Rimedi naturali per la stomatite con aglio: efficacia e controindicazioni

Prima di essere apprezzato per il particolare sapore che dà ai cibi, infatti, l’aglio veniva utilizzato principalmente a scopo terapeutico.

Questo alimento è in grado di limitare la produzione di angiotensina, un enzima che aumenta la pressione facendo contrarre la parete muscolare delle arterie.

È possibile dunque masticare direttamente uno spicchio d’aglio oppure pestarlo in un mortaio per fare in modo che l’allicina si sprigioni (viene rilasciata quando l’aglio viene schiacciato).

È consigliabile mantenere la sostanza a contatto con denti e gengive per almeno 10 minuti per far sì che il dolore si attenui e talvolta scompaia.

Per quanto l’aglio sembri avere solo proprietà benefiche, non possiamo trascurare qualche piccola controindicazione.

Leggi anche: Guida completa all'impianto dentale

Come mangiare aglio crudo a digiuno?

Semplice! Prendere l’aglio a digiuno aiuta a purificare l’organismo e a prevenire le infezioni batteriche.

La stomatite è una patologia che provoca l’infiammazione acuta delle mucose orali.

In caso di stomatite, possono essere interessati tutti i tessuti molli: l’infiammazione colpisce di solito le gengive, la lingua, le guance, l’interno delle labbra, la pelle immediatamente esterna alle labbra, la gola e il palato.

A seguito della stomatite, può verificarsi un aumento della secrezione della saliva e, nei casi più gravi, può anche comparire la febbre insieme ad un evidente gonfiore dei linfonodi.

Leggi anche: Ortodonzia per adulti: una scelta a 30 anni?

La stomatite è un’infiammazione dolorosa che ostacola anche semplici azioni quotidiane come mangiare, bere o parlare che vengono eseguite con difficoltà.

In presenza delle afte, anche solo bere un bicchiere d’acqua può risultare davvero spiacevole.

Il palato infiammato può avere molte origini diverse: virali o batteriche, ma anche legate a determinate terapie, all’alimentazione e così via.

Le cause della stomatite che genera un palato infiammato, insomma, sono molteplici.

Alcune patologie come le malattie infettive o infiammatorie possono annoverare tra i loro sintomi anche la stomatite, che si aggiunge alle conseguenze di alterazioni ormonali, intossicazioni, disturbi metabolici, carenze vitaminiche e deficit immunitari.

Leggi anche: Opzioni di restauro dentale

Come già accennato, l’infiammazione del palato provoca fastidio e dolore ed è per questo che oltre a pulire la bocca è necessario farlo con gli strumenti giusti, cominciando dagli spazzolini.

L’igiene degli strumenti è importante, quindi dopo averlo utilizzato, risciacquate molto bene lo spazzolino e fatelo asciugare prima di riporlo.

Nella maggior parte dei casi, nel giro di poche settimane i dolori e l’infiammazione dovrebbero scomparire.

Cosa mangiare con la stomatite?

Innanzitutto, suggeriamo di evitare di mangiare cibi che siano troppo caldi.

Le infezioni del cavo orale come le afte possono essere causate anche da un'alimentazione carente di vitamine, ma nonostante ciò, ci sono degli alimenti che è meglio non mangiare in presenza di afte sul palato: si tratta, in particolare, di ananas, kiwi, fragole, arancia e pompelmo.

Sono frutti acidi che provocherebbero una immediata sensazione di bruciore in bocca.

In tenera età, il palato infiammato è una conseguenza di diverse patologie che insorgono di frequente sin dai primi mesi di vita.

Sin dalla comparsa de primi dentini, è consigliabile la visita dal dentista perché la salute del cavo orale attiene ad una situazione generale di tutto il corpo.

Il mughetto. Si tratta di un’infezione che si presenta soprattutto nei neonati che si nutrono con il latte materno e si manifesta con la comparsa di piccole chiazze bianche che si creano sul palato ma anche su lingua, gengive e guance.

La causa è la candida albicans, presente in quasi tutti gli individui ma che si manifesta solo quando le condizioni delle difese immunitarie sono compromesse.

In genere, risulta sufficiente lavare accuratamente la bocca del bimbo e il seno della mamma usando il bicarbonato di sodio e applicare un gel antimicotico per alcuni giorni.

La stomatite. Un’infiammazione che può colpire il palato ma anche (contemporaneamente) le gengive, le labbra, le aree attorno alla zona labiale, e la lingua.

Provoca infiammazione del palato anche l’hpv, una condizione che genera un’infezione benigna che si presenta attraverso una verruca che ricopre la zona interessata con un colore biancastro.

Questa malattia è frequente nei bambini perché l’origine è una verruca presente sulle dita e si sa che i bambini hanno l’abitudine di mettersi di frequente le dita in bocca.

Cos'è la stomatite aftosa e perché è così diffusa

La stomatite aftosa è una delle condizioni più comuni del cavo orale nei paesi industrializzati.

Colpisce circa un terzo della popolazione, manifestandosi con ulcere dolorose, ricorrenti e localizzate principalmente su mucose non cheratinizzate come la parte interna delle labbra o i margini linguali.

Sebbene l’eziologia non sia ancora completamente nota, fattori come stress, microtraumi e cambiamenti ormonali sembrano contribuire alla sua comparsa.

Approccio naturale alla stomatite aftosa: il ruolo della nutraceutica

La crescente attenzione verso approcci terapeutici naturali ha portato la ricerca a esplorare il potenziale delle sostanze nutraceutiche nel trattamento delle ulcere orali.

Diversi composti di origine vegetale mostrano proprietà antinfiammatorie, analgesiche e cicatrizzanti, rendendoli utili per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da stomatite aftosa.

I rimedi naturali più studiati contro la stomatite aftosa

Camomilla (Matricaria recutita)

Uno studio clinico ha evidenziato che l'applicazione locale di un estratto di camomilla riduce il dolore associato alle ulcere orali.

In uno studio su 45 pazienti, l’applicazione regolare ha portato a una significativa riduzione del diametro delle ulcere, del dolore, dell’infiammazione e della secrezione.

Inoltre, ha migliorato in modo misurabile la qualità della vita.

Aloe vera

Le ben note proprietà cicatrizzanti dell’aloe vera sono state testate anche sulle ulcere aftose.

Sebbene uno studio suggerisca che il gel di aloe, usato da solo, non sia sempre efficace, combinato con altri principi attivi può ridurre la frequenza delle recidive e accelerare i tempi di guarigione.

Liquirizia (Glycyrrhiza glabra)

L’estratto di liquirizia, somministrato come collutorio o patch orale, ha dimostrato di ridurre il dolore e abbreviare la durata delle lesioni.

Si tratta di un’opzione particolarmente interessante per i pazienti che preferiscono soluzioni non farmacologiche.

Acacia erioloba

Un distillato ottenuto da questa pianta africana ha mostrato un modesto beneficio nella riduzione dei tempi di guarigione, probabilmente grazie alla presenza di flavoni attivi come l’alhagitina.

Conclusione: il valore dell’approccio integrato

tags: #rimedi #naturali #stomatite #aglio #efficacia #e

Post popolari: