di nervi, connettivo e vasi; un trauma importante, quando non provoca la frattura del dente, può comportare comunque una sua lussazione a cui fa seguito un forte shock a livello della polpa dentale che a causa di questa sofferenza può morire. Se non curare questi sintomi può portare alla perdita totale del dente.

Implicazioni sociali e psicologiche

L’odontoiatria non si ferma solo alla cura del dente, ma considera anche gli aspetti sociali e psicologici che un paziente deve subire in base ai suoi problemi dentali. Per un bambino o un adolescente, la perdita di un dente permanente può avere un grande impatto non solo dal punto di vista della salute orale, ma anche da quello estetico e psicologico. I bambini e ancor di più gli adolescenti hanno problemi a sorridere, ridere e in generale mostrare i loro denti, se sanno di avere dei traumi dentali non curati che rovinano un sorriso naturale. Questo crea dei problemi anche a livello sociale, e impatta direttamente sulla sicurezza di se stessi, sulla voglia di parlare e di rapportarsi con gli altri, e in generale possono creare anche stati d’animo di vergogna e di bassa autostima.

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adolescente con dente rotto prima e dopo trattamento

Primo soccorso e comportamento corretto in caso di avulsione

Se si è subito un trauma dentale, o ne si è testimoni, la tempestività è d’obbligo. Prima ci si fa visitare, prima il dente potrebbe essere salvato. Un dente permanente caduto per trauma (avulsione) è un’emergenza tempo-dipendente: agendo nei primi minuti, spesso si può reimpiantare. Quando un dente permanente viene espulso interamente dall’alveolo per un trauma (avulsione), le possibilità di salvarlo dipendono dalla rapidità: le cellule del legamento sulla radice sopravvivono poco fuori dalla bocca.

  1. Recuperare il dente toccandolo solo dalla corona, mai dalla radice.
  2. Se sporco, sciacquarlo brevemente con latte o soluzione fisiologica (non strofinare, non usare sapone).
  3. Se possibile, reinserirlo delicatamente nell’alveolo e mordere su un fazzoletto per tenerlo in posizione.
  4. Se non è possibile, conservarlo immerso nel latte (ideale), in soluzione fisiologica o nella saliva (in bocca, nella guancia).

Non toccare né strofinare la radice, non conservare il dente all’asciutto (è l’errore più grave: la radice si secca) né nell’acqua (danneggia le cellule). Un dente avulso ha, infatti, buone probabilità di essere reimpiantato se è rimasto per un massimo di 2-3 ore in ambiente liquido. Importante: un dente da latte avulso non va reimpiantato, per non danneggiare il permanente sottostante.

Valutazione clinica e follow-up

Quando ci si reca da un dentista a seguito di trauma dentale, egli eseguirà sempre una radiografia, un test di vitalità del dente infortunato e alcune fotografie della situazione. Lo scopo è quello di verificare che il colpo non sia stato tale da compromettere la vitalità del dente e documentare la situazione. Ogni trauma dentale richiede una valutazione immediata da parte del dentista di fiducia, il soggetto traumatizzato deve essere tenuto sotto stretto controllo per almeno 1 anno, al fine di prevenire complicanze a medio e lungo termine. Per questo, è necessario eseguire visite di controllo periodiche seguendo i protocolli codificati dalla comunità scientifica per ciascuna delle diverse situazioni cliniche.

Il dentista controllerà lo stato del dente, lo riposizionerà se possibile, lo stabilizzerà con una ferula (una sorta di “steccatura”), e programmerà visite di controllo regolari. La devitalizzazione rimuove i nervi che collegano il dente traumatizzato al resto del corpo, rimuovono la parte malata e ottura con del materiale medicale il dente. Spesso sarà necessaria una devitalizzazione nei tempi indicati dopo reimpianto e stabilizzazione.

Opzioni terapeutiche per denti fratturati o persi

Curare un dente traumatizzato si può, ed esistono diversi modi in cui si può salvaguardare un bel sorriso. Ovviamente tutto dipende dalla gravità del trauma. Se il frammento non è molto grande sarà sufficiente una ricostruzione del dente con appositi materiali in modo da ridargli la forma originaria. Se la parte di dente perso o fratturato è abbastanza grande, per quanto riguarda i denti posteriori, un laboratorio odontotecnico si occuperà di ricostruire sia con tecniche di grafica 3D che lavorando il materiale la parte di dente mancante. Questa poi verrà rincollata sul dente originario, e il risultato sarà molto naturale: il colore del dente sarà omogeneo, e il materiale utilizzato inerte e biocompatibile.

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  • Smussatura del dente dopo un trauma dentale: se il dente ha subito una piccola frattura, inferiore al minimo indispensabile, si può decidere per una semplice smussatura del dente.
  • Ricostruzione del dente traumatizzato: riattaccare il frammento è spesso la terapia più efficace.
  • Corona protesica: nel caso in cui la parte di dente perso fosse molto amplia, la soluzione migliore è solitamente quella della corona.
  • Faccette dentali: una soluzione estetica ai traumi sono le faccette dentali.
  • Devitalizzazione: quando il dente è stato intaccato fino al suo interno, si può devitalizzare per rimuovere la fonte di dolore e infezione.
  • Reimpianto: in caso di avulsione, il reimpianto entro le due ore può avere buone possibilità di successo.
  • Sostituzioni protesiche: impianti dentali rappresentano il "gold standard", ponti fissi e protesi parziali rimovibili sono alternative.
esempi di soluzioni protesiche: impianto, ponte, protesi parziale

Prevenzione: cosa fare per ridurre il rischio di perdita dentale da trauma

Allo stesso modo si può tentare quanto possibile di prevenire i traumi dentali, soprattutto quelli meno complicati e meno dolorosi. Negli ambienti sportivi, il trauma dentale può essere prevenuto con l’utilizzo di un paradenti o maschere facciali. L’uso del paradenti può ridurre l’incidenza e la gravità dei traumi dentali. Esistono due tipi di paradenti: il dispositivo standard acquistabile in farmacia e il dispositivo realizzato su misura dal proprio dentista di fiducia.

In caso di lacerazione del labbro o della mucosa, è necessario valutare se sia indispensabile suturare i tessuti in base all’entità della lesione e del sanguinamento. A scuola, un importante ruolo nella prevenzione viene svolto dagli insegnanti, i quali possono contribuire a diffondere tra i più piccoli, la conoscenza dei pericoli di alcuni giochi e attività. Per ovviare al rischio in bicicletta, quando si comincia ad usare la bici in maniera più sportiva ed agonistica, ci si rivolge ai paradenti.

Altre abitudini e fattori di rischio: il continuo contatto di un agente esterno duro e metallico come un piercing linguale o labiale può creare danni nel medio e lungo periodo; le sigarette elettroniche, oltre a possedere diverse sostanze che attirano placca e tartaro, possono danneggiare la salute orale.

Conservazione del dente recuperato: istruzioni pratiche

Se si riesce a ritrovare il dente, o la scheggia di dente, questa va pulita bene con soluzione fisiologica e messo dentro un contenitore pieno di soluzione fisiologica a sua volta, oppure latte, o tenerlo in bocca a contatto con la saliva. Se il frammento non è molto grande sarà sufficiente una ricostruzione del dente con appositi materiali in modo da ridargli la forma originaria. Nel caso in cui si verifichi una frattura della corona è indispensabile recarsi dal dentista perché potrebbe esserci un danno alla polpa del dente.

Conseguenze a lungo termine e importanza del trattamento tempestivo

Così come tutte le patologie dentali, anche i traumi dentali hanno un’importanza particolare nella vita di ognuno. La bocca è uno degli organi più importanti: lo usiamo per parlare, mangiare, respirare; è una delle componenti del nostro viso, la parte in assoluto più visibile del corpo. I traumi dentali vanno curati quanto prima, per evitare problemi sia sul breve che sul lungo periodo. Se lo spazio vuoto non viene colmato, il decorso naturale prevede il riassorbimento dell'osso alveolare: l'osso, non ricevendo più lo stimolo della masticazione, tende a ritirarsi in volume e altezza. Questo può rendere più complessi e costosi i futuri interventi di implantologia.

procedura di reimpianto e stabilizzazione di un dente avulso

Monitoraggio e igiene post-trauma

Una volta risolto l’evento traumatico, il dente o i denti che hanno subito il trauma devono essere tenuti monitorati, con frequenti visite dal dentista almeno per il primo anno dall’incidente. L’igiene orale deve essere eseguita con particolare attenzione, specie nelle prime settimane dal trauma. Quando ci si reca da un dentista a seguito di trauma dentale, egli eseguirà sempre una radiografia, un test di vitalità del dente infortunato e alcune fotografie della situazione.

Scenari clinici particolari: denti da latte e sviluppo del permanente

Il trauma dentale può riguardare sia denti in dentizione decidua che permanente. In questo tipo di trauma, oltre al dente coinvolto, può essere stato danneggiato anche il dente permanente che si sta formando al di sotto del dente da latte. In caso di avulsione (perdita completa) del dente deciduo non si effettua il reimpianto per il rischio di danneggiare il dente permanente sottostante. I danni più frequenti sono: ipoplasie dello smalto, arresto dello sviluppo del dente permanente o una sua alterazione morfologica della corona e/o della radice (dilacerazione).

Situazione Primo intervento Soluzioni possibili
Frattura piccola della corona Cercare frammento, conservare Smussatura o ricostruzione
Esposizione pulpare Rivolgersi urgentemente al dentista Copertura pulpare, devitalizzazione se necessario
Avulsione dente permanente Recuperare dente, conservarlo in latte/sol.fisiologica Reimpianto e splintaggio, follow-up e possibile devitalizzazione
Dente da latte avulso Non reimpiantare, valutare il permanente Monitoraggio, preservare spazio dentale

Ogni trauma dentale richiede una valutazione clinica immediata e un follow-up prolungato per prevenire complicanze a medio e lungo termine. In caso di cadute portate i vostri bambini dal dentista, che valuterà l’entità e le conseguenze dei traumi e troverà il rimedio adeguato.

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