
Arcate superiori, arcate inferiori, quadranti, dente n°42, dente n°33: no, non vogliamo dare i numeri, né svolgere una lezione universitaria di odontoiatria. Bensì, vi spiegheremo, in modo semplice e diretto, la numerazione dei denti e i suoi tre sistemi principali di classificazione internazionale.
Ma perché è così importante la numerazione dentale? Per prima cosa per offrire un sistema di classificazione univoco sia per i professionisti che per i pazienti. In secondo luogo per soddisfare determinate esigenze di studio scientifico e di comunicazione. Infatti attraverso dei sistemi internazionali di numerazione denti, più o meno uguali per tutti, si possono abbattere certe barriere linguistiche un po’ insidiose, ad esempio, all’interno della comunità accademica.
Facciamo un esempio pratico: all’interno di un meeting scientifico di settore viene presentato uno studio di odontoiatria, in cui si rende necessario, tra i relatori, un piccolo approfondimento sulla numerazione dentaria. Ecco, in questo caso per poter parlare una lingua comune si rende necessario adottare un altrettanto sistema comune di numerazione. Tutto ciò è quindi indispensabile per rendere possibile un interconnessione tra studi e relativi studiosi senza andare incontro a fraintendimenti, inutili traduzioni e ulteriori spiegazioni ridondanti.
Quindi, quanti denti abbiamo in bocca? Partiamo da un presupposto cardine: il numero dei denti permanenti, all’interno della bocca di un adulto, è di 32 unità. Per l’esattezza 16 nell’arcata dentale superiore (osso mascellare) e altri 16 nell’arcata dentale inferiore (osso mandibolare).
Alla domanda: “Quanti denti abbiamo con quelli del giudizio?”: la risposta è 32 denti. Se invece la domanda sarà: “Quanti denti abbiamo in tutto senza quelli del giudizio?”: la risposta è 28 denti. Quindi alla domanda: Quanti denti abbiamo 32 o 36? Quindi è sbagliato dire che si ha 36 denti, perché come abbiamo visto prima i 4 denti del giudizio sono compresi nei 12 molari e di conseguenza non vanno aggiunti. I denti sono 32.
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Gli adulti hanno normalmente dai 28 ai 32 denti permanenti. Sono suddivisi in 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari. Nei molari sono inclusi anche i 4 denti del giudizio. Se questi ultimi, come spesso accade, vengono estratti (o più raramente non erompono) allora il conto totale è di 28 denti.
I denti da latte, o decidui, perché destinati a cadere in qualche anno. I decidui sono solitamente 20, divisi in 10 per ogni arcata. In totale, i denti da latte sono 20: dieci superiori e dieci inferiori. Sono temporanei, in quanto i denti permanenti prenderanno il loro posto in età adulta una volta che saranno caduti.
I primi denti spuntano intorno ai 5-6 mesi di vita: sono i denti da latte, o decidui, perché destinati a cadere in qualche anno. La dentizione provvisoria si completa entro i due anni di età o comunque entro i 26 mesi. I denti da latte iniziano a cadere verso i sei anni, per fare spazio ai denti permanenti. I denti da latte preparano la base per i denti permanenti.
Hanno comunque un ruolo chiave nello sviluppo della masticazione e del linguaggio. Man mano che i denti permanenti iniziano a spingere e farsi strada, i denti decidui inizieranno a dondolare, cadere, ed essere sostituiti da quelli permanenti.
Ogni singolo dente è preposto a determinate funzioni. Analizziamole nel dettaglio:
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Gli incisivi sono i denti più visibili, perché nella nostra bocca sono in posizione centrale. Gli adulti ne possiedono 8, suddivisi equamente tra la mandibola e la mascella: 4 sotto e 4 sopra, a loro volta suddivisi in due tipi: centrali e laterali. Sono i primi a entrare in contatto con il cibo, con il compito di tagliarlo.
Subito a lato degli incisivi, dalla caratteristica forma aguzza, ci sono i canini, 4 in tutto, uno per ciascuno dei quattro quadranti. Sono essenziali per strappare e lacerare il cibo. Questi hanno la forma a punta, come i denti dei canidi - caratteristica da cui prendono il nome - e la funzione è quella di penetrare in profondità nel cibo, contribuire a lacerarlo e spezzarlo.
Dopo i canini abbiamo 8 denti premolari, distribuiti in 4 per ogni arcata (2 per quadrante). Questi vengono chiamati anche bicuspidi per la tipica forma a due punte, e sono utili per sminuzzare e masticare. Infine, troviamo i molari, conosciuti anche con il nome di tricuspidi, utilizzati per masticare e ridurre il cibo in poltiglia per facilitare la deglutizione. Ciò avviene grazie alle tre sporgenze che danno il nome a questi denti.
I 4 denti del giudizio che sviluppiamo in età matura fanno parte dei 32 denti presenti nella bocca dell’adulto sano. Questi terzi molari, nella maggior parte dei casi, spuntano in un’età compresa tra i 17 e i 25 anni. Ma a seconda dell’individuo il periodo può cambiare, e in alcuni casi possono anche non comparire mai.
Ognuno ha una struttura della mascella differente, e possono causare problemi se non c’è spazio sufficiente per spuntare: questo è il tipico caso in cui c’è bisogno dell’estrazione. L’intervento del dentista è risolutivo sia per togliere il dolore, ma anche per evitare infiammazioni e ascessi, e per preservare il corretto allineamento dei denti.
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I 32 denti in totale che ha un adulto sano si dividono equamente tra l’arcata superiore e quella inferiore: 16 sono nella mascella, 16 nella mandibola. Per ciascuna arcata si contano 4 incisivi, 2 canini, 4 premolari (ovvero due su ciascun lato) e 6 molari. Tra i molari vanno sempre contati i denti del giudizio - 2 sopra e 2 sotto - chiamati anche “ottavi” perché si trovano agli estremi (in ottava posizione) dei quattro quadranti in cui è suddivisa la nostra dentatura.
I denti ottavi sono spesso associati a problematiche di spazio, infiammazioni o malposizioni e in alcuni casi, può essere necessario procedere con l’estrazione del dente del giudizio.
L’International Standards Organization Designation System, denominato anche sistema ISO, è il metodo di numerazione dei denti più adoperato nel sistema internazionale. Il sistema di numerazione dentale ISO/FDI è lo standard più usato a livello internazionale. Nel sistema ISO/FDI, il primo numero indica il quadrante (1-4 per denti permanenti), il secondo la posizione da 1 a 8 partendo dal centro verso l’esterno.
Il Sistema Universale di Numerazione dei Denti, noto anche come “American System“, è comunemente utilizzato negli Stati Uniti. 1. L’International Standards Organization Designation System, denominato anche sistema ISO, è il metodo di numerazione dei denti più adoperato nel sistema internazionale. 2. Questa numerazione dei denti è principalmente utilizzata nel sistema di nomenclatura denti americana.
Il sistema di numerazione dei denti Palmer vede le sue origini nel 1861, grazie ad Adolf Zsigimondy e per questo viene anche denominato “Sistema Zsigimondy”. Questa numerazione viene soprattutto utilizzata in ambito militare o in alcune scuole inglesi. Come sempre si divide la bocca in quattro quadranti, ma i denti non verranno conteggiati come negli altri sistemi ma bensì attraverso una coppia composta da numeri e simboli.
Per i denti permanenti si usano i soli numeri da 1 a 8, accompagnati dai simboli (┘└ ┐┌) per indicare il quadrante di riferimento. Per la dentazione decidua (denti da latte), vengono utilizzate le lettere dalla A alla T. Per la dentazione decidua (denti da latte), vengono utilizzate le lettere dalla A alla T. Per la dentazione decidua (denti da latte), vengono utilizzate le lettere dalla A alla T.
Ogni dente, poi, ha una sua precisa funzione e, di conseguenza, forma e struttura proprie, che lo rendono diverso da tutti gli altri. Lo smalto, che è lo strato più esterno ed è costituito principalmente da minerali di fosfato di calcio; la dentina, che costituisce lo strato intermedio ed è un tessuto giallastro composto principalmente da calcio e fosfato; la polpa, ovvero lo strato più interno composto da tessuti molli e tessuti vascolari e nervosi.
I denti sono fondamentali per svolgere funzioni primarie come mangiare o parlare, oltre che per sorridere. È importante prendersene cura per preservarli a lungo, e pertanto può essere utile conoscerli. Conoscere i denti è un passo in avanti verso un sorriso più curato e più sano.
Bisogna però ricordare che necessitano delle stesse cure dei denti adulti, indipendentemente dal fatto che prima o poi cadranno. L'instaurazione di buone abitudini riguardanti alimentazione e igiene orale dovrebbe iniziare non appena si vedono i primi segni di dentizione. È importante insegnare una corretta igiene orale ai bambini fin dalla giovane età per aiutarli a proteggere i denti da placca e carie.
Spazzolamento (Il Lavoro Quotidiano): Spazzola i denti almeno due volte al giorno, per almeno due minuti. Non serve forza, ma tecnica. Filo Interdentale (Il Lavoro di Precisione): Lo spazzolino, da solo, pulisce circa il 60% della superficie dei denti. Il restante 40% è lo spazio tra un dente e l’altro. Alimentazione (Il Carburante): Riduci gli zuccheri. Il Dentista (Il Coach): Fai controlli e pulizie professionali regolari (ogni 6 o 12 mesi).
| Fase | Numero totale | Incisivi | Canini | Premolari | Molari |
|---|---|---|---|---|---|
| Bambini (decidui) | 20 | 8 | 4 | 0 | 8 (primi e secondi molari da latte) |
| Adulti (con denti del giudizio) | 32 | 8 | 4 | 8 | 12 (inclusi 4 terzi molari) |
| Adulti (senza denti del giudizio) | 28 | 8 | 4 | 8 | 8 |
Questa descrizione riguarda solo i denti degli adulti, poiché i bambini hanno meno denti e, quelli presenti, si identificano come denti da latte o decidui (perché destinati a cadere). Ogni dente ha un nome, una posizione e un numero assegnato. Questo permette una comunicazione chiara tra professionisti e con i pazienti. A seconda dell’età, parliamo di dentizione decidua (da latte) o permanente.
Se riscontri problemi al cavo orale, ti raccomandiamo di consultare il tuo dentista. Avvertenza: I consigli contenuti nel presente articolo non costituiscono parere medico, e si rendono disponibili esclusivamente a scopo informativo.
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