Come cucinare la pasta al dente: segreti e consigli

L’espressione “al dente” deriva dall’italiano e significa letteralmente “alla dentatura”. Cottura al dente è un termine della cucina italiana, consiste nel cuocere la pasta o il riso uno o due minuti prima del termine cottura, in modo tale che non scuociano. Per cottura al dente, si intende una pasta morbida fuori, quindi pronta ad essere mangiata, e leggermente croccante dentro. Appunto che se masticata non è molle.

Perché preferire la pasta al dente

Cuocere la pasta al dente non è solo una questione di preferenza, ma una vera e propria scienza che esalta il sapore, migliora la digeribilità e rende ogni piatto più gustoso. Una pasta cotta al dente, permette di essere digerita prima. Mentre se la mangi scotta, si rallenta il tempo di digestione e soprattutto aumentano i picchi glicemici. Da sapere: la pasta al dente è più salutare: una pasta cotta bene, al dente, è anche una pasta più salutare perché ha un minor impatto sull’indice glicemico e una minore stimolazione alla produzione di insulina.

Le regole base per ottenere la pasta al dente

  1. Seguire il tempo di cottura indicato: ogni formato ha il suo tempo ideale. Non date troppo credito al tempo riportato sulla confezione, ma non perché sia sbagliato, ma solo perché il vostro gusto personale potrebbe essere diverso da quello medio.
  2. Usare abbondante acqua: per ogni 100 g di pasta serve almeno 1 litro d’acqua (questo permette alla pasta di cuocere uniformemente senza attaccarsi). Per ogni 100 gr di pasta va utilizzato poco più di 1 litro di acqua.
  3. Salare l’acqua nel momento giusto: aggiungere il sale solo quando l’acqua ha raggiunto l’ebollizione evita che ritardi il processo di ebollizione e migliora l’assorbimento del sapore. Buttate la pasta solo quando il sale si sarà sciolto.
  4. Non tuffare la pasta con violenza: mi raccomando: non tuffate la pasta nell’acqua. Fatela scivolare dolcemente nell’acqua salata che bolle a manciate.
  5. Girare l’acqua delicatamente: appena calata la pasta va girata con un cucchiaio, una schiumarola o un mestolo, purché delicatamente e fino a che tutti i formati siano in sospensione nell’acqua.
  6. Assaggiare sempre: tutto il segreto della pasta al dente sta nell’assaggio. Provate la pasta a metà cottura e poi di nuovo alla fine, per capire quando raggiunge il grado di cottura che preferite.
  7. Non sciacquare la pasta: a meno che non si stia preparando un’insalata di pasta, non va mai sciacquata dopo la cottura.

Dettagli pratici sul tempo di cottura e sul comportamento in padella

Riferito al tempo di cottura, se sulla confezione vi è scritto 10 minuti al dente, si scola a 9 minuti se non si manteca. Se si manteca o si continua la cottura gli ultimi 2 minuti in padella, si scola a 7 minuti. Continuando la cottura gli ultimi 2 minuti in padella, otterrai un sughetto delicato e cremoso. Fate cuocere la pasta 1 minuto in meno rispetto al tempo indicato sulla confezione e poi scolatela con uno scolapasta, tenendo da parte l’acqua di cottura.

La pasta continua a cuocere anche dopo essere stata condita. Quindi scolate la pasta in base a quello che le succederà di lì a breve. Se la risottate occorreranno pochi minuti di cottura in pentola e una finitura in padella; se avete un sugo che deve essere legato anticipate di 2 minuti e legate con poca acqua di cottura (ricca di amidi); se avete un sugo freddo aspettate all’ultimo momento.

Qualità della materia prima e norme di produzione

La bontà della pasta è soprattutto merito del pastaio. La legge 580/170 infatti garantisce la validità qualitativa del prodotto. Solo se si rispetta la norma si può produrre in Italia pasta secca. Si parte dalla scelta dei grani ritenuti migliori per rapporto di proteine e quantitativo di glutine, vengono poi macinati della giusta grandezza, impastati con acqua nella quantità necessaria a formare una maglia glutinica abbastanza forte, la massa poi è trafilata con cura tale da avere un prodotto omogeneo, viene essiccata alla giusta temperatura per il tempo giusto, impedendo che ogni singolo formato presenti difetti e che la superficie sia porosa il giusto per abbracciare il sugo.

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La Pasta Valdigrano Qualità Superiore è prodotta con grano duro Kronos® 100% italiano, una varietà selezionata tra le più pregiate al mondo. Grazie a queste proprietà, la pasta mantiene una tenuta in cottura eccezionale, restando soda e perfettamente al dente anche dopo la mantecatura con il sugo.

Consigli sulla cottura specifica e alternative

La pasta è fatta principalmente di amido (carboidrati) e glutine (proteine). A contatto con l’acqua, le proteine creano il glutine, il “cemento” che dà struttura alla pasta e ne trattiene l’amido. Più forte è la tenuta glutinica, meno amido fuoriuscirà dalla pasta in cottura. Una piccola fuoriuscita di amido aiuta infatti la pasta a legarsi con il sugo, ma non deve essere eccessiva perché farebbe risultare la pasta collosa.

La pasta va buttata nell'acqua bollente: più l'acqua è calda, più rapidamente verrà assorbita dalla pasta per idratazione. in questo modo il calore raggiungerà il centro della pasta in fretta e questa cuocerà in modo uniforme.

6 metodi di cottura alternativa

  • Cottura passiva: buttiamo la pasta in acqua bollente e cuociamola per 2 minuti dalla ripresa del bollore, quindi spegniamo il fuoco. Copriamo e lasciamo la pasta a cuocere passivamente in acqua, senza dispersione di calore, per i minuti restanti secondo i tempi di cottura indicati sulla confezione.
  • Cottura express: si scola uno o due minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione. La cottura si completa poi in padella insieme al condimento.
  • Pasta risottata: si procede come con un risotto, versando la pasta e il condimento in un’unica padella e aggiungendo l’acqua a poco a poco in cottura; la pasta va mescolata continuamente e il liquido di cottura deve essere sempre bollente.
  • Doppia cottura: cuciniamo la pasta per metà del tempo indicato, la facciamo raffreddare con un filo d’olio e la riponiamo in frigorifero; al momento di servire la riversiamo per un minuto in acqua bollente e condiamo.
  • Cottura a campana: a due terzi del tempo di cottura la pasta va scolata, trasferita in una insalatiera e sigillata con pellicola trasparente che si gonfierà “a campana” completando la cottura a secco.
  • In pentola a pressione: gli ingredienti vanno messi tutti in pentola, con 100 ml d’acqua invece del litro canonico per 100 grammi di pasta; da inizio cottura ci vogliono circa 11 minuti.
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Problemi comuni e come evitarli

  • Non tutte le paste reagiscono allo stesso modo alla cottura: molto dipende dalla qualità, dalla forma, dalla lunghezza e dai tipi di pasta che scegliete.
  • A volte qualcuno cuoce insieme due tipi di pasta con diversi tempi di cottura: si rischia che uno dei due tipi si cuocia prima o dopo ottenendo un piatto squilibrato.
  • Non lasciate la pasta da sola durante la cottura: sorvegliate la pentola che bolle per verificare che la temperatura non salga eccessivamente e che l’acqua non strabocchi.
  • Se realizzate sughi troppo liquidi, per addensarli potete aggiungere dell’amido di mais; per zuppe o minestre utilizzate la fecola di patate.

Il “crash test” dei pastai e la percezione individuale

Lo sapevate che i pastai italiani sottopongono i formati di pasta all’equivalente automobilistico di veri e propri “crash test”? Lo fanno per verificare aspetto, tenuta in cottura, resistenza alla masticazione, ma anche aspetto e “solidità” del formato. La pasta secca in cottura raggiunge un punto di gradevolezza estrema con una certa lentezza ma spesso trapassa verso uno stato meno invitante con maggiore velocità. La gradevolezza si sa non è però un dato universale. Pasta al dente: una percezione individuale.

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5 momenti fondamentali da non sottovalutare

  1. Non far cadere la pasta nell’acqua: far scivolare dolcemente evitandone la rottura.
  2. Mescolare appena calata per permettere all’acqua di circondare la pasta uniformemente.
  3. Sorvegliare la cottura e annusare il vapore per verificare eventuali odori sospetti.
  4. Assaggiare durante la cottura per capire il punto desiderato.
  5. Scolare tenendo conto del condimento e usare l’acqua di cottura per legare i sughi.

Consigli pratici finali

Utilizzate una pentola alta e capiente per cuocerla, aggiungete il sale all'inizio del bollore e mescolate spesso i vostri spaghetti per i primi 5 minuti di cottura per poi continuare a mescolarli, finché non saranno cotti, a intervalli regolari. Rispettate le proporzioni 1, 10, 100, che significa che per 1 l d’acqua occorrono 10 g di sale ogni 100 g di pasta. Queste proporzioni consentono alla pasta di muoversi bene all'interno della pentola durante la cottura e favoriscono l'accumulo di calore necessario per riportare l’acqua più rapidamente al punto di ebollizione dopo averla versata.

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Preparare un piatto di pasta sembra banale, ma in realtà ci sono tanti piccoli trucchi da seguire affinché il risultato sia perfetto per ogni condimento e per tutti i palati. Ingrediente vario e dai molteplici utilizzi, la pasta è ottima in ogni stagione e si abbina alla perfezione con qualsiasi tipo di condimento o di ingrediente. Completate la preparazione aggiungendo il sugo, la salsa o i condimenti che preferite, come quello delizioso al vino rosso e speck della nostra ricetta.

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