
La rimozione delle placche maxillo-facciali è una procedura chirurgica che viene eseguita dopo interventi di ricostruzione o correzione delle ossa facciali, spesso utilizzata in seguito a traumi o a interventi per correggere malformazioni congenite o acquisite. In questo articolo assieme al dott. Le placche maxillo-facciali vengono utilizzate in chirurgia maxillo-facciale per stabilizzare le ossa del volto dopo interventi correttivi o traumi. Queste placche e viti sono realizzate in materiali biocompatibili come il titanio, un materiale estremamente resistente e sicuro per il corpo umano.
Sebbene le placche in titanio siano progettate per rimanere nell’organismo senza causare problemi, ci sono situazioni in cui potrebbe essere necessaria o consigliabile la rimozione. Fastidio o dolore cronico: In alcuni casi, le placche possono causare fastidio o irritazione a lungo termine. Infezioni: Le infezioni sono una complicanza rara, ma possibile, e possono richiedere la rimozione delle placche. In caso di esposizione della placca attraverso la pelle o la mucosa orale, il rischio di infezioni aumenta. Intolleranza ai materiali: Anche se il titanio è considerato biocompatibile, in rarissimi casi i pazienti possono sviluppare una intolleranza ai materiali.
La rimozione delle placche maxillo-facciali è generalmente una procedura meno complessa rispetto all’intervento di inserimento iniziale. Intervento: Il chirurgo esegue una piccola incisione nella zona dove è posizionata la placca, rimuovendo le viti e la placca stessa. Negli ultimi anni, si sono sviluppate nuove tecnologie per la fissazione ossea in chirurgia maxillo-facciale, inclusi mezzi di sintesi riassorbibili. Queste placche si dissolvono naturalmente nel tempo, riducendo la necessità di interventi di rimozione successivi.
Se hai mezzi di sintesi-fissazione nel volto, la decisione di rimuoverli dipende da vari fattori: esposizione nel cavo orale o attraverso la cute, presenza di infezione, sintomi fastidiosi o irritazione. In presenza di intolleranza individuale o se i dispositivi compromettono la salute a lungo termine, si valuta la rimozione. La chirurgia può essere eseguita in anestesia locale con sedazione oppure in anestesia generale, con ricovero in Day Hospital o con una notte di ricovero. In tutti i casi, quando posizionati nel cavo orale, è richiesta una attenta igiene.
Le ricostruzioni ossee del massiccio facciale hanno molteplici finalità: restituire la continuità dei profili scheletrici, ricreare la stabilità meccanica strutturale e garantire un sufficiente volume osseo per riabilitazioni implantari. Gli innesti ossei possono essere autologhi o omologhi (osso di banca). L’innesto autologo è considerato il migliore ma richiede un prelievo dal paziente stesso; l’osso di banca è di qualità inferiore ma non necessita di prelievo. Per aumentare le percentuali di successo, se l’intervento coinvolge il cavo orale, si riveste gli innesti ossei con uno strato di Pericranio, un tessuto fibroso che migliora l’adesione tessutale.
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La ricostruzione ossea CAD-CAM rappresenta una rivoluzione nell’ortognatica e nella chirurgia maxillo-facciale: consente di pianificare e realizzare impianti ossei su misura per il paziente, migliorando precisione, tempo chirurgico e recupero. Il processo CAD-CAM combina diagnostica digitale, progettazione 3D e produzione di impianti biocompatibili come titanio o ceramica. L’intervento può essere eseguito in anestesia locale o generale a seconda della complessità e il recupero varia: molte persone riprendono le normali attività entro settimane.
La chirurgia maxillo-facciale della mandibola è indicata in numerosi scenari: fratture facciali, malformazioni congenite, correzioni di asimmetrie, patologie ATM, malocclusioni dentali e ostruzione delle vie aeree. La rimozione dei mezzi di fissazione interni viene considerata in caso di complicanze, come infezioni o esposizione cutanea/mucosa, o per motivi estetici. In caso di resezione mandibolare, la ricostruzione CAD-CAM consente di ripristinare funzionalità ed estetica in modo personalizzato.
La chirurgia ortognatica comporta il riposizionamento della mandibola e l’armonizzazione facciale, spesso accompagnata da trattamenti ortodontici pre-operatori per garantire una occlusione corretta. L’implantologia dentale offre soluzioni a lungo termine per denti mancanti, con osteointegrazione come processo di fissaggio. La chirurgia ATM e la labiopalatoschisi sono altre aree chiave, che richiedono competenze complesse e approcci multidisciplinari. La chirurgia traumatologica facciale si occupa di ricostruire ferite, fratture e tessuti molli danneggiati.
Durante il recupero post-operatorio, i pazienti possono sperimentare dolore, gonfiore e limitazioni alimentari nelle settimane iniziali. L’igiene orale è fondamentale per prevenire infezioni. Le visite di controllo guidano la guarigione, e le restrizioni sull’attività fisica vengono progressively ridotte nel tempo. Il periodo di recupero può richiedere mesi, ma la maggior parte dei pazienti raggiunge una routine normale gradualmente.
Il Dott. Domenico Valente è citato come referente nel campo della chirurgia maxillo-facciale in Italia, con competenze in traumatologia, esiti di trauma e chirurgia estetica. Il team di ortognatica e la clinica di ortognatica Roma offrono un supporto specializzato ai pazienti, con indirizzo in via Nomentana 311 a Roma. Anche il Dott. Valerio Ramieri è menzionato come specialista in chirurgia maxillo-facciale, offrendo competenze in orthognathic surgery e trattamenti completi per patologie facciali.
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Come ogni procedura chirurgica, anche la rimozione dei mezzi di fissazione interna comporta rischi, tra cui infezioni, sanguinamenti, danni ai nervi o ai tessuti circostanti e cicatrici. È fondamentale una pianificazione accurata, una corretta igiene e follow-up post-operatorio per minimizzare le complicazioni.
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