
Indirizzo: Via Giambattista Passeri N. Situato nel quadrante nord-occidentale del centro, il complesso di San Giovanni risale al XVI secolo quando fu costruito da Francesco Maria Della Rovere su progetto dell’architetto Girolamo Genga, divenendo, negli anni sessanta del Novecento, deposito di materiali dismessi e rimessa degli automezzi. La storia moderna del complesso ha inizio nel 1998, quando per recuperarlo il Comune coinvolge la fondazione Scavolini, la quale assegna la redazione di un primo progetto a Danilo Guerri, Franco Panzini (per la definizione delle aree verdi) e Massimo Carmassi, il quale lavora al solo progetto preliminare.
Guerri restituisce un senso contemporaneo a un edificio snaturato da trasformazioni, introducendo un lungo porticato con capriate in legno e copertura trasparente che aggetta sulle estremità, cingendo così lo spazio verde antistante. Si ridefiniscono i due accessi principali: su via Passeri, con un’asola vetrata aperta nella cortina muraria del prospetto, e il secondo collegato a un “caffè letterario” che accoglie i visitatori della biblioteca. Le principali sale di lettura sono ricavate dalle grandi aule capitolare e refettorio; al piano superiore, il lungo corridoio che distribuiva alle celle dei monaci viene rivisitato grazie a un’illuminazione dall’alto, sfruttando il sottotetto per tavoli di consultazione e piccoli studioli.
Nell’altro braccio, in corrispondenza della sala capitolare, una cortina vetrata definisce una galleria di lettura che si proietta verso il parco pubblico, mentre al piano superiore funge da terrazza coperta. L’ingresso secondario permette l’accesso a una serie di alloggi convenzionati, contribuendo alla continuità d’uso e alla definizione del complesso come “parte viva” della città. Collaborano alla progettazione Cristina Neri, Marta Papakristo, Roberto Pesaresi e Alberto Pozzi; il progetto strutturale è opera dell’ingegnere Rodolfo Antonucci, Luciano Federici e Simona Ragaglia, mentre il progetto del giardino è di Franco Panzini. Il progetto grafico degli interni è di Massimo Dolcini. Progetti n. Costruire in laterizio n. Danilo Guerri.
Inaugura lo spazio espositivo Bramante Genga: strumenti topografici antichi e moderni, provenienti dal Gabinetto di Topografia dell’ITG, che raccontano la storia della disciplina dal 1700 ai giorni nostri. L’esposizione, restaurata dall’Osservatorio Ximeniano di Firenze e dai professori Renzo Macii ed Emilio Borghi, testimonia l’impegno della scuola nel custodire reperti storici e nel proseguire una tradizione tecnica lunga secoli. La preside Anna Gennari sottolinea l’importanza di aprire al pubblico questo museo storico, che contiene elementi preziosi e offre uno sguardo intriso di cultura e formazione.
Oltre agli strumenti tecnici, la scuola ospita una teca dedicata agli oggetti economici, con l’intenzione di arricchirla col tempo. L’inaugurazione è la seconda: la precedente sede dell’ITG “G.Genga” ospita ora studenti del Liceo Linguistico, mantenendo vivo il legame tra passato e presente. Lo spazio espositivo è stato ideato dai docenti Luca Bondi e Paolo Stirocco, realizzato da Frabbri Group Italia Srl, e allestito con l’assistenza tecnica di Nadia Mazzarella, che ha sistemato ogni oggetto nelle teche secondo una logica precisa.
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Le origini della nostra scuola affondano in tempi antichi: fin dall’inizio i primi iscritti arrivavano agli esami di licenza con esiti elevati, come dimostrano i dati del 1868. Nel 1885, il Ministero aggiunge al Bramante una sezione di commercio e ragioneria, per soddisfare le numerose richieste di giovani aspiranti ragionieri. La popolazione scolastica cresce costantemente: dagli 84 alunni del 1867/68 ai 290 del 1931/32, ai 399 del 1939/40 e ai 666 del 1960/61, osservando una crescita maggiore rispetto all’aumento demografico della città e della provincia.
Nel 1926 l’istituto si trasferisce al nuovo edificio in Largo Aldo Moro, dotato di buone attrezzature per le materie tecnico-scientifiche e di una biblioteca che si arricchisce nel tempo grazie a donazioni e acquisti. La crescita degli iscritti porta al massiccio incremento nel 1971/72, toccando 1005 studenti. A fine anni ’70 viene costruito un Campus scolastico nel sud di Pesaro, su progetto dell’architetto Aymonino, per ospitare quattro istituti pesaresi, tra cui l’ITG Genga.
Con l’aumento degli iscritti, la scuola giunge a 1787 presenze nell’anno accademico 1971/72 (1179 ragionieri e 608 geometri). L’istituto per Geometri diviene autonomo nella sede di Viale della Repubblica e, nel 1976, il Collegio dei Docenti propone di intitolarlo a Girolamo Genga, promessa ufficializzata dal Presidente della Repubblica nel 1977. Lo stemma dell’istituto è creato dalla prof.ssa Emma Corvo. Nel 1984 entrambi gli istituti si trasferiscono nel Campus di Pesaro in via Nanterre. Nel 2013 l’ITG “Genga” entra tra le scuole sottodimensionate, perdendo parte del personale dirigente. Il 2015 vede la fusione con l’ITC Bramante per formare l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico Dinamico “D. Bramante - G. Genga”, con circa 950 alunni, 42 classi e circa 130 tra docenti e personale ATA.
| Fase | Evento |
|---|---|
| XV secolo | Costruzione del complesso di San Giovanni su progetto di Girolamo Genga |
| 1960s | Deposito di materiali dismessi e rimessa degli automezzi |
| 1998 | Recupero del complesso e avvio dei progetti di restauro |
| 1970s-1980s | Strategie di espansione e Campus scolastico |
| 2015 | Fusioni per formare IT "D. Bramante - G. Genga" |
La configurazione attuale della biblioteca e degli spazi universitari collega passato storico e funzione educativa contemporanea, mantenendo vive le tradizioni tecniche e accademiche della città di Pesaro.
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