
Gengive che sanguinano, alitosi persistente, sensibilità e denti che “si muovono” sono segnali da non ignorare. Se notiamo le nostre gengive gonfie e arrossate o se vediamo del sangue quando laviamo i denti non trascuriamo questi sintomi. Purtroppo se ignoriamo questi piccoli segnali, possiamo andare incontro a malattie come la Gengivite o, peggio ancora, alla Parodontite.
La parodontite (detta anche piorrea) è un’infiammazione cronica dei tessuti di sostegno del dente che, se non trattata, porta a perdita di osso e mobilità dentaria. La parodontite o malattia parodontale, nota volgarmente come piorrea, è una malattia multifattoriale caratterizzata da un’infezione batterica che colpisce il parodonto, cioè l’insieme di strutture preposte a sostegno degli elementi dentali. La risposta infiammatoria causata dall’infezione provoca la distruzione di tali strutture di sostegno e, in mancanza di un trattamento adeguato e tempestivo, porta inevitabilmente nel tempo alla perdita dei denti.
Il nostro cavo orale è normalmente colonizzato da più di 500 tipi diversi di batteri. Se l'igiene orale è trascurata, i batteri formano la cosiddetta placca batterica o dentale, uno strato appiccicoso, nel quale i batteri possono facilmente moltiplicarsi in maniera indisturbata. Igiene orale inadeguata: è la causa principale della stragrande maggioranza dei casi di parodontite. La placca batterica provoca prima la gengivite che poi diventa piorrea.
Fumo: il fumo di tabacco è un fattore di rischio significativo per la parodontite. Purtroppo il fumo peggiora la situazione in caso di parodontite. Predisposizione genetica: circa il 30% della popolazione è geneticamente predisposta alla malattia parodontale. Patologie generali: soprattutto il diabete scompensato con glicemia alta e certe forme di artrite reumatoide nonché le deficienze immunitarie congenite o acquisite aumentano il rischio.
I principali sintomi della parodontite sono il sanguinamento gengivale, l’abbassamento delle gengive con scopertura delle radici, l’alitosi, la mobilità dentale, la sensibilità diffusa al caldo e al freddo, lo spostamento degli elementi dentali. Al contrario di altre patologie, la parodontite decorre, per lo più, in maniera asintomatica, cioè essa non causa sintomi dolorosi o vistosi. Spesso ci sono, però, segni poco caratteristici come il sanguinamento gengivale. Nei fumatori, per esempio, delle volte, la ridotta irrorazione sanguigna fa sì che le gengive non sanguinino neppure in caso di grave piorrea.
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Per scoprire se i tessuti di sostegno del dente (gengiva, osso e legamento parodontale) sono sani, la cosa migliore è sottoporsi ad una visita accurata dal dentista: la visita parodontale. Per effettuare il sondaggio parodontale, si usa una sonda graduata (Sonda Parodontale) è delicatamente inserita all’interno del bordo gengivale misurando in 6 punti diversi per ogni dente la profondità delle tasche gengivali. Se le gengive sono intatte, la profondità misurata sarà di 1-3 mm.
Qualche settimana prima, come buona prassi, è consigliato sottoporsi ad una seduta di igiene orale professionale. L’ablazione del tartaro è già una terapia adeguata, se è in corso un’infiammazione delle gengive. Questa tecnica rimuove la maggior parte dello sporco nella parte visibile del dente (sopragengivale) e in parte anche nel solco gengivale.
Per cominciare, il dentista dovrà avere un quadro generale delle abitudini del paziente e della sua situazione clinica. Dovrà valutare diversi fattori, tra cui: l’igiene orale a casa e quante volte si sottopone alla pulizia dei denti in studio, stile di vita, fumo, alcool, abitudini alimentari, assunzione di particolari farmaci. Viene poi valutato lo stato delle gengive: un colore troppo “rosso” è sintomo di infiammazioni.
Al termine di questa prima valutazione, è possibile iniziare la visita parodontale vera e propria, con il sondaggio parodontale. La misurazione di quanto la sonda penetra sottogengiva viene annotata in una cartella creando, dente per dente e per tutta la circonferenza, una mappa della salute delle gengive. Nella cartella vengono annotate anche zone particolarmente sanguinanti, indice di infiammazione, zone in cui si è creata una tasca parodontale e zone dove sono presenti recessioni gengivali.
Un fattore molto importante è anche la mobilità dentinale e la stabilità del dente. Con la parodontite sappiamo che l’osso che sostiene il dente si sgretola pian piano, provocando nel tempo l’eventuale caduta dell’elemento. Al termine della visita parodontale, dopo aver analizzato anche le radiografie e i dati emersi dal sondaggio, il dentista valuta con il paziente lo stato di salute di bocca e denti e decide l’iter terapeutico da seguire.
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Dopo la formulazione della corretta diagnosi, il paziente passa attraverso una prima ed inevitabile terapia iniziale chiamata appunto “preparazione iniziale o terapia causale”. La prima fase di cura quindi è la terapia iniziale o terapia causale la quale mira a migliorare l'igiene orale del paziente attraverso la sua stessa consapevolezza. Se il paziente collabora, già la terapia iniziale porta a un netto miglioramento delle condizioni parodontali.
La terapia non chirurgica della malattia parodontale consiste nella rimozione della placca batterica e del tartaro mediante la pulizia della parte esterna del dente e, se necessario, nella levigatura sottogengivale delle radici, il cosiddetto "scaling" o "root planing". Anche questa misura è eseguita in modo indolore dall'igienista o dall’odontoiatra sotto anestesia locale. La pulizia “profonda” cioè all’interno delle tasche o sacche gengivali avviene mediante la cosidetta “levigatura radicolare e courettage gengivale”. Questa terapia può essere risolutiva ed avere buone possibilità di successo in presenza di tasche gengivali profonde fino ad un massimo di 4-6 mm di profondità.
La malattia parodontale può richiedere una terapia attiva di tipo chirurgico. Lo scopo della chirurgia parodontale è l'eliminazione delle tasche gengivali ed ossee e ottenere un accesso diretto alle radici ed ai difetti ossei. La chirurgia rigenerativa ha lo scopo di ridurre la tasca ed eliminare le alterazioni anatomiche che rappresentano l'ambiente ideale per le recidive della malattia parodontale. La chirurgia osteo-resettiva ha gli stessi obiettivi della precedente, eliminando i tessuti che costituiscono la tasca stessa. La chirurgia muco-gengivale viene chiamata anche plastica parodontale e può riguardare da 1 fino a 6 denti.
Negli ultimi anni il ruolo della terapia antibiotica sta diventando sempre più importante nella cura della malattia parodontale. Si parte dal fatto che la piorrea è un'infezione batterica causata da germi ben conosciuti che sono facilmente individuabili tramite un semplice test microbiologico (PadoTest). Gli antibiotici vengono somministrati sotto forma di compresse per un periodo di 1-2 settimane e possono essere utili come terapia correlata.
Nel nostro studio impieghiamo un laser chirurgico ai Diodi di ultima generazione. Questo strumento è particolarmente utile nei trattamenti parodontali. Il suo raggio focalizzato è talmente energetico che vaporizza tutti i microrganismi alla sua portata. Un altro vantaggio di questo trattamento è l'assenza di dolori per il paziente. L’utilizzo del laser parodontale nella cura della parodontite è praticamente indolore e, di solito, non necessita di anestesia. Il trattamento laser per la parodontite è in realtà solo una parte della terapia avanzata per la cura definitiva e risolutiva della parodontite.
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Un'altra valida applicazione per la rigenerazione delle strutture parodontali è l'uso di fattori di crescita. Dopo la levigatura radicolare viene applicato un gel contenente una miscela di proteine bioattive, di nome commerciale Emdogain che induce la riformazione dell'osso e dei tessuti parodontali. Ambedue le metodiche rigenerative (GTR e Emdogain) sono scientificamente ben documentate e regolarmente impiegate nel nostro studio.
Al termine della fase attiva di terapia, il paziente parodontale passa alla fase di mantenimento dello stato di salute parodontale raggiunto. Questa fase è basata su periodici richiami per le visite di controllo che possono coincidere con le sedute d'igiene orale. La frequenza dei richiami può variare, secondo la gravità della situazione parodontale e a seconda della risposta comportamentale del paziente da 2-6 mesi.
Dieci consigli su come prevenire la parodontite: l’igiene orale quotidiana corretta, uso del filo interdentale e strumenti per la pulizia delle superfici interdentali, sedute professionali di pulizia almeno 1-2 volte l’anno secondo necessità, evitare il fumo, controllare patologie sistemiche come il diabete e seguire le indicazioni del proprio dentista. Se vieni da fuori, contatta lo studio per informazioni su come raggiungerlo e prenotare il primo appuntamento.
| Intervento / Test | Scopo | Quando |
|---|---|---|
| Igiene professionale (ablazione tartaro) | Rimuovere placca e tartaro sopragengivale | Prima della visita parodontale; 1-2 volte/anno |
| Sondaggio parodontale | Misurare profondità tasche gengivali | Visita parodontale iniziale e follow-up |
| Root planing / levigatura radicolare | Pulizia profonda delle tasche fino a 4-6 mm | In presenza di tasche profonde dopo terapia iniziale |
| Test microbiologico (PadoTest) | Identificare la flora batterica delle tasche | Quando si valuta terapia antibiotica mirata |
| Chirurgia rigenerativa (GTR/Emdogain) | Rigenerare osso e tessuti parodontali | Quando permangono difetti anatomici dopo terapia iniziale |
La cura della piorrea è molto dolorosa? Tutte le terapie parodontali, dalla fase iniziale alla chirurgia, sono eseguite sotto anestesia locale e in modo assolutamente indolore. Paura del dentista? La sedazione analgesica cosciente consiste nella somministrazione tramite nebulizzazione intra-nasale di un farmaco analgesico; riduce la percezione del dolore e il livello ansioso, lasciando il soggetto cosciente e lucido.
Se hai dei dubbi e vuoi sapere se hai un problema alle tue gengive (gengivite, parodontite o piorrea) fai un test gratuito presso il centro specializzato più vicino e prenota la visita parodontale: l’intervento tempestivo e un programma di mantenimento sono la chiave per proteggere i risultati nel tempo.
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