
Il termine ortodonzia deriva dal greco orthós (ὀρθός), che significa “dritto” o “corretto”, e odóus (ὀδούς), che significa “dente”. È una branca dell’odontoiatria che si occupa di allineare i denti e le mascelle per migliorare estetica e funzionalità. L’ortodontista (e non ortodonzista) utilizza apparecchi ortodontici fissi e mobili per correggere denti storti o mal posizionati. L’ortodonzia si basa sull’applicazione di forze controllate per spostare i denti.
Il bendaggio è una procedura destinata a ricoprire parti del corpo con prodotti adatti e specifici quali garze, bende o fasce, allo scopo di proteggere le zone interessate dall’azione degli agenti esterni, rivestire una medicazione semplice o complessa, trattare una zona del corpo tramite l’applicazione di sostanze medicinali a scopo terapeutico, contenere e/o immobilizzare una zona del corpo. Nell’accezione comune il bendaggio è chiamato anche fasciatura: anche se lo scopo finale è lo stesso per ambedue procedure, il bendaggio si differenzia dalla fasciatura per il tipo di materiale utilizzato, per zona da trattare e per il numero di strati applicati (grado di compressione).
Il bendaggio e la fasciatura devono essere funzionali, non dannosi e per quanto possibile rispettare il senso estetico. Bendaggi e fasciature vengono eseguiti utilizzando tecniche specifiche per lo scopo definito e per la parte del corpo interessata; i materiali che si usano sono garze, bende o fasce di fibre naturali (cotone o mussola) o sintetiche, semplici o complessi (rigidi o elastici, asciutti o impregnati ecc.).
In generale, per i bendaggi e le fasciature si utilizzano bende, garze e fasce di varie dimensioni, trama e spessore; il tipo di materiale è scelto in base alla tecnica utilizzata e allo scopo terapeutico. Le bende e fasce possono essere:
I materiali utilizzati per l’esecuzione dei bendaggi possono essere: fibre naturali (cotone, mussola, garza), fibre rigenerate (rayon, gomma) e fibre sintetiche (poliestere, poliammide, poliuretano). A sua volta, il tessuto di una benda elastica può essere mono-elastico (elastico solo in senso longitudinale) o bi-elastico (elastico in senso longitudinale e trasversale).
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Sia per bendaggi che per fasciature esistono varie tecniche di esecuzione, in funzione dello scopo di applicazione e della zona da trattare; le tecniche più utilizzate in pratica clinica sono:
Un bendaggio flebologico ha la funzione di ridurre l’edema, cioè il gonfiore dell’arto, e potenziare la funzione della muscolatura di spingere il flusso verso il cuore. La benda più usata per le fasciature da fare a casa è una benda classificata come monoelastica forte alta 10 cm. Acquistare una benda prescritta da uno specialista flebologo è come acquistare un farmaco: la benda deve rispettare tutte le caratteristiche della ricetta.
La benda da usare per un bendaggio flebologico è una benda elastica solo nel senso della lunghezza mentre nel senso della larghezza è rigida. La gamba dovrà essere sempre fasciata dal piede fino a sotto al ginocchio. Nella esecuzione del bendaggio si deve tenere presente che la cute del soggetto anziano o con problemi di insufficienza venosa cronica è molto delicata. Quindi le sporgenze ossee e tendinee devono essere protette con del cotone per evitare danni da sfregamento delle spire della fascia. Le sporgenze ossee sono i due malleoli, la cresta tibiale ed in particolare il collo del piede ed il tendine di Achille.
Se la zona da comprimere è in mezzo a due sporgenze, per esempio tra il malleolo interno ed il tendine di Achille, bisogna riempire questa concavità con delle garze o altri materiali, in modo da trasformare questa concavità in una convessità che permetta al bendaggio di esercitare una compressione. Dove c’è una concavità il bendaggio non effettua alcuna pressione, ma passa a ponte fra le due sporgenze.
La benda deve essere impugnata con la parte libera rivolta verso il basso, in modo che possa essere rollata sulla gamba senza perdere eccessivamente il contatto. Il primo giro viene effettuato tenendo un capo fermo con la stessa mano che sostiene l’arto. Si passa la benda dal tallone al collo del piede e la si fa tornare su stessa in modo da bloccarne lo scorrimento. Il secondo giro si fa passando la benda sul collo del piede dove potrebbe essere necessario anche un secondo giro in relazione alla lunghezza del piede. Salendo dal piede verso il ginocchio, le spire si devono sovrapporre per i due terzi a livello della caviglia e poi per la metà più in alto.
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Giunti sotto al ginocchio si può fare un paio di giri e se avanza ancora stoffa tornare sul polpaccio e descrivere un otto. Ciò darà ancora più potenza alla attività del polpaccio di spingere in alto il sangue. Le bende che usiamo per fare i bendaggi flebologici non sono elastiche e performanti come altre, e questo vuol dire che bisogna seguire certe regole per ottenere un buon bendaggio.
I bendaggi rappresentano uno strumento fondamentale nella pratica fisioterapica, una tecnica utilizzata sia in ambito riabilitativo che preventivo. I bendaggi sono tecniche di applicazione di bende o nastri adesivi sul corpo con finalità terapeutiche: prevenitivo (spesso usati dagli atleti per prevenire lesioni come le lussazioni) e terapeutico (utilizzati per trattare lesioni a muscoli, tendini e legamenti). Possono essere utilizzati anche dopo la rimozione di un gesso, per aiutare i muscoli dell’articolazione ad abituarsi nuovamente all’attività.
Il bendaggio funzionale è sempre prescritto da un medico e realizzato da un professionista sanitario; le bende utilizzate possono essere di diverse misure (da 6 a 10 cm di larghezza) e di diverso grado di elasticità. Alcune bende sono elastiche in larghezza, altre in lunghezza, altre ancora in entrambe le direzioni, e vengono usate a seconda delle esigenze di bendaggio. Il tape è confortevole e può rimanere in sede dai 3 ai 5 giorni.
Quanto tempo deve rimanere applicato un bendaggio compressivo? La durata varia in base alla patologia: per lesioni acute 24-72 ore con controlli frequenti; per insufficienza venosa cronica o ulcere venose, applicazione continua con sostituzione ogni 24-48 ore. I segni di eccessiva compressione includono dolore intenso, intorpidimento, formicolio, colorito bluastro o pallido dell'arto, freddezza cutanea e gonfiore delle dita. L'attività fisica con bendaggio è possibile ma deve essere autorizzata dal medico curante.
Pur appartenendo a campi clinici diversi, il bendaggio e molte procedure ortodontiche condividono principi pratici: scelta accurata del materiale in funzione del risultato desiderato, uso di tecniche specifiche per la parte del corpo interessata, controllo dei carichi e dei tempi di applicazione e attenzione alla protezione dei tessuti. In ortodonzia, l’uso di apparecchi fissi o rimovibili richiede procedure precise sia in laboratorio che in clinica per assicurare posizione e funzione ottimali, analogamente a come un bendaggio compressivo deve rispettare gradienti pressori e proteggere le sporgenze anatomiche.
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La tecnica indiretta di bonding dei brackets è una procedura di laboratorio e clinica destinata a compensare le limitazioni che il clinico incontra quando effettua il bonding direttamente in bocca. La sua applicazione assicura la posizione precisa di tutto il sistema di tubi e brackets utilizzati, consente di velocizzare l'attenzione del paziente e riduce il tempo sedia-paziente; è necessario applicarla in modo consecutivo fino a ottenere i migliori risultati nella pratica ortodontica quotidiana.
| Tipo di Ortodonzia | Range di Costo |
|---|---|
| Ortodonzia Fissa (brackets metallici) | €1.500 - €3.000 |
| Ortodonzia Fissa (brackets estetici) | €2.000 - €4.500 |
| Ortodonzia Mobile | €800 - €2.000 |
| Ortodonzia Invisibile (allineatori) | €3.000 - €6.500 |
| Ortodonzia Pediatrica (Intercettiva) | €500 - €1.500 |
I risultati dell’ortodonzia possono durare tutta la vita, a patto che si segua correttamente il piano di mantenimento indicato dall’ortodontista. Dopo la rimozione dell’apparecchio è fondamentale indossare un apparecchio di ritenzione per evitare recidive. L’ortodonzia non è dolorosa ma può causare disagio temporaneo quando l’apparecchio viene applicato o regolato; questo fastidio tende a scomparire dopo pochi giorni. Molte assicurazioni coprono parzialmente i trattamenti ortodontici per i bambini; per gli adulti la copertura varia in base alla polizza.
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