Trattamento ortodontico del morso profondo in seconda classe: opzioni, diagnosi e rischi

La domanda riguarda mio figlio di quasi 13 anni. In seguito ad una visita odontoiatrica ci è stata consigliata una visita di ortodonzia. Abbiamo contattato due specialisti in ortognatodonzia che dopo una visita del bambino, con relative analisi sia delle radiografie ortopanoramica delle arcate dentarie che della teleradiografia del cranio, hanno emesso una diagnosi di malocclusione di seconda classe con morso profondo.

Cos’è il morso profondo e perché può associarsi alla seconda classe

Il morso profondo, noto anche come morso coperto o deep bite, è una condizione ortodontica caratterizzata da un’eccessiva sovrapposizione verticale dei denti anteriori superiori sui denti anteriori inferiori. Il morso profondo è una malocclusione dentale in cui gli incisivi superiori coprono eccessivamente quelli inferiori quando la bocca è chiusa. In condizioni normali i denti incisivi superiori coprono gli incisivi inferiori di 2 mm circa; si parla di deep bite quando il morso porta i denti dell’arcata dentale superiore a coprire quelli inferiori di 4 mm e oltre.

La malocclusione di seconda classe si verifica quando c’è un disallineamento tra le arcate dentarie superiore e inferiore, con la mandibola che si posiziona più indietro rispetto alla mascella, portando spesso a una sovrapposizione eccessiva dei denti anteriori superiori su quelli inferiori. La malocclusione di II Classe rappresenta una delle problematiche dentali più comuni, influenzando non solo l’estetica del sorriso ma anche la funzionalità masticatoria e la salute generale dell’articolazione temporo-mandibolare.

Cause e manifestazioni cliniche

Le cause del morso coperto possono essere molteplici e spesso risultano da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Una delle cause più comuni è la discrepanza tra le dimensioni delle arcate dentali superiore e inferiore, che può essere ereditaria o svilupparsi durante la crescita. Altre possibili cause includono abitudini infantili come il succhiamento del pollice, l’uso prolungato del ciuccio o del biberon, la perdita prematura dei denti da latte, traumi facciali o dentali e anomalie scheletriche.

I sintomi più comuni del morso profondo includono difficoltà nella masticazione, usura anomala dei denti anteriori, dolori alla mandibola, cefalee, affaticamento muscolare nella zona mandibolare, disturbi dell’articolazione temporomandibolare (ATM), difficoltà nella fonazione e alterazioni posturali. Il continuo contatto eccessivo tra i denti anteriori superiori e quelli inferiori può causare usura dentale, aumentando il rischio di fratture o danni allo smalto e lesionare gengive e palato.

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La diagnosi: perché la cefalometria è fondamentale

Per una santa volta il trattamento mi sembra congruo in entrambe i casi, secondo i canoni della mia scuola di origine. Ma una cosa è certa: quando uno porta un figlio dal dentista il dottore laureato che lo vede, non può sparare una sentenza senza aver fatto prima una cefalometria. Non basta aver fatto le rx e averle osservate 1 minuto e mezzo contro la finestra: bisogna ricavarne la cefalometria.

La diagnosi Ortodontica è cosa seria e dipende da una infinità di problemi da valutare con accurato check up ortodontico e cefalometria che misura delle semirette che individuano dei piani e degli angoli in base a cui si fa una diagnosi e si prospetta una terapia ortodontica e che è compreso in più visite, rilievi di dati e soprattutto uno studio a "tavolino" dei problemi da correggere. Modelli di Studio Ortodontici, Fotografie del profilo e di Fronte in rapporto 1:1 e ovviamente una Visita Clinica Gnatologica a completamento di quella Ortodontica già descritta!

La diagnosi differenziale e la diagnosi clinica e strumentale con una o più visite mirate sono indispensabili: la vera diagnosi non si fa ad occhio vedendo 3 minuti e mezzo il soggetto, ma effettuando questo esame che si ricava da rx.

Opzioni terapeutiche proposte per un paziente in età quasi adolescenziale

Per i più piccoli, l’ortodonzia preventiva prevede l’utilizzo di apparecchi fissi o mobili progettati per aprire il morso, favorendo un’occlusione più equilibrata. Anche da piccoli (5-6 anni) nei casi più gravi e dove sia indicato mediante terapia intercettiva, stimolando opportunamente la crescita craniofacciale si possono modificare quei parametri cefalometrici che lo causano.

Se invece la permuta dentale è già stata completata o la crescita è quasi ultimata si può intervenire con un apparecchio fisso esterno o meglio ancora interno (apparecchio linguale). Nei bambini e preadolescenti, la terapia è spesso di tipo intercettivo con apparecchi mobili ortopedici e apparecchi funzionali come la placca di Schwarz o gli attivatori; negli adolescenti è spesso necessario l’apparecchio fisso con brackets quando la dentatura permanente è quasi completa.

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Trachino extraorale ("baffo")

In linea di massima, il baffo si usa quando il mascellare superiore è troppo in fuori, mentre l'apparecchio mio funzionale quando la mandibola non si è sviluppata adeguatamente. Il baffo in genere in questi casi dovrebbe avere la funzione di portare indietro la parte superiore, intrappolando così quella inferiore in maniera definitiva. Pochi sono i casi in cui si può utilizzare una trazione extraorale senza creare poi dei grossi problemi alla eruzione degli ottavi superiori.

Apparecchio miofunzionale/mobile

Un apparecchio mio funzionale coinvolge entrambe le arcate dentarie e stimola la crescita mandibolare o il riposizionamento funzionale della mandibola; un apparecchio funzionale che stimoli la residua crescita, o almeno lo spostamento in avanti della mandibola, e contemporaneamente elimini il morso profondo, è in genere l'ausilio migliore. In molti casi, se le hanno proposto le due terapie, probabilmente è una problematica mista; in questi casi alcuni specialisti usano entrambe le terapie insieme, cioè un attivatore funzionale attivato con una trazione extraorale, per sfruttare la crescita residua, per poi completare con l'apparecchio fisso.

Ortodonzia fissa (brackets, Damon System, linguale)

A 13 anni la situazione scheletrica è bella e consolidata. Credo per il profilo di chi ha un morso profondo che non si debba usare una trazione extraorale perchè andrebbe a bloccare ancora di più una mandibola che per tanto tempo è rimasta "murata" dagli incisivi superiori. Piuttosto è necessario ormai un trattamento con Brackets (meglio se Damon System) che sbloccando la mandibola correggerebbe la II classe avanzandola.... tuttavia prima va fatto un check up completo Rx Foto modelli postura etc.

Il trattamento di ortodonzia fissa farebbe perdere al ragazzo l'occlusione intesa come massima intercuspidazione così faticosamente guadagnata: il morso profondo. Regola fondamentale: Garantire sempre la massima intercuspidazione senza interferenze eccentriche prima di pensare a qualunque benché minimo spostamento dentale (ortodontico: biomeccanico o funzionale che sia!)

Allineatori trasparenti, tecniche linguali e TADs

Gli aligner trasparenti rappresentano un’altra alternativa popolare: sono poco visibili e offrono un maggiore comfort rispetto agli apparecchi tradizionali, ma sono più adatti per casi da lieve a moderato e richiedono collaborazione. Lo stato dell’arte però oggi utilizza piccoli attacchi metallici applicati lingualmente, ovvero sul lato interno. Negli ultimi anni, l’ortodonzia ha visto l’utilizzo della terapia con miniviti ortodontiche (TADs) che forniscono un ancoraggio stabile durante il trattamento ortodontico.

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Terapia orto-chirurgica

Nei casi più gravi di morso coperto con componente scheletrica marcata e in pazienti a fine crescita, potrebbe essere necessaria la chirurgia ortognatica per correggere le anomalie scheletriche. La chirurgia ortognatica è generalmente considerata solo dopo che altri trattamenti ortodontici non hanno avuto successo o quando il morso coperto è causato da problemi scheletrici significativi. Chirurgia (2-4 ore) seguita da recupero post-operatorio (3-6 mesi) e ortodonzia aggiuntiva (6-12 mesi).

Schema delle opzioni terapeutiche per morso profondo

Fattori da considerare nella scelta della terapia

Gentile Fabrizio, in ortodonzia, non esiste una terapia più efficace, esiste la terapia più adatta, per quella bocca di quel paziente, e per poter dire quale sia più adatta non basta una generica diagnosi di seconda classe; è una seconda solo scheletrica, è una seconda sia scheletrica che dentale, è una seconda prima divisione o seconda divisione, a che punto è la crescita del paziente, cioè ha ancora margini di crescita.

È difficilissimo a distanza senza la minima conoscenza del caso stabilire il trattamento più efficace per suo figlio. Entrambe le proposte sono corrette. Lei deve sapere che esistono tantissimi pareri diversi in ortodonzia, a seconda della scuola di provenienza. Per chiarimenti non esiti a contattare lo specialista e valutare Rx, foto e modelli: perché non ci manda le fotografie dell'occlusione di suo figlio? Le nostre risposte sarebbero più congrue (seconda classe è una definizione vaga).

A 13 anni è difficile risolvere un problema come quello che affligge suo figlio, con entrambe le metodiche. Difficile ma non impossibile, anche se dovrà essere prestata la maggiore cura e scrupolo nel seguire i consigli di chi deciderete di ascoltare. Le metodiche sono entrambe efficaci sulla carta, ma l'età presta il fianco al possibile non raggiungimento perfetto del fine cura e di una possibile recidiva.

Rischi, complicanze e considerazioni funzionali

Il morso profondo può portare a usura anomala dei denti anteriori, traumi da contatto tra incisivi e gengiva palatina, affaticamento muscolare nella zona mandibolare, disturbi dell’ATM, cefalee e tensioni cervicali croniche, difficoltà nella masticazione e nella fonazione e problemi posturali. I pazienti affetti da deep bite spesso hanno maggiore propensione alla carie e alla parodontite.

Un dentista particolarmente capace potrebbe anche riuscire a spostare i denti laddove li vorrebbe, ma esiste anche un contenitore (la bocca) che deve essere d'accordo nel mantenere i denti nella posizione raggiunta, e non è sempre così. La cura inoltre sarà probabilmente lunga e il figlio entrerà a breve in una età in cui il portare un apparecchio non è proprio il sogno della vita, e un apparecchio portato in modo intermittente dà soltanto esiti molto parziali.

Supporti non ortodontici

L’osteopatia può essere un valido supporto nel trattamento del morso profondo, soprattutto quando questo è associato a tensioni muscolari, disfunzioni posturali o problemi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Gli esercizi specifici per il morso profondo mirano a rafforzare e riequilibrare la muscolatura orofacciale e possono supportare il trattamento ortodontico.

Infografica: effetti del morso profondo su denti, ATM e postura

Scelta dello specialista e approccio multidisciplinare

La diagnosi e la valutazione di una malocclusione di classe II dento-scheletrica richiedono un approccio multidisciplinare che coinvolge ortodontisti, chirurghi maxillo-facciali e, in alcuni casi, radiologi e gnatologi. Vada a vedere se uno dei due è odontoiatra ed eventualmente iscritto alla SIDO. IO curo nel senso alto del termine: MI PRENDO CURA del paziente e voglio avere di lui la responsabilità piena, mi sento responsabile, ossia, ABILE nel RISPONDERE!

In ultima analisi ci sono molte cose che vanno attentamente valutate prima di intraprendere una terapia ortodontica, ancor di più se viene intrapresa in ritardo come sembra. Se la seconda classe è prevalentemente dentale si può pensare ad una terapia con apparecchio fisso; se è grave scheletrica è importante sapere quali margini di modifica abbiamo, in quanto nel caso di paziente a fine crescita bisogna valutare se non ci siano ormai necessità chirurgiche.

Tabella riepilogativa: quando considerare le principali opzioni

Età / situazione Opzioni consigliate Note
Età 5-10 (intercettiva) Apparecchi mobili ortopedici, attivatori Stimolare crescita, risultati migliori se precoce
11-14 (permuta quasi completa) Apparecchio funzionale, fisso multibrackets, talvolta trazione extraorale Valutare residuo di crescita; combinazioni possibili
Adolescente tardo / adulto giovane Ortodonzia fissa, linguale, aligner, TADs; valutare orto-chirurgico Se componente scheletrica severa: possibile chirurgia
Video: spiegazione delle opzioni terapeutiche per morso profondo in seconda classe

Conclusione pratica per il caso specifico

Sig. Fabrizio, è difficilissimo a distanza senza la minima conoscenza del caso stabilire il trattamento più efficace per suo figlio. Entrambe le proposte sono corrette. Deve però accertarsi che venga eseguita una diagnosi completa con cefalometria, modelli, foto e valutazione gnatologica. Solo dopo questo studio si potrà decidere se privilegiare un apparecchio miofunzionale, una trazione extraorale, un approccio con brackets o una terapia combinata che sfrutti la crescita residua e pianifichi eventualmente una fase fissa di completamento.

Per chiarimenti porti Rx, foto e modelli al medico che sceglierà, e chieda spiegazioni sul piano di trattamento, sui tempi previsti, sui rischi di recidiva e sull’importanza della collaborazione del paziente. Un trattamento personalizzato, basato su una diagnosi completa, è la scelta più sicura per ottenere risultati stabili e funzionali.

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