
Il disilicato di litio è un materiale costituito da una vetroceramica rinforzata con sali di litio. Si tratta di un composto inserito in forma di cristalli all'interno della matrice vetrosa di alcune vetro-ceramiche. Il disilicato di litio è un materiale ceramico a base di vetro e silicio, altamente estetico e resistente, utilizzato in ambito odontoiatrico per la realizzazione di faccette dentali, corone singole e ponti intarsiati.
La caratteristica principale del disilicato di litio è la resistenza; rispetto alle altre vetroceramiche infatti, presenta una resistenza circa 3 volte maggiore. La sua resistenza meccanica è notevole, garantendo una durabilità a lungo termine. Le caratteristiche fisiche, marcatamente votate alla biocompatibilità e alla robustezza, donano a questo materiale una resistenza all’usura tre volte superiore alle altre ceramiche tradizionali, anche se inferiore alla zirconia. Il disilicato di litio viene cementato con adesivo, divenendo un tutt’uno con il dente.
È dotato di notevole traslucenza ed è altamente estetico, molto traslucido e simile ai denti naturali. Una delle sue caratteristiche principali è l’opalescenza, ovvero la capacità di farsi attraversare dalla luce senza restituire riflessi innaturali. Il dente naturale è caratterizzato dalla stratificazione della dentina e dello smalto, questi elementi organici creano un’alternanza di aree di contrasto, trasparenze e zone di opalescenza donando ai denti naturali una vitalità cromatica unica e spesso difficilmente imitabile. Oggi in ambito odontoiatrico e odontotecnico esistono diversi materiali totalmente ceramici che sono in grado di riprodurre in maniera molto naturale il colore, la traslucenza e la trasparenza dello smalto dentale: uno di questi è proprio il disilicato di litio.
Il disilicato di litio è indicato soprattutto per la realizzazione di restauri singoli monolitici. Può essere utilizzato per restauri di un singolo dente o piccoli ponti di massimo tre elementi. Come riportato nelle Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia, diffuse a gennaio 2014 dal Ministero della Salute, il disilicato trova impiego nella realizzazione di corone singole cementate e di protesi parziali cementate nella sola regione frontale (cioè di ponti anteriori a tre elementi che non si estendano oltre il primo premolare). Il materiale venne introdotto nel mercato internazionale nel 1998 e lo stesso produttore ne garantiva l'impiego per restauri veneer, inlay, onlay e corone fino a tre elementi anteriori.
Proprio questo è il suo punto di forza: riesce ad unire una struttura molto resistente, che può durare nel tempo, all'estetica superlativa della ceramica. A differenza di altri materiali più opachi o metallici, il disilicato di litio è traslucido e capace di imitare le sfumature e la luminosità del dente naturale. Il disilicato di litio è anche uno dei materiali più utilizzati da molti laboratori odontotecnici per la realizzazione di faccette dentali sottili e intarsi inlays e onlays mininvasivi. La combinazione di disilicato di litio e tecnologia CAD/CAM rappresenta un binomio vincente nel campo dell'odontotecnica, offrendo soluzioni su misura e tempi di produzione ottimizzati per soddisfare le esigenze dei professionisti del settore e dei loro pazienti.
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Come ogni materiale, anche il disilicato di litio presenta alcune limitazioni. D'altra parte, gli viene storicamente imputata una certa fragilità in termini biomeccanici. Il primo aspetto da considerare riguarda la sua resistenza meccanica, che pur essendo elevata (fino a 400 MPa), risulta comunque inferiore rispetto a materiali come lo zirconio. In situazioni di carico masticatorio particolarmente intenso, come nei molari posteriori o in pazienti con bruxismo, il rischio di frattura o usura nel tempo può essere più alto. In questo senso, la fase di selezione del restauro in base allo status occlusale del paziente è di dirimente importanza, ancora più che con altri materiali. Nel contempo, le evidenze a medio e lungo termine sono ritenute attualmente non sufficienti, in particolare per quanto concerne i restauri a più elementi. Viene confermato, contemporaneamente, come i fallimenti tendano a concentrarsi nella regione posteriore.
Il disilicato di litio viene lavorato con le innovative tecniche CAD/CAM (Computer Aided Design-Computer Aided Manufacturing), e può essere utilizzato per restauri di un singolo dente o piccoli ponti. Oggi, con la tecnologia CAD/CAM e il digitale, l’attrezzatura necessaria per produrre elementi in disilicato si è notevolmente ridotta ed è sufficiente una scansione, endo-orale o da modello, per poi produrre l’elemento richiesto in modo semplice. L’impronta digitale o il modello in gesso tradizionale una volta giunti nel laboratorio vengono utilizzati per produrre in forma digitale l’elemento protesico. Grazie poi alle macchine fresatrici si procede alla creazione della protesi.
Questa è solo una prima strada per ottenere una protesi in disilicato di litio: l’altra - e anche più in uso - è la tecnica della ceramica per pressaggio che consente l’ottenimento di un disilicato da un forno. In passato la lavorazione del disilicato risultava lunga e indaginosa: indipendentemente dall’elemento da produrre, era necessario iniziare con la modellazione a cera persa e con l’imperniatura dell'oggetto, per procedere poi alla pressatura.
È fondamentale che la gestione dei nuovi materiali in ceramica sia affidata a professionisti competenti per garantire il successo a lungo termine delle ricostruzioni. Sia il dentista che l’odontotecnico devono conoscere in modo approfondito le modalità di lavorazione in laboratorio e di applicazione nella bocca dei pazienti per poter realizzare un lavoro estetico e resistente nel tempo. Risultano di estrema importanza per la durata nel tempo: la corretta esecuzione delle procedure di limatura del dente, con il rispetto degli spessori minimi e massimi; la rilevazione di impronte dentali con la massima riproduzione dei dettagli, come quelle rilevate da uno scanner intraorale; la scelta del materiale da cementazione ed il rigoroso rispetto delle procedure.
Infatti uno dei punti di forza del disilicato è la possibilità di essere “incollato”, e dal momento che le procedure adesive sono estremamente delicate e sensibili il mancato rispetto delle indicazioni e delle regole potrebbe dar luogo ad un fallimento precoce. Una volta arrivate in studio le faccette vengono provate anche per controllare il colore del cemento da utilizzare; viene utilizzato l’Er:Yag per fare delle micro ritenzioni nello smalto e, infine, cementate per mezzo di un efficace metodo adesivo. Questa è la seduta più lunga e delicata in quanto occorre posizionare le faccette una per volta con molta delicatezza visto il minimo spessore; ci si aiuta con un particolare e dedicato strumento che, facendo un leggero vuoto, permette di prendere la faccetta, riempirla di cemento e posizionarla in bocca senza mai toccarla con le mani dopo aver fatto il pretrattamento, fondamentale per la corretta adesione.
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Una revisione della letteratura di recente pubblicazione si è concentrata proprio sul dato del tasso di sopravvivenza. I dati suggeriscono chiaramente come il survival rate nel breve periodo sia eccellente (soprattutto per quanto riguarda la singola corona). Nel contempo, le evidenze a medio e lungo termine sono ritenute attualmente non sufficienti, in particolare per quanto concerne i restauri a più elementi. Viene confermato, contemporaneamente, come i fallimenti tendano a concentrarsi nella regione posteriore.
Il prezzo di una corona in disilicato di litio può variare in base alla complessità del caso clinico. In media, il costo si aggira tra i 600 e i 900 euro per singola corona, ma in casi particolari può superare anche i 1.000 euro. Potrebbe sembrare un investimento importante, ma va visto nell’ottica del lungo periodo: investire nella qualità oggi può prevenire interventi futuri e disagi ben più onerosi. Investire nella propria salute orale è una scelta consapevole, non solo per migliorare l’aspetto estetico, ma anche per prevenire problematiche future.
Il disilicato di litio presenta diversi vantaggi, unendo versatilità e resistenza ad una resa estetica eccellente. Grazie alla sua lavorabilità e alle caratteristiche di resistenza, il disilicato di litio si presta perfettamente alla fresatura digitale, garantendo risultati estetici e funzionali impeccabili. Il digitale permette predicibilità creando una simulazione del risultato finale che consente di valutare la forma del dente finito. L’attrezzatura necessaria per produrre elementi in disilicato si è notevolmente ridotta ed è sufficiente una scansione per poi produrre l’elemento richiesto in modo semplice.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Composizione | Vetroceramica rinforzata con sali di litio (vetro e silicio) |
| Resistenza | Circa 3 volte superiore alle vetroceramiche tradizionali; fino a ~400 MPa |
| Estetica | Alta traslucenza e opalescenza; mimetismo con dente naturale |
| Biocompatibilità | Elevata; materiale metal-free |
| Indicazioni | Faccette, corone singole, inlay/onlay, piccoli ponti anteriori |
| Limitazioni | Meno resistente della zirconia; attenzione nei molari e pazienti bruxisti |
| Lavorazione | CAD/CAM e pressaggio ceramico |
Il disilicato di litio rappresenta una scelta eccellente per ottenere risultati estetici e funzionali di alto livello in odontotecnica. Sono fondamentali la corretta indicazione clinica, la competenza del team odontoiatrico e odontotecnico e il rigoroso rispetto delle procedure adesive e di cementazione per garantire il successo a lungo termine delle ricostruzioni.
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