Pallestrini patologico del corpo linguale: quadro clinico, eziologia e approcci diagnostici

L’analisi semeiologica della lingua è parte integrante di molti antichi trattati di medicina generale ed è alla base della medicina tradizionale cinese. Sicuramente anche nella moderna pratica clinica stomatologica molte informazioni utili nell’iter diagnostico possono essere raccolte da un’attenta osservazione del corpo linguale: dimensioni, colore, aspetto della superficie, consistenza e motilità. I segni clinici devono ovviamente correlarsi con gli eventuali sintomi e con altri segni orali o sistemici e suffragati eventualmente da indagini di laboratorio.

Anomalie congénite

Si possono riscontrare anomalie congénite della lingua, alcune estremamente frequenti, di diversa entità. Le anomalie di dimensione comprendono microglossia e macroglossia. Alcune di queste forme possono essere interpretate come variabili anatomiche parafisiologiche, altre sono l’espressione di malattie congenite ed ereditarie, malattie acquisite o sono uno dei tanti elementi caratterizzanti sindromi differenti.

Le anomalie della superficie annoverano la lingua plicata, la lingua a carta geografica, l’ipertrofia delle papille circumvallate, foliate, filiformi e fungiformi. Il dorso linguale può apparire atrofico, con scomparsa del normale disegno papillare, condizione riscontrabile in pazienti affetti cronicamente da lichen planus, in forme infettive, quali la candidosi eritematosa, oppure in conseguenza di un deficit vitaminico soprattutto del gruppo B. L’atrofia della porzione superficiale della lingua può essere inquadrata nelle lesioni orali in corso di radioterapia, nell’anemia perniciosa e nelle Sindromi di Plummer-Vinson e di Sjögren.

Dischromie più frequenti

Risultano estremamente frequenti le anomalie di colore della lingua. La lingua patinosa potrà conferire una colorazione bianca (patina dorsale, lingua villosa). Il colore bianco potrà anche essere l’epifenomeno di infezioni micotiche (candidosi pseudomembranosa), di lesioni precancerose (leucoplachia, lichen, lesioni lichenoidi) oppure di anemia. La lingua potrà assumere un colore giallastro (patina dorsale, patologie epato-biliari, lipoma) oppure rosso-blu (malattie infiammatorie, malattie cardiovascolari, farmaci, angiomi e linfangiomi, anomalie vascolari, discrasie ematiche, sarcomi). Potrà apparire nera a seguito di pigmentazioni razziali ed eredo-familiari, lingua nigra villosa, esiti di trauma e malattie ulcerative, farmaci e metalli. Le pigmentazioni isolate devono essere indagate con un corretto inquadramento anamnestico e clinico in quanto si pone una diagnosi differenziale con nevi e melanoma. Esistono condizioni infiammatorie che possono vedere combinati i vari aspetti elencati.

Reazioni a farmaci

L’etiologia è molto vasta: le lesioni linguali in questi casi fanno parte di un aspetto generalizzato di “mucosite”. Alcune di queste forme sono conseguenti a terapie antitumorali, altre rappresentano particolari reazioni a farmaci (eritema multiforme e sindromi affini). Il quadro è spesso molto più ampio del solo coinvolgimento linguale e prevede un interessamento delle altre mucose orali, genitali od oculari e della cute e le lesioni elementari risultano polimorfe: bolle, abrasioni, ulcerazioni.

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Ulcerazioni

Tra le ulcerazioni multiple ad esordio acuto si possono annoverare forme aftose (estremamente frequenti) con distribuzione delle lesioni soprattutto sul ventre e margini della lingua e forme erpetiche distribuite a grappolo specie sul dorso, dove la cheratinizzazione dell’epitelio è più elevata. Ulcerazioni diffuse e ampie del corpo linguale possono essere anche l’espressione di vasculiti come la granulomatosi di Wegener, di malattie gastrointestinali (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn). Le ulcerazioni isolate della lingua possono essere conseguenti ad eventi banali quali traumatismo acuto o cronico. In queste condizioni è molto importante che la lesione regredisca completamente dopo 7-10 giorni; in caso contrario si deve considerare la possibilità di carcinoma o altre patologie tumorali maligne (sarcomi, linfomi).

Alcuni carcinomi della lingua possono essere preceduti da lesioni rosse, bianche o miste quali eritroplachie o leucoplachie. La lingua può presentare tumefazioni circoscritte che possono essere l’espressione di tumori maligni o, molto più frequentemente, di forme benigne: fibromi e fibropapillomi di origine traumatica, papillomi virali, lipomi, angiomi ecc. Sintomi come bruciore e dolore o alterazioni della sensibilità tattile e termica nonché gustativa possono presentarsi anche in assenza di evidenza clinica obiettiva. È opportuno correlare i dati anamnestici con eventuali variazioni degli indici ematochimici o con altre indagini strumentali per indagare potenziali neuropatie centrali o periferiche.

La terapia delle patologie linguali risulta molto variabile in base all’etiologia. La risoluzione del quadro patologico linguale può richiedere il trattamento generale della malattia di base, mentre negli aspetti infiammatori decisamente più frequenti può risultare sufficiente la prescrizione di sintomatici (blandi antiflogistici e antisettici) oppure di preparati che favoriscano il ripristino del normale turnover dell’epitelio linguale. Nelle forme infettive (micotiche, batteriche o virali) è suggerita la corrispondente terapia medica topica per le glossopatie circoscritte, o sistemica per le forme che coinvolgono più distretti mucosi o cutanei. La terapia chirurgica tradizionale o le tecniche alternative (elettrochirurgia e laser) trovano indicazione nelle forme tumorali maligne o benigne e nelle lesioni potenzialmente maligne.

Elementi diagnostici e ruolo della biopsia

La biopsia è spesso l’esame definitivo per distinguere lesioni benigne da potenziali neoplasie. Un caso clinico esemplare descrive la diagnosi istopatologica della lesione come mucosa linguale sede di ipercheratosi paracheratosica, flogosi cronica e fibrosi del corion mucoso, con presenza di colonie batteriche in sede intraepiteliale. In ambito oncologico, i tumori maligni della lingua colpiscono una persona ogni 10.000 abitanti, con predilezione maschile e prevalenza oltre i 50 anni. Tra i fattori di rischio figurano il fumo, l’alcol, la masticazione del tabacco e del betel, igiene orale carente, protesi incongrue e denti con corona spezzata. L’associazione tra infezione da HPV e cancro della bocca è controversa ma documentata in alcuni tumori del cavo orale e della lingua. Particolare attenzione va data alla leucoplachia prolif erativa verrucosa (LPV) come forma di alto rischio di trasformazione maligna. La classificazione delle lesioni avviene in rapporto alla sede anatomica e la terapia è principalmente chirurgica, con alternative radioterapiche o altre terapie a seconda del tipo di lesione e della stadiazione.

Tecniche chirurgiche e gestione postoperatoria

Nell’esecuzione di una biopsia escissionale di una lesione a livello del margine linguale si descrive un approccio che prevede la trazione della lingua, l’ancoraggio della mucosa con sutura, l’infiltrazione sovramesotica e la separazione della tunica mucosa dalla muscolatura sottostante. L’uso di anestesia locale, adrenalinata, permette un campo operatorio esangue e una sutura di contenzione che favorisce la guarigione. Nel postoperatorio è comune l’impiego di gel a base di clorexidina al 1% per la guarigione delle ferite.

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Glossario e tematiche correlate

  • GLOSSITE: alterazioni della superficie linguale con diverse denomazioni a seconda delle manifestazioni (iperkeratosi, iperplasia, ecc.).
  • LANGUAGE DEL CORPO LINGUALE: area fisiologica e funzionale impegnata nella deglutizione e nella modulazione della voce, con importanza immunitaria per l’orofaringe.
  • RAPPORTO HPV-CANCRO ORALE: evidenze di associazioni variabili; la diagnosi richiede sospetto clinico e conferma istopatologica.
  • RAPPORTI DI STORIA: tabagismo, alcol, igiene orale, protesi dentarie, dieta deficitaria di vitamine.
Infografica: vie di diagnosi delle patologie della lingua e loro fattori di rischio

Nell’ambito della prevenzione e della diagnosi precoce, è fondamentale una visita orale accurata ed un esame obiettivo completo, comprensivo di ispezione e palpazione, per generare o non generare un sospetto diagnostico e pianificare eventuali accertamenti bioptici o di laboratorio.

Video esplicativo: patologie della lingua e approcci terapeutici
CondizioneSegni clinici principaliTerapia raccomandata
Lichen planus oraleatrofia del dorso, perdita del disegno papillaretrattamento sintomatico, gestione infiammatoria
Leucoplachiachiazze bianche contorni nettibiopsia per escludere displasia/malignità; sorveglianza
Candidosi eritematosaarrossamento, dolore, alterata sensibilitàterapia antifungina
Papilloma squamosolesione verrucosa sul ventre lingualeescissione chirurgica; HPV correlata

La lingua linguale presenta aree di variabilità, e la gestione richiede un approccio integrato che consideri l’anamnesi, l’esame obiettivo, le indagini di laboratorio e, quando necessario, la stadiazione e la terapia chirurgica. Le patologie della lingua rappresentano spesso un quotidiano problema, semplice e facilmente risolvibile, ma una diagnosi tempestiva è cruciale per escludere lesioni maligne e per guidare la terapia adeguata.

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