
L’obiettivo del progetto è sostenere le persone in stato di forte necessità a causa del conflitto in Ucraina e fornire loro assistenza umanitaria e sanitaria. L’Antoniano sostiene tre strutture francescane ucraine a Konotop, Odessa e Kiev e una struttura in Romania che aiuta mamme e bambini che attraversano il confine dell’Ucraina.
Il grano tenero arriva dall’Ucraina, per la precisione dall’oblast di Leopoli, nell’Ovest del Paese. Ha raggiunto via camion il Molino Grassi di Parma, è stato trasformato in farina di tipo 1 e da lì ha raggiunto la casa di reclusione “San Michele” di Alessandria, dove un gruppo di otto detenuti, impiegati nel panificio sociale gestito dalla cooperativa Pausa Café la trasformano in pane e grissini che vengono poi messi in vendita nei negozi Nova Coop del Piemonte. Riconoscerli è semplice: sulle confezioni sono impressi i colori della bandiera della pace e la scritta “Bread for peace”.
Ogni settimana i detenuti-panificatori del “San Michele” sfornano circa 500 chilogrammi di pane e grissini; cui si aggiungono anche i pacchi di farina. “Per ogni confezione venduta, 30 centesimi di euro sono destinati all’acquisto di sementi e attrezzature agricole in Ucraina -spiega ad Altreconomia Marco Ferrero, presidente di Pausa Café e promotore di ‘Bread for peace’-. Abbiamo anticipato parte delle risorse che verranno raccolte con questa iniziativa ai 72 agricoltori di Leopoli coinvolti nel progetto: in questo modo hanno potuto acquistare 30 tonnellate di sementi di grano e foraggio necessarie per avviare la stagione agricola 2023”.
Il progetto “Bread for peace” ha preso il via nei mesi successivi all’invasione russa dell’Ucraina, racconta il presidente della cooperativa. Durante le prime settimane del conflitto, infatti, Pausa Café era presente al confine con la Polonia (per la precisione nel Comune di Przemyśl) per supportare le attività di registrazione e prima accoglienza dei profughi, e successivamente a Leopoli insieme ad altre organizzazioni della società civile italiana. “Terminata la fase di emergenza abbiamo iniziato a interrogarci su quale avrebbe potuto essere il nostro contributo sul lungo periodo -continua Ferrero-. La prima risposta è stata quella di favorire l’evacuazione sanitaria di persone particolarmente fragili. La cooperativa piemontese, infatti, è attiva dal 2004 nelle carceri di Torino e Alessandria dove gestisce una torrefazione e un laboratorio di panificazione per favorire i percorsi di inclusione sociale dei detenuti.
Con un’attenzione particolare alle materie prime e alla loro storia: il caffè che viene lavorato all’interno della casa di reclusione “Lorusso e Cotugno”, infatti, viene dal presidio Slow Food delle Terre alte di Huehuetenago in Guatemala e da quello della Montagna Campara in Honduras. “Nel Dna di Pausa Café c’è da sempre l’impegno a rendere attori della solidarietà coloro che, solitamente, ne sono oggetto. E lo facciamo restituendo a uomini e donne la possibilità di essere protagonisti, accompagnandoli nella costruzione del loro futuro -spiega Ferrero-. Lo facciamo nelle carceri, nei territori dell’America Latina segnati da una storia di sfruttamento e di discriminazione dei produttori.
Leggi anche: Sorriso Sano: Pane e Altri Alimenti
“Bread for peace” vuole dare una risposta concreta a questi problemi ma ha anche un forte carico simbolico: “Lo scorso novembre ci sono voluti cinque giorni per far passare la frontiera ai primi due tir: circa 46 tonnellate, tra grano tenero e segale -continua Ferrero-. A marzo siamo riusciti a far uscire un secondo carico: stiamo parlando di una goccia nel mare, ma pensiamo sia importante.”
Nelle scorse settimane, è stata avviata anche la seconda parte del progetto, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare per la popolazione sfollata che è rimasta all’interno del Paese -sempre nella regione di Leopoli- e che oggi fatica ad accedere al cibo, in particolare carne, uova, formaggi e verdure. Parallelamente, il progetto vuole sostenere la capacità produttiva delle piccole e medie aziende agricole della zona offrendo uno sbocco per i loro prodotti. “Abbiamo individuato un piccolo nucleo di beneficiari, circa 450 persone particolarmente fragili come anziani o donne sole che non hanno le risorse per lasciare l’Ucraina -spiega Ferrero-. Mentre, per quanto riguarda le aziende produttrici abbiamo individuato piccole realtà privilegiando quelle a conduzione femminile, che utilizzano metodo biologico o che offrono posti di lavoro agli sfollati interni”.
CELLOLE (Matilde Crolla) - Si chiama ‘Pane e Denti for Ucraina’ l’iniziativa promossa da un gruppo di dentisti italiani per offrire sostegno gratuito ai tanti profughi che da diverse settimane stanno giungendo in Italia. Anche il dentista cellolese Pasquale Tedone ha deciso di aderire all’iniziativa di solidarietà. gratuita ai profughi che stanno arrivando dall’Ucraina in Italia. Non è destinata ai cittadini ucraini che già vivono nel nostro Paese da diverso tempo per motivi che nulla hanno a che vedere con la guerra.
La persona interessata potrà recarsi dal dentista aderente all’iniziativa e dovrà solamente esibire il documento di identità o passaporto biometrico o qualsiasi altro documento rilasciato all’ingresso in Italia dalle autorità. “Pane e denti per l'Ucraina” questo il nome dell’iniziativa nata per costruire una Rete di Dentisti disponibili ad erogare, gratuitamente e senza condizioni, prestazioni professionali ai profughi ucraini. Non una raccolta di cibo o farmaci, ma prestazioni gratuite a chiunque abbia bisogno del dentista, si tratti di una carie, di un’estrazione o di un’igiene dentale.
La solidarietà dei dentisti italiani all’Ucraina nasce in un piccolo paese lombardo, Zelo Buon Persico, al confine tra il Lodigiano e l’hinterland milanese. Vassura, medico dentista 56enne, uno studio a Zelo insieme al fratello Massimiliano, è stato l’ideatore del volantino e del logo: un dente con all’interno un cuore bicolore giallo e blu. Durante la chiacchierata, il dottor De Simone informa che è possibile aderire all’iniziativa in maniera volontaria e solo per il tempo che si desidera, sottolineando che i servizi gratuiti riguardano le urgenze, soprattutto se associate a dolore o infezione come carie, pulpite, fratture e/o altro.
Leggi anche: cosa significa Chi ha il pane non ha i denti
“Vorrei precisare, a tal proposito, che i dentisti aderenti all’iniziativa non ricevono alcuna assistenza finanziaria dallo Stato. L’ostacolo oltre il quale bisogna buttare il cuore è alto solo nella nostra mente” - la sua riflessione. Il Centro Medico e Odontoiatrico “4Smile” di Torremaggiore ha già partecipato ad una raccolta di fondi per mandare in Ucraina, farmaci e strumenti utili per la gestione di ferite. Una raccolta lanciata dall’Associazione ANDI Foggia grazie alla disponibilità del presidente.
“Era un’urgenza, non grave per sua fortuna, ma che andava risolta prontamente. Non nascondo la grande emozione che ci ha preso tutti. Giuseppe De Simone, figlio di Nicola, igienista dentale, durante la conversazione con la figlia della paziente ucraina, sottoposta alle cure urgenti, le ha chiesto se in Italia si sentissero al sicuro e se fosse nei loro programmi, restarci. Sono oltre 318 gli studi dentistici privati, in tutta Italia, che hanno aderito alla campagna di solidarietà. La collaborazione con gli enti e le associazioni non profit.
Se poco si può fare per cancellare il trauma di un bombardamento, almeno si può confortare un profugo in fuga alleviando un dolore quotidiano. Come un comune mal di denti. A questo hanno pensato i dentisti italiani che nel tendere una mano alle decine di migliaia di profughi ucraini in arrivo (o in transito) in Italia hanno al tempo stesso colmato la mancanza dell’assistenza odontoiatrica pubblica, quasi assente nel servizio sanitario nazionale. Per i profughi ucraini sarà gratuita. Anzi lo è già da una decina di giorni.
La rete di dentisti italiana, insieme al mondo delle cliniche partner, continua a espandersi: “Emetteremo solo una fattura a zero euro con sconto del 100 per cento sul servizio erogato”, informa Vassura. Dei circa 50mila profughi già arrivati in Italia alcune centinaia hanno già trovato il dentista in Italia. La media è di due profughi curati per ogni studio. Una numero destinato ad aumentare sensibilmente già fin dalle prossime ondate.
La stessa clinica «Dental Care» dei fratelli Vassura ha già guarito due clienti, entrambi bambini ucraini. Entrambi avevano forte mal di denti per una carie e sono usciti dallo studio con un dolore in meno. Parallelamente, visite dentistiche gratuite per i profughi ucraini arrivati in Valdarno hanno rafforzato la rete di attenzione odontoiatrica sul territorio.
Leggi anche: Sintomi, cause e rimedi per denti e feci molli nel neonato
La “rete di dentisti” fornisce assistenza odontoiatrica gratuita senza alcuna condizione e nel rispetto delle norme. Il dottor Roldano Romolini, il dottor Filippo Rustichini e la dottoressa Maria Chiara Salmi hanno aderito allo Studio Odontoiatrico Associato Srl, aprendo le porte del loro studio alla popolazione ucraina per interventi che spaziano dalla semplice igiene dentale fino a carie o estrazioni. Tutto questo in linea con i valori aziendali che vedono al centro l’attenzione verso l’aspetto umano, la relazione con i pazienti e le dinamiche sociali del territorio valdarnese. “L’adesione a ‘Pane e Denti for Ucraina’ ci permetterà di rendere un grande servizio - spiega il dottor Rustichini - Certe volte l’ostacolo oltre il quale bisogna buttare il cuore è alto solo nella nostra mente: con questa iniziativa offriremo cure pro bono ai profughi ucraini che ne avranno bisogno e che si rivolgeranno allo studio.”
Il progetto Pane e Denti for Ucraina ha trovato concreta promozione anche nella sinergia tra lo Studio Odontoiatrico Associato Srl e la Comunità Nuovi Orizzonti che gestisce un centro di accoglienza a Montevarchi dal 1999. Attualmente, un’ala indipendente della struttura è dedicata all’accoglienza temporanea di famiglie con minori. I responsabili hanno guidato un viaggio a Przemysl, vicino al confine polacco, per consegnare vestiario, farmaci e beni di prima necessità, facendo rientro in Italia con venti profughi. Dieci di loro sono stati accolti nella casa di accoglienza montevarchina e sono stati i primi beneficiari delle visite gratuite previste dallo Studio Odontoiatrico Associato Srl per “Pane e denti for Ucraina”.
Il progetto Pane e Denti for Ucraina non raccoglie denaro, materiali, farmaci o oggetti di alcun tipo, ma si limita a facilitare l’accesso gratuito alle cure odontoiatriche ai profughi. Senza nessuna riserva, nessuna condizione, nessun distinguo ideologico o politico. Questo è il valore di una comunità solidale che non ha smarrito il senso della propria presenza nel mondo. Alla fine ci costerà molto poco e avremo reso un grande servizio. Con questa iniziativa offriremo cure pro bono ai profughi ucraini che ne avranno bisogno e che si rivolgeranno allo studio.
| Attore | Ruolo | Azioni principali |
|---|---|---|
| Pausa Café | Cooperativa sociale | Panificazione in carcere; vendita di pane e grissini; destinazione di parte delle risorse a sementi in Ucraina |
| 3 strutture ucraine sostenute | Centri di accoglienza | Aiuto umanitario e sanitario |
| Comunità Nuovi Orizzonti (Montevarchi) | Centro di accoglienza | Accoglienza temporanea di famiglie con minori; collaborazione odontoiatrica gratuita |
| Studi odontoiatrici italiani | Rete solidale | Prestazioni gratuite; espansione della copertura territoriale |
tags: #pane #e #denti #per #l'ucraina #significato
