
Genga è un piccolo borgo marchigiano, in provincia di Ancona, immerso nel verde del Parco Regionale Naturale Gola della Rossa e Frasassi della Regione Marche, situato lungo la fascia pre-appenninica a due passi dalla città di Fabriano. Conosciuta a livello internazionale, Genga deve la sua notorietà alla presenza delle Grotte di Frasassi, meta ogni anno di centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Per il suo paesaggio e per le tante attrazioni culturali, Genga è una cittadina di grande attrazione per escursionisti, climbers, speleologi e bikers.
Se intendi visitare le Grotte di Frasassi (e te lo consigliamo!) la biglietteria e bus navetta sono direttamente lì. La visita alle grotte di Frasassi comincia nel grande parcheggio posto in posizione più ribassata rispetto alle grotte vere e proprie. Il parcheggio è gratuito e piuttosto grande, tanto che anche nelle giornate più affollate non si avrà problemi a trovare un posteggio. Per raggiungere l’ingresso delle grotte è poi presente una navetta che carica le persone secondo il loro turno di visita e che arriva a destinazione in circa cinque minuti di percorrenza. Come ricordato alle casse è necessario presentarsi alla fermata della navetta con circa quindici minuti di anticipo rispetto all’ingresso in grotta.
Il percorso turistico è lungo circa 1,5 chilometri e accompagnati da una guida si attraversano vere e proprie sale spettacolari. Il percorso a piedi ha una lunghezza di un chilometro e mezzo che ha una durata, con la guida, di circa 75 minuti. Le grotte di Frasassi sono un enorme complesso formato da una serie di grotte sotterranee collegate tra loro in un unico percorso. L’ingresso è per via della gigantesca sala conosciuta come Abisso Ancona, una delle più grandi a livello europeo nel suo genere.
Il percorso turistico all’interno delle grotte di Frasassi comincia con l’Abisso Ancona, la sala più grande di tutto il percorso e quella trovata per prima dagli speleologi che si sono affacciati qui da una fenditura sulla parte superiore della grotta il 29 settembre del 1971. Le sue dimensioni sono letteralmente giganti, e si stima possano contenere l’intero duomo di Milano, con una lunghezza di 180 metri, una larghezza di circa 120 e un’altezza di 200. Questa grotta è tra le più grandi di tutta Europa. Nella parte di fondo dell’Abisso Ancona è possibile vedere un ammasso di blocchi calcarei, risultato di secoli di movimenti del terreno che hanno causato piccoli crolli.
Già all’interno di questa sala si possono vedere svariate formazioni, decisamente particolari: l’angolo del paradiso, in basso a destra, dove una serie di formazioni creano uno spettacolo decisamente insolito nel quale si è formato un laghetto cristallizzato a causa della saturazione di un bacino d’acqua; sopra al laghetto si è poi generata una grande stalagmite di oltre due metri con una concrezione bianca sul lato, che ricorda la forma di una candela; al fianco del laghetto si trovano una serie di stalagmiti appuntite che ricordano delle guglie e dei pinnacoli. Questa formazione è stata quindi nominata come il castello della fatina; la fetta di pancetta, una formazione cresciuta lungo la parete della grotta che, per via della sua forma e colori, ricorda appunto questo affettato; la cascata del Niagara, ovvero una grande e larga colata di calcite bianca che sembra essere un fermimmagine di una scrosciante cascata d’acqua; i giganti, ovvero l’insieme di stalagmiti dell’età di oltre un millennio, così chiamate per le loro enormi dimensioni.
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Un abbassamento del soffitto ci conduce, tramite la passerella alla seconda sala delle grotte di Frasassi: la Sala 200, il cui nome è legato alla lunghezza dell’ambiente, che raggiunge circa duecento metri. Subito all’inizio di questo spazio, è presente il castello delle streghe o castello rosso, ovvero una ricchissima serie di concrezioni dalle forme allungate e di colore rossastro. La sua particolarità è che accoglie anche una roccia crollata dal soffitto sulla quale si sono formate altre stalagmiti simili a guglie e una di queste, crescendo, si è unita alla corrispondente stalattite formando un’unica colonna. A caratterizzare la Sala 200 c’è un’enorme stalattite che pende dal soffitto per ben sette metri e quaranta centimetri. Questa, per via della sua posizione sulla testa dei visitatori, è nota come Spada di Damocle.
Il Gran Canyon è il terzo ambiente che attraversiamo e, probabilmente, uno dei più suggestivi in assoluto. Il suo nome è legato al fatto che qui si attraversano diversi crepacci in fondo ai quali è ancora presente l’acqua. I crepacci raggiungono infatti lo stesso livello del fiume Sentino, che scorre esternamente alle grotte di Frasassi. A rendere spettacolare il Gran Canyon sono le diverse formazioni che vi si possono trovare, tra queste sono due ad attirare principalmente l’attenzione: le canne d’organo, così chiamate perché sono un gruppo di stalattiti parallele che ripropongono proprio le sembianze di un organo e, inoltre, se toccate emettono diversi suoni (ovviamente non è consentito farlo!); la sala candeline, che ci troviamo improvvisamente sulla sinistra.
La sala Infinito e la sala dell’Orsa sono le due ultime grotte che si visitano nel percorso turistico all’interno delle grotte di Frasassi. Sia la sala Infinito che la sala dell’Orsa sono ambienti decisamente più contenuti rispetto al grande Abisso Ancona. In entrambe si trovano numerosi i pozzi dai quali risalivano le acque sulfuree che si incrociavano con quelle del fiume Sentino.
Le grotte di Frasassi sono famose in tutta Italia per essere le grotte sotterranee di origine carsica più grandi di tutta la penisola. Queste sono ottenute come una progressiva stratificazione di carbonato di calcio avvenuta nell’arco di 190 milioni di anni, grazie al calcare depositato dalle gocce di acqua che permeano nel terreno e che cadono in maniera continuativa all’interno delle grandi grotte. Le sale delle grotte di Frasassi si sono generate circa un milione e quattrocentomila anni fa, grazie all’incontro dell’acqua mineralizzata che si trovava dentro alle grotte con l’acqua, più fredda, del fiume Sentino. L’intero percorso delle grotte di Frasassi si snoda su 6/8 livelli sovrapposti che testimoniano i cicli erosivi del fiume Sentino.
Anche dal punto di vista naturalistico Genga riserva numerose sorprese ed unicità. Le grotte sono anche abitate da circa 67 specie animali, tra cui alcune di pipistrelli. La zona di Genga e Frasassi racchiude alcune magnifiche bellezze naturali e storiche, protette e valorizzate dal Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Spettacolari scorci tra canyon e montagne, una preziosa biodiversità di flora e fauna, e le imperdibili Grotte di Frasassi, uno spettacolo unico al Mondo.
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Per chi ama l'avventura o è un esperto, ci sono dei percorsi speleologici con due diversi gradi di difficoltà ed è possibile esplorare delle zone altrimenti non visibili. Per gli amanti dell’ avventura vengono organizzate numerose escursioni speleologiche guidate, “speleo avventura”, con diversi gradi di difficoltà. Vicino all’Abbazia San Vittore delle Chiuse c’è un piccolo parco avventura adatto anche ai bambini: Frasassi Adventure.
Nelle grotte di Frasassi c’è una temperatura costante di 14 gradi centigradi con un’umidità prossima al 100%. Ciò significa che nei mesi invernali non si avrà alcun problema di abbigliamento, anzi nei mesi più freddi ci si potrà aprire la giacca che si usa all’esterno. Nei mesi più caldi, invece, è preferibile portare con se un maglione pesante tipo pile per coprirsi durante la visita. Ai piedi è preferibile indossare scarpe comode e con una suola in gomma che limiti gli scivolamenti. Nonostante l’intero percorso si svolga in sicurezza è possibile che ci siano aree leggermente bagnate lungo il tragitto. Per la visita standard non si viene infatti nemmeno dotati di caschetto a protezione della testa o di luci, perché è già presente un impianto di illuminazione interno, in quanto le grotte sarebbero per loro natura totalmente buie.
Le grotte di Frasassi effettuano poche chiusura durante l’anno e, più precisamente, i giorni in cui non è possibile accedervi sono il 4 e il 25 dicembre e dal 10 al 30 gennaio. Al loro interno è possibile introdurre cani di piccola taglia, purché portati in braccio o in borsa, mentre per i cani di media e grossa taglia non è consentito l’accesso, ma nel parcheggio sono presenti alcuni box gratuiti in cui lasciare l’amico a quattro zampe durante la visita. Nel centro visite è presente una piccola area al chiuso con qualche informazione sulle grotte e sui dintorni e un numero consistenti di stand fissi che vendono cibo (per lo più junk food) e qualche tavolo per sedersi a consumarlo.
Il borgo di Genga è un piccolo castello medioevale costruito sulla roccia situato nel cuore delle Marche, lungo la fascia pre-appenninica a due passi dalla città di Fabriano in provincia di Ancona. Genga è un piccolo castello medievale, che si trova in provincia di Ancona e rientra nel Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Dal punto di vista storico culturale, è possibile visitare due borghi fortificati, quelli di Genga e di Pierosara, altrettanti musei e tre luoghi di culto, come l’abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse, il Tempio del Valadier con il Santuario di Santa Maria Infra Saxa e Madonna di Frasassi, entrambi inseriti nella Grotta della Beata Vergine nella Gola di Frasassi.
Nella piazza principale si trova il Palazzo dei Conti della Genga, oggi sede del Comune e del Consorzio Frasassi ente che gestisce le bellissime grotte, e sede anche del Museo di Storia del Territorio. Il Museo di Genga, allestito presso il Palazzo Pubblico, raccoglie quadri su tavola e tela, sculture, paramenti liturgici e annovera pezzi di rilievo tra i quali un Trittico di Antonio da Fabriano. Oltre alle chiese di San Clemente e Santa Maria Assunta è presente il museo "Arte, Storia e Territorio" che tra le diverse opere, ospita la Madonna con il Bambino, scultura riconducibile alla bottega di Antonio Canova, un trittico di Antonio da Fabriano (sec.XV) e la Venere di Frasassi, copia di una statuetta paleolitica.
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Adiacente al museo speleologico si trova invece l’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, risalente agli inizi dell’XI secolo e alla quale si può accedere liberamente. L’Abbazia di San Vittore alle Chiuse, monumento Nazionale, è una chiesa benedettina in stile romanico, costruita in pietra calcarea. Il museo Speleologico è ospitato all’interno del cenobio benedettino dell’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, con cui confina. L’accesso è compreso nel biglietto delle grotte. Al suo interno è possibile vedere: la sezione geologica, al pian terreno, dedicata allo studio del fenomeno carsico e alla formazione delle grotte di Frasassi; la sezione paleontologica, al piano intermedio, dove si trovano diversi resti antichi ritrovati nei dintorni e, alcuni, anche dentro le grotte. Qui si trova anche il grande fossile dell’Ittiosauro.
Una volta giunti da queste parti, però, soprattutto per chi non abita nelle strette vicinanze, vale la pena prendersi qualche altra ora per visitare anche i dintorni. Una giornata è l’ideale per vedere sia le grotte che qualche altra destinazione nelle vicinanze, come il famoso tempio del Valadier o il ponte romano. Nei dintorni si possono organizzare visite guidate al borgo di Serra San Quirico con le sue copertelle e all’abbazia di Sant’Elena; visita guidata a Sassoferrato e all’antica città romana di “Sentinum”; visita guidata di Jesi; visita guidata ad Arcevia ed i suoi castelli; visita guidata alla città di Fabriano ( museo della carta e centro storico); visita guidata ad alcune abbazie del fabrianese: Abbazia di San Biagio in Caprile, Abbazia di Val di Castro , Eremo di S. Maria di Val di Sasso.
Il Percorso storico culturale proposto ed evidenziato in cartografia, può essere seguito iniziando da qualsiasi punto si voglia. Esso tocca tutti gli elementi di maggior interesse del comune: dagli edifici storici, ai luoghi di culto, ai centri culturali. Eventi: Festa d’autunno ( ottobre). Presepe vivente ( dicembre/gennaio ): Il più grande presepio vivente d'Europa viene allestito ogni anno proprio a Genga, nello splendido scenario della gola di Frasassi. Tra i primi piatti sono da segnalare i passatelli, i maccheroncini in brodo, le zuppe di farro e cicerchia, i vincisgrassi, tradizionale lasagna marchigiana e gli gnocchi di patate con la papera. A Natale è di norma consumare la frustenga un dolce che prevede l’utilizzo di farina di granturco, zucchero, olio, mele, uva, fichi secchi, noci e mandorle e la crescia fojata (pasta sfoglia con mele, cannella, uvetta, anice). Tra i vini vanno ricordati i due pregiati doc : l’Esino e il Verdicchio.
Da quasi 50 anni Genga è sede dello stabilimento di imbottigliamento di Acqua Frasassi, luogo dalla natura incontaminata, lontano da fonti inquinanti, che custodisce la nostra sorgente d'acqua fra le antichissime rocce calcaree della Scaglia Rossa. Infine, la presenza di complessi carsici che costituiscono serbatoi per l’approvvigionamento idrico di gran parte delle località presenti nell’entroterra donano al borgo di Genga un’acqua pura e commercializzata in tutto il mondo, l’Acqua Frasassi.
| Luogo | Caratteristica | Consiglio |
|---|---|---|
| Abisso Ancona | Grande sala iniziale (180x120x200 m) | Arrivare con tempo per la foto d'ingresso |
| Sala 200 | Spada di Damocle, obelisco | Osservare le concrezioni e i colori |
| Gran Canyon | Crepacci con acqua, canne d'organo | Non toccare le formazioni |
| Museo Speleologico | Fossile dell'Ittiosauro | Incluso nel biglietto |
Genga è riconosciuta con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per le sue peculiarità storiche e culturali. Per il borgo si segnalano storie e leggende e una lunga tradizione storica: Genga è un piccolo castello medievale immerso nella natura, che dette origini alla nobile dinastia dei Conti della Genga, che ha consegnato alla storia illustri personaggi e guerrieri.
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