
Il castoro viene spesso scambiato per una nutria o un topo muschiato (chiamato anche ondatra). Il castoro (Castor fiber) è il più grande tra questi tre animali. Quando i castori nuotano, naso, occhi e orecchie sono allineati appena sopra la superficie dell’acqua. I topi muschiati (Ondatra zibethicus) sono lunghi solo circa 35 centimetri. La coda non è piatta, ma ovale. Quando i topi muschiati nuotano, metà del corpo sporge dall’acqua. Le nutrie (Myocastor coypus) sono più piccole del castoro, ma più grandi dei topi muschiati. Sono lunghe tra i 50 e i 60 centimetri. Le nutrie sono piuttosto facili da riconoscere per i loro baffi bianchi e spessi. Quando nuotano, di solito la schiena è visibile.
Quando pensiamo ai roditori ci vengono subito in mente i loro denti prominenti pronti a rosicchiare rami, cortecce e frutta secca. Tuttavia, un aspetto meno noto e altrettanto affascinante di questi animali è il colore dei loro incisivi. A differenza della maggior parte dei mammiferi, i cui denti sono bianchi o giallastri, gli incisivi di alcuni roditori sono di un caratteristico colore arancione. Ma perché?
Questa caratteristica, comune a castori, nutrie e scoiattoli, è dovuta alla presenza di ferro nel loro smalto dentale. Perché i denti dei roditori sono arancioni Il termine "roditore" ha origine dal latino rodere, che significa "rosicchiare", un chiaro riferimento ai loro caratteristici incisivi, due superiori e due inferiori, che crescono senza sosta per tutta la vita. I denti dei roditori sono composti da materiali con una microstruttura complessa e straordinarie proprietà fisiche. Lo smalto, la parte più dura e mineralizzata del dente, è progettato per resistere a processi chimici e fisici che avvengono nella cavità orale.
Sebbene lo smalto sia il tessuto più resistente del corpo umano, nei roditori è ancora più robusto, grazie alla presenza di ferro. Questo minerale arricchisce lo smalto, formando uno strato pigmentato che lo rende altamente resistente agli acidi e agli agenti ambientali, assicurando ai denti una straordinaria durabilità e un’affilatura costante. Questi incisivi sono fondamentali per la sopravvivenza dei roditori, permettendo loro di adattarsi all'ambiente in cui vivono. Teschio di castoro nordamericano con i caratteristici denti arancioni. Smalto dentale di roditori e umani: differenze principali
Lo smalto dei nostri denti, costituito per oltre il 90% in peso da idrossiapatite (minerale a base di calcio e fosfato) è il tessuto più duro del corpo. Tuttavia, ha una caratteristica importante: non può rigenerarsi. Una volta danneggiato, non si riforma, poiché non contiene cellule viventi. Pertanto, la protezione dallo stress meccanico e chimico attraverso una buona igiene dentale e trattamenti con il fluoro è essenziale per rinforzare lo smalto e aumentare la sua resistenza agli acidi prodotti dai batteri. La principale differenza nella composizione dello smalto dei roditori rispetto a quello umano è la presenza di minerali come ferro e magnesio, oltre all'idrossiapatite, che si concentrano nello strato esterno dello smalto. Il ferro, in particolare, conferisce ai denti il caratteristico colore arancione-brunastro e migliora la resistenza agli acidi e all’usura meccanica. Questo smalto pigmentato si dissolve più lentamente rispetto allo smalto umano quando esposto a sostanze acide, offrendo una protezione naturale contro la carie. I protagonisti di questo fenomeno sono gli ameloblasti, le cellule specializzate nella produzione dello smalto dentale. Nel caso degli esseri umani, queste cellule cessano la loro attività di produzione una volta che il dente è completamente formato, quindi non c'è più formazione di smalto nel corso della vita del dente. Nei roditori, invece, gli ameloblasti rimangono attivi anche nella vita adulta, permettendo la continua produzione di smalto e fornendo protezione ai denti in costante crescita. Durante questo processo il ferro immagazzinato nelle cellule viene rilasciato e si incorpora nell'idrossiapatite in fase di maturazione. Nel caso degli incisivi, che si sviluppano continuamente, la produzione di smalto si verifica nella zona della radice e si spinge verso la parte anteriore del dente, dove lo smalto si forma e si solidifica creando un effetto di auto-affilatura, cosa che non avviene nei denti umani. Queste differenze dimostrano come l’evoluzione abbia adattato i denti dei roditori a un utilizzo intensivo e continuo, mentre nell'uomo, la protezione dello smalto avviene principalmente attraverso la dieta, l’igiene orale e trattamenti esterni. I denti di un roditore con smalto ricco di ferro (Fe). A sinistra, una mandibola con incisivi arancioni; a destra, un'immagine al microscopio che mostra la struttura dello smalto rinforzato con ferro.
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Castori (Castor fiber in Europa e Castor canadensis in Nord America): sono tra i roditori più famosi con denti arancioni. Essi utilizzano i loro incisivi potenti e affilati per abbattere alberi e costruire dighe e tane. La loro dieta è costituita da corteccia, rami e piante acquatiche, quindi i denti devono essere estremamente resistenti. Nutrie (Myocastor coypus): grossi roditori semi-acquatici, presentano incisivi arancioni ben sviluppati. Questo adattamento consente loro di rosicchiare piante acquatiche, radici e cortecce con estrema efficienza. Scoiattoli (Sciurus vulgaris o Sciurus carolinensis): possiedono denti altamente specializzati. Grazie alla loro incredibile forza e alla durezza dello smalto, sono in grado di rompere gusci duri di noci, semi e frutti. Questa caratteristica è essenziale per la loro sopravvivenza, in quanto la loro dieta si basa fortemente su cibi che richiedono una notevole potenza masticatoria. I denti arancioni non sono solo un dettaglio estetico, ma una straordinaria innovazione evolutiva che permette a molti roditori di sopravvivere, nutrirsi e ripararsi in ambienti ostili.
Avendo l'occasione più unica che rara di avere in casa un cucciolo di Coypu (Nutria) ho potuto osservare da vicino alcuni particolari.MORFOLOGIA.LA CODA:La coda, quando il cucciolo è appena nato, è ricoperta di peli, poi a circa 1 mese i peli si diradano e a circa 2 mesi la coda diviene ricoperta di pelo rado che le conferisce un aspetto vellutato al tatto. La coda è ricoperta in modo uniforme di lei (non è folta ma rada) ma la parte inferiore (quella che poggia a terra) della stessa presenta una colorazione di pelo più chiara.La coda è "carnosa" ed è importante che abbia poco pelo perchè la Nutria, essendo un animale fortemente semiacquatico, utilizza la coda anche come timone per cui il pelo lungo ed eccessivo crea problemi di attrito. In questo modo invece la coda delle Nutrie si presta a caratteristiche che ne favoriscono l'idrodinamicità e la vita in acqua.LE ZAMPE:Le zampe anteriori sono composte da 5 dita munite di unghia. Le zampe posteriori presentano anche esse 5 dita, ognuna terminante con l'unghia. Caratteristica delle zampe posteriori è la presenza di una evidente membrana interdigitale dal primo al quarto dito, il quinto dito invece è libero. Tale peculiarità rende più agevoli operazioni come le arrampicate sugli argini e il grooming (pettinatura - operazione eseguita varie volte durante la toilette).Sulle zampe anteriori (più piccole di quelle posteriori), alla base delle unghie, è possibile notare la presenza di peli più chiari, solitamente bianchi. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che quelle zone anatomiche sono meno irrorate di sangue per cui la temperatura risulta più bassa e non vi sono abbastanza enzimi nei melanociti che producono i pigmenti colorati tipici della colorazione bruna del pelo.I DENTI:Una delle caratteristiche più tipiche delle Nutrie sono proprio i loro denti. Essi seguono la formula: I 1/1 - C 0/0 - PM 0/0 - M 4/4 per semiarcata per un totale quindi di 20 denti. Come scritto in un articolo precedente, la dentatura del Coypu presenta un diastema lungo circa 3 cm che dimostra la natura prettamente vegertariana dell'animale.I denti incisivi inferiori sono protetti normalmente da una gengiva spessa e la Nutria è in grado di estrarli (ritraendo la gengiva verso il basso) per mangiare. LE ORECCHIE:Le orecchie (così come gli occhi) sono piccole e allineate alla testa per permettere all'animale di nuotare e stare attento ai predatori. Nelle orecchie sono presenti dei ciuffi di pelo solitamente neri. Questi peli sono importantissimi in quanto ho potuto osservare e constatare che fungono da perfette chiusure ermetiche del dotto uditivo durante le immersioni. In questo modo l'interno delle orecchie è protetto dall'acqua. Vedendo da vicino una Nutria immergersi si possono scorgere le piccole bolle d'aria che si formano tra il padiglione auricolare e i peli delle orecchie.
FISIOLOGIA.APPARATO ESCRETORE:La Nutria defeca e espelle l'urina in modo regolare e proporzionale all'età per cui più cresce più l'apparato escretore lavora a "pieno regime". La Nutria predilige defecare in acqua e questo, tra le altre cose, denota la sua indole di igiene e pulizia difatti in acqua le feci vengono trasportate dalla corrente lontano dalla tana e a loro volta i suoi escrementi serviranno come nutrimento e/o concime.Se la Nutria si trova in condizioni particolari atte a manifestare sentimenti di paura, come può essere per esempio stare in uno scatolone o da sola, essa come risposta a questo stimolo incrementa l'attività dell'apparato escretore.
ETOLOGIA.COMPORTAMENTO:La Nutria se allevata e cresciuta in casa o a contatto con l'uomo, diviene docile e una amica fidata, si affeziona molto, tanto da cercare la sua compagnia.La Nutria è un animale che vocalizza ovvero comunica i propri stati d'animo. Alcuni versi saranno disponibili on-line ma a grandi linee si distinguono 3 tipi di suoni:1) "Richiamo": il Coypu emette il verso tipico della sua specie corrispondente ad una "AE" allungata.2) "Circospezione": il Coypu emette un verso che richiama quello dei colombidi, vengono emessi più suoni di questo tipo quando esplora nuovi territori .
Denti bianchi e alimentazione: cosa e come mangiare per un sorriso ideale Il colore dei nostri denti è un elemento fisiologico e genetico, cambia quindi da persona e persona. Tuttavia, anche l’alimentazione può influire in maniera significativa. Infatti, alcuni cibi e bevande sono particolarmente dannosi per lo smalto dentale, mentre altri favoriscono la rimozione di placca e batteri. Il colore dei denti è un elemento fisiologico che deriva principalmente dalla dentina. La dentina è la parte più interna del dente, il tessuto osseo che si trova sotto lo smalto dentale. In primo luogo, questo vuol dire che il colore dei denti, proprio come quello della pelle o dei capelli, è una caratteristica genetica e di conseguenza cambia in ogni persona. Non c’è quindi una tonalità unica di colore da poter prendere a riferimento per i denti. Ovviamente, questo significa anche che non avere i denti bianchi non è automaticamente sinonimo di malessere orale. C’è però un altro aspetto da considerare. Proprio perché è dato principalmente dalla dentina, la nostra alimentazione influisce significativamente sul colore dei nostri denti. Infatti, le sostanze contenute nei cibi che ingeriamo riescono a passare attraverso lo smalto (la parte esterna del dente). Di conseguenza si depositano sulla dentina, arrivando così a modificarne il colore. Per questo, se si vuole proteggere e curare il sorriso, è importante conoscere gli effetti di determinati cibi e bevande. Inoltre, come vedremo di seguito, non solo è importante quello che mangiamo, ma anche come e quanto lo mangiamo. Come abbiamo visto in un altro articolo (disponibile qui), non sono pochi i cibi e le bevande che contengono sostanze negativa per la salute dei denti. Prima di vedere cosa mangiare, però, è importante sapere che anche il “come si mangia” influisce. Prima di tutto, masticare lentamente permette di produrre più saliva, aiutando così a uccidere quei batteri che, depositandosi sullo smalto dentale, favoriscono la formazione della placca. Allo stesso modo, bere molta acqua è un’ottima abitudine per tutelare lo smalto dentale. Ci sono poi cibi e bevande che favoriscono lo “sbiancamento”, ovvero che contengono proprietà benefiche per la salute orale e, in particolare, dello smalto dentale e della dentina. In generale, i cibi crudi e croccanti (carote, sedano, noci, mandorle, pere, mele, ecc. ecc.) aiutano a rinforzare le gengive, a rimuovere il tartaro e la placca batterica, perché stimolano la masticazione e, in un certo senso, spazzolano i denti. Anche i frutti con alto contenuto di vitamina C contrastano la formazione della placca batterica. Come i kiwi per esempio, di cui però non bisogna abusar. Poiché contengono acido citrico, se assunti in quantità eccessiva questo tipo di alimenti possono infatti favorire il deterioramento dello smalto dentale. Curiosamente, anche i formaggi stagionati contribuiscono a eliminare la placca e, inoltre, come tutti i latticini, rinforzano le ossa perché contengono molto calcio. Oltre a questi alimenti piuttosto diffusi nella nostra dieta, ce ne sono poi altri che non sono di uso comune, ma che vengono consigliati specificamente come trattamento per i denti bianchi. Per esempio, la salvia e la menta, che hanno sicuramente un effetto sbiancante e per questo se ne consiglia l’assunzione, magari sotto forma di olii essenziali. Anche il tè verde è particolarmente indicato, perché contiene la catechina, una sostanza che non si trova in altri alimenti e che favorisce l’eliminazione dei batteri. Infine, ci sono cibi ancora più rari, come per esempio i funghi shiitake che contengono determinate sostanze (in questo caso il lentinano) particolarmente utili a rimuovere la placca batterica. Questi sono solamente alcuni esempi, trai più importanti e comuni, di alimenti che favoriscono lo sbiancamento dei denti. Tuttavia, proprio perché la lista è molto più grande e l’alimentazione è veramente importante per la salute dei nostri denti, può essere utile rivolgersi al proprio dentista per particolari consigli e suggerimenti.
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