Parodontite, sintomi e linfonodi ingrossati: correlazioni, cause e cosa fare

La parodontite rappresenta l'infiammazione del parodonto, ovvero l’apparato di sostegno del dente. La parodontite è una patologia infettiva causata da microrganismi (batteri) che aggrediscono le strutture di sostegno dei denti provocando una infiammazione cronica e degenerativa. È di grande importanza che venga diagnosticata quanto prima e soprattutto curata precocemente, per evitare le gravi complicanze come gli ascessi o la caduta definitiva dei denti.

Che cos'è un linfonodo e perché si ingrossa

I linfonodi (detti anche ghiandole linfatiche) sono piccoli organi di forma rotonda che rivestono un ruolo molto importante nel sistema circolatorio linfatico. I linfonodi contengono la linfa, una sostanza vitale contenente tutte quelle proprietà necessarie a mantenere l’organismo in buona salute, come zuccheri, sali, proteine, lipidi, amminoacidi, ormoni, vitamine e globuli bianchi. I linfonodi sono formazioni di tessuto linfatico localizzati nei punti di diramazione dei vasi linfatici, spesso uniti a grappoli e sono concentrati soprattutto a livello delle cavità ascellari, ai lati del collo e nella zona inguinale.

Trattandosi di ghiandole che hanno la funzione di avvertire il sistema immunitario di qualunque genere di minaccia virale o batterica il loro ingrossamento è la risposta in difesa a questo attacco. Quando i denti del giudizio si infiammano, l’infiammazione può estendersi a diverse parti del corpo, inclusi i linfonodi. Quando questo succede, i linfonodi si ingrossano e possono provocare forti dolori. Quando i denti del giudizio si infiammano i linfonodi si ingrossano come risposta immunitaria a un potenziale attacco batterico, attivandosi per combattere e bloccare la diffusione di batteri, virus e cellule neoplastiche.

Correlazione tra parodontite e linfonodi ingrossati

L’ingrossamento dei linfonodi, come reazione all’infiammazione dei denti del giudizio o a infezioni orali, è dovuto al fatto che al loro interno si scatena la duplicazione e l’attivazione dei cosiddetti linfociti. Questa reazione, non solo li fa aumentare di volume ma, a volte, diventano addirittura dolorose. I linfonodi possono essere definiti come le stazioni di difesa del corpo umano e sono localizzate in tutto il nostro corpo.

Essendo quelli più vicini alle mandibole, i linfonodi del collo sono quelli più soggetti a ingrossarsi quando è in corso un’infiammazione provocata dai denti del giudizio. Infatti, nella maggioranza dei casi, l’infezione dei linfonodi del collo è spesso determinata da un’infezione dentale, che potrebbe essere collegata a un granuloma dentale, ascesso dentale o, in alcuni casi, a una forma di gengivite acuta.

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Sintomi della parodontite e segni correlati

I primi sintomi della parodontite includono gengive che sanguinano facilmente durante lo spazzolamento o l’uso del filo interdentale, alitosi persistente e gengive che appaiono arrossate e gonfie. Il primo sintomo che si sviluppa in ordine cronologico è la gengivite, ovvero l’infiammazione della gengiva, che provoca arrossamento, gonfiore e facile sanguinamento durante il lavaggio dei denti con lo spazzolino.

Quando le gengive si infiammano, il disagio può essere accompagnato da dolore, sanguinamento, alito cattivo e difficoltà nella masticazione. In uno stadio avanzato della parodontite, i sintomi possono includere mobilità dei denti, spostamento dei denti, abbassamento significativo delle gengive, dolore alle gengive e sensibilità diffusa al caldo e al freddo. La sensibilità dentale è un sintomo comune della parodontite perché la retrazione gengivale espone maggiormente le radici dei denti.

Parodontite acuta, pericoronite e ingrossamento dei linfonodi

La parodontite acuta è una condizione infiammatoria grave e a rapida insorgenza che colpisce i tessuti di sostegno del dente, noti collettivamente come parodonto. Questa patologia rappresenta spesso l'esacerbazione di una gengivite preesistente non curata o una riacutizzazione di una parodontite cronica silente. Caratteristica distintiva è la formazione di tasche parodontali profonde in tempi brevi, accompagnata spesso dalla formazione di un ascesso parodontale.

Avete mai sentito parlare di pericoronite? Si tratta di una malattia dentale che comporta l’infiammazione e l’infezione del tessuto gengivale attorno ai denti del giudizio. Possiamo dunque definire genericamente la pericoronite come una infiammazione acuta della gengiva che circonda un dente. La pericoronite provoca dolore alla regione posta nell’angolo della mandibola, e tale dolore tende ad aumentare con i normali movimenti di masticazione e di fonia. Non solo: la gengiva colpita da questa malattia dentale si presenta arrossata e gonfia, così infiammata da giungere a causare indolenzimento all’orecchio e al collo.

Numerosi studi dimostrano che chi soffre di parodontite ha valori di granulociti neutrofili circolanti e parametri infiammatori sistemici (come la proteina C reattiva) elevati rispetto alle persone sane. La parodontite è un'infezione cronica che causa una risposta infiammatoria.

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Quando preoccuparsi: segni di allarme

Aumento di volume, dolore al tatto o durante la deglutizione, sono segnali da non sottovalutare. Se i linfonodi rimangono ingrossati per un periodo prolungato o se noti altri sintomi associati, come febbre persistente o perdita di peso, è consigliabile consultare un dentista o un medico per una valutazione più approfondita. D’altra parte, se dopo aver curato l’infiammazione dei denti del giudizio il fenomeno dell’ingrossamento dei linfonodi perdurasse per un mese o più, è consigliabile rivolgersi a uno specialista (in questo caso un ematologo).

Anche se i linfonodi ingrossati sono spesso la conseguenza di un’infezione batterica o virale, in alcuni casi la causa potrebbe essere riconducibile anche a problemi più seri come una malattia autoimmune o, più di rado, a un tumore.

Diagnosi: esami clinici e strumentali

La diagnosi dovrebbe idealmente essere il più precoce possibile: qualora si notino un sanguinamento gengivale o un’aumentata mobilità di un dente è opportuno rivolgersi quanto prima ad un odontoiatra, il quale potrà riconoscere la patologia e mettere in atto le cure più efficaci per bloccarne la progressione. Sondaggio parodontale: utilizzando una sonda millimetrata, il medico misura la profondità delle tasche parodontali. Nella fase acuta, questa procedura può essere dolorosa e deve essere eseguita con delicatezza. Esame radiografico: le radiografie endorali (o una ortopantomografia) sono essenziali per visualizzare l'entità della perdita ossea alveolare.

Trattamento e rimedi: cosa fare se i linfonodi sono ingrossati per parodontite

L'obiettivo della terapia è quello di far sì che la malattia non produca più danni di quelli già provocati, diventi cronica. Il primo approccio terapeutico della parodontite è senz’altro una corretta igiene orale di tipo professionale. Questa procedura (chiamata scaling, root planing) in molti casi è in grado di produrre un risultato soddisfacente: le gengive assumono un colore roseo, non sono più gonfie e sanguinanti e la mobilità dei denti diminuisce e scompare.

La terapia prevede debridement professionale: rimozione meccanica della placca e del tartaro sopra e sottogengivale (scaling). In molti casi può essere necessaria una terapia farmacologica: nelle forme più gravi può rendersi necessaria una terapia antibiotica e l’utilizzo di antisettici orali (a base di clorexidina). La prognosi della parodontite acuta dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Se trascurata, la parodontite acuta progredisce rapidamente verso la perdita dei denti.

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Se la patologia è circoscritta e non particolarmente grave, il primo rimedio da non sottovalutare è una corretta e costante igiene orale - oltre che sciacqui con acqua salata e tiepida. Nei casi più gravi, la pericoronite deve essere necessariamente curata secondo le indicazioni fornite dal dentista. Di norma, queste includono l’assunzione di antibiotici e di antidolorifici. In alternativa, quando lo specialista lo ritiene opportuno, si può intervenire con la chirurgia orale, andando a rimuovere il dente del giudizio direttamente responsabile dell’infezione.

Prevenzione e fattori di rischio sistemici

La prevenzione ha un ruolo determinante per combattere questa malattia che nelle fasi iniziali è praticamente senza sintomi (asintomatica). È importante quindi sottoporsi a controlli periodici. Una corretta, regolare e scrupolosa igiene dentale con spazzolino, dentifricio, filo interdentale, collutori è fondamentale. Cessazione del fumo: è realmente un elemento cardine nella prevenzione di molte delle patologie odontoiatriche.

Il soggetto diabetico ha un rischio maggiore di ammalare di gengivite e di parodontite. Chi soffre di diabete si trova molto spesso a combattere anche con problemi nella bocca, come gengiviti e parodontite e possibile sanguinamento delle gengive. Le malattie parodontali sono associate ad un aumentato rischio di nascita di bambini prematuri e/o sottopeso. Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione tra la parodontite, l’infarto del miocardio, l’ischemia celebrale e la morte.

Impatto sistemico della parodontite

Studi epidemiologici hanno messo in evidenza una relazione tra parodontite, infarto miocardico ictus e mortalità. Nei pazienti con patologie infiammatorie del cavo orale, è stato osservato, inoltre, un aumento del rischio di infarto miocardico e di aterosclerosi. L'origine del fenomeno potrebbe essere attribuita al passaggio di batteri dal cavo orale all'apparato cardiocircolatorio, con conseguenti gravi danni all'endotelio quando venga raggiunto il sistema vascolare coronarico. Altri studi evidenziano che la correlazione parodontite-malattie cardiovascolari potrebbe essere dovuta ad una risposta autoimmunitaria causata dall'elevata somiglianza tra alcuni peptidi antigeni di origine batterica, come le proteine HSP, e le proteine umane.

Rimedi naturali e misure di supporto

I rimedi della nonna per le gengive infiammate sono spesso considerati un’alternativa naturale e sicura per alleviare i sintomi. Tra i rimedi più comuni ci sono l’applicazione di impacchi freddi o caldi sulla zona interessata, il risciacquo con soluzioni saline o con acqua e bicarbonato di sodio, l’utilizzo di tisane a base di camomilla o salvia, e l’applicazione diretta di oli essenziali come l’olio di tea tree o di chiodi di garofano. Il bicarbonato di sodio è un rimedio naturale molto utilizzato per alleviare i sintomi delle gengive infiammate.

È importante sottolineare che questi rimedi non sostituiscono la consulenza medica e non risolvono la causa sottostante dell’infiammazione gengivale. Se i sintomi persistono o peggiorano, è consigliabile consultare un dentista per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

Schema del parodonto e linfonodi cervicali

Tabella: Sintomi, cause e azioni consigliate

Sintomo Possibile causa Azione consigliata
Gengive arrossate, sanguinamento Gengivite, placca batterica Migliorare igiene orale, visita dentistica
Gonfiore e dolore gengivale Parodontite, pericoronite Visita odontoiatrica, scaling, eventuali antibiotici
Linfonodi del collo ingrossati Infezione dentale o orale Controllo dal dentista; se persiste >1 mese, ematologo
Mobilità dentale, recessione gengivale Parodontite avanzata Trattamento parodontale, terapie specialistiche
Video esplicativo sulla relazione tra infezioni orali e linfonodi

Numerosi studi dimostrano che chi soffre di parodontite ha valori leucociti circolanti e parametri infiammatori elevati (come la proteina C reattiva) rispetto alle persone sane. La prevenzione attraverso una corretta igiene orale e regolari controlli dal dentista è essenziale per mantenere la salute parodontale.

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