
L’Endodonzia è la Disciplina dell’Odontoiatria che si occupa delle malattie della polpa dentale e della loro relativa cura. L’Endodonzia microscopica rappresenta un’evoluzione dell’Endodonzia, poiché sfrutta l’uso di microscopi odontoiatrici per migliorare la precisione e l’efficacia degli interventi terapeutici all’interno dei denti.
Per comprendere meglio l’Endodonzia microscopica occorre dedicare un piccolo inciso alla polpa dentale. Quest’ultima, che si trova all’interno del dente, è costituita da vasi sanguigni e terminazioni nervose che, quando danneggiate da batteri o traumi, possono causare forti dolori e infiammazioni. Quando la polpa è infiammata, si parla di pulpite, che può essere reversibile o irreversibile.
L’Endodonzia microscopica si avvale dell’utilizzo del microscopio per l’endodonzia, uno strumento che consente di ingrandire le strutture dentali interne, permettendo al dentista di vedere dettagli che a occhio nudo sarebbero invisibili. Questo strumento è fondamentale nella microscopia endodontica, in quanto consente di trattare in modo preciso e accurato anche i canali radicolari più complessi e difficili da raggiungere.
L'ingrandimento consente persino di prendere in considerazione alcune opzioni terapeutiche che altrimenti non sarebbero possibili. Vedere meglio significa lavorare meglio, soprattutto in micro-odontoiatria. Il miglioramento della visione con strumenti di ingrandimento migliora sensibilmente sia la diagnostica che l’esecuzione di una procedura.
L'uso del microscopio in odontoiatria conservativa durante il posizionamento dei restauri adesivi migliora la qualità dei margini, la tenuta delle otturazioni e previene quindi le sensibilità post-operatorie così come le recidive cariose.
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Il microscopio operatorio permette, grazie alla coincidenza del fascio di luce illuminante con quella dell’asse visivo, di vedere immagini in un canale stretto e lungo (come è il canale di un dente). Il dentista può lavorare con ingrandimenti fino a 36 volte superiori rispetto alla visione a occhio nudo.
Il microscopio permette di effettuare trattamenti complessi come la cura di denti con canali molto calcifici, la rimozione di perni metallici o in fibra, la rimozione di strumenti rotti all’interno dei canali, la riparazione di eventuali perforazioni con l’applicazione, assolutamente precisa, dei nuovi biomateriali.
Strumenti rotti: può succedere durante la strumentazione del canale radicolare che uno strumento manuale o ruotante si fratturi. Prima dell’introduzione della microscopia si sarebbe tentato di creare un passaggio lateralmente alla lima fratturata, operazione molto lunga e non sempre coronata dal successo. Ora utilizzando una punta a ultrasuoni molto sottile la si fa ruotare attorno allo strumento rotto, ben visibile con il microscopio. Questa azione degli ultrasuoni crea un solco attorno all’ostruzione, porta via i detriti dentinali ed espone alcuni millimetri più coronali dell’ostruzione. Normalmente, durante l’uso degli ultrasuoni l’ostacolo comincia ad allentarsi, a svitarsi e a ruotare su se stesso. Anche in questo caso la rimozione si effettua con le stesse modalità viste prima.
Rimozione di perni in fibra: negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dell’utilizzo di perni in fibra di carbonio e fibra di vetro per la ricostruzione post-endodontica dei denti devitalizzati. Quando ci si trova nella necessità di dover togliere il perno per ritrattare il dente, si deve consumare il perno fino alla sua completa eliminazione. Anche in questo caso l’utilizzo del microscopio e di frese a ultrasuoni ci permette la rimozione del perno senza incorrere nel rischio di perforare la radice.
Al giorno d’oggi va molto in voga l’acronimo M.I.E. che sta per “Minimal Invasive Endodontics”, ossia Endodonzia Minimamente Invasiva. Il concetto espresso prima, ossia il recupero a vita dell’elemento dentale, sottintende una serie di fasi operative molto precise e che conservano al massimo la struttura residua del dente. Questo è sempre di più possibile grazie alle avanzate tecnologie che sono a disposizione del clinico.
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L’avvento del microscopio operatorio in odontoiatria e soprattutto in endodonzia ha cambiato completamente l’approccio diagnostico e terapeutico: oggi si possono proporre al paziente ed eseguire piani di trattamento per il recupero dell’elemento dentario che anni fa erano inimmaginabili. Questi trattamenti, a livello endodontico, danno una predicibilità di risultati molto elevata. Si pensi solo alla chirurgia endodontica, che non a caso oggi viene definita “micro endodonzia chirurgica”.
Sulla base dei risultati di un recente studio pubblicato sul Journal of Endodontics di maggio 2017 si è potuto constatare che l'uso di un microscopio operatorio può migliorare l'esito dei trattamenti canalari non chirurgici (NS RCT) in modo significativo soprattutto nei casi di elementi dentali con complessità anatomica.
Questo studio retrospettivo ha incluso primi molari superiori trattati endodonticamente con apparenti precedenti trattamenti canalari e restauri sovrastanti adeguati. Sono stati inclusi 195 primi molari superiori e divisi in 2 gruppi: gruppo 1, ove l'iniziale NS RCT era stato eseguito usando un microscopio operatorio (N = 83) e gruppo 2 ove NS RCT era stato eseguito senza il supporto di un microscopio (n = 112).
| Parametro | Gruppo con microscopio | Gruppo senza microscopio |
|---|---|---|
| Numero casi | 83 | 112 |
| Probabilità di lesione periapicale dopo trattamento iniziale | Inferiore | Tre volte maggiore (Odds ratio = 3.1) |
| Associazione omessa MB2 → lesione MB PAR | Non significativa | Significativa (rapporto di probabilità = 5,1) |
Dai risultati di questo studio si è potuto constatare che la probabilità di riscontrare una lesione periapicale è tre volte maggiore nei casi in cui il trattamento canalare iniziale era stato eseguito senza l'impiego di un microscopio. Inoltre è stata osservata una significativa associazione tra un canale MB2 non individuato durante il primo trattamento canalare e la comparsa di una lesione periapicale a carico della radice mesio-buccale specialmente nei trattamenti senza microscopia.
L'uso di un microscopio in odontoiatria richiede una formazione specifica. Per poter lavorare correttamente e comodamente, il professionista deve adottare una posizione ben precisa. L'acquisto di un microscopio operatorio implica un certo costo.
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Ottenere belle immagini grazie a un forte ingrandimento e una buona illuminazione del microscopio operatorio rimane insufficiente. È necessario anche l'addestramento clinico sulla micro-strumentazione e l'ergonomia operatoria affinché i vantaggi ottici si traducano effettivamente in migliori risultati clinici.
Nel nostro Studio utilizziamo il microscopio intraoperatorio digitale Zeiss, che consente di aumentare la precisione del trattamento, migliorare la qualità delle cure e ridurre il rischio di errori. Un sistema digitale che registri tutto l’intervento eseguito in microscopia esiste già: è la telecamera in 3CCD o una fotocamera digitale che si applica, tramite partitore ottico, al corpo del microscopio e permette di filmare o fotografare, in parte o del tutto, l’intervento proiettando in contemporanea le immagini su un monitor.
La possibilità di salvare e archiviare immagini, video e dati del paziente durante un intervento in microscopia assicura una registrazione dettagliata e precisa della diagnosi e del trattamento eseguito e offre altresì una preziosa fonte di informazioni per corsi di aggiornamento, pubblicazioni, scambio con i colleghi e, infine, per tutelarsi da eventuali contenziosi medico legali.
Gli ausili ottici come il microscopio operatorio sono diventati strumenti imprescindibili nell'esercizio dell'odontoiatria moderna. L'Associazione Americana di Endodonzia suggerisce addirittura che tutti gli endodontisti imparino a utilizzare il microscopio operatorio e ne incorporino l'uso nella loro pratica odontoiatrica quotidiana.
Gli endodontisti dovrebbero sempre più frequentare corsi di formazione per l'utilizzo della microscopia operatoria e operarsi in maniera tale da fornire il proprio studio di tale ausilio ormai fondamentale per un'endodonzia di eccellente qualità. L'endodonzia ideale si pratica alla scala del decimo di millimetro.
In conclusione pratica, l'incapacità di individuare e trattare in modo adeguato l'intero sistema canalare è una delle principali cause di fallimento endodontico a distanza. L'uso di un microscopio operatorio consente di individuare i canali normalmente difficili da localizzare e trattare in assenza di un ingrandimento avanzato, riducendo in modo significativo la comparsa di lesioni apicali di ordine endodontico a distanza di anni e aumentando la percentuale di guarigione.
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