
Spesso si è inconsapevoli. A volte ci si accorge per un indolenzimento della muscolatura facciale al mattino, altre perché si nota un appiattamento delle cuspidi dei denti. Cos’è il bruxismo? Perché compare? Si può curare? In questo articolo parleremo di bruxismo, una parafunzione molto diffusa ma spesso poco conosciuta e che si differenzia dalle altre rappresentate dal digrignamento e dal serramento.
Il bruxismo costituisce un fenomeno complesso, del quale sono state date negli anni varie definizioni. Nel 2013, un consensus internazionale ha definito di bruxismo come “un’attività ripetitiva dei muscoli della mandibola caratterizzata dal serramento o dal digrignamento dei denti e/o dalla pressione in posizione fissa della mandibola”.
Verhoeff M.C. ha proposto: Unspecified bruxism: bruxism is a repetitive jaw-muscle activity characterised by clenching or grinding of the teeth and/or by bracing or thrusting of the mandible. In conclusione, questo report fornisce un glossario che gli Autori invitano ad usare come punto di riferimento per definire il bruxismo sia nella clinica sia nella ricerca, dal momento che chiarisce alcuni possibili dubbi sollevati dalle ricerche precedenti.
Il Bruxismo è un’abitudine che comporta un’attività notturna e diurna di serramento, digrignamento e sbattimento dei denti. Il bruxismo si distingue in più modalità:
Il bruxismo è abbastanza comune: la prevalenza per bruxismo generico (senza distinzione tra AB e SB) varia tra 8% e 31% nella popolazione generale, mentre è stimata al 22-31% per AB e 13% ± 3% per SB nella popolazione adulta. Purtroppo, anche se i dati dello studio risultano una rilevanza statistica, i dati di uno studio condotto nel 2014 tendono a modificare la prevalenza. Questo ci fa capire quanto sia difficile dare dei parametri oggettivi e sovrapponibili riguardo la patologia.
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Al bruxismo è attualmente attribuita un’eziologia multifattoriale, con cause di natura centrale e locale. Le cause che possono portare al fenomeno del bruxismo sono ovviamente molteplici e dipendono da soggetto a soggetto. Possiamo comunque riportare una catalogazione di massima:
Il bruxismo è un disturbo caratterizzato dal digrignamento involontario dei denti o dalla contrazione eccessiva dei muscoli masticatori. Chi soffre di bruxismo digrigna in maniera involontaria i denti. I sintomi tipici includono:
Le conseguenze sul sistema stomatognatico e sull’organismo possono essere varie: usura dentale (lo sfregamento costante consuma lo smalto), fratture dentarie, abrasioni, scheggiature, esostosi, affaticamento e dolore dei muscoli masticatori, infiammazione e dolore articolare, dislocazione dei dischi articolari. Quando a prevalere è il digrignamento dei denti, c'è il rischio di usura; se prevale il serramento, possono verificarsi fratture, soprattutto in denti devitalizzati o ricostruiti.
Anche i bambini possono soffrire di bruxismo, e in molti casi i genitori non se ne accorgono subito, soprattutto quando il digrignamento avviene di notte. Spesso i genitori riferiscono preoccupati al dentista che i figli digrignano i denti, soprattutto durante la notte. Questa condizione è considerata fisiologica durante la fase di permuta, cioè nel periodo in cui sono presenti sia i denti permanenti che quelli decidui (da latte). Nella maggior parte dei casi, si tratta di una condizione transitoria e non grave, legata a fasi di crescita, cambiamenti emotivi o eruzione dei denti permanenti. Nel bambino, il trattamento è principalmente di tipo conservativo e basato sull’osservazione.
La diagnosi di bruxismo non è facile, sia per l’eziologia multifattoriale del problema, sia per la mancanza, ad oggi, di una metodologia diagnostica accertata essere valida ed affidabile. Data la varietà dei segni e dei sintomi risulta veramente difficile fare diagnosi di bruxismo.
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Strumenti diagnostici principali:
Nella valutazione clinica si indagano: presenza di disturbi temporo-mandibolari, dolori alla muscolatura masticatoria, cefalea, difficoltà nell’apertura della bocca, affaticamento durante la masticazione, uso di nicotina, alcool, caffeina, uso di farmaci psicoattivi. Va valutata l’ipertrofia dei muscoli masticatori (masseteri e temporali), la tonicità linguale, la presenza di fratture dentali, erosioni, abrasioni, esostosi e la sensibilità dei muscoli sottoioidei.
Più che alla risoluzione del problema, le terapie attualmente indicate per il bruxismo del sonno e della veglia mirano alla mitigazione della sintomatologia e dei danni conseguenti al disturbo. Parlando di una patologia ad eziologia eterogenea, risulta molto difficile riuscire ad avere una terapia per il bruxismo universale. Infatti la terapia deve essere creata ad hoc e deve essere interdisciplinare.
Interventi e opzioni terapeutiche comuni:
Quando il bruxismo è asintomatico e non danneggia in modo significativo i denti non è necessario ricorrere a trattamenti specifici. Chi è affetto da bruxismo in forma lieve o occasionale potrebbe non necessitare di un trattamento specifico. Nei casi più gravi, al contrario, uno gnatologo potrebbe suggerire diverse terapie, comprese quelle già citate.
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È fondamentale valutare le conseguenze: quando il bruxismo è persistente e mantenuto nel tempo, possiamo parlare di una vera e propria patologia che può provocare danni significativi a denti, muscoli e articolazioni se non diagnosticata e trattata correttamente. Intervenire oggi può fare la differenza per il benessere di domani.
La diagnosi e il trattamento del bruxismo richiedono una valutazione accurata e spesso interdisciplinare. Non tutti i pazienti affetti da OSAS manifestano bruxismo e viceversa; per questo motivo è essenziale utilizzare definizioni e protocolli condivisi, come quelli proposti dagli organismi e consensus internazionali, per uniformare la ricerca e la pratica clinica.
Per il professionista: utilizzare il glossario e i criteri proposti dalle pubblicazioni internazionali come punto di riferimento per definire il bruxismo sia nella clinica sia nella ricerca. Per il paziente: se sospetti di soffrire di bruxismo o presenti alcuni dei sintomi descritti, prenota una visita: intervenire oggi può fare la differenza per il tuo benessere di domani.
| Voce | Strumenti/Indicatori | Possibili interventi |
|---|---|---|
| Bruxismo del sonno | Rumori notturni, indolenzimento mattutino, PSG | Bite notturno, MAD (se OSAS), gestione del sonno |
| Bruxismo diurno | Auto-segnalazione, ipertono masseterino, TMD | Terapia comportamentale, gestione stress, bite se necessario |
| Cause multifattoriali | Stress, farmaci, OSAS, reflusso, neurologia | Approccio multidisciplinare, valutazione medica/psichiatrica |
Per approfondire, numerosi articoli e review internazionali (Lobbezoo F. et al., Jokubauskas L. & Baltrušaitytė A., Manfredini D. et al.) offrono linee guida, definizioni e dati epidemiologici utili per la pratica clinica e la ricerca.
Se sospetti di soffrire di bruxismo o presenti alcuni dei sintomi descritti, prenota una visita dallo specialista: intervenire tempestivamente riduce il rischio di danni strutturali e di disfunzioni croniche.
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