Trattamento farmacologico della nevralgia odontogena

Chiunque abbia mai sperimentato un dolore acuto ai denti sa quanto possa essere sconfortante e quanto possa influenzare negativamente la qualità della vita. La nevralgia dentale è una patologia caratterizzata da un dolore intenso e spesso debilitante che colpisce uno o più denti.

Che cos’è la nevralgia odontogena e come si differenzia dalla nevralgia del trigemino

La nevralgia dentale è sostanzialmente un’infiammazione o un’irritazione dei nervi. La nevralgia del trigemino è un’infiammazione dolorosa del nervo trigemino, uno dei nervi più grandi della testa che attraversa il volto nella parte inferiore sia a destra che a sinistra, e svolge l’importante funzione di trasferire le informazioni e le percezioni del viso direttamente al cervello.

“Nevralgia dentale” è il termine comunemente usato per indicare il più generico mal di denti. Si tratta di un disturbo particolarmente fastidioso, caratterizzato da attacchi di dolore improvvisi, spesso molto intensi e difficilmente sopportabili. In alcuni casi, il dolore dentale può sembrare simile a quello causato dalla nevralgia del trigemino, una patologia neurologica cronica caratterizzata da attacchi di dolore lancinante al volto. Tuttavia, si tratta di due condizioni differenti: la nevralgia del trigemino colpisce una delle principali diramazioni nervose del viso e può irradiarsi fino a denti e gengive, ma ha origini neurologiche e non di carattere odontoiatrico.

Sintomi tipici

  • Il disturbo principale causato dalla nevralgia del trigemino è un dolore intenso e improvviso al volto che dura da pochi secondi a diversi minuti.
  • Il dolore è solitamente improvviso e spesso viene descritto dai pazienti come “una pugnalata” o come una “scossa elettrica”.
  • Spesso basta una piccola stimolazione per scatenare un dolore lancinante, anche semplici gesti come toccarsi il volto, masticare, parlare o lavarsi i denti.
  • Il dolore può estendersi a guance, mascella, denti, gengive, labbra e, meno spesso, agli occhi e alla fronte.
  • Fra i sintomi possono comparire bruciore, prurito, ipersensibilità al tatto e, talvolta, gonfiore nella zona delle guance.

Cause e meccanismi

La causa esatta della nevralgia del trigemino non è nota ma si ritiene spesso che sia determinata dalla compressione del nervo trigemino o da una malattia già presente che lo colpisca. L’evidenza suggerisce che nel 95% dei casi la nevralgia sia causata da una pressione sul nervo trigemino, situato vicino all’entrata del tronco cerebrale.

Per effetto delle pulsazioni provocate dall’arteria, si innescano delle vere e proprie scariche elettriche anomale. In particolare, nel 70% dei casi è causata dalla pressione di un’arteria vicina che spinge sul nervo facciale e lo irrita, danneggiando la guaina di mielina che lo riveste. Tra le cause strutturali, il danneggiamento della guaina mielinica induce gli impulsi elettrici che viaggiano nel nervo ad essere irregolari o eccessivi, attivando regioni algogene o disattivando regioni inibitorie del dolore nel cervello.

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Altre cause che possono comprimere o danneggiare il nervo trigemino includono: un tumore, una cisti, una malformazione arterovenosa e la sclerosi multipla (SM). Il fuoco di Sant’Antonio, provocato dall’Herpes Zoster, può attaccare il nervo trigemino causando la nevralgia.

Diagnosi

Poiché il dolore causato dalla nevralgia del trigemino è spesso sentito a livello della mascella, dei denti o delle gengive, molte persone inizialmente si fanno visitare dal dentista piuttosto che dal medico di base. Per indagare sulla causa del dolore, il dentista può eseguire una radiografia dentale e verificare che non siano presenti altre cause come, ad esempio, una infezione ai denti o un dente rotto.

Se il medico di base non è sicuro della diagnosi può prescrivere una risonanza magnetica (RMN) del capo. Solo la risonanza magnetica permette di differenziare tra le varie forme (idiopatica, classica e secondaria) e può aiutare a identificare le possibili cause del dolore facciale quali tumori, danni da sclerosi multipla o se un vaso sanguigno stia comprimendo il nervo.

Principi del trattamento farmacologico

Alcuni trattamenti sono in grado di offrire un po’ di sollievo dal dolore causato dalla nevralgia del trigemino. Alla maggior parte delle persone saranno prescritti dei farmaci per controllare il dolore, sebbene la chirurgia possa essere presa in considerazione nei casi in cui il farmaco risulti inefficace o provochi troppi effetti collaterali.

Poiché gli antidolorifici comuni come il paracetamolo non sono efficaci nel trattamento della nevralgia del trigemino, per aiutare a alleviare il dolore potrà essere prescritto un farmaco alternativo come, ad esempio, un anticonvulsivante, medicinale usato, di solito, per curare l’epilessia. Gli anticonvulsivanti possono contribuire ad alleviarlo rallentando gli impulsi elettrici del nervo e riducendo la sua capacità di trasmettere il dolore. Devono essere presi regolarmente, non solo quando si manifestano gli attacchi, e si può smettere di assumerli quando gli episodi di dolore cessano (fase di remissione).

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Farmaco di prima linea: carbamazepina

Inizialmente, il medico di base potrebbe prescrivere un tipo di anticonvulsivante chiamato carbamazepina, anche se sono disponibili un certo numero di alternative nel caso in cui risulti poco o per nulla efficace. La carbamazepina è un anticonvulsivante ed è attualmente autorizzato come farmaco essenziale per il trattamento della nevralgia del trigemino. Inizialmente può essere molto efficace, ma può diventarlo meno nel tempo.

Generalmente, è necessario prendere la carbamazepina in dosi basse una o due volte al giorno. La dose è gradualmente aumentata fino a quattro volte al giorno finché non si ottenga sollievo dal dolore. Salvo diverse indicazioni del medico di base o dello specialista, quando si inizia a prendere i medicinali è importante arrivare per gradi al dosaggio prescritto così come è altrettanto importante non smettere repentinamente di assumerli ma ridurne gradualmente la dose nel corso di qualche settimana.

La carbamazepina può indurre effetti indesiderati rendendo, in alcuni casi, problematica la sua assunzione. Essi includono: stanchezza e sonnolenza, vertigini, problemi di memoria e difficoltà di concentrazione, confusione, senso di instabilità in piedi, nausea e vomito, visione doppia, riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) e reazioni cutanee allergiche, come l’orticaria. La carbamazepina è stata collegata anche a una serie di effetti collaterali meno comuni, ma più gravi, tra cui pensieri di autolesionismo o suicidio.

Altri farmaci anticonvulsivanti e adiuvanti

La carbamazepina potrebbe risultare inefficace con il passare del tempo. In questo caso, oppure se dovessero manifestarsi effetti collaterali significativi durante la sua assunzione, è opportuno rivolgersi ad uno specialista per farsi consigliare altri farmaci o procedure alternative. Oltre alla carbamazepina, un certo numero di altri farmaci sono utilizzati per curare la nevralgia del trigemino, tra cui: oxcarbazepina, lamotrigina, gabapentin, pregabalin, baclofen, fenitoina.

Lamotrigina, gabapentina, tossina botulinica di tipo A, pregabalina, baclofen o fenitoina possono essere combinate alle terapie di prima linea o usate in monoterapia. Il pregabalin è simile all’acido gamma-aminobutirrico ma non si lega direttamente ai recettori Gaba-A o Gaba-B ed esercita la sua azione legandosi ai canali del calcio voltaggio-dipendenti. Il gabapentin si ritiene agisca sui canali del calcio voltaggio-dipendenti, legandosi con elevata affinità alla subunità alfa-2-delta.

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A nessuno di questi farmaci è stata specificamente concessa la licenza per il trattamento della nevralgia del trigemino. Ciò significa che non sono stati sottoposti a rigorosi esami clinici per determinare se siano efficaci e sicuri per trattare questa condizione. Tuttavia, molti specialisti prescrivono un farmaco senza licenza se pensano che possa essere efficace e i benefici della cura siano superiori agli eventuali rischi associati. Se il medico al quale ci si rivolge intende prescrivere un farmaco senza autorizzazione all’immissione in commercio per il trattamento della nevralgia del trigemino, dovrebbe darne informazione e mettere a conoscenza dei possibili rischi e benefici.

Effetti collaterali orali e impatto sulla salute della bocca

Di frequente utilizzo nel dolore facciale, i farmaci antiepilettici possono causare alcuni effetti collaterali orali, con peggioramento complessivo della salute della bocca. Farmaci ad azione anticonvulsivante come pregabalin e gabapentin possono causare alcuni effetti collaterali orali, come la secchezza delle fauci o sindrome della bocca secca, in grado di moltiplicare la carica batterica orale e l’insorgenza di diverse problematiche, come infezioni gengivali e carie, con peggioramento complessivo della salute della bocca.

Quando considerare terapie non farmacologiche o chirurgiche

Se i farmaci non sono tollerati o non sono efficaci, si deve ricorrere al trattamento chirurgico. Se i farmaci non controllano adeguatamente i disturbi presenti o provocano fastidiosi effetti collaterali che durano nel tempo, si può fare riferimento a uno specialista per informarsi sulle diverse possibilità, chirurgiche e non chirurgiche, disponibili per alleviare il dolore.

La decompressione microvascolare risulta superiore (in termini di controllo del dolore nel tempo) rispetto ai trattamenti ablativi come gamma knife, termocoagulazione, compressione con palloncino, rizolisi con glicerolo nei pazienti con forma classica. La metodica utilizzata per un aneurisma è solitamente la decompressione microvascolare, un intervento complesso e non necessariamente applicabile a tutti i pazienti. Altre procedure includono la termorizotomia trigeminale, con cui viene “tagliata” una porzione del nervo, in modo da impedire la trasmissione delle informazioni e di conseguenza anche del dolore.

Prima di prendere una decisione è necessario accertarsi di aver compreso bene i potenziali benefici e i rischi di ognuna per poter scegliere il trattamento appropriato al singolo caso.

Immagine: Schema del nervo trigemino e aree di dolore facciale

Misure di supporto e prevenzione

Identificare le cause scatenanti, allo scopo di evitarle, può essere di aiuto. Se il dolore è provocato dal vento, può essere utile indossare una sciarpa avvolta intorno al viso. Anche un ombrello a forma di cupola trasparente può proteggere il viso dalle intemperie. Se il dolore è scatenato da correnti d’aria, si consiglia di evitare di sedersi vicino alle finestre aperte o alle fonti di aria condizionata.

L’utilizzo di una cannuccia per bere bevande calde o fredde può aiutare ad evitare che il liquido venga a contatto con le zone dolorose della bocca. Se si avverte difficoltà nel masticare, può essere utile frullare i cibi o preferire quelli di consistenza molle. È importante mangiare pasti nutrienti. Si ritiene che certi alimenti come la caffeina, gli agrumi e le banane possano scatenare attacchi in alcune persone, e quindi tali alimenti non dovrebbero essere consumati dalle persone sensibili.

Per prevenire la nevralgia ai denti, è essenziale pulire accuratamente ogni parte del cavo orale. Oltre alla pulizia quotidiana, che deve includere l’uso di scovolino o filo interdentale (senza dimenticare di pulire la lingua dopo i pasti) è consigliabile sottoporsi a una seduta di igiene dentale professionale ogni 6-12 mesi. Questo trattamento permette di rimuovere a fondo placca e tartaro, contribuendo a prevenire disturbi del cavo orale, inclusa la nevralgia dentale.

Un altro aspetto importante è il controllo del bruxismo e la protezione dei denti durante le attività sportive, utilizzando paradenti per ridurre il rischio di traumi. Mantenere una corretta idratazione e una salivazione adeguata aiuta a prevenire carie profonde e infiammazioni che possono raggiungere il nervo.

Immagine: Consigli pratici per la gestione quotidiana della nevralgia

Ruolo degli specialisti e indicazioni per il medico

È consigliabile farsi visitare dal medico curante qualora si manifestino frequenti o persistenti dolori al viso, soprattutto se medicinali antidolorifici convenzionali come, ad esempio, il paracetamolo e l’ibuprofene non aiutino ad alleviarli e il dentista abbia escluso eventuali problemi dentali. Il medico cercherà di identificare il problema, informandosi sui disturbi presenti ed escludendo altre malattie che potrebbero essere responsabili del dolore.

È possibile consultare neurologi specializzati in mal di testa, neurochirurghi e specialisti di medicina del dolore. Prima di scegliere un trattamento farmacologico è fondamentale differenziare forme di dolore facciale dalle varie forme di nevralgia del trigemino: idiopatica, classica e secondaria. Solo la risonanza magnetica permette di differenziare tra le varie forme.

Intervento di decompressione microvascolare: spiegazione e risultati

Tabella riassuntiva: farmaci comunemente usati

Farmaco Classe Note principali
Carbamazepina Anticonvulsivante Prima linea; dosaggio graduale; possibili effetti collaterali gravi
Oxcarbazepina Anticonvulsivante Alternativa alla carbamazepina
Gabapentin Anticonvulsivante Usato per dolore neuropatico; agisce sui canali del calcio
Pregabalin Anticonvulsivante Simile al GABA, lega subunità alfa-2-delta dei canali del calcio
Lamotrigina, Baclofen, Fenitoina Anticonvulsivanti/adiuvanti Possono essere combinati o usati in monoterapia

Informazioni importanti: questo articolo è solo a scopo informativo e non intende sostituire il consiglio del medico. Tutte le informazioni presentate non hanno lo scopo di diagnosi o prescrizione.

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