Trattamento sbiancamento dentale Medi Care: come funziona, opzioni, efficacia e sicurezza

Lo sbiancamento dentale è un trattamento sempre più ambito per un semplice motivo: nella nostra società, molto attenta all’aspetto che si offre di sé, dei denti bianchi sono immediatamente percepiti come segno inequivocabile di igiene, salute e benessere. Sotto questo termine rientra, genericamente, qualsiasi trattamento che porta i denti ad apparire più bianchi. Va sottolineato che lo sbiancamento non è mai una semplice rimozione delle macchie (cioè una pulizia dentale).

Per capire come avere i denti bianchi, bisogna prima sapere perché i denti cambiano colore in primo luogo? In natura il colore del dente dipende da fattori genetici, proprio come il colore della pelle e dei capelli, i denti possono variare tra sfumature grigiastre, giallognole e anche rossicce. Un altro motivo per cui i denti si ingialliscono è la placca dentale che si concretizza nella formazione del tartaro.

Schema cause dell’ingiallimento dentale: genetica, placca/tartaro, alimenti pigmentanti, fumo, età

Perché i denti si macchiano e quando lo sbiancamento è indicato

Se non viene rimossa regolarmente, sia con una corretta igiene orale quotidiana, che con sedute di igiene/pulizia dentale professionale ogni 6 mesi, il tartaro continua ad accumularsi. Lo sbiancamento dei denti non va confuso con la pulizia dei denti professionale e non sostituisce in alcun modo tale trattamento. Attenzione: non bisogna confondere lo sbiancamento dentale come trattamento per smacchiare i denti.

A seconda del colore delle macchie, come ad esempio le Black Stain, si possono manifestare sintomi inerenti a problematiche diverse che richiedono altri trattamenti dal dentista. È importante premettere che le protesi dentali, come faccette, corone, ponti, incollaggi, non possono essere sbiancati perché sono realizzati con materiali artificiali, solitamente porcellana o Zirconia. Solo lo smalto naturale può essere sbiancato, e solo quando la situazione del paziente e della sua bocca lo permette.

Valutazione clinica e preparazione al trattamento

La visita serve ad identificare possibili problematiche e patologie che potrebbero interferire con il successo del trattamento. La presenza di carie, tartaro o gengiviti impone una preventiva risoluzione del problema. Una settimana prima del trattamento sbiancante, è necessario sottoporsi ad una seduta d’igiene dentale professionale per rimuovere la placca batterica ed il tartaro, affinché il prodotto sbiancante possa agire con la massima efficacia.

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Lo sbiancamento professionale inizia con la detartrasi con Airflow, nota anche come igiene dentale o pulizia dei denti, che può già contribuire a pulire le macchie gialle dovute al tartaro. Non dimenticare che è obbligatorio utilizzare un protettore gengivale e uno per gli occhi: queste sostanze, infatti, possono essere molto irritanti ed è quindi fondamentale proteggersi in maniera adeguata.

Video procedura clinica: visita, igiene con Airflow, applicazione barriera gengivale

Come funziona lo sbiancamento professionale in studio

Lo sbiancamento professionale viene eseguito in studio, da un dentista che utilizza prodotti e procedure sbiancanti professionali per accelerare il processo di sbiancamento. Viene valutata la pigmentazione (il colore) dei denti e durante la seduta di sbiancamento si applica un gel a base di perossido di idrogeno sulla superficie dei denti che in seguito viene attivato tramite lampada led professionale (acquistabile solo dagli operatori nel settore sanitario). Il dentista applicherà un gel a base di Perossido di Idrogeno (H2O2, ovvero Acqua Ossigenata).

Grazie a una fonte luminosa foto attivante (lampade speciali a LED o apparecchi laser specifici), il prodotto sbiancante libera ossigeno. La procedura richiede una singola seduta da circa 50 min - 1 ora. Lo sbiancamento dei denti professionale in studio è il metodo più rapido per avere subito denti più bianchi.

Laser e attivazione del gel

In alcuni casi, l'azione degli agenti sbiancanti può essere potenziata attraverso l'uso di sorgenti luminose: è questo l'esempio dello sbiancamento denti con il laser. Questo particolare tipo di trattamento prevede l'uso di perossido d'idrogeno ad alte concentrazioni che - una volta applicato sulla superficie dentale - viene irradiato con un laser ad una lunghezza d'onda ben precisa. Il gel di perossido d'idrogeno viene così attivato dal calore generato dall'irradiazione e rilascia radicali liberi che sono in grado di penetrare nella struttura del dente.

L'intensità dello sbiancamento dipende dalla concentrazione del principio attivo e dal suo tempo di posa sui denti. In ogni caso, compatibilmente con l'esperienza del dentista, un intervento professionale garantisce il miglior risultato possibile, minimizzando effetti indesiderati come eccessiva sensibilità termica ed irritazione gengivale.

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Schema attivazione gel sbiancante: LED vs laser, rilascio radicali, penetrazione nello smalto

Sbiancamento professionale domiciliare: come si svolge

Lo sbiancamento dentale professionale domiciliare è un metodo più graduale ma duraturo nel tempo. Le mascherine hanno lo stesso principio sbiancante del prodotto utilizzato in studio, ma con una minore concentrazione di perossido di idrogeno. Vengono prese le impronte dentali per realizzare le mascherine su misura.

Mascherine personalizzate e il gel sbiancante. Uso diurno o notturno: quanto tenere la mascherina. In genere la mascherina si tiene dai 30 ai 60 minuti di giorno (con perossido di idrogeno), fino a diverse ore consecutive di notte (con perossido di carbammide a bassa concentrazione). Sbiancamento domiciliare vs sbiancamento alla poltrona: quale scegliere.

Tempistiche e pianificazione

Se hai un evento imminente o vuoi un risultato visibile subito, la seduta in studio è più indicata. Tempistiche realistiche. Se hai un matrimonio, una vacanza o un evento importante in programma, considera almeno 3-4 settimane di anticipo per un percorso domiciliare completo (visita, mascherine, trattamento, controllo finale).

Sbiancamento dei denti su denti vitali e devitalizzati

Lo sbiancamento dentale, inoltre, può essere effettuato sia su denti vitali, sia su denti che hanno perso di vitalità (denti devitali). Per quanto riguarda lo sbiancamento dei denti non vitali, la procedura è totalmente diversa da quanto finora descritto. In questi casi, infatti, il dentista utilizza perossido d'idrogeno al 35% che inserisce direttamente all'interno del dente che si vuole sbiancare.

Dopodiché, effettua un'otturazione provvisoria e il paziente può essere mandato a casa. Fanno eccezione i denti devitalizzati e le macchie dentali dovute all’assunzione per via orale di particolari farmaci (es. Solo nei casi più gravi può accadere che non si ottengano risultati soddisfacenti.

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Limiti, sicurezza e normativa

Aldilà dell'efficacia insita nelle varie metodiche, occorre innanzitutto prendere coscienza dei loro limiti. La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE del 20 settembre 2011, ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti e decoloranti a base di perossido d’idrogeno: solo dentisti e igienisti dentali possono utilizzare e fornire prodotti che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno. Questi disturbi vengono prevenuti alla radice proteggendo le gengive, la lingua e le labbra con presidi utili anche per aumentare il comfort della seduta (generalmente si impiegano prodotti contenenti nitrato di potassio e fluoro).

Lo sbiancamento dei denti eseguito da un team di professionisti non danneggia lo smalto e non fa male ai denti. Questo perché si seguono dei protocolli precisi e specifici al paziente, con un tasso di perossido di idrogeno o carbamide ideale, senza utilizzare tecniche abrasive. Sbiancamento denti: fa male?

Effetti collaterali e sensibilità

Dopo lo sbiancamento dentale possono verificarsi casi di ipersensibilità dentinale, la sensazione fastidiosa dovuta a cibi e bevande freddi o caldi. In alcuni casi, subito dopo il trattamento di sbiancamento dei denti, il paziente può accusare sensibilità dentale. Lo sbiancamento dei denti non è doloroso, non fa male, ma rende il dente più sensibile.

Infografica: sicurezza dello sbiancamento, protezione gengivale, sensibilità temporanea

Risultati: quando si vedono e quanto durano

Può essere immediato, se eseguito in studio, si possono vedere dei risultati anche subito dopo la prima seduta. Lo sbiancamento domiciliare professionale è in genere più duraturo, ma bisogna aspettare qualche giorno per avere il massimo risultato. La durata del trattamento può variare da 1 a 4 anni, ma non ha effetto permanente.

L’effetto dello sbiancamento dentale dura almeno un anno, ma può variare in base a due fattori: le tecniche e i prodotti utilizzati dal dentista e le abitudini di ogni persona. La durata dipende dal tipo di trattamento e dall’attenzione del paziente a mantenere l’effetto sbiancante. I risultati migliori si ottengono sui denti che si sono ingialliti nel corso degli anni, e variano da persona a persona.

Indicazioni post-trattamento

Queste 72 ore sono molto importanti, poiché comportamenti sbagliati in questo lasso di tempo possono rendere vano lo sbiancamento. Inizialmente si consiglia di seguire una dieta bianca, cioè evitare gli alimenti con coloranti. È importante inoltre evitare il fumo, poiché la nicotina lascia una serie di depositi sui denti che li rendono molto più scuri.

Quali cibi macchiano i denti? Per preservare la luminosità del tuo sorriso, il primo passo è evitare (o ridurre al minimo) il consumo di alimenti scuri, che possono lasciare il colore sui denti. Se proprio non puoi fare a meno di questi cibi o bevande, ricordati di lavarti i denti (tenendo a mente “la regola dei 30 minuti”).

Fattore Indicazione
Bevande pigmentanti Vino rosso, tè, caffè, bevande gassate colorate
Cibi coloranti Pomodoro, curry, lampone
Comportamenti Evita fumo; attendi 30 minuti prima di spazzolare i denti dopo i pasti
Dieta bianca Preferire cibi chiari nelle prime 72 ore

Confronto tra metodi: professionale, domiciliare e fai-da-te

Ma quindi, quali trattamenti sono disponibili per sbiancare i denti? Le opzioni di sbiancamento variano a seconda dei casi: il tipo di macchia sullo smalto, il colore, la profondità, sono tutti elementi presi in considerazione insieme ad un’analisi generale dello stato di salute dentale. Esistono molte tipologie di sbiancamento dei denti, sia professionali (domiciliare e laser in studio) che fai da te (prodotti sbiancanti, rimedi naturali).

Metodo Sostanza utilizzata Risultati Effetti collaterali
Sbiancamento professionale dal dentista Perossido di idrogeno + luce led Denti bianchi per almeno un anno Nessuno, solo eventuale e passeggera sensibilità dentale
Kit sbiancanti a casa Perossido di idrogeno + luce led Efficacia media poiché la concentrazione di perossido di idrogeno è inferiore Possibile sbiancamento non uniforme, possibile irritazione delle gengive, possibili danni allo smalto
Striscette sbiancanti Perossido di idrogeno Risultati limitati poiché la saliva va a diluire la sostanza Possibile sbiancamento non uniforme, possibile irritazione delle gengive, possibili danni allo smalto
Penne sbiancanti Gel con pigmenti opacizzanti Efficacia bassa e limitata nel tempo Possibile sbiancamento non uniforme, possibili danni allo smalto
Dentifricio sbiancante Microgranuli abrasivi Efficacia bassa e limitata nel tempo Possibili danni allo smalto
Rimedi naturali Bicarbonato di sodio, succo di limone, aceto di mele, ecc Efficacia bassa e limitata nel tempo Possibili danni allo smalto

Data la forte richiesta di una soluzione per avere i denti bianchi, sono stati commercializzati svariati prodotti domestici a costo ridotto rispetto ad un trattamento professionale, per poter tentare di ottenere l’effetto desiderato. Lo sbiancamento dentale fai da te è sconsigliato per una serie di motivi che prescindono dall’interesse personale del nostro Studio dentistico. I rimedi naturali per sbiancare i denti gialli sono sconsigliati perché risultano poco efficaci e potenzialmente dannosi dato che sono abrasivi, riducono il pH orale che favorisce le carie.

Confronto visivo: sbiancamento in studio, domiciliare personalizzato, kit fai-da-te

Domande frequenti su efficacia, controindicazioni e costi

Come sbiancare i denti? I metodi. Confrontiamo le tipologie di sbiancamento dei denti. Lo sbiancamento dei denti, in assenza di carie, sensibilità dei denti o altre patologie, può essere effettuato su tutti i pazienti.

Prima di procedere allo sbiancamento dentale professionale, quindi, il medico dentista dovrà accertarsi della perfetta salute del tuo cavo orale. Se lo stato della tua bocca non è ottimale, sarà assolutamente necessario intervenire prima sulle problematiche che eventualmente lo affliggono. Dopodiché non ci saranno controindicazioni allo sbiancamento!

Quanto dura lo sbiancamento dei denti? L’effetto dello sbiancamento dentale dura almeno un anno, ma può variare in base a due fattori: le tecniche e i prodotti utilizzati dal dentista e le abitudini di ogni persona. Possiamo solo fornire un range molto generico e dire che il costo in media dello sbiancamento dei denti può variare dai 300€ ai 600€, in base alla qualità dei materiali, tecnologie e i metodi di chi ci si rivolge.

Meccanismo chimico: perché i gel funzionano

Perossido di Idrogeno: è un composto chimico di idrogeno e ossigeno (H²O²) con forti proprietá ossidanti. Grazie a una fonte luminosa foto attivante (lampade speciali a LED o apparecchi laser specifici), il prodotto sbiancante libera ossigeno. Per far recuperare ai tuoi denti gialli il loro antico splendore, il medico dentista si servirà di prodotti con effetto sbiancante a base di perossido di idrogeno o perossido di carbammide.

Casi con risposta limitata e alternative estetiche

Solo nei casi più gravi può accadere che non si ottengano risultati soddisfacenti. Ad esempio, il trattamento non riesce a rimuovere le macchie del farmaco tetraciclina (un particolare antibiotico), che non possono essere sbiancate. In queste situazioni si dovrà ricorrere a faccette o corone, che verranno applicate sui denti rovinati in modo da coprirne i difetti estetici.

Comportamenti e igiene: mantenere il risultato

Questa “regola” in realtà dovrebbe essere sempre tenuta presente e non seguita solo per i giorni immediatamente successivi allo sbiancamento. Dopo i pasti, poi, attendi almeno 30 minuti prima di lavarti i denti: prima di questo lasso di tempo lo smalto dei tuoi denti è “più sensibile” e lo spazzolamento potrebbe abraderlo eccessivamente. Sbiancamento dentale professionale e igiene orale non sono quindi intercambiabili, nonostante accurate manovre di pulizia effettuate da dentista o igienista dentale possano comunque contribuire a migliorare il colore dei tuoi denti.

Aspetti psicologici e aspettative

Avere i denti bianchi può diventare un’ossessione? Quando avere i denti bianchi diventa ossessione, questa prende il nome di una vera e propria patologia, la blancorexia. I colori dello smalto variano da persona a persona e alcuni soggetti non possono raggiungere il bianco perfetto: inutile quindi impuntarsi per ottenere risultati in alcuni casi impossibili.

Molto meglio, invece, impegnarsi per facilitare e preservare il lavoro del dentista attraverso una corretta igiene orale. Un sorriso luminoso è il migliore biglietto da visita da presentare al mondo. Sempre più persone - soprattutto donne tra i 30 e i 40 anni - si rivolgono al dentista per riportare i denti al loro antico splendore.

Infografica: aspettative realistiche, scala colori smalto, blancorexia

Note professionali e competenze

Dott.ssa Giulia Paolini Igienista Dentale. Attività di Tirocinio da gennaio 2015 presso il reparto di ortognatodonzia del Policlinico Umberto I di Roma e presso lo Studio dentistico Mazzei & Partners dall’aprile 2011. Ha partecipato a numerosi corsi e congressi in materia di Igiene Orale come Igienista Dentale.

Ha conseguito il diploma di master “Tecnologie avanzate nelle scienze di igiene orale”, presso l’università “La Sapienza” di Roma con la votazione di 110 e lode. Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista.

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